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Premana

comune italiano
Premana
comune
Premana – Stemma
Premana – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Lecco-Stemma.png Lecco
Amministrazione
SindacoCodega Elide dall'11/06/17
Territorio
Coordinate46°03′07.2″N 9°25′22.8″E / 46.052°N 9.423°E46.052; 9.423 (Premana)Coordinate: 46°03′07.2″N 9°25′22.8″E / 46.052°N 9.423°E46.052; 9.423 (Premana)
Altitudine1,000 m s.l.m.
Superficie33,64 km²
Abitanti2 251[1] (30-4-2018)
Densità66,91 ab./km²
Comuni confinantiCasargo, Delebio (SO), Gerola Alta (SO), Introbio, Pagnona, Pedesina (SO), Primaluna, Rogolo (SO)
Altre informazioni
Cod. postale23834
Prefisso0341
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT097069
Cod. catastaleH028
TargaLC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantipremanesi
Patronosan Dionigi di Milano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Premana
Premana
Premana – Mappa
Posizione del comune di Premana nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Premana (Promàne in dialetto locale[2]) è un comune italiano di 2.251 abitanti della provincia di Lecco, in Lombardia. Il villaggio è legato alla tradizione della lavorazione del ferro ed è sede dell'omonimo Distretto delle forbici e degli articoli da taglio di Premana.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Premana è situato in Valvarrone sulle pendici dei monti Legnone (2.610 m) e Pizzo Alto (2.518 m) nelle Alpi Orobiche tra la Valsassina e la Valtellina. Gli itinerari escursionistici sono molteplici. Tutte montagne che si possono raggiungere nell’arco di una giornata, non presentano grandi difficoltà ma vanno affrontate con prudenza e con abbigliamento adatto.[3]

Il territorio che circonda Premana è composto da boschi di castano, di betulle e di pini che si staccano dal fondo valle fino agli alti pascoli alle cime delle montagne che la circondano e che delimitano il paese.

Sparsi un po’ ovunque su tutta la superficie del territorio, dodici alpeggi o “Mont” (Barconcelli, Caprecolo, Casarsa, Chiarino, Deleguaggio, Forni, Fraina, Piancalada, Premaniga, Rasga, Solino, Vegessa) come qui vengono chiamati, erano in passato, e sono tuttora ma in minima parte, adibiti alla monticazione estiva del bestiame bovino e caprino.

StoriaModifica

 
Foto storica di lavorazione delle forbici a Premana

I primi insediamenti nella zona, secondo gli storici romani, appartengo agli Orobi e successivamente al IV secolo a.C. ai Celti. Verso la fine del II secolo a.C. entra in scena Roma che in primo tempo impose trattati di federazione alle genti alpine e quindi, con Augusto, sconfisse quei popoli e li assoggettò definitivamente. Roma non sconvolse i ritmi di vita, gli usi e le tradizioni, solo esigeva tributi ed impose una subordinazione che solo nel corso di secoli influirà sugli ordinamenti delle popolