Povegliano

comune italiano
Povegliano
comune
Povegliano – Stemma
Povegliano – Veduta
Il paese di Santandrà visto dal campanile, guardando verso Ovest
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
SindacoRino Manzan (lista civica Rilanciamo Povegliano) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate45°46′N 12°12′E / 45.766667°N 12.2°E45.766667; 12.2 (Povegliano)Coordinate: 45°46′N 12°12′E / 45.766667°N 12.2°E45.766667; 12.2 (Povegliano)
Altitudine56 m s.l.m.
Superficie12,91 km²
Abitanti5 063[1] (31-7-2021)
Densità392,18 ab./km²
FrazioniCamalò, Santandrà
Comuni confinantiArcade, Giavera del Montello, Ponzano Veneto, Villorba, Volpago del Montello
Altre informazioni
Cod. postale31050
Prefisso0422
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT026062
Cod. catastaleG944
TargaTV
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 416 GG[3]
Nome abitantipoveglianesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Povegliano
Povegliano
Povegliano – Mappa
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Povegliano (IPA: /poveʎ'ʎano/; Pojàn in veneto, IPA: /po'jan/) è un comune italiano di 5 063 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto.

Geografia fisicaModifica

 
Il paese di Santandrà visto dal campanile, guardando verso Est

Il territorio di Povegliano si estende a nord di Treviso, nell'area compresa tra la città e il Montello. È composto da tre frazioni: il capoluogo, dove ha sede il municipio e la biblioteca, Camalò e Santandrà, dove c'è il centro sociale "Alessandro Gasparetto".

Corsi d'acqua principali sono il torrente Giavera e il canale artificiale Brentella, che scorrono all'estremità orientale del comune.

StoriaModifica

Dalle origini all'epoca romanaModifica

La storia più antica di Povegliano è legata alle civiltà stanziatesi presso il Montello e i colli limitrofi. Sin dall'XI secolo a.C. ai piedi dei rilievi erano sorti dei villaggi, mentre più a nord si trovavano dei castellieri.

Con l'organizzazione romana del Veneto (II secolo a.C.), il territorio, appartenente al municipium di Treviso, è centuriato (le attuali vie Postioma e Barrucchella erano dei decumani, mentre via Sant'Antonio un cardo) e si sviluppano alcune importanti vie di comunicazione, la Postumia, a sud dell'attuale centro, e la Claudia Augusta Altinate, ad est. Si ritiene che lungo queste arterie stradali vi fossero dei villaggi legati alla loro manutenzione e che nelle campagne vicine fiorissero l'agricoltura e le ville dei proprietari terrieri. Proprio a Camalò sono stati individuati i resti di un edificio del genere, mentre ad est di Povegliano sono stati portati alla luce delle sepolture e un corredo funebre.

L'etimo del paese sarebbe proprio legato a questo periodo: è un tipico prediale, un toponimo derivante dal nome di un latifondista romano, un Paulus o un Popilius[4].

Il medioevoModifica

Un'antica tradizione afferma che Povegliano sarebbe sorta attorno al VI-VII secolo quando, a causa delle inondazioni del Piave, la popolazione si spostò presso il luogo dove oggi sorge la chiesa. Si suppone che effettivamente l'insediamento originario si trovasse più ad est, in località Pojarin, presso Visnadello, a poca distanza dalla via Claudia Augusta Altinate.

Le prime citazioni degli abitati riguardano Camalò, dipendenza del monastero di Santa Maria del Piave, e, nel 994, Povegliano e Santandrà, nominate in un diploma di Ottone III, in cui a Rambaldo di Collalto venivano concessi dei terreni a nord della Postumia. Dal punto di vista ecclesiastico, Povegliano costituiva una capopieve, la chiesa di Camalò era una cappella legata alla pieve di Volpago, mentre Santandrà fu tra le dipendenze dell'Abbazia di Nervesa dal 1231 al 1344, quando passò a Povegliano.

Dal punto di vista politico, i tre centri furono sempre soggetti al comune di Treviso e costituirono delle regole. Ne seguirono così le sorti attraverso le dominazioni degli Ezzelini, dei Caminesi, dei Conti di Gorizia, degli Scaligeri, della Serenissima e dei Carraresi, per tornare sotto la Repubblica di Venezia dal 1389[4].

Il dominio venezianoModifica

Durante questo periodo la popolazione poté godere di un clima di pace e sviluppo, turbato solo dalla parentesi della guerra della Lega di Cambrai. L'economia agricola fu monopolizzata dagli enti religiosi e dai nobili Veneziani e trevigiani, i quali eressero diverse ville. Per quanto riguarda l'amministrazione, i tre villaggi furono assegnati alla Campagna di Sotto, uno degli otto quartieri che componevano la podesteria di Treviso[4].

Dall'Ottocento ad oggiModifica

Alla caduta di Venezia (1797), la zona attraversò un momento di incertezza politica causato dall'avvicendarsi del dominio Francese e Austriaco. Nel 1807, sotto Napoleone, viene istituito il comune di Povegliano con frazioni Santandrà e Camalò, ma una definitiva sistemazione territoriale si ebbe a partire dal 1814 con la nascita del Regno Lombardo-Veneto.

Passato con tutto il Veneto al Regno d'Italia (1866), Povegliano si trovò in un periodo di grave crisi economica che costrinse molti abitanti ad emigrare oltreoceano, specialmente in Brasile.

Il comune soffrì le distruzioni della Grande Guerra: la vicinanza al fronte del Piave costrinse l'amministrazione a trasferire il municipio ora a Ponzano, quindi a Camalò; tra gli abitanti si contano diversi profughi e numerosi soldati caduti. Seguì un ulteriore momento di depressione economica.

Dopo i drammatici eventi della seconda guerra mondiale, la ripresa fu lenta e ricominciarono i fenomeni migratori verso l'Europa, l'America e l'Australia. Solo dagli anni sessanta si poté assistere ad un nuovo sviluppo demografico ed economico[4].

Chiesa Parrocchiale di San Daniele, conserva un organo settecentesco (forse Callido trasferita dalla vicina Arcade) è stato impiantato a due manuali da un orologiaio un certo Milanese ma non funzionò ma, nel 1987 con un radicale restauro operato dal maestro organaro Alessandro Girotto l'organo è stato sottoposto alle opportune modifiche per portarlo all'ottima condizione di funzionamento, sempre a due manuali a trasmissione meccanica ebbe l'onore di ospitare il celebre Maestro di fama internazionale Arturo Sacchetti direttore artistico di radio Vaticana , seguiti poi dai concerti dei maestri Donato Cuzzato organista locale che poi a lungo lo usò per studio personale e infine il Maestro Amedeo Aroma.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

 
Via Croce direzione Treviso

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2017 gli stranieri residenti nel comune erano 313, ovvero il 6,0% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[6]:

  1. Romania 73
  2. Albania 64
  3. Marocco 34
  4. Kosovo 20

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2 luglio 1985 30 maggio 1990 Pietro Parenti DC Sindaco [7]
30 maggio 1990 24 aprile 1995 Pietro Parenti DC Sindaco [8]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Renzo Dalla Cia lista civica Sindaco [9]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Renzo Dalla Cia centro Sindaco [10]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Sergio Zappalorto lista civica Sindaco [10]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Sergio Zappalorto lista civica Sindaco [11]
26 maggio 2014 in carica Rino Manzan lista civica Rilanciamo Povegliano Sindaco [12]

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al Popolazione residente al 31 luglio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ a b c d Vivi la città - comuni di Giavera del Montello e Povegliano, 2004 [1][collegamento interrotto].
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2017 per sesso e cittadinanza, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 31 luglio 2018.
  7. ^ Eletto il 12 maggio.
  8. ^ Eletto il 6 maggio.
  9. ^ Eletto il 23 aprile.
  10. ^ a b Eletto il 13 giugno.
  11. ^ Eletto il 7 giugno.
  12. ^ Eletto il 25 maggio.

Altri progettiModifica

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