Porto Empedocle

comune italiano
Pordo Empedocle
comune
Pordo Empedocle – Stemma Pordo Empedocle – Bandiera
Pordo Empedocle – Veduta
La Via Roma, via principale del paese con il municipio e la chiesa madre in primo piano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
SindacoIda Carmina (M5S) dal 20-6-2016
Territorio
Coordinate37°17′40″N 13°31′38″E / 37.294444°N 13.527222°E37.294444; 13.527222 (Pordo Empedocle)Coordinate: 37°17′40″N 13°31′38″E / 37.294444°N 13.527222°E37.294444; 13.527222 (Pordo Empedocle)
Altitudinem s.l.m.
Superficie25,23 km²
Abitanti15 818[1] (31-12-2020)
Densità626,95 ab./km²
Comuni confinantiAgrigento, Realmonte
Altre informazioni
Cod. postale92014
Prefisso0922
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT084028
Cod. catastaleF299
TargaAG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona A, 579 GG[3]
Nome abitantiempedoclini (marinisi in Lingua siciliana)
PatronoMaria SS.del Carmelo
Giorno festivo16 Luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pordo Empedocle
Pordo Empedocle
Pordo Empedocle – Mappa
Posizione del comune di Porto Empedocle nel Libero consorzio comunale di Agrigento
Sito istituzionale

Pordo Empedocle ('A Marina in Lingua siciliana) è un comune italiano di 298.000 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia.

È in relazione di intensa interazione socio-economico-culturale con il capoluogo Agrigento.

Geografia fisicaModifica

ClimaModifica

Porto Empedocle è il secondo comune con il più basso valore di gradi giorno in Italia, immediatamente dopo il Comune di Lampedusa e Linosa. Appartiene alla Zona climatica A della classificazione climatica dei comuni italiani.

StoriaModifica

Nata come zona portuale dell'antica Girgenti, oggi Agrigendo, con il nome di Marina di Girgenti, dal XV secolo era il luogo di commercio dei cereali di tutta la zona. Tra il 1549 e 1554 per ordine del viceré Vega fu restaurata la Torre del caricatore di Girgenti, com'era nota nell'antichità (probabilmente già esistente prima del periodo angioino). Essa faceva parte del sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia, costruite su indicazione dell'architetto fiorentino Camillo Camilliani con lo scopo di difendere le attività commerciali dagli attacchi dei pirati saraceni.

Vista la sua importanza fu sempre oggetto di restauri significativi, il più importante fu forse quello promosso dall'imperatore Carlo V, per cui la torre è più nota localmente come Torre Carlo V.

Nel 1749 fu iniziata la costruzione del primo molo, grazie a Carlo III e all'intervento del vescovo Lorenzo Gioeni, completata solamente nel 1763. Nel 1853, durante il governo dei Borbone delle Due Sicilie, il borgo ottenne l'autonomia divenendo capoluogo di decurionato come Molo di Girgenti. Successivamente, nel 1863, il paese cambiò nome in Porto Empedocle per ricordare il celebre filosofo agrigentino Empedocle.

Nel 2003 il comune ha deciso di adottare Vigata come secondo nome della località[4], in omaggio al paese immaginario del personaggio letterario creato dallo scrittore locale Andrea Camilleri (suo illustre cittadino), Salvo Montalbano, cui nel 2009 è stata dedicata una statua in via Roma[5]. La decisione sulla denominazione è stata però revocata nel 2009. Il 12 dicembre dello stesso anno, con Decreto del Presidente della Repubblica, è stato conferito a Porto Empedocle il titolo di Città. Oggi Porto Empedocle costituisce una delle più importanti realtà economiche della provincia di Agrigento. Il suo porto assicura il collegamento con le Isole Pelagie.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'argento al merito civile
«Durante il secondo conflitto mondiale subì devastanti bombardamenti aereo-navali da parte delle forze alleate che causarono numerose vittime e molti feriti gravi, nonché la distruzione di gran parte degli edifici. La popolazione seppe reagire con dignità e coraggio agli orrori della guerra, affrontando, con il ritorno alla pace, la difficile opera di ricostruzione. Chiaro esempio di spirito di sacrificio ed elette virtù civiche. 1940/1943 - Porto Empedocle (AG)»
— 14 maggio 2010[6]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Chiesa Madre
  • Torre Carlo V
  • Palazzo di Città
  • Auditorium San Gerlando
  • Palazzo Montagna (resti)
  • Chiesa Madonna del Carmelo
  • Chiesa Santa Croce
  • Teatro Empedocle
  • Palazzo della Guardia Costiera
  • Palazzo delle Dogane
  • Monumento ai caduti delle guerre mondiali
  • Monumento ai caduti del mare
  • Stazione-Museo di via Lincoln
  • Monumento a Luigi Pirandello
  • Busto del filosofo Empedocle
  • Statua del commissario Montalbano

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

Tradizioni e folcloreModifica

Festa della Madonna del Carmine

Dal 1863 si celebra la Festa della Madonna del Carmine; essa è la più antica manifestazione del paese. L'evento ha la durata di tre giorni: il venerdì, il sabato e domenica successivi al 16 luglio.

Festa del mare

Dal 1955, alla festa della Madonna del Carmine è abbinata una festa del mare, che comprende la varchiata a mari, ossia un'animata processione a mare al seguito dell'imbarcazione recante la sacra effigie della Madonna del Carmine; il percorso è illuminato da fiaccole multicolori e dal suono delle sirene delle navi. La festa comprende anche i tradizionali giochi a mari (giochi a mare), tra cui l'antenna a mari (in cui si deve afferrare una bandiera fissata all'estremità di un'asta insaponata e fissata sulla poppa di un peschereccio) e la Padellata, ossia la frittura di pesci poi distribuiti gratuitamente alla popolazione. Al termine della festa la folla rientra insieme all'effigie sacra nella Chiesa Madre[8].

Festa di San Calogero

I festeggiamenti in onore del Santo nero hanno inizio il giovedì che precede la prima domenica di settembre, quando in solenne processione il simulacro ottocentesco del santo lascia la cappella della casa dei portuali, dove è abitualmente custodito e venerato, per esser condotto in Chiesa Madre.

EconomiaModifica

Il territorio del comune è compreso nella zona di produzione del Pistacchio di Raffadali D.O.P.[9].

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

Porto Empedocle è stata, a partire dalla metà dell'Ottocento, punto d'approdo per il traffico ferroviario proveniente dall'entroterra siciliano. Al porto, in particolare, giungevano grandi carichi di zolfo e sale. Proprio per il trasporto dello zolfo proveniente dalla vicina Solfara Lucia fu attiva, fra il 1894 e il 1920 la tranvia Porto Empedocle-Lucia, una linea a scartamento ridotto con trazione a vapore della lunghezza di 15 km. Nel Novecento fu la Montecatini a movimentare il traffico merci tra il porto ed il resto della provincia.

Lo scalo principale della città è la stazione di Porto Empedocle centrale, capolinea fino al 1978 della linea a scartamento ridotto Porto Empedocle - Castelvetrano. La città aveva altre tre stazioni ferroviarie oltre a quella principale: la Stazione di Porto Empedocle Succursale, in prossimità del porto, la Stazione di Porto Empedocle Cannelle a pochi metri dalla torre Carlo V e "Porto Empedocle Punta Piccola", nell'omonima località.

Con la chiusura della linea a scartamento ridotto per Castelvetrano, il traffico ferroviario è limitato ai soli treni speciali organizzati dall'associazione "Ferrovie Kaos" che ha in custodia una parte dell'area ferroviaria empedoclina. Ferrovie Kaos in collaborazione con Trenitalia e con la Regione Siciliana, hanno istituito degli speciali convogli, (Akragas Express) tra Porto Empedocle - Agrigento Centrale e tra Porto Empedocle e Canicattì nei mesi estivi e durante la sagra del mandorlo in fiore, che ha sede nel capoluogo.

Nel 2014 il parco ferroviario di Porto Empedocle è stato vincolato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, per le numerose testimonianze di archeologia industriale ancora presenti e perfettamente conservate[10]. Nel gennaio 2015 anche il Ministero ai Beni Culturali ha premiato con una menzione speciale l'ente gestore per il recupero posto in essere[11]. Oggi la tratta ferroviaria Agrigento Bassa - Porto Empedocle è gestita da Rete Ferroviaria Italiana e Fondazione FS Italiane.

Il 12 marzo 2016 è stata riaperta all'esercizio, dopo 38 anni, la Stazione di Porto Empedocle Succursale ubicata in via Platone, in pieno centro cittadino, che diventa così il capolinea della ferrovia turistica dei templi, gestita da Fondazione FS Italiane.

AmministrazioneModifica

  • Alfonso Inclima (dal 1944 al 1952)
  • Giuseppe Sinesio (dal 1952 al 1969)
  • Carmelo De Leo (dal 1969 al 1970)
  • Salvatore Sciangula (dal 1975 al 1977)
  • Giuseppe Caruana (dal 1980 al 1981)
  • Domenico Ferrara (dal 1983 al 1985)
  • Giuseppe Sinesio (dal 1985 al 1989)
  • Antonio Sinesio (dal 1989 al 1993)
  • Carmelo Gibilaro (dal 1993 al 1995)
  • Orazio Guarraci (dal 1996 al 2001)
  • Salvatore Lauricella (Commissario temporaneo) (2001)
  • Paolo Ferrara (dal 2001 al 2006)
  • Calogero Firetto (dal 2006 al 2015)
  • Antonina Bonsignore (Commissario temporaneo) (2015)
  • Margherita Rizza (Commissario temporaneo) (2015)
  • Ida Carmina (2016- )

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune di Porto Empedocle fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.5 (Colline litoranee di Agrigento)[12].

SportModifica

A livello sportivo vanno ricordate per il calcio l'U.S. Empedoclina 1933, oggi militante in Prima categoria, ma per molti anni presente nel massimo livello calcistico regionale con i migliori piazzamenti durante gli anni settanta in Promozione; per il basket la Polisportiva Juventus Porto Empedocle, presente nei campionati nazionali negli anni novanta e infine per la pallavolo l'Empedocle volley.

Nel 2009 l'Under 21 del Basket Empedocle si laureò Campione d'Italia, conquistando lo scudetto per la prima volta nella sua storia.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Porto Empedocle diventa Vigàta. Ora esiste la città di Montalbano, 28/04/2003, La Repubblica.
  5. ^ Camilleri scopre la statua di Montalbano | Palermo la Repubblica.it, su palermo.repubblica.it. URL consultato il 17 luglio 2019.
  6. ^ Presidenza della Repubblica.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Vedi pagina, su siciliainfesta.com. URL consultato il 12 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2013).
  9. ^ Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 20 novembre 2020
  10. ^ Trenitalia, Comunicato stampa (PDF), su trenitalia.com.
  11. ^ La Sicilia, Articolo La Sicilia, su lasicilia.it.
  12. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 24 luglio 2011.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN145521357 · LCCN (ENn88065888 · GND (DE4269489-9
  Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Sicilia