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Porto di Catania

StoriaModifica

Il primo porto a Catania venne costruito su iniziativa del re Alfonso d'Aragona, nel sito in cui era stato costruito, nel X secolo, il porto da parte dei saraceni. Il porto venne dotato di attrezzature adeguate all'attracco di grossi vascelli da trasporto, ma le violente mareggiate del golfo di Catania distrussero più volte i moli artificiali che venivano costruiti. L'evento più drammatico si verificò nel 1601, quando una mareggiata di inaudita violenza cancellò ogni struttura lasciando soltanto un mucchio di pietre.

All'inizio del XVIII secolo, si realizzò, da parte dei Borbone, quello che possiamo vedere ancora oggi. Il porto venne realizzato con tecniche moderne e la diga foranea fu realizzata con grande attenzione alla robustezza del manufatto, facendo attenzione a quanto avvenuto nei secoli precedenti. Nel corso del secolo vennero apportati miglioramenti ed agli inizi del XIX secolo, sempre dietro l'impulso borbonico, il porto migliorò le sue strutture.

Dopo la costruzione della Ferrovia Messina-Catania, il 1º luglio 1869 la Stazione di Catania Centrale venne collegata al porto mediante un raccordo in discesa lungo 914 metri costruendovi inoltre un fascio di binari e la Stazione di Catania Marittima. Intorno al 1898 anche la Ferrovia Circumetnea raggiunge il porto costruendovi una stazione di testa.

Nella Prima guerra mondiale nel novembre 1917 alla 18ª Sezione FBA del Porto Vecchio, arrivano 4 FBA Type H ed il 6 maggio 1918 diventa 282ª Squadriglia.

Intorno agli anni trenta del XX secolo, il regime fascista decise di ristrutturare il porto apportandovi notevoli modifiche; venne eseguito l'interramento e la costruzione delle banchine, denominate Molo Crispi, ad est degli Archi della Marina che vennero attrezzate per l'attracco delle navi. Fino ad allora il mare lambiva le mura della città in prossimità della Porta Uzeda. Ciò gli fece raggiungere la struttura attuale e lo rese uno dei porti più moderni dell'Italia Meridionale. Venne prolungata la diga foranea di altri 600 metri ed irrobustite le difese dei moli; sulla diga foranea venne inoltre costruita una grandissima gru a sbalzo per le operazioni di carico e scarico.

Durante il secolo la struttura è stata sensibilmente modificata tanto da spostare le banchine di circa 100 metri verso il mare guadagnando così degli spazi per l'ampliamento delle banchine stesse e della viabilità interna al porto. Alla metà del secolo scorso gran parte della diga foranea venne fortemente danneggiata da una mareggiata di grandi proporzioni e poi ricostruita.

Il trafficoModifica

Il porto è essenzialmente di tipo mercantile, anche se da alcuni decenni sono state attivate delle linee di traghettamento di veicoli industriali verso porti del centro e nord Italia, consentendo così ai camion di evitare l'autostrada Salerno - Reggio Calabria non adeguata ad un traffico snello con il nord Italia.

Esiste anche un traffico passeggeri anche se limitato a navi da crociera e di alcuni traghetti; le destinazioni dei traghetti passeggeri sono:

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Castagnino Berlinghieri, E.F., Monaco, C., 2008. Il sistema portuale di Catania antica. Studi interdisciplinari di geo-archeologia marittima. Archeologia Marittima Mediterranea, Papers 3, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, Pisa-Roma.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica