Posizione di Trendelenburg

posizione in cui è posto il paziente in caso di shock o durante l'esecuzione di particolari indagini radiologiche, nonché durante operazioni di chirurgia ginecologica e addominale.
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La posizione di Trendelenburg, o posizione anti-shock, è la posizione in cui è posto il paziente in caso di shock o durante l'esecuzione di particolari indagini radiologiche, nonché durante operazioni di chirurgia ginecologica e addominale. Il soggetto è supino, sdraiato in modo che il capo sia situato inferiormente a ginocchia e bacino. Questa posizione prende nome dal chirurgo tedesco Friedrich Trendelenburg, figlio dell'omonimo filosofo.

Posizione originale di Trendelenburg

Utilità principaleModifica

 
Schema esemplificativo.

Lo scopo principale della posizione di Trendelenburg è quello di sfruttare la gravità per ottenere una migliore perfusione di organi vitali (detti anche nobili) quali encefalo, cuore e reni. Per questo la posizione di Trendelenburg è definita anche posizione anti-shock.

Altri utilizziModifica

Diagnostica per immaginiModifica

Durante lo svolgimento di radiografia con mezzo di contrasto porre il paziente in tale posizione consente di valutare con discreta sensibilità la presenza di reflusso gastroesofageo. La maggior utilità nel far assumere al malato la posizione di Trendelenburg durante l'esame radiografico con mezzo di contrasto si riscontra però nella diagnosi di ernia iatale. Dagli ultimi studi risulta però concettualmente erronea per questo tipo di indagine, perché totalmente antifisiologica.

Chirurgia addominaleModifica

L'assunzione della posizione di Trendelenburg aiuta nella manovra di riduzione di ernia addominale.

GinecologiaModifica

L'assunzione della posizione di Trendelenburg è indicata durante il parto complicato da mancata sufficiente dilatazione della cervice uterina, da presentazione podalica del nascituro o da prolasso di funicolo, nonché nei casi in cui sia presente una minaccia d'aborto o di parto pretermine se il sacco amniotico è visibile dall'orefizio uterino esterno.

BibliografiaModifica

  • Renzo Dionigi, Chirurgia, Masson.
  • Giorgio Cittadini, Diagnostica per immagini e radioterapia, ECIG.

Voci correlateModifica

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