Porto Venere

comune italiano
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Porto Venere (IPA: [pɔrtoˈvɛːnere][3], Pòrtivene in ligure e nella variante locale[4]), scritto anche Portovenere, è un comune italiano di 3 270 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria. Per la sua estensione territoriale urbana è il comune più piccolo della provincia spezzina.

Porto Venere
comune
Porto Venere – Stemma
Porto Venere – Bandiera
Porto Venere – Veduta
Porto Venere – Veduta
Panorama di Porto Venere
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia della Spezia-Stemma.svg La Spezia
Amministrazione
SindacoMatteo Cozzani (lista civica di centro-destra Portovenere - Le Grazie - Fezzano) dal 27-5-2013 (2º mandato dal 10-6-2018)
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°03′34.41″N 9°50′16.95″E / 44.059558°N 9.838042°E44.059558; 9.838042 (Porto Venere)
Altitudinem s.l.m.
Superficie7,66 km²
Abitanti3 270[1] (31-8-2022)
Densità426,89 ab./km²
FrazioniFezzano, Le Grazie
Comuni confinantiLa Spezia
Altre informazioni
Cod. postale19025
Prefisso0187
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT011022
Cod. catastaleG925
TargaSP
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Nome abitantiportoveneresi
PatronoMadonna Bianca
Giorno festivo17 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Porto Venere
Porto Venere
Porto Venere – Mappa
Porto Venere – Mappa
Posizione del comune di Porto Venere nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Nel 1997 Porto Venere, insieme con le isole Palmaria, Tino, Tinetto e le Cinque Terre è stato inserito tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Il toponimo Portovenere è conosciuto internazionalmente come la variante più diffusa, nonostante lo stesso statuto comunale, in virtù della tradizione storica consolidata, preveda la forma staccata del toponimo (Porto Venere) in tutti gli atti e documenti comunali ufficiali[5]; l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), ente capofila e di rilevazione per lo Stato italiano, trascrive invece nei suoi documenti e censimenti la forma attaccata.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

 
Porto Venere dalla Palmaria

Il paese di Porto Venere [6] sorge all'estremità meridionale di una penisola, la quale, distaccandosi dalla frastagliata linea di costa della riviera ligure di levante, va a formare la sponda occidentale del golfo della Spezia, detto anche "golfo dei Poeti". Alla fine di questa penisola si trovano tre piccole isole: la Palmaria, il Tino e il Tinetto; solo l'isola Palmaria, che sorge proprio di fronte al borgo di Porto Venere al di là di uno stretto braccio di mare, è in piccola parte abitata.

Molto note sono le spiagge del comprensorio, grazie all'acqua cristallina e alla forte corrente del mar Ligure, che in prossimità della costa raggiunge repentinamente discrete profondità. Da segnalare le spiagge del lato nordovest dell'Isola Palmaria, citate peraltro nella Guida Blu del Touring Club Italiano e Legambiente. Sul borgo antico del paese, sulla falesia e sulle isole dell'arcipelago insiste il parco naturale regionale di Porto Venere, gestito dall'omonimo ufficio comunale.

ClimaModifica

 
La Grotta Vulcanica di Palmaria

Il clima è tipico mediterraneo, pressoché privo di episodi di gelo in inverno. Tuttavia, le precipitazioni possono essere molto abbondanti, specialmente in autunno e primavera, a causa dell'orografia della riviera di Levante.

Nel territorio comunale, è ubicata la stazione meteorologica di Isola di Palmaria, i cui dati possono essere ritenuti simili a quelli che si verificano a Porto Venere e nelle zone limitrofe.

Particolarità: molto evidenti in primavera, estate e autunno sono le "termiche", ovvero i venti che soffiano influenzati dalle condizioni climatiche; di notte/prima mattina soffia il vento di terra, in dialetto chiamato "avaxia", proveniente da NE. Nella tarda mattinata si alza il "Maestralino", proveniente da NW, che entra dalle Bocche di Portovenere anche con una certa forza allietando dalla calura estiva il paese e i numerosi yacht in rada. In autunno il Maestralino prende anche il nome di "Provenzaccia" poiché proviene dalla Provenza (derivazione del Mistral), freddo e carico di umidità.

