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La potestà legislativa in Italia, riguarda la concorrenza legislativa tra lo Stato e le regioni italiane; la competenza è attribuita per materie.[1]

Indice

Sinossi generaleModifica

Prima della riforma le Regioni a Statuto ordinario (quelle speciali già avevano poteri esclusivi) potevano esercitare il potere legislativo solo nelle materie tassativamente indicate nell'art. 117 Cost. e soltanto nei limiti di una legge-cornice statale ovvero dei principi fondamentali della materia (cosiddetta competenza concorrente).

Dal 2001 la competenza a legiferare può essere:

  • esclusiva dello Stato;
  • residuale (esclusiva) delle Regioni;
  • concorrente.

A seguito dell'emanazione della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, l'art. 117 Cost. infatti definisce nel suo secondo comma le materie per le quali lo Stato ha competenza esclusiva, nel terzo le materie per le quali la competenza tra Stato e Regioni è di tipo concorrente, mentre il quarto comma stabilisce la competenza residuale delle Regioni su tutte le altre materie.

Da ultimo la legge 131-2003, la cosiddetta legge La Loggia, precisa che rimangono in vigore le leggi dello Stato nelle materie in cui la competenza è passata alle regioni, fino a che le stesse non legifereranno sull'argomento; lo stesso vale per le materie su cui la competenza è passata dalle regioni allo Stato, per cui rimarranno in vigore le leggi regionali fino a diversa statuizione dello Stato.

Competenza esclusiva dello StatoModifica

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie (art. 117.2 Cost.):

  • a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea;
  • b) immigrazione;
  • c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
  • d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
  • e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie;
  • f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
  • g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
  • h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;
  • i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
  • l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
  • m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
  • n) norme generali sull'istruzione;
  • o) previdenza sociale;
  • p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane;
  • q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
  • r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno;
  • s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.

Competenza concorrente di Stato e RegioniModifica

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a (art. 117.3 Cost.):

  • a) rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni;
  • b) commercio con l'estero;
  • c) tutela e sicurezza del lavoro;
  • d) istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
  • e) professioni;
  • f) ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi;
  • g) tutela della salute;
  • h) alimentazione;
  • i) ordinamento sportivo;
  • l) protezione civile;
  • m) governo del territorio;
  • n) porti e aeroporti civili;
  • o) grandi reti di trasporto e di navigazione;
  • p) ordinamento della comunicazione;
  • q) produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia;
  • r) previdenza complementare e integrativa;
  • s) coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
  • t) valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali;
  • u) casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
  • v) enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.

Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato[2]. Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

Competenza residuale esclusiva delle RegioniModifica

Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato; per questa fattispecie si parla di competenza residuale delle Regioni come dispone l'art. 117 comma 4 della Costituzione.

Limiti alla potestà legislativa regionaleModifica

La potestà legislativa delle Regioni trova un limite:

  • nella Costituzione[3];
  • nelle leggi-quadro o leggi-cornice, nel caso di materie in cui la competenza è concorrente tra Stato e Regioni;
  • nel diritto internazionale;
  • nel diritto dell'Unione europea;
  • nel territorio (l'ambito d'applicazione delle leggi regionali è il territorio regionale);
  • nelle materie in cui possono legiferare.

Limiti alla potestà legislativa stataleModifica

La potestà legislativa del Parlamento trova un limite:

  • nella Costituzione[4];
  • nel diritto internazionale;
  • nel diritto dell'Unione europea;
  • nelle materie in cui può legiferare.

NoteModifica

  1. ^ Di Cosimo Giovanni, Materie (riparto di competenze), in Digesto delle discipline pubblicistiche, Torino : Utet. - Vol. 3/2 di Aggiornamento (2008), p. 475-486.
  2. ^ Francesco Bilancia, L'instabile quadro del riparto delle competenze legislative, Le istituzioni del federalismo. - 31 (2012), n. 1-2, p. 63-92.
  3. ^ Vezio Crisafulli, Gerarchia e competenza nel sistema costituzionale delle fonti, in Rivista trimestrale di diritto pubblico, 1960, 775 ss.
  4. ^ In proposito l'avvocato Vincenzo Palumbo, nelle note autorizzate per il Tribunale di Messina nella causa contro la legge elettorale detta Italicum, riportava «l’auspicio formulato dalla prof. Michela Manetti, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Siena, in un suo recente articolo (La Corte Costituzionale ridefinisce l’autonomia delle Camere, ben oltre i regolamenti parlamentari e l’autodichia, in Giur. Cost. 2014, n. 3, p. 21103), allorché ha affermato che l’aspettativa più importante sulla futura attività della Corte riguarda “il sindacato sugli atti del procedimento legislativo alla luce della Costituzione, e non alla luce dei regolamenti parlamentari, sindacato che appare garanzia tanto più irrinunziabile nel contesto del sistema maggioritario. Se un tempo lo schermo rappresentato dall’autonomia delle Camere sembrava impenetrabile, oggi la Corte può a buon diritto rivendicare il compito che per definizione le spetta, e del quale ha già mostrato di essere consapevole (nella contigua materia dei decreti legge) imponendo il rispetto delle norme costituzionali sui procedimenti delle Camere come necessaria conseguenza del rispetto dei diritti inviolabili”» (pagina 11).

Voci correlateModifica