Potenza (Italia)

comune italiano
Potenza
comune
Potenza – Stemma Potenza – Bandiera
Potenza – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Dario De Luca (FdI-AN) dal 9-6-2014
Territorio
Coordinate 40°38′N 15°48′E / 40.633333°N 15.8°E40.633333; 15.8 (Potenza)Coordinate: 40°38′N 15°48′E / 40.633333°N 15.8°E40.633333; 15.8 (Potenza)
Altitudine 819 m s.l.m.
Superficie 175,43[1] km²
Abitanti 67 211[2] (31-7-2016)
Densità 383,12 ab./km²
Frazioni Barrata, Borgo Giuliano, Borgo Trinità Sicilia, Case Capoiazzo I, Chiàngali, Falcianella, Giarrossa, Lavangone, Macchia Capraia, Masseria Cavalieri, Masseria Viggiani, San Nicola, Tiera, Varco d'Izzo
Comuni confinanti Anzi, Avigliano, Brindisi Montagna, Picerno, Pietragalla, Pignola, Ruoti, Tito, Vaglio Basilicata
Altre informazioni
Cod. postale 85100
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076063
Cod. catastale G942
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 472 GG[3]
Nome abitanti potentini
Patrono san Gerardo di Potenza
Giorno festivo 30 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Potenza
Potenza
Potenza – Mappa
Posizione del comune di Potenza all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Potenza (AFI: /poˈtɛnʦa/[4]; Puténze in dialetto potentino, [pu'tenʣə]) è un comune italiano di 67 211 abitanti[2], capoluogo della provincia omonima e della Basilicata, nonché primo comune della regione per popolazione[5].

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

 
Potenza (Piani del Cardillo)

La città sorge nell'alta valle del Basento, lungo una dorsale appenninica a nord delle Dolomiti lucane racchiusa da vari monti più alti, tra i quali i Monti Li Foj. Potenza sorge in una zona ad alta sismicità[6].

Il nucleo medievale dell'abitato è posto su un colle a 819 metri s.l.m., cosicché, per altitudine ufficiale, Potenza è seconda solo a Enna tra i capoluoghi di provincia italiani. I quartieri più moderni sorgono, invece, più in basso, sino a lambire il corso del fiume Basento, il cui alveo, a partire dalla seconda metà del XX secolo, è stato fortemente antropizzato.

Per superficie, inoltre, il comune di Potenza è il decimo più grande della regione[7].

ClimaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: stazione meteorologica di Potenza.

Il clima è mediterraneo montano, quindi freddo e nevoso d'inverno, tiepido e secco d'estate. A gennaio, statisticamente il mese più freddo, la temperatura media è di +3,5 °C, mentre luglio e agosto, mesi più caldi, registrano una temperatura media di +20 °C.

Potenza Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,5 6,1 8,7 12,3 18,1 22,2 25,5 25,8 21,9 16,6 11,5 8,1 6,6 13,0 24,5 16,7 15,2
T. min. mediaC) 0,1 1,0 2,3 4,1 8,2 12,7 15,2 15,6 12,8 9,0 5,2 2,4 1,2 4,9 14,5 9,0 7,4
Vento (direzione-m/s) W
5,7
W
6,0
W
5,6
W
5,5
W
5,0
W
4,9
W
5,1
W
4,9
W
4,8
W
4,7
W
5,3
W.
5,5
5,7 5,4 5,0 4,9 5,2

StoriaModifica

 
Potenza tra fine XVII e inizio XVIII secolo, in un'incisione da Il Regno di Napoli in prospettiva di G. B. Pacichelli

Antichità e MedioevoModifica

L'origine della città, certamente antica, è incerta e potrebbe essere stata pelasgica o sabellica o di stirpe italo-greca[8]. Probabilmente la città fu una sorta di centro di confluenza degli abitanti la località oggi denominata Serra di Vaglio, a quota 1095 metri.

L'atteggiamento delle popolazioni lucane e di Potenza nei riguardi di Roma, a partire dal III secolo a.C., fu sempre di aperta ostilità, dato che, nelle guerre tra Romani e Sanniti prima e tra Roma e i Bruzi dopo, essi si schierarono sempre con i nemici di Roma, anche se vissero senza particolari scosse fino all'epoca della battaglia di Canne, quando passarono nel campo di Annibale, puntando sulle sue fortune. Dopo la battaglia del Metauro, nel corso della quale fu vinto ed ucciso il fratello Asdrubale Barca, Annibale, infatti, si ritirava in Africa, lasciando alla mercé di Roma anche la cittadina che, secondo la tradizione della storiografia locale, da municipium, fu ridotta al rango di praefectura prima e poi di colonia militare, con il mutare del nome in Potentia Romanorum[9]. L'accortezza di Roma non sottovalutò, in realtà, la posizione geografica e strategica della città, che fu collegata, con l'apertura di strade militari, a molti centri limitrofi: per Oppidum con Venusia e per Anxia a Grumentum[10].

La città seguì poi le vicissitudini dell'impero fino alla sua decadenza e la sua fortuna peggiorò fino al periodo delle invasioni barbariche - tanto che nei secoli del tardoantico mancano attestazioni relative alla vita cittadina -, finché, in età bizantina, Potenza rientrò nel thema di Basilicata, mantenendo, probabilmente, una relativa tranquillità fino all'epoca normanna[11], quando, forse, le scorrerie dei saraceni minacciarono anche una città come Potenza, lontana dalle coste e arroccata sui contrafforti dell'Appennino all'interno: ne sarebbe testimonianza una località denominata, fino all'inizio del XIX secolo, "Campo Saraceno", che, a detta degli storici locali, conservava nel nome il ricordo delle incursioni arabe[12].

Il periodo normanno fu, comunque, ricco per Potenza di importanti avvenimenti: nel 1137, al tempo di Ruggero II di Sicilia, vennero accolti in città Papa Innocenzo II e l'imperatore Lotario II; più tardi nel 1149 re Ruggero II vi ricevette Luigi VII di Francia, liberato ad opera della flotta normanna dalle mani dei saraceni, mentre ritornava da una sfortunata spedizione in Terra Santa. Già in tale epoca Potenza rivestiva, dunque, particolare importanza come città vescovile, come evidente anche dal caso di Gerardo di Piacenza, salito alla sedia vescovile nel 1111 e morto nel 1119, che fu in seguito santificato ed eletto a patrono della città.

Con le nozze di Costanza d'Altavilla, ultima erede dei Normanni, con Enrico VI, figlio del Barbarossa, subentrarono nel regno gli Svevi: Potenza seguí Federico II e per questo, all'avvento degli angioini dopo il 1266, le città che avevano parteggiato per gli Svevi, come Potenza, furono soggette alla punizione ed all'ira del vincitore che, per mano del conte di Belcastro e di Ruggiero Sanseverino, conte di Marsico, fece radere al suolo le mura e a ciò si aggiunse il terremoto del 18 dicembre 1273[senza fonte].