Il comprensorio Porto Venere-Isola Palmaria è l'unico punto di ridosso nel mar Ligure tra l'Isola d'Elba e le Isole di Hyères, in Francia. Questo dato di fatto fa comprendere lo storico ruolo strategico svolto da Porto Venere nella storia marinaresca.

Veduta panoramica di Porto Venere dal molo

StoriaModifica

«A quelli che giungono dal mare appare nel lido il porto di Venere e qui
nei colli che ammanta l’ulivo è fama che anche Minerva scordasse per tanta dolcezza Atene
sua patria…»

(Francesco Petrarca, 1338)
 
Porto Venere e il golfo di La Spezia
Leo von Klenze (1827)
Neue Pinakothek di Monaco

Anche se le origini più antiche del borgo vengono fatte risalire al VI secolo a.C. e alla presenza dei popoli Liguri[7], le prime datazioni storiche di Porto Venere risalgono a Claudio Tolomeo (150 d.C.[7]) e all'Itinerario Marittimo (Itinerarium Maritimum Imperatoris Antonini Augusti) dell'imperatore Antonino Pio del 161 d.C.[8] nel quale il borgo viene definito come vicus (scalo) e poi castrum sito tra le località di Segesta Tigulliorum (l'odierna Sestri Levante) e Luni[8].

Il nome latino del borgo (Veneris Portus[7]) deriva dal tempio dedicato alla dea Venere Ericina[7], che sorgeva sul luogo stesso sul quale oggi è la chiesa di San Pietro[7]. La dedica a Venere era probabilmente legata al fatto che, secondo il mito, la dea era nata dalla spuma del mare, abbondante proprio sotto quel promontorio.

In epoca romana, e poi bizantina, il borgo antichissimo (castrum vetus[7]) sorgeva sull'odierno piazzale Spallanzani, ma è oggi pressoché del tutto scomparso. I pochi reperti tardo romani rimasti consistono in una cisterna circolare sulla Punta di San Pietro, in alcune murature rinvenute sotto il piazzale Spallanzani e soprattutto con l'aula dell'antico sacello paleocristiano (incluso nella gotica chiesa di San Pietro).

Da semplice borgo di pescatori, alla metà del VI secolo Porto Venere divenne base navale della flotta bizantina[7].

Il borgo di Porto Venere fu assalito e devastato nel 643 da Rotari, re dei Longobardi nel corso della sua campagna di conquista della Liguria[7].

Anche dopo la fine del regno longobardo, nell'Impero carolingio Porto Venere mantenne la sua importanza come scalo portuale[9].

Come tanti altri borghi costieri liguri, tra i secoli VIII e XI, dovette via via subire e difendersi dalle razzie di normanni e saraceni e poi dei turchi nei secoli successivi[7].

Dal X secolo Porto Venere fu possedimento feudale dei Signori di Vezzano[10] (vassalli dei Vescovi di Luni) che poi, verosimilmente nel 1139[10] lo cedettero, insieme alle isole prospicienti, alla Repubblica di Genova che intendeva farne un proprio caposaldo fortificato nell'estremo Levante ligure.

 
Porto Venere
William Stanley Haseltine (1878)
Dayton Art Institute

Come testimoniano alcuni documenti, già nel 1113[7] Genova, per arginare l'espansione di Pisa, aveva inviato una colonia [11] ed aveva edificato il quadrangolare castello sulla punta meridionale del promontorio dell'Arpaia[10], accanto al luogo della chiesa di San Pietro. Sempre nello stesso periodo genovese vennero costruiti la chiesa di San Lorenzo e il borgo nuovo (castrum novum[7]).

Le case-fortezza genovesi del borgo nuovo sono costruite in schiera contigua così da formare un sistema difensivo perfettamente integrato; solo poche e strette scalinate, facilmente controllabili, si aprono tra le case per consentire la discesa al mare. Sono del 1161[7] le mura guelfe che racchiudono entrambi i borghi, il vecchio e il nuovo, le tre torri, la porta di accesso. Infine, nel 1162, fu sancito formalmente il passaggio delle due chiese sotto la giurisdizione del vescovo di Genova confermando di fatto il completo dominio genovese sul borgo[7]. Porto Venere diventò così per Genova approdo fortificato e colonia di cittadini genovesi nel Levante ligure con il duplice compito di essere base della guerra di corsa contro le navi pisane e della penetrazione genovese in val di Vara e in Lunigiana[12].

