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La posizione comune è un atto del Consiglio dell'Unione europea.

PESCModifica

Nell'ambito della PESC la posizione comune è uno strumento giuridico col quale il Consiglio definisce l'approccio dell'Unione su una questione determinata, obbligando gli stati membri a conformarsi, nel loro ordine interno e nella loro politica estera, a quanto deciso dal Consiglio.

È stata introdotta dal trattato di Maastricht che, all'articolo J.2 del titolo V, prevede l'informazione reciproca e la concertazione tra gli stati membri in sede di Consiglio in merito alle questioni di politica estera e di sicurezza di interesse generale.

Procedure legislativeModifica

Nell'ambito delle procedure legislative dell'Unione Europea la posizione comune è un atto con il quale il Consiglio si esprime a maggioranza qualificata sulle proposte della Commissione già esaminate ed emendate dal Parlamento.

Nella Procedura di cooperazione[1], istituita dall'Atto unico europeo del 1986, la posizione comune deve essere trasmessa al Parlamento che deve approvarla, rigettarla o modificarla. Se le eventuali modifiche vengono recepite dalla Commissione il Consiglio può adottare l'atto con una maggioranza qualificata. In caso contrario è necessario che si esprima all'unanimità.

Nella Procedura di codecisione[2], istituita dal Trattato di Maastricht del 1992 e denominata poi procedura ordinaria con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la posizione comune viene adottata solo se il Consiglio respinge in tutto o in parte gli emendamenti votati dal Parlamento. In seconda lettura il Parlamento è chiamato ad approvare, respingere o emendare la posizione comune e, in ultima analisi, il Consiglio può recepire gli emendamenti o convocare un apposito Comitato di Conciliazione.

NoteModifica

  1. ^ Art. 252 della versione consolidata del Trattato che istituisce la Comunità Europea
  2. ^ Art. 251 della versione consolidata del Trattato che istituisce la Comunità Europea

Voci correlateModifica