Gli Angioini frazionarono le terre meridionali tra i loro vassalli francesi sotto i quali la città fu spesso coinvolta nelle guerre dinastiche che travagliarono questo periodo storico: ad esempio, verso il 1390 re Ladislao, cui contestava il regno il cugino Ludovico d'Angiò, pose l'assedio alla città e ad essa però usò clemenza il 10 aprile 1399 con decreto reale scritto in campo Felia prope Potentiam, rendendola, per qualche tempo, città regia[13].

Nel 1414 Giovanna successe al fratello Ladislao al trono degli Angiò e la città fu ancora coinvolta nelle lotte che seguirono con i vari pretendenti o predestinati al trono: ne ebbero, infatti, giurisdizione Francesco Sforza, che la passò a Michele Attendolo di Cotignola, e, per brevi periodi, gli Zurlo e Iacopo Caracciolo[14].

L'Età modernaModifica

Sopraggiunti gli aragonesi, il re Alfonso la tolse agli Sforza e la concesse, con il suo contado, al suo fido don Inico de Guevara[15], giunto con lui dalla Spagna, cui successero Antonio e quindi Giovanni che, quale terzo conte di Potenza, partecipò dalla parte degli aragonesi alle guerre contro Carlo VIII e Luigi XII.

Nelle lotte di predominio che seguirono tra francesi e spagnoli per la divisione del regno, Consalvo de Cordova e Luigi d'Armagnac, duca di Nemours, si sarebbero incontrati a Potenza[16] per negoziare un accordo, che non fu però raggiunto, facendo, quindi, riprendere dopo breve tempo le ostilità fino alla battaglia di Cerignola del 1502.

Alfonso de Guevara, sesto conte di Potenza, uní sua figlia Beatrice ad Enrico di Loffredo, marchese di S. Agata e di Trevico, cosicché la città, che costituiva la dote nuziale, passò ai Loffredo che già vi erano stati signori in epoca normanna[senza fonte], prima dei Sanseverino. L'antico castello, di cui oggi non resta che una torre, fu, intanto, da Carlo Loffredo, figlio di Beatrice Guevara e di Enrico, trasformato in monastero.

Anche Potenza, comunque, nel Seicento, fu teatro di moti di intolleranza popolare antispagnola che comunque vennero facilmente repressi e che portarono all'insorgenza di fenomeni di violenza nelle sue campagne, sempre più spopolate. Nel 1694, intanto, un altro violento terremoto la distrusse quasi per intero e ben poco fu fatto dai Loffredo per la ricostruzione della città[17].

Con i Borbone, la città divenne sede di Ripartimento, soppiantando Tricarico[18].

Nel 1799, epoca di tumulti sociali nei quali perse la vita anche il vescovo Andrea Serrao, Potenza si trovò divisa tra rivoluzione e controrivoluzione, finché, nel 1806, il capoluogo regionale fu spostato da Matera a Potenza, per restarvi anche con il ritorno di Ferdinando I di Borbone nel 1815 le cose non mutarono[19].

Il terribile terremoto del 1857, distruggendo ancora una volta gran parte della città, aprì nuove tremende ferite e raffreddò notevolmente le attività e le trame dei patrioti e solo due anni dopo, nel 1859, le cospirazioni antiborboniche iniziarono a riallacciarsi in modo concreto, tanto che l'anno successivo, dopo lo sbarco di Garibaldi nel continente, cominciava la dissoluzione delle truppe borboniche, comandate da ufficiali vecchi e incapaci e già si iniziava ad intravedere in modo tangibile un processo di inevitabile disgregazione del regno delle due Sicilie: il 18 agosto 1860 la città si sollevava in armi e veniva proclamato un Governo Prodittatoriale[20] presieduto da Giacinto Albini.

Il brigantaggio postunitario, dilagato nel Sud subito dopo l'Unità d'Italia, alimentato da correnti filoborboniche nella speranza di una restaurazione e sostenuto dalle tradizionali ragioni di scompenso sociale, dalla miseria, dall'impoverimento e dall'incapacità dei nuovi governanti italiani a comprendere i veri problemi delle classi oppresse del Mezzogiorno, colpí molti centri dell'hinterland, ma tenne fuori ancora una volta la città di Potenza dagli avvenimenti più cruenti, anche se la maggior parte delle direttive operative e strategiche della repressione furono coordinate ed attuate proprio nel capoluogo della provincia.

L'Età contemporaneaModifica

Gli anni successivi del regno d'Italia, fino alla prima guerra mondiale, furono caratterizzati da lotte politiche condotte sempre in uno spirito di rispetto e correttezza anche se appassionate ed accese in duelli polemici legati alle personalità più rappresentative degli uomini che ne furono protagonisti.

Le vicende che nel primo dopoguerra tanto travagliarono non solo le città del nord, ma anche molte città del sud, anche di regioni limitrofe e che alla fine portarono all'avvento del fascismo al potere, videro la città di Potenza distinta per moderazione, mentre anche nella città basentana la secondo conflitto mondiale richiese alla città un tributo di molte vite umane e provocò lutti, come all'inizio di settembre 1943, quando alcuni bombardamenti aerei, effettuati allo scopo di tagliare le comunicazioni stradali e ferroviarie che consentivano l'afflusso delle truppe tedesche alle zone dello sbarco alleato, costarono alla città molte vittime e portarono alla distruzione anche da parte dei contingenti in arrivo dall'area di Laurenzana, con i pochi obiettivi militari esistenti, di molte costruzioni civili, private e pubbliche, tra le quali l'ospedale San Carlo e la Cattedrale[21].

Nel dopoguerra[22], con la ricostruzione delle devastazioni apportate dal conflitto e l'affermazione del boom economico, iniziava anche per Potenza la espansione urbana e la crescita di nuovi poli di sviluppo civile e sociale, anche se questa crescita avviava la progressiva scomparsa di molte testimonianze del passato di questa città ed uno sviluppo edilizio mai del tutto regolamentato, aggravati dal terremoto del 23 novembre 1980, di magnitudo 6.9, che provocò notevoli danni con un bilancio di 12 morti, 50 feriti e 4.000 sfollati. Gli anni successivi al terremoto furono, in effetti, caratterizzati da una lenta e difficile ricostruzione.

SimboliModifica

La descrizione più completa dello stemma cittadino risale allo storico Giuseppe Gattini, operante ad inizio Novecento ed autore di una pubblicazione sulle armi comunali lucane:

« Arma d'azzurro ad un leone coronato d'oro, sostenuto da una banda abbassata e cucita di rosso, e sormontato nel capo da tre stelle d'argento - G. Gattini, Delle armi de' Comuni della provincia di Basilicata, Matera, Conti, 1910, p. 68 »

Secondo una tradizione non autentica, inoltre, il leone dello stemma della città di Potenza sarebbe "gradiente su una scala"[23], il che deriva verosimilmente dall'uso dei maestri scalpellini di riprodurre convenzionalmente sul marmo il colore rosso incidendo dei solchi paralleli e verticali[24] (altri colori, come ad esempio l'azzurro, venivano resi tracciando striature oblique), cosa che ha fatto pensare in seguito che la banda rossa fosse, appunto, una scala.

Il gonfalone, invece, è costituito da un drappo di colore giallo, caricato dello stemma con l'iscrizione centrata in oro Città di Potenza.

La parte di metallo ed i cordoni sono dorati, mentre l'asta verticale è ricoperta di velluto giallo con bullette dorate poste a spirale e nella freccia è rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome.

Il gonfalone si completa con cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro.

Potenza è, inoltre, una delle 27 Città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale", con decreto 11 dicembre 1898 firmato da Umberto I di Savoia, per le azioni compiute dalla città nel periodo del Risorgimento, in particolar modo durante la celebre insurrezione lucana.

  Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«In ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza nel glorioso episodio del 18 agosto 1860.»

Tale medaglia fu conferita l'11 dicembre 1898, come ricompensa per essere stata, il 18 agosto 1860, la prima città meridionale a ribellarsi contro i Borbone[25]. Il Comune è stato anche insignito della Medaglia d'oro al merito civile in occasione del sisma del 23 novembre 1980.

  Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»
— 23 novembre 1980

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Vista dall'alto del centro cittadino, con il Duomo sulla destra ed il Museo Nazionale sulla sinistra (Palazzo Loffredo) di largo Pignatari

Architetture religioseModifica

Architetture religiose intramuraliModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: cattedrale di San Gerardo.
 
Cattedrale di San Gerardo

Situata nell'omonima piazza, nel cuore del centro storico, è originaria del XIII secolo, dapprima dedicata alla Vergine Assunta e poi a Gerardo della Porta che divenne patrono della cittàː la chiesa, infatti, conserva le spoglie del santo patrono, un'urna in argento e cristallo con le reliquie del santo, oltre alla statua del santo in legno del XV secolo; la cattedrale dovrebbe, inoltre, sorgere sul sito di una costruzione sacra precedente, visto che durante gli scavi archeologici condotti negli anni '60 del Novecento sono stati scoperti dei resti sotterranei di frammenti musivi di pavimento policromo risalenti al IV o V secolo a.C. Ricostruito da un allievo del Vanvitelli alla fine del XVIII secolo per volere del vescovo Andrea Serrao, il duomo cambiò radicalmente, passando da basilica romanica ad edificio di chiaro gusto neoclassico.

Elementi di rilievo sono la facciata in pietra del Duecento (fatta riedificare tra il 1197 e il 1220 dal vescovo Bartolomeo), l'altare maggiore in marmo con intarsi policromi del Settecento e un crocifisso in legno quattrocentesco, oltre ad una cappella in marmo dedicata al Santo Padre edificata nel XVII secolo.

  Lo stesso argomento in dettaglio: chiesa di San Francesco e convento.
 
Chiesa di San Francesco

Accanto al Palazzo della Prefettura è situata la chiesa di San Francesco, eretta nel 1274, con portale ad imposte lignee trecentesche intagliate, e campanile del Quattrocento. Nell'interno vi è il sepolcro di gusto rinascimentale del nobile Paride De Grassis, oltre a resti di un affresco con una Madonna di stile bizantineggiante del Duecento e La Pietà del Pietrafesa.

  Lo stesso argomento in dettaglio: chiesa di San Michele Arcangelo (Potenza).

Proseguendo in Via Pretoria verso ovest si incontra la chiesa romanica di San Michele (XI-XII secolo), con tozzo campanile ed una struttura a tre navate, al cui è conservato il dipinto dell'Annunciazione realizzato dal Pietrafesa e, tra l'altro, un affresco con Madonna e bambino in trono tra i santi vescovi risalente al Cinquecento. Di pregevole fattura anche un crocifisso ligneo del 1600.

  Lo stesso argomento in dettaglio: cappella del beato Bonaventura.
 
Cappella del beato Bonaventura

La cappella del beato Bonaventura, frate francescano beatificato nel 1775, era in origine la casa natale del beatoː essa presenta un portale di notevole rilievo artistico in pietra calcarea, al cui centro troviamo due teste di cherubini sovrastate da uno stemma francescano. Al suo interno, un unico locale diviso in due piccoli ambienti, si trovano vari ritratti, fra i quali uno di Michele Busciolano del 1907 che rappresenta l'estasi del beato.

Il Monastero di San Luca, che attualmente ospita la caserma dei carabinieri, è sito alla fine di via Pretoria, in direzione della torre Guevara. In principio affidato alle suore cisternine dell'ordine delle benedettine, era l'unico monastero di donne in città e successivamente passò alle suore clarisse.

Ancora, a metà tra il Duomo e la piazza della Prefettura è la Chiesa della Ss. Trinità, attestata dal 1178ː essa, danneggiata dal terremoto del 1857, venne riedificata con una planimetria diversa da quella originaria, con un'unica navata con varie cappelle, un'abside semicircolare e un soffitto cassettonato.

In Piazza del Sedile, il tempietto di San Gerardo, chiamato dai potentini "San Gerardo di Marmo", è un'edicola votiva che ospita al suo interno la statua di San Gerardo, santo patrono della città. Situato all'estremità sud di piazza Giacomo Matteotti, stando all'epigrafe sulla lastra al lato destro del Santo, sarebbe stato ultimato nel 1865 dallo scultore potentino Antonio Busciolano (1823-1871). L'edicola ripropone la facciata di un edificio a cupola, con pianta semicircolare, chiusa sul retro. Sul basamento formato a gradoni, poggiano cinque colonne con il fusto scanalato, decorato con il capitello a foglie. Le colonne sorreggono degli architravi decorati da angioletti e rose. Il retro è costituito da una parete continua, divisa in tre parti: il settore centrale è costituito da una vetrata policroma a raggi, sulla quale poggiano due colonne scanalate che inquadrano la statua del santo, lateralmente invece, sono poste due iscrizioni, quella a destra ricorda l'edificazione dell'edicola e la dedica di esso, mentre quella a sinistra ricorda due momenti importanti della città: l'attacco dei briganti nel 1809, e l'insurrezione del 18 agosto 1860[26].

  Lo stesso argomento in dettaglio: chiesa Santissima Annunziata di Loreto.

La chiesa dedicata alla Madonna di Loreto presenta dimensioni ridotte e una struttura rimasta invariata nei secoli, ma caratterizzata dai molti restauri a causa dei molti terremoti. La chiesa ha un dipinto del pittore potentino Buonadonna del 1824 che ritrae l'Annunciazione.

  Lo stesso argomento in dettaglio: chiesa di Santa Lucia (Potenza).
 
Chiesa di Santa Lucia.

La piccola chiesa di Santa Lucia, infine, al limitare nord dell'antico abitato, venne costruita precedentemente al 1200. È formata da un'unica navata e custodisce una statua seicentesca di Santa Lucia, alcuni quadri del XVI e XVII secolo e un'acquasantiera del Quattrocento proveniente dalla chiesa di Santa Maria.

Architetture religiose extramuraliModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: chiesa e convento di Santa Maria del Sepolcro.
 
Chiesa di Santa Maria del Sepolcro

Nel rione Santa Maria, subito sotto la collina su cui ha sede il centro storico, è presente la chiesa di Santa Maria del Sepolcro, costruita tra XIII e XVII secolo, costruita ad opera dei Cavalieri dell'ordine dei Templari, su iniziativa del Conte di Santasofia, al ritorno della III crociata, nel 1191. Molte affinità, in effetti, si evidenziano con la Chiesa Madre di Ripacandida, che porta lo stesso titolo.

Il casale del Santo Sepolcro, anzi, venne costruito in questa posizione, a nord della città, proprio all'incrocio della vie Herculia ed Appia, che erano percorse dai pellegrini diretti in Terrasanta. Essa custodisce pregevoli tele e sulla parete destra è presente il monumentale altare barocco della Reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo.

  Lo stesso argomento in dettaglio: chiesa di San Rocco (Potenza).
 
Chiesa di San Rocco.

Più a sud, nei pressi dell'antico cimitero, ha sede la chiesa di San Rocco dove sono conservate pregevoli statue in legno raffiguranti San Vito e San Rocco, intagliate a metà Ottocento da Michele Busciolano.

Architetture civiliModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: le Porte di Potenza.

Gran parte delle architetture civili di interesse storico sono nel centro della città, al quale si accedeva tramite sei porte. Attualmente quelle visibili sono soltanto tre, ossia Porta San Giovanni in via Caserma Lucana, Porta San Luca in via Manhes e Porta San Gerardo in largo Duomo. Le altre porte furono abbattute durante i lunghi lavori, a partire dal 1806, per la modernizzazione del nucleo urbano della città ed erano Porta Salza, Porta Mendola, Porta Trinità.

  Lo stesso argomento in dettaglio: centro storico di Potenza.

Il centro cittadino, su un lungo e stretto pianoro, gravita, comunque, intorno a piazza Matteotti, sulla quale si affaccia il palazzo del comune. L'intero pianoro è attraversato dalla via Pretoria, il cui nome e origine rimanderebbero, secondo lo storico potentino Emmanuele Viggiano al tempo di Silla e delle guerre civili contro Mario, quando egli vinse quest'ultimo e ridusse a colonie militari romane sei delle città Lucane, tra cui Potenza. In ognuna di queste città Silla avrebbe stabilito il Pretorio e l'accampamento dei Pretoriani. Dunque doveva esistere un collegamento viario fra l'accampamento romano e il loro Comando che, secondo la tradizione romana, venne chiamato via Pretoria[27].

Questa via, che fingeva di fatto da decumano maggiore, si estende per tutto il centro storico a partire dal Largo di Portasalza fino alla Torre Guevara: essa si allarga nella centrale piazza Mario Pagano, detta dai potentini Piazza Prefettura, poiché ospita l'ottocentesco palazzo della prefettura, oggi sede del Prefetto e degli uffici provinciali.

 
Piazza Mario Pagano

I lavori per la realizzazione della Piazza iniziarono, però, solo nel 1839, per volontà dell'intendente Winspeare, con l'abbattimento delle casette con sottani abitate da contadini e artigiani, ma furono completati solo tra il 1842 e il 1847 a opera dell'intendente Francesco Benzo, Duca della Verdura[senza fonte]. In origine chiamata piazza del mercato (vi si svolgeva il mercato della domenica), fu detta ufficialmente piazza dell'Intendenza (poiché vi si affacciava il palazzo del governo, sede dell'intendente) e "piazza prefettura" (dopo l'Unitá e la sostituzione dell'intendente con il prefetto). Intorno al 1870 fu intitolata a Mario Pagano ed è rimasta invariata fino al restyling nel 2012 da parte dell'architetto Gae Aulenti.

Nella stessa piazza è presente il Teatro Stabile, costruito nel 1856 e inaugurato nel 1865[senza fonte] a causa di un'interruzione dei lavori dovuta a terremoti, frequenti nella zona.

Piazza Giacomo Matteotti, l'antica piazza Sedile (mutata nel secolo scorso in piazza del Fascio e, dopo il 1944, in piazza Giacomo Matteotti), conteneva il seggio dell'università, dove si riuniva il popolo in occasione delle assemblee, probabilmente risalente nel suo impianto originario all'epoca Angioina. Sulla piazza si affacciavano botteghe e taverne e, per decreto regio del 1810[senza fonte], vi si svolgeva il mercato alimentare. Sul lato meridionale, lì dove oggi sorgono il muraglione e il tempietto di San Gerardo, c'erano la cappella di San Domenico, con la vicina torre, i locali della cosiddetta neviera (dove si raccoglieva la neve), la Porta e il vicolo della Beccheria (dove avveniva la macellazione degli animali e la vendita delle carni). In occasione della festa del patrono della città, San Gerardo, nella piazza veniva innalzata la cassa armonica, per le esibizioni della banda musicale.

Per quanto concerne le case palazziate, spicca innanzitutto, proprio in Piazza del Sedile, il Palazzo di città, sede dell'amministrazione comunale, la cui costruzione risalirebbe all'epoca angioina. Come quasi tutti gli edifici storici e le chiese di Potenza anch'esso è stato più volte restaurato e ricostruito in seguito ai molti terremoti che hanno colpito la Basilicata. Successivamente venne adibito a casa comunale. L'elemento artistico di rilievo è una facciata del 1882[senza fonte], con un arco a tutto sesto situato tra due grandi finestre e una grande balconata.

Notevolissimo, a destra del Palazzo del Seggio, Palazzo Loffredo, situato nella piazza Pignatari, nei pressi del duomo, attuale sede del Museo archeologico nazionale della Basilicata dedicato a Dinu Adameșteanu e al quale si contrappone Palazzo Pignatari, ex palazzo Ciccotti, con un pregevole antico portale visibile dalla piazza.

Lungo la via Pretoria, ancora, verso sud, Palazzo Bonifacio, che racchiude al suo interno un piccolo chiostro; Palazzo Castellucci, uno dei pochi palazzi importanti del centro storico proprietà di una antica famiglia della città (un Castellucci è stato sindaco di Potenza), che si affacciava sull'omonimo larghetto, punto di passaggio obbligato per le persone che si recavano al vicino mercatino di porta di San Giovanni e abbattuto negli anni Sessanta.

  Lo stesso argomento in dettaglio: Torre Guevara.

In piazza Beato Bonaventura, sull'estremità est del centro storico della città, si possono ammirare i resti del castello. Costruito probabilmente dai Longobardi intorno all'anno 1000, esso costituì la vera piazza delle varie dominazioni di Potenza. Gli ultimi proprietari, ovvero Carlo Loffredo e Beatrice Guevara donarono ai frati cappuccini l'intero edificio, ad eccezione della Torre[senza fonte]. In seguito il castello fu adibito a lazzaretto, dedicando una cappella a San Carlo: divenne così la sede dell'Ospedale San Carlo per alcuni anni, almeno fino al 1935, quando l'ospedale si trasferì in una struttura più moderna, nel rione Santa Maria. A metà secolo scorso, un decreto ne dispose l'abbattimento permettendo di salvare la torre, cilindrica, dominante la valle del Basento.

PontiModifica

Il viadotto dell'industria o ponte Musmeci, realizzato dall'ingegnere Sergio Musmeci, mette in comunicazione la città con la tangenziale in direzione Salerno o Taranto. Concepito come vera e propria opera d'arte, fu progettato a partire dal 1967 e completato nel 1975[28]. Il ponte, un'unica volta di 30 centimetri di spessore e quattro campate di circa settanta metri di luce ciascuna, è secondo gli esperti la massima espressione di quella filosofia della progettazione dove la forma è il frutto di un processo di ottimizzazione del regime statico. La plasticità della forma fa della struttura un oggetto scultoreo a scala urbana.

Ancora, sempre sul Basento, il ponte di San Vito, la cui data di costruzione sarebbe da porre comunque in epoca romana avanzata, come evidente dai piloni, l'unico resto della struttura originaria, mentre tutta la parte superiore porta i segni di vari interventi di restauro avvenuti in etá medioevale e nelle successive. Il ponte è a tre luci, a pianta rettilinea; poggia su due piloni centrali fondati nell'alveo del fiume e che, legati tra loro con grappe di ferro, sono costituiti da grandi blocchi di notevole spessore, che sopportano la spinta delle acque con speroni triangolari a monte e semicilindrici a valle. Anticamente chiamato Sant'Aronzio, il ponte San Vito era parte integrante dell'antico percorso della via Herculia che, attraversando la Lucania, toccava anche la città di Potenza. La denominazione del ponte, stando alla tradizione, si ricollega al ricordo del martirio di Sant'Aronzio che, giunto dall'Africa con i fratelli Onorato, Fortunaziano e Sabiniano, non volendo abiurare la propria fede cristiana, subì con essi, tra il 238 ed il 288 d.C., l'estremo supplizio presso il fiume Basento.

Siti archeologiciModifica

Oltre a numerose epigrafi romane presenti in edifici medievali e moderni ed al ponte San Vito, negli anni Dieci del XXI secolo è stato rinvenuto nella zona Gallitello un complesso abitativo, ubicato presso la confluenza del torrente omonimo con il fiume Basento e che risulta essere il più importante sito mai scoperto nell'ambito urbano di Potenza. Allo stato attuale delle indagini, questo insediamento sembrerebbe svilupparsi in almeno sei ambienti rettangolari, di cui si conservano parzialmente i muri perimetrali, occupando un'area di circa 300 metri quadratiː si tratterebbe di un'antica fattoria funzionale allo sfruttamento agricolo dell'area. L'esame dei manufatti ceramici e degli altri reperti rinvenuti fa ipotizzare una datazione tra la fine del IV ed i primi decenni del III secolo a.C., quindi da mettere in relazione con il sistema insediativo dei Lucani in un momento precedente la romanizzazione del territorio. Il complesso è ancora in corso di scavo, sotto la direzione scientifica della soprintendenza per i beni archeologici della Basilicata[29].

La villa romana di Malvaccaro è un ulteriore sito archeologico di rilevante interesse, situato in una traversa della moderna Via Parigi nel quartiere di Poggio Tre Galliː rinvenuta a metà degli anni Ottanta del XX secolo, conserva cinque ambienti con mosaici, gravitanti intorno ad un'aula absidata, databile a età post-costantiniana, con arte musiva di almeno III secolo d.C. Della villa si sono trovati i muri perimetrali a nord-ovest e a nord-est e altre strutture verso Sud[30].

Aree naturaliModifica

La città, almeno fino all'inizio del XXI secolo, si caratterizzava per la massiccia presenza del verde nel tessuto urbano, partendo dalla storica Villa comunale di Santa Maria, la cui origine è da far risalire a un decreto del governo francese del 1810, secondo il quale ogni provincia doveva avere un orto botanico sperimentale.

Ancora, sulla collina prospiciente il pianoro del centro, sorge un altro parco di rilevante interesse storico, il Parco di Montereale, al centro del quale si innalza un monumento ai caduti e la cui costruzione avvenne nei primi anni del Novecento.

A metà del centro, la Villa del Prefetto, annessa al palazzo della prefettura. Inizialmente appartenente al monastero dei Padri conventuali di San Francesco nel Settecento e utilizzata per scopi puramente agricoli, la villa vera e propria venne edificata solo nell'Ottocento.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[31][32]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2014 risiedevano a Potenza 1.030 cittadini stranieri.[33] Le comunità più numerose sono, comunque, quella della Romania, con 405 residenti, del Marocco, con 9 e dell'Ucraina, con 75 persone.

Lingue e dialettiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: dialetto potentino.

Insieme ai dialetti di alcuni comuni limitrofi (Tito, Vaglio Basilicata, Pignola, Picerno) quello potentino appartiene ai cosiddetti dialetti gallo-italici di Basilicata.

Istituzioni, enti e associazioniModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: ospedale San Carlo.

L'azienda ospedaliera "ospedale San Carlo" di Potenza è uno degli impianti ospedalieri più importanti e più grandi d'Italia ed è situato nel quartiere di Macchia Romana, mentre la clinica Luccioni, situata in corso Mazzini, in pieno centro, è una struttura privata, dotata di sessanta posti letto, che garantisce la diagnosi e la cura di patologie acute pertinenti alla chirurgia generale e ortopedia traumatologica.

Altrettanto storico è l'istituto ospedaliero centro di riabilitazione Opera Don Uva, fondato a Potenza nel 1954, che si trova nei pressi dell'ospedale San Carlo, in via Ettore Ciccotti. Recentissimo, infine, il polo sanitario Madre Teresa di Calcutta (Azienda Sanitaria Locale N°2 di Potenza), situato in via del Gallitello, che offre servizi di poliambulatorio.

CulturaModifica

BibliotecheModifica

La città, come ogni capoluogo di regione, ospita una Biblioteca nazionale ed una Biblioteca provinciale, oltre alla Biblioteca della Deputazione di Storia Patria per la Lucania e ad una Biblioteca per l'infanzia comunale.

Scuole e universitàModifica

Nella città di Potenza sono presenti la maggior parte degli istituti scolastici superiori (tra cui il Liceo Classico Quinto Orazio Flacco e il Liceo scientifico Galileo Galilei).

Potenza è, altresì, la sede legale dell'Università degli Studi di Basilicata, oltre a ospitare anche una sede distaccata dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e della facoltà di scienze motorie dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope".

  Lo stesso argomento in dettaglio: Università degli Studi della Basilicata.

A Potenza sono operativi due poli UniBas, delle quali la sede più antica, situata in via Nazario Sauro, che ospita la facoltà di lettere e filosofia e il centro linguistico di Ateneo, mentre il campus, situato in Viale dell'Ateneo Lucano, nei pressi dell'ospedale San Carlo, ospita le facoltà di ingegneria, farmacia, scienze matematiche, fisiche e naturali, agraria ed economia.

