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Precedente

decisione da un giudice in merito ad una fattispecie analoga

Il precedente (in lingua inglese precedent), in diritto, è una decisione, contenuta in un provvedimento giurisdizionale (generalmente una sentenza), pronunciata in passato da un giudice, nell'ambito di un processo, in merito ad una fattispecie identica o analoga a quella in esame.

TipologieModifica

Per rilevanzaModifica

Rispetto ad un determinato giudice i precedenti possono avere rilevanza orizzontale, se provengano dallo stesso giudice (autoprecedenti) o da un giudice posto allo stesso livello nella gerarchia degli uffici giudiziari, oppure rilevanza verticale, se provengono da un giudice di diverso livello gerarchico.

Vincolanti e persuasiviModifica

Il precedente è vincolante quando il giudice è obbligato a conformarsi alla decisione precedentemente adottata. Negli ordinamenti contemporanei la forza vincolante dei precedenti è tipica dei sistemi di common law, dove vige il principio dello stare decisis, non è invece presente, salvo rare eccezioni, negli ordinamenti di civil law.

Anche quando non è vincolante, il precedente può avere una certa forza persuasiva (si parla, infatti, di precedente persuasivo), in genere promanante dall'autorità del giudice che ha pronunciato la decisione e, ancor di più, dalla solidità della linea argomentativa seguita.

Dove vincolante, il precedente rientra tra le fonti del diritto; si tende, invece, ad escludere che lo stesso valga per i precedenti persuasivi.

Precedenti vincolanti, ove esistano, sono quelli provenienti da giudici di livello superiore ed eventualmente quelli a rilevanza orizzontale; gli altri possono essere al più persuasivi. D'altra parte, un precedente proveniente da un giudice di livello superiore e specialmente da una corte suprema, anche se non vincolante, avrà comunque un'indubbia forza persuasiva, quantomeno perché la decisione che non si conforma ad esso potrà essere sottoposta, mediante impugnazione, all'esame al giudice che l'ha stabilito.

Nel mondoModifica

ItaliaModifica

Con l'emanazione della legge 18 giugno 2009, n. 69 è stato stabilito che il ricorso per Cassazione è inammissibile allorquando il provvedimento impugnato ha deciso questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l'esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l'orientamento della stessa.[1]

Stati UnitiModifica

Il precedente giuridico di norma sorge nelle corti federali statunitensi a seguito di un consent decree, vale a dire se in causa le parti preventivamente rinunciano a far valere il diritto (anche soggettivo) a favore di una transazione economica (monetaria, o un nuovo rapporto negoziale tra le parti)[2][3][4], per evitare un procedimento costoso e dagli esiti incerti, e dall'altra parte l'eventualità di una sentenza di condanna in sede civile e penale (quindi non c'è detenzione, e si ottiene un risarcimento danni parziale). Non si tratta di una mediazione o di un lodo extra-giudiziale perché è il giudice stesso a mediare, dare efficacia legale e monitorare l'effettiva attuazione dell'accordo.
Tale accordo è equivalente ad un lodo arbitrale che è reso esecutivo dalla firma di un giudice (e non di arbitri scelti dalle parti), e vincola le altre corti federali nelle cause che riguardano la negoziazione, approvazione, interpretazione e modifica di accordi tra le parti in lite, dello stesso tipo e intercorsi in cause aventi oggetto simile: non è un precedente per una sentenza di condanna, ma per ulteriori transazioni intra-giudiziali.

È frequente soprattutto verso le persone giuridiche (imprese e industrie) per l'applicazione di ambiti della Responsabilità sociale d'impresa: diritto antitrust, della non-discriminazione e parità di trattamento dei lavoratori, e diritto ambientale[2][5][6].

Consiglio d'EuropaModifica

Il precedente della Corte europea dei diritti dell'uomo "in relazione allo sviluppo della sua giurisprudenza non è un precedente vincolante, ma un precedente persuasivo che promana da una Corte superiore e che, per questa ragione, è dotato non solo di forza di convincimento e di razionalità, ma anche di autorevolezza"[7].

NoteModifica

  1. ^ AGATINO LANZAFAME, Retroattività degli overruling e tutela dell'affidamento. L'istituto del prospective overruling nella giurisprudenza italiana tra occasioni mancate e nuove prospettive applicative. Note a margine di Cass. civ., VI, n. 174/2015, Judicium, 2018.
  2. ^ a b (EN) Kenneth Karst, Consent Decree, in Encyclopedia of the American Constitution, vol. 2, 2ª ed., Detroit, Leonard Levy; Kenneth Karst; Adam Winkler, 2000, p. 507, ISBN 978-0-02-865986-2, OCLC 57317227.
  3. ^ (EN) Shima Baradaran-Robinson, Kaleidoscopic Consent Decrees: School Desegregation and Prison Reform Consent Decrees After the Prison Litigation Reform Act and Freeman-Dowell, in Brigham Young University Law Review, vol. 2003, 2003, p. 1333.
  4. ^ (EN) Judith Resnik, Judging Consent, in University of Chicago Legal Forum, vol. 1987, nº 1, 7 dicembre 2015, ISSN 0892-5593 (WC · ACNP).
  5. ^ (EN) Peter Shane, Federal Policy Making by Consent Decree: An Analysis of Agency and Judicial Discretion, in University of Chicago Legal Forum, vol. 1987, nº 1, 7 dicembre 2015, p. 241, ISSN 0892-5593 (WC · ACNP).
  6. ^ Jeffrey Lehman e Shirelle Phelps, Consent Decree, in West's Encyclopedia of American Law, vol. 3, 2ª ed., Detroit, Thomson/Gale, 2005, ISBN 978-0-7876-6370-4, OCLC 54544166.
  7. ^ Maria Giuliana Civinini, Il valore del precedente nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, Questione giustizia, speciale n. 1/2019 (La Corte di Strasburgo a cura di Francesco Buffa e Maria Giuliana Civinini).

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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