Le fortificazioni dell'oppidum di Porto Venere subirono numerosi assalti nel corso della secolare guerra tra Genova e Pisa dando prova d'invulnerabilità, come nel 1242 in occasione della battaglia del Tino, descritta dal poeta e notaio Ursone da Vernazza[13].

Nel 1245 giunse a Porto Venere la flotta genovese che da Civitavecchia portava in salvo papa Innocenzo IV in fuga dall'imperatore Federico II.

Nel 1251 per impulso di papa Innocenzo IV viene siglata la decennale pace di Porto Venere tra Genova e Venezia.

In una notte del gennaio del 1340 divampò un incendio improvviso che distrusse il castrum vetus nel piazzale di fronte alla chiesa di San Pietro.

 
Le mura e la porta del borgo storico
XII secolo

Nel tardo XIV secolo le discordie interne nella Repubblica di Genova ne provocarono l'inevitabile declino e la fine dell'indipendenza: la base di Porto Venere venne in possesso di Carlo VI di Francia e poi del Regno d'Aragona, secolare nemico di Genova e dei suoi commerci.

Nel 1411 Porto Venere, Lerici e Sarzanello furono vendute a Firenze che succedette a Pisa nella secolare contesa per il confine orientale al Caprione e alla Magra[14].

La base venne poi addirittura ceduta a Filippo Maria Visconti nel 1435 da Alfonso d'Aragona, che nello stesso anno vi soggiornò per qualche tempo prima di salpare per Gaeta e rivendicare la sua successione al Regno di Napoli.

Poco tempo dopo, nel 1437, il doge Tomaso Fregoso recuperò definitivamente a Genova il possesso di Porto Venere.

Nel 1494 Porto Venere respinse il pesante attacco antigenovese portato dalle forze aragonesi del re Alfonso II di Napoli, comandate da suo fratello Federico[7], con l’intervento di 35 galee e 14 navi. Le due chiese del borgo riportarono gravi danni dalle artiglierie nemiche.
Dopo la vittoria nella battaglia si decise di demolire completamente le macerie del castrum vetus e di lasciarne libero lo spazio per garantirsi una più facile difesa dai possibili assalitori.

Al dominio di Genova si devono le successive fortificazioni nel territorio di Porto Venere: la batteria di San Francesco ed il forte di Sant'Ambrogio e, nei pressi della Palmaria, la fortezza di Torre Scola eretta nel 1606[7].

Perduta la sua antica importanza militare, ancora ai primi del XVIII secolo il borgo manteneva la sua funzione di scalo marittimo, soprattutto per il commercio del vino della Palmaria e del marmo Portoro.

 
La fontana dei leoni

Alla caduta della Repubblica di Genova, nella nuova Repubblica Ligure Porto Venere fece parte, dal 2 dicembre, del Dipartimento del Golfo di Venere, con La Spezia capoluogo. Dal 28 aprile 1798, con i nuovi ordinamenti francesi, il suo territorio rientrò nel VII cantone come capoluogo della Giurisdizione di Golfo di Venere e dal 1803 era il centro principale del III cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere.

Quando poi la Liguria fu annessa all'Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814, Porto Venere era inserita nel Dipartimento degli Appennini. È in questo periodo storico che, nel 1812[7], venne realizzata nel golfo la strada litoranea denominata Strada napoleonica per volere di Bonaparte (oggi strada provinciale 530) che collega il centro marinaro a La Spezia attraversando i paesi di Fezzano, Le Grazie e Terizzo.

Alla caduta di Napoleone, nel 1815 come tutta la Liguria Porto Venere entrò a far parte del Regno di Sardegna, nella provincia di Levante, e più tardi, con l'unificazione nazionale, del Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I Mandamento di Spezia del Circondario di Levante che faceva parte della Provincia di Genova prima e, con la sua istituzione nel 1923, della Provincia della Spezia poi.

Apprezzata località di villeggiatura e meta di artisti e letterati di fine Ottocento e inizio Novecento (tra i suoi visitatori più celebri vi fu Lord Byron) Porto Venere è ancora oggi una meta turistica di punta del panorama spezzino e ligure.

Nel 1998 Porto Venere è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità, bene tutelato dall'UNESCO - insieme ai Rolli di Genova e al suo centro storico (gli unici altri due beni inseriti per la Liguria) - e dal 2001 è sede dell'omonimo parco naturale regionale.

SimboliModifica

 
 

«D'azzurro, a tre torri quadre di pietra al naturale, merlate di tre pezzi alla guelfa, chiuse e finestrate di due di nero, fondate ed allineate sopra una campagna al naturale, obliqua da sinistra a destra, e sostenenti ciascuna un pennone ai colori di Genova (d'argento alla croce di rosso). Ornamenti esteriori da Comune»

(Descrizione araldica dello stemma[15])

«Drappo d'argento alla croce di rosso…»

(Descrizione araldica del gonfalone[15])

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Capo di Governo del 19 aprile 1933.[15]

Le torri simboleggiano i tre nuclei principali del paese (Castello, Borgo Nuovo e San Pietro) corrispondenti ai tre insediamenti storici che hanno formato il centro abitato.[15]

Oltre allo stemma e al gonfalone comunale è la croce di San Giorgio ad essere un simbolo civico e storico della comunità di Porto Venere, vessillo riportato nello stemma comunale (sono dei colori di Genova le bandiere delle tre torri) che vuole sottolineare l'alleanza secolare del borgo con l'antica Repubblica di Genova. Tale "obbiettivo" è citato pure nello statuto comunale.[16]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La chiesa di San Lorenzo e santuario della Madonna Bianca

Architetture religioseModifica

 
Muro a secco ciclopico e "Giardino Pantesco".
 
Dettaglio del muro a secco ciclopico, su cui la chioma degli ulivi sotto l'azione dei venti, si è sagomata, creando un unicum a queste latitudini.

Architetture civiliModifica

  • Torre Capitolare e porta del centro storico di Porto Venere. Collegata alla cinta muraria che sale al castello Doria, la medievale porta d'accesso al borgo vecchio reca l'iscrizione Colonia Januensis 1113[10], data d'inizio della dominazione della Repubblica di Genova. A sinistra della porta sono collocate due misure genovesi di capacità risalenti all'anno 1606[10]. La Torre Capitolare risale al 1161[10], con il tipico paramento a bugnato e con aperture a bifore e trifore.
  • Cinta muraria e torri, genovese, a merlatura guelfa (1161).
  • Antico complesso conventuale di San Francesco, oggi sede del Municipio e di alcune abitazioni private.
  • Locanda San Pietro, storico albergo esempio di architettura déco (architetti Bibbiani e Guidugli, 1927).
  • Faro di San Venerio sull'isola del Tino, edificato nel 1839.
  • “Muro Ciclopico” e “Giardino Pantesco”, imponente muro a secco semicircolare al cui interno sono presenti ulivi secolari le cui chiome oggi modellate dal vento formano un perfetto connubio con le pietre magistralmente disposte a proteggere l’orto dai venti di Libeccio e Maestrale.

Architetture militariModifica

 
Il castello Doria, le mura, le torri.
A sinistra dell'immagine il campanile del santuario della Madonna Bianca.

Siti archeologiciModifica

Aree naturaliModifica

 
La grotta di Byron

Tra i luoghi naturali del territorio di Porto Venere celebri sono le grotte marine di Byron (cala dell'Arpaia) e le grotte Azzurra (semi sommersa) e del Tinetto; la cavità dei Colombi e la parete del Tino; la secca di Dante e le cale Piccola e Grande.

La grotta di Byron prende il suo nome dal poeta inglese George Gordon Byron che in questo luogo traeva ispirazione e meditazione per le sue opere letterarie[23] - è situata presso lo sperone di roccia sottostante la chiesa di San Pietro e l'antica postazione difensiva; la cavità marina ha una profondità minima di cinque metri e una massima di venti lungo il fianco[23].

SocietàModifica

  Bene protetto dall'UNESCO
Porto Venere, Cinque Terre e le Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)
  Patrimonio dell'umanità
 
Tiponaturalistico
CriterioC (ii)(iv)(v)
PericoloNo
Riconosciuto dal1997
Scheda UNESCO(EN) Porto Venere, Cinque Terre, and the Islands (Palmaria, Tino and Tinetto)
(FR) Scheda

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[24]

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2019, i cittadini stranieri residenti a Porto Venere sono 127[25], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[26]:

  1. Romania, 25
  2. Albania, 22

EcologiaModifica

Un impianto di convogliamento della fognatura, dotato di griglie e pompe, spinge i reflui in una condotta sottomarina che fuoriesce a circa 200 m oltre la punta di San Pietro. La forte corrente e l'elevata profondità dello scarico (35 m circa) contribuiscono alla rapida dispersione del fluido.

Qualità della vitaModifica

La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della Bandiera blu per la qualità dei servizi del porto turistico (Porticciolo di Porto Venere) nel 2021.

CulturaModifica

 
Raffaele Scorzelli
Mater naturae
Bronzo, 1989

IstruzioneModifica

MuseiModifica

Monumenti e arte variaModifica

  • Sulle rocce dell'Arpaia è collocato il bronzo di Madre Natura, madre feconda in atto di ammirare il mare. L'opera è dello scultore napoletano Raffaele Scorzelli che per Porto Venere ha anche eseguito la Porta del cielo per la vicina chiesa di San Pietro (1992).
  • Nel palazzo civico è una raccolta di vari dipinti relativi al borgo e alla sua storia.

EventiModifica

  • Tradizionale è la processione della Madonna Bianca lungo le vie del borgo e la suggestiva illuminazione a fiaccole romane del promontorio di Punta San Pietro: l'icona della Madonna Bianca, a ricordo della cessazione dell'epidemia di peste (17 agosto 1399), viene portata in processione lungo le vie del borgo.
  • Porto Venere è una delle borgate marinare che partecipano ogni anno al Palio del golfo.

CuriositàModifica

 
Panorama di Portovenere visto dall'Isola di Palmaria
  • La Repubblica di Genova si serviva anche di corsari per combattere sia Pisa che il flagello di Saraceni e Turchi. A Porto Venere nacquero o ebbero base numerosi corsari: Trapelicino, Amiceto da Fino, Stefanello da Portovenere, Simonino Cavalleri, Giovanni e Simone Barbavara, Giacomo e Baldassarre Bardella, Giuseppe Graffigna detto il Cardinalino.
  • La pirateria fiorì nel golfo della Spezia, allora chiamato Golfo di Venere, considerato rifugio ideale per dedicarsi a questa attività. La domanda sempre più crescente di naviglio e di equipaggi diede origine a una fiorente cantieristica e ad una grande domanda di equipaggi coraggiosi da imbarcare in questa marineria commerciale e corsara. La presenza a Porto Venere del famoso mercante pratese Francesco Datini favorì lo smercio del bottino, piazzato altrove con buon guadagno per i corsari.
  • Il re Ferdinando II di Napoli, minacciato dalle pretese di conquista di Carlo VIII sul suo regno, aveva inviato, con un forte contingente navale, il fratello Federico allo scopo di occupare Porto Venere e sbarrare così il passo alle navi del re francese. Le forze aragonesi cannoneggiarono ripetutamente il borgo e poi tentarono lo sbarco. Alla difesa di Porto Venere parteciparono non solo la guarnigione di quattrocento armigeri comandata da Giacomo Balbo, ma anche le donne del borgo capitanate dal famoso corsaro portovenerese Baldassarre Bardella, il quale consigliò loro di spalmare di sego gli scogli a fior d'acqua. E lo sbarco si risolse in una catastrofica serie di cadute degli invasori che dovettero fuggirsene con gravi perdite (Battaglia di Porto Venere, 16 luglio 1494).
  • Nell'estate del 1516 un veliero proveniente da Lisbona e diretto a Roma fece naufragio a Porto Venere. Trasportava una novità zoologica per l'Europa di quel tempo: un rinoceronte di cui il re di Portogallo Manuel I voleva fare dono al papa Leone X. Ovviamente l'animale morì, ma, riaffioratane la carcassa, fu impagliato e spedito finalmente a Roma. Questo primo esemplare di rinoceronte giunto in Europa aveva destato ovunque una grande curiosità (a ricordarlo, tra le protomi che decorano la Torre di Belém di Lisbona c'è anche quella di un rinoceronte). Anche Albrecht Dürer ne aveva avuto notizia avendone letto la descrizione in una lettera spedita a Norimberga da Lisbona e, senza aver mai visto l'animale, ne eseguì una xilografia che divenne molto famosa[27].
  • Nel 1628 il governo genovese fece costruire la Casetta della salute per alloggiarvi la funzione di controllo sanitario sulle navi in arrivo. Il piccolo edificio è stato demolito negli anni '60 del XX secolo.
  • La Grotta dell'Arpaia (ora crollata), nota come Grotta di Byron, da cui si dice che nel 1822 il poeta inglese George Byron fosse partito a nuoto attraversando il golfo della Spezia fino a San Terenzo per visitare l'amico poeta Percy Bysshe Shelley a Lerici. II fatto, nonostante non sia mai avvenuto, ha fornito lo spunto per far na­scere la manifestazione di nuoto in acque libere denominata Coppa Byron.
  • Prima degli anni '30 del XX secolo, le facciate delle case torri di Porto Venere erano di. colore rosa per il rivestimento di cocciopesto impermeabile alla salsedine marina.