 
Campus di Macchia Romana

L'azienda ospedaliera ospedale San Carlo di Potenza, inoltre, ospita, dall'anno accademico 1996/1997, i corsi di laurea delle professioni sanitarie, in convenzione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in particolare con la facoltà di medicina e chirurgia di Roma e Campobasso, e in attuazione del protocollo di intesa sottoscritto con la regione Basilicata. Presso i poli formativi della regione Basilicata l'Università Cattolica del Sacro Cuore ha attivato corsi paralleli di laurea triennale delle professioni sanitarie. La struttura universitaria lucana mantiene totale autonomia per quanto concerne aspetti organizzativi e logistici, gli orari dei corsi e le prenotazioni degli esami di verifica.

La città di Potenza è anche sede distaccata della facoltà di scienze motorie dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope", nata nel 1980, quando l'ISEF di Napoli stipulò una convenzione con l'amministrazione comunale potentina, avviando la sede distaccata di Potenza, in Via Enrico Toti, 2 (nel rione Francioso).

MuseiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Museo archeologico nazionale della Basilicata.

Il Museo archeologico nazionale della Basilicata è l'istituzione museale principale, dedicato a Dinu Adameșteanu, comprendente anche una galleria civica, nel palazzo Loffredo; ancora, il Museo Archeologico Provinciale, in via Lazio, cui si affianca la Pinacoteca provinciale, sempre in via Lazio, nel rione Santa Maria. Sempre di rilevante interesse è il Museo Diocesano, che racchiude arte e storia della diocesi potentina, in via Vescovado, nella struttura omonima.

Più recenti sono il Museo d'arte figurativa contemporanea[34], in via della Chimica e l'Area espositiva del Covo degli Arditi (ricavato nel tunnel di collegamento dell'antico ospedale psichiatrico del Principe di Piemonte), in piazzale Romagna (via Ettore Ciccotti).

MediaModifica

Potenza è sede di redazioni giornalistiche locali e areali, quali, oltre, ovviamente, all'ANSA e alla RAI, la redazione di Basilicata della "Gazzetta del Mezzogiorno" e i quotidiani lucani "Quotidiano della Basilicata" e "La Nuova del Sud". In città, comunque, operano anche giornali minori quali i settimanali "Controsenso"[35], "Il Balcone del Conte", "Il Lucano Magazine".

Hanno, altresì, sede in città anche redazioni tv e radio, quali Telenorba, RadioPotenzaCentrale, Radio Eva, Radio Idea, RadioTour Basilicata, la radio on line RadioStudioWeb.

Persone legate a PotenzaModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Persone legate a Potenza

EventiModifica

eventi di maggio che l'amministrazione comunale e le associazioni culturali cittadine organizzano in concomitanza con le festività in onore del santo patrono della città, san Gerardo.

  Lo stesso argomento in dettaglio: sfilata dei turchi.

Esso è caratterizzato, in effetti, da manifestazioni, eventi particolari di ambito variabile, che culminano, il 29 maggio, con la cosiddetta ''Storica Parata dei Turchi'', sfilata in costume che rievoca il leggendario intervento del Santo Patrono per salvare la città dall'invasione dei Turchi, intorno alla quale sono messe in scena le diverse ambientazioni cittadine della festa, generalmente in tre epoche diverse, ossia 1100, 1500, 1800[36]. Il 30 maggio è, comunque, il giorno in cui si venera il santo patrono con una processione religiosa che percorre le strade del centro storico.

Nei mesi di giugno e luglio si tiene il Woody Groove Festival, un festival musicale che raccoglie le migliori band del panorama della musica indipendente del sud Italia, mentre agli inizi di settembre si tiene presso la località San Luca Branca (Potenza est), la gara di fuochi pirotecnici chiamata "Fuochi sul Basento", alla quale partecipano concorrenti provenienti da gran parte dell'Italia.

Geografia antropicaModifica

UrbanisticaModifica

 
Potenza da ovest

Potenza è trafficata giornalmente da più di 100.000 utenti ed è anche tra le città italiane ad avere un'alta percentuale di automobili circolanti per abitante, motivi che rendono giornalmente difficoltosa la percorrenza delle strade cittadine. La maggioranza di strade è a senso unico, imponendo, così, un circolo obbligato al flusso di vetture.

L'Area metropolitana di Potenza comprende i comuni di Pignola, Tito, Picerno, Vaglio, Avigliano, Ruoti, Brindisi di Montagna e Pietragalla (Comuni contigui), e i comuni di Abriola, Albano, Anzi, Baragiano, Bella, Campomaggiore, Cancellara, Castelmezzano, Filiano, Laurenzana, Oppido, Pietrapertosa, San Chirico Nuovo, Satriano, Savoia, Tolve, Tricarico, Trivigno, Vietri[37]: in questo elenco, Tricarico risulta l'unico comune della provincia di Matera facente parte dell'area, mentre il comune più vicino alla città è quello di Pignola, ormai contiguo, i cui centri cittadini distano solo 6 km. A oggi si verifica uno spopolamento della città di Potenza, in quanto gran parte delle famiglie si sposta proprio nella zona residenziale del lago Pantano, distante 3 km dal nucleo urbano, immersa nel verde e ricadente nell'agro pignolese.

Le nuove maggiori zone di espansione della città sono, comunque, state individuate nell'area che costeggia il torrente Gallitello, Poggio Tre Galli, Macchia Romana e Macchia Giocoli, dove negli anni sono sorti i quartieri più moderni e più importanti della città. L'area del Gallitello, in effetti, ha visto negli ultimi decenni una selvaggia espansione urbanistica (dovuta per lo più all'insediamento di attività commerciali provenienti principalmente dal centro cittadino) che l'ha così resa una zona altamente trafficata, sebbene ancora priva di una completa urbanizzazione. Nel 2007, in tal senso, sono stati avviati i lavori di costruzione del nodo complesso del Gallitello, un sistema viario pensato per agevolare il flusso in entrata e in uscita dallo svincolo di Potenza ovest, scavalcando la tratta ferroviaria Napoli-Taranto ed eliminando l'annoso problema del passaggio a livello. L'infrastruttura è stata consegnata ai cittadini nel 2016, con circa quattro anni di ritardo sulla prevista consegna del 2012.

A partire dal 2008 nuove costruzioni stanno, ancora, interessando anche la zona a sud del parco del Rossellino, scelta come area di espansione per nuovi poli commerciali e direzionali e nuove attività industriali, mentre dal 2013 in poi nuovi insediamenti abitativi hanno visto la luce nell'area nord ovest della città (Macchia Giocoli).[26]

Suddivisioni amministrativeModifica

La città di Potenza è raggruppata in dodici comitati, aventi un presidente di quartiere eletto direttamente dalla popolazione del quartiere, secondo la delibera di consiglio numero 3 del 29 gennaio 2009, e la legge 142/90 articolo 6 - Statuto Titolo III sul Regolamento alla partecipazione popolare. Attualmente i comitati sono così suddivisi:

Comitato Siti d'interesse
I Centro Centro - Piazza Mario Pagano - Via Pretoria - Teatro Stabile - Duomo - Chiese: San Michele, San Francesco, Trinità, Santa Lucia - Casa e cappella del beato Bonaventura - Le Porte - Museo nazionale - Palazzo Loffredo
II Murate Murate - Montereale - Parco di Montereale - Piscina comunale
III Lucania Lucania - Parco di Via Racioppi e via Nitti - Parco Tre Fontane - Cimitero monumentale
IV Cerreta Cerreta - Dragonara - Seminario nuovo - Teatro nuovo del seminario
V Malvaccaro Malvaccaro - Macchia Giocoli - Centro sociale - Chiesa del beato Bonaventura - Campo sportivo Macchia Giocoli - Cimitero Giovanni Paolo II
VI Cocuzzo Cocuzzo - Gallitello - Polo commerciale di via del Gallitello - Poliambulatorio Madre Teresa - Biblioteca nazionale
VII Poggio Tre Galli Poggio Tre Galli - Centro direzionale regionale - Distretto scolastico - Parco Europa Unita
VIII Macchia Romana Macchia Romana - Distretto ospedaliero - Ospedale San Carlo - Istituto Psichiatrico Don Uva - Parco di Sant'Antonio la Macchia - Chiesa di Sant'Antonio la Macchia
IX Betlemme Betlemme - Penitenziario Maschile - Tribunale per i Minori - Carcere Minorile - Biblioteca Provinciale
X Rossellino Rossellino - Parco di Rossellino - Palazzetto dello Sport - Bosco di Rossellino - Polo Commerciale di via della Tecnica
XI Botte Botte - Piani del Mattino
XII Lavangone Lavangone - Distretto sportivo - Palabasento

EconomiaModifica

Potenza è un mercato per i prodotti del circostante territorio agricolo, con industrie alimentari (mulini, frantoi, produzione di formaggi e di vini), calzaturiere e del legname. Negli anni precedenti aveva anche avuto uno sviluppo industriale, ma ultimamente le industrie vanno spostandosi dalla città alla vicina zona industriale di Tito.

Grande importanza per la città ha il settore terziario: si vanno, infatti, sviluppando numerose zone adibite al commercio, delle quali la più importante è, come detto, via del Gallitello.

Nel settore dell'artigianato erano, poi, storicamente rinomate le lavorazioni del rame e del ferro[38].

Infrastrutture e trasportiModifica

 
Rete tangenziale della città di Potenza

La città di Potenza è un importante centro di riferimento per l'intera comunità regionale. Ciononostante la città non è dotata di un aeroporto ma è toccata, a partire dall'11 dicembre 2016, dal treno freccia rossa tramite la linea Milano - Taranto, passando per Bologna.Firenze.Roma.Napoli e Salerno, su una linea però a bassa velocità.

StradeModifica

L'area urbana di Potenza è servita da due arterie che fungono da tangenziale alla città, la prima delle quali negli ultimi chilometri del Raccordo Potenza-Sicignano, la seconda nella strada denominata "Tangenziale Nord", che collega la zona ospedaliera di Macchia Romana alla zona di Tiera, con innesto sulla SS 658 Potenza-Melfi. In progetto restano due arterie: il tratto tangenziale nord-Dragonara e il tratto Dragonara-tangenziale sud, in modo da creare un vero anello viario, per consentire agli automobilisti di non attraversare la città per spostarsi da sud a nord della Provincia. I tratti già esistenti, comunque, presentano nove uscite:

  • Uscita 1 - Potenza Ovest
  • Uscita 2 - Laurenzana-Potenza Sud ► SS92 dell'Appennino Meridionale
  • Uscita 3 - Potenza Centro
  • Uscita 4 - Bucaletto
  • Uscita 5 - Potenza Est
  • Uscita 6 - Melfi ► SS658 Foggia - SS407 Metaponto
  • Uscita 7 - Potenza Nord
  • Uscita 8 - Cugno delle Brecce
  • Uscita 9 - Piani del Mattino

FerrovieModifica

Potenza è servita dalle linee regionali Salerno-Taranto, Foggia-Potenza e dal collegamento Frecciarossa Milano-Taranto gestite da RFI, e dalla Altamura-Potenza delle ferrovie Appulo Lucane, percorsa anche da treni per Bari.

Le Stazioni FS sono la storica Potenza Centrale, in piazzale Guglielmo Marconi, cui si affiancano le fermate di Potenza Università, in via La Marmora, la Potenza Superiore, in viale Sicilia ela Potenza Macchia Romana, in viale dell'Ateneo Lucano.

Stazioni FAL sono la Potenza Stazione Centrale, in piazzale Marconi, le fermate urbane di Potenza San Rocco (borgo San Rocco), Potenza Città (piazza Francesco Crispi) e Potenza Santa Maria (piazza Istria/via Angilla Vecchia).

Mobilità urbanaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: servizio ferroviario metropolitano di Potenza.

Vista la collocazione della città in territorio pressoché montuoso, si è sin da subito ritenuto necessario fornire ai cittadini un servizio che permettesse loro di poter raggiungere il centro, con autobus urbani che facevano capolinea in Piazza Matteotti.

Successivamente, dagli anni Novanta in poi, furono costruiti diversi impianti di scale mobili, che collegano i quartieri a valle con il centro storico, e nel 2007 si decise di utilizzare la tratta urbana a scartamento ridotto (dalla stazione Inferiore alla stazione di Macchia Romana) di proprietà delle ferrovie Appulo Lucane, come servizio ferroviario urbano, denominato "metropolitano" dal comune stesso. Nel 2015 la società gestore del servizio avviava, in tale direzione, lavori di ammodernamento della linea, eliminando i passaggi a livello presenti in città (via Angilla Vecchia, via Campania, via Roma) e cercando di prolungare la linea fino al nuovo capolinea di Gallitello.[26]

AmministrazioneModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: sindaci di Potenza.

GemellaggiModifica

SportModifica

CalcioModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Potenza Sport Club.

La principale squadra di calcio della città è stato il Potenza Sport Club, che, fondato nel 1919 con il nome di Sport Club Lucano e attivo anche nell'atletica leggera, nella stagione 1933-1934 prese parte al primo torneo ufficiale di calcio ed ebbe il suo momento culminante negli anni sessanta, quando disputò cinque stagioni consecutive nel campionato di serie B. Dopo i fallimenti del 1986 e del 1994, nel campionato 2011-2012 la squadra non prese parte all'Eccellenza e venne esclusa dai ruoli federali.

Attualmente la principale squadra di calcio della città è il SSD a R.L. Potenza Calcio, che milita nel campionato di Serie D, Girone H.

CiclismoModifica

Potenza è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Altri sportModifica

Per quanto concerne il basket, la squadra maschile Potenza 84 milita nel campionato di A dilettanti, mentre la formazione di basket femminile Basilia Codra Mediterranea partecipa al campionato di B d'eccellenza.

Ha, inoltre, sede a Potenza una squadra femminile di volley, il Centro KOS Polizia Municipale Volley, in serie B2 girone I, mentre, per la pallavolo maschile, la città è rappresentata dalla Virtus Potenza che disputa il campionato di B girone H.

L'Accademia Scacchi Potenza ha militato nel massimo campionato scacchistico nazionale, giungendo per tre volte fra le prime quattro. La Società Schermistica Lucana di Potenza, ancora, può vantare un'esperienza di oltre trent'anni - nelle discipline del fioretto e della spada - seguita da successi nazionali ed internazionali.

Tra i nuovi sport, la A.S.D CyberLions Softair Potenza disputa attività agonistica a livello interregionale, mentre é già presente nel territorio comunale l'A.S.D. "Ghost Soldiers Potenza" che si occupa della pratica e della diffusione del softair.

Impianti sportiviModifica

Lo stadio cittadino, sito in viale Marconi, è intitolato ad Alfredo Viviani, fondatore del primo sodalizio calcistico lucano.

Le strutture sportive cittadine comprendono anche il Palazzetto Antonello Pergola ex Palarossellino, sito nel parco Rossellino, il complesso sportivo Via Roma, sito in via Roma (rione Risorgimento), la palestra Caizzo e la palestra CONI, sita nel parco di Montereale, e il PalaBasento in contrada Lavangone.

NoteModifica

  1. ^ Dati di riferimento alla superficie
  2. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico Anno 2016, demo.istat.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Luciano Canepari, Potenza, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  5. ^ Comuni lucani per popolazione.
  6. ^ Protezione Civile - Rischio Sismico. http://www.comune.potenza.it/index.php?option=com_content&view=article&id=586:sismico&catid=179:rischi&Itemid=351
  7. ^ Comuni lucani per superficie
  8. ^ Raffaele Riviello, Ricordi e note su costumanze, vita e pregiudizii del popolo potentino (PDF), Potenza, tip. Garramone e Marchesiello, 1893.
  9. ^ E. Viggiano, Memorie della città di Potenza, Napoli, Orsini, 1805, pp. 29 ss.; M. Gualtieri, La Lucania romana: cultura e società nella documentazione archeologica, Napoli, Loffredo, 2003, pp. 96-97.
  10. ^ M. Gualtieri, La Lucania romana: cultura e società nella documentazione archeologica, Napoli, Loffredo, 2003, p. 132.
  11. ^ Sul periodo in generale, cfr. le informazioni desumibili, anche per Potenza, in F. Panarelli, La vicenda normanna e sveva, in Storia della Basilicata, a cura di G. De Rosa e A. Cestaro, vol. 2. Il Medioevo, a cura di C. D. Fonseca, Roma-Bari, Laterza, 2002, pp. 86-124.
  12. ^ E. Viggiano, Memorie della città di Potenza, Napoli, Orsini, 1805, p. 48.
  13. ^ R. M. Abbondanza, Storia di una cittàː Potenza. Da un manoscritto della seconda metà del sec. XVII, Salerno, Edisud, 2000, pp. 34, 271.
  14. ^ Cfr. R. Restaino, La città di Potenza in età medievale, in Potenza Capoluogo (1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S. M. Capua Vetere, Spartaco, 2008, pp. 116-118.
  15. ^ Cfr. M. De Cunto, La città di Potenza in età moderna, in Potenza Capoluogo (1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S. M. Capua Vetere, Spartaco, 2008, pp. 150-154.
  16. ^ E. Viggiano, Memorie della città di Potenza, Napoli, Orsini, 1805, pp. 92-95.
  17. ^ Cfr. U. Mancini, La città di Potenza in età moderna, in Potenza Capoluogo (1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S. M. Capua Vetere, Spartaco, 2008, pp. 167-168.
  18. ^ Cfr. A. D'Andria, "Hic (non) sunt leones". La Basilicata all'inizio del regno di Carlo di Borbone, in "Mediterranea. Ricerche Storiche", n. 27 (2013), p. 99.
  19. ^ Cfr., sul periodo, A. Lerra, La città di Potenza in età napoleonica, in Potenza Capoluogo (1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S. M. Capua Vetere, Spartaco, 2008, pp. 219-234.
  20. ^ Su cui cfr. A. D'Andria, Tra le seconde file. Cultura e azione politica dei Commissari del governo prodittatoriale del 1860, in "Bollettino Storico della Basilicata", n. 27 (2011).
  21. ^ http://www.canadiansoldiers.com/history/battlehonours/italiancampaign/potenza.htm, URL consultato il giorno 11/7/2017.
  22. ^ Su cui cfr. C. Magistro, Dal fascismo alla Repubblica, in Potenza Capoluogo (1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S. M. Capua Vetere, Spartaco, 2008, pp. 281-306.
  23. ^ Cfr. G. Racioppi, Storia dei popoli della Lucania e della Basilicata, Roma, Loescher, 1889, vol. 2, p. 205.
  24. ^ Giuseppe Gattini, Delle armi de' Comuni della provincia di Basilicata, Matera, Conti, 1910, p. 68.
  25. ^ La lettera di conferimento é riprodotta da A. D'Andria, Potenza Cittá Capoluogo e del Risorgimento. Per un tracciato cronologico e documentario. 1799-1860, Potenza, STES, 2010, quarta di copertina.
  26. ^ a b c La Città - La Storia, comune.potenza.it. URL consultato il 12 luglio 2017.
  27. ^ E. Viggiano, Memorie della città di Potenza, Napoli, Orsini, 1805, pp. 36-40.
  28. ^ [1].
  29. ^ Rapporto da Metropolisinfo.it, sezione della Provincia di Potenza.
  30. ^ A. Capano, La villa romana della contrada “Malvarcaro” di Potenza, in "Bollettino Storico della Basilicata", n. 3 (1987), passim.
  31. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  32. ^ Vera Armignacco, Potenza: ricerche di geografia urbana, Firenze, 1953
  33. ^ Dati Istat stranieri 2014, demo.istat.it.
  34. ^ http://www.comune.potenza.it/index.php/eventi-e-manifestazioni/808-museo-di-arte-figurativa-contemporanea
  35. ^ sito ufficiale Controsenso
  36. ^ Sull'antropologia di questa festa, cfr. F. Mirizzi, Le tradizioni popolari, in Potenza Capoluogo (1806-2006), vol. 1. Storia, istituzioni, società, S.M. Capua Vetere, Spartaco, 2008, pp. 67-75.
  37. ^ http://www.iermb.uab.es/RePEc/doc/wpierm0901.pdf
  38. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 8..

BibliografiaModifica

  • Emmanuele Viggiano, Memorie della città di Potenza, Napoli, presso Vincenzo Orsini, 1805 (ripr. facs. Sala Bolognese, Forni, 1975).
  • Raffaele Riviello, Cronaca potentina dal 1799 al 1982, Potenza, tip. Garramone e Marchesiello, 1889.
  • Tommaso Pedio, Potenza dai normanni agli aragonesi: note ed appunti, Bari, Edizioni del centro librario, 1964.
  • Alfredo Buccaro (a cura di), Le città nella storia d'Italia. Potenza, Bari-Roma, Laterza, 1997.
  • Rocchina Maria Abbondanza Blasi, Storia di una città: Potenza. Da un manoscritto della seconda metà del sec. XVII, Salerno, Edisud, 2000.
  • Aa. Vv., Potenza Capoluogo (1806-2006), S. M. Capua Vetere, Spartaco, 2008, 2 voll.

Voci correlateModifica

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