Geografia antropicaModifica

Porto Venere confina a nord con il comune della Spezia mentre a sud, ovest ed est è bagnato dal mar Ligure. Oltre al capoluogo, fanno parte del territorio comunale le due frazioni di Fezzano e delle Grazie, nonché l'arcipelago spezzino formato dalle isole Palmaria, Tino e Tinetto per un totale di 7,66 km2[16].

EconomiaModifica

Porto Venere è un paese essenzialmente turistico che vive di commercio, ristorazione e attività legate alla ricettività turistica. Negli ultimi anni molto importanti sono diventate le attività extra alberghiere quali B&B, affittacamere e residenze. Il porticciolo di Porto Venere, sebbene sia il più piccolo della Liguria, nella stagione estiva fa sempre il tutto esaurito.
Nella vicina località di Panigaglia si trova un impianto di rigassificazione di gas naturale liquido importato in Italia.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il centro di Porto Venere è collegato alla Spezia dalla strada provinciale 530 di Portovenere, costruita in epoca napoleonica.

Mobilità urbanaModifica

Dal comune di La Spezia un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATC garantisce quotidiani collegamenti bus con Porto Venere e per le altre località del territorio comunale.

Linee marittimeModifica

Nei mesi estivi è attivo un servizio di trasporto marittimo con l'ausilio di battelli e traghetti che collegano il porticciolo di Porto Venere con i centri vicini di Lerici, La Spezia e le principali località delle Cinque Terre.

Un servizio di trasporto locale, tramite barcaroli, collega continuamente Porto Venere alla vicina isola della Palmaria.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1960 1964 Francesco Bronzi Partito Socialista Italiano Sindaco
1964 1965 Sergio Fenoglio Partito Socialista Italiano Sindaco
1965 1970 Giovanni Mariotti Partito Socialista Italiano Sindaco
1970 1975 Maria Maddalena Rossi Partito Comunista Italiano Sindaco
1975 1980 Mauro Lotti Partito Comunista Italiano Sindaco
1980 1985 Franco Talevi Partito Comunista Italiano Sindaco
2 agosto 1985 26 maggio 1990 Franco Talevi Partito Comunista Italiano Sindaco
25 giugno 1990 24 aprile 1995 Luigi Guida Democrazia Cristiana Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giovanni Pistone lista civica di centro-sinistra Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Gianfranco Della Croce lista civica di centro-sinistra Sindaco
14 giugno 2004 17 settembre 2007 Salvatore Matteo Calcagnini lista civica di centro-sinistra Sindaco [28]
17 settembre 2007 15 aprile 2008 Annunziata Gallo Comm. straord. [29]
15 aprile 2008 30 maggio 2013 Massimo Nardini Partito Democratico Sindaco
30 maggio 2013 10 giugno 2018 Matteo Cozzani Portovenere-Le Grazie-Fezzano
(lista civica di centro-destra)
Sindaco
10 giugno 2018 in carica Matteo Cozzani Portovenere-Le Grazie-Fezzano
(lista civica di centro-destra)[30]
Sindaco

SportModifica

 
L'armo di Porto Venere nell'81° Palio del golfo

NauticaModifica

Porto Venere partecipa con un proprio equipaggio al Palio del golfo della Spezia, che si svolge ogni anno la prima domenica d’agosto.

CalcioModifica

  • U.S. Fezzanese Calcio, militante nel campionato di Serie D, le cui partite casalinghe vengono disputate presso l'impianto sportivo "Miro Luperi" di Sarzana.

NoteModifica

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su dipionline.it. URL consultato l'11 maggio 2013.
  4. ^ I toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ La modifica è stata ufficialmente introdotta con delibera del Commissario straordinario, assunti i poteri del Consiglio Comunale, n° 4 del 20 febbraio 2008 e citata in calce nello Statuto Comunale di Porto Venere
  6. ^ Portovenere, presso La Spezia, è una muraglia di case addossate alla roccia ed alte come torri, quasi uno scenario di torri accostate l'una all'altra, Guido Piovene, Viaggio in Italia, Mondadori,Milano, 1957
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Cenni storici, su Provincia della Spezia. URL consultato il 29 ottobre 2022 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  8. ^ a b Fonte dal libro di Gian Antonio Dall'Aglio, Liguria Guida Levante, Genova, Arti Grafiche Litoprint per Sagep Libri e Comunicazione Srl, 2005.
  9. ^ Vi si ha addirittura notizia dello sbarco, nell'anno 801, dell'elefante Abu l-Abbas, dono del califfo Hārūn al-Rashīd a Carlo Magno.
  10. ^ a b c d e f g h i j k Fonte dalla Guida d'Italia-Liguria del Touring Club Italiano, Milano, Mondadori, 2007.
  11. ^ La colonia genovese mandata in quell'anno a Portovenere era composta di alcune nobili famiglie, fra cui i Demarini, i Di Negro, i Defornari, gli Interiana, i Dona e altri. U.Mazzini, Storia del golfo di Spezia
  12. ^ Teofilo Ossian De Negri, Storia di genova, Giunti Martello Ed., pag.316
  13. ^ Ursone da Sestri, Historia de victoria quam Ianuenses habuerunt contra gentes ab imperatore missas
  14. ^ T.Ossian De Negri, Storia di Genova, Giunti Martello editore
  15. ^ a b c d Porto Venere, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  16. ^ a b Fonte dallo Statuto Comunale di Porto Venere (PDF), su incomune.interno.it. URL consultato il 1º novembre 2011.
  17. ^ a b c d Fonte dal sito turistico della Provincia della Spezia, su turismoprovincia.laspezia.it. URL consultato il 17 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2013).
  18. ^ a b Fonte dal sito Terre di Lunigiana.com, su terredilunigiana.com. URL consultato il 19 ottobre 2011.
  19. ^ a b c d e f g Fonte dal sito della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, su archeoge.beniculturali.it. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  20. ^ Mauro Minola, Beppe Ronco, Castelli e Fortezze di Liguria. Un affascinante viaggio tra storia e architettura, Recco, Edizioni Servizi Editoriali, 2006.
  21. ^ Fonte dal sito del parco naturale regionale di Porto Venere, su parconaturaleportovenere.it. URL consultato il 19 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2013).
  22. ^ Fonte dal sito del parco naturale regionale di Porto Venere, su parconaturaleportovenere.it. URL consultato il 19 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2012).
  23. ^ a b Fonte dal sito del parco naturale regionale di Porto Venere, su parconaturaleportovenere.it. URL consultato il 20 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2011).
  24. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  25. ^ Cittadini stranieri residenti secondo i dati Istat del 31-12-2019, su demo.istat.it. URL consultato il 26 settembre 2021.
  26. ^ Dati superiori alle 20 unità
  27. ^ Porto Venere non era nuova al transito di pachidermi: già nell'801 aveva scaricato un elefante donato a Carlo Magno.
  28. ^ Dopo le dimissioni di nove consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale
  29. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 17 settembre 2007 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 228 del 1º ottobre 2007
  30. ^ in quota Cambiamo! di Giovanni Toti

BibliografiaModifica

  • Ubaldo Formentini, Monumenti di Porto Venere, restauri 1929-1934, Memorie dell'Accademia Lunigianense di Scienze, La Spezia, 1934
  • R.Trinci, Fasi costruttive di S.Pietro di Porto Venere, Bollettino Ligustico per la storia e cultura regionale, Genova, 1954
  • T.O.De Negri, R.Trinci, Il problema di Porto Venere, Bollettino Ligustico per la storia e cultura regionale, Genova, 1954
  • G.Devoto, Porto Venere, Storia - Arte - Poesia, Ed. G.Astesano, Chieri
  • G.Montefinale, Approdo cristiano a Porto Venere, rivista Liguria, marzo - aprile 1961
  • E.Mazzino,Porto Venere genovese, EPT, La Spezia, 1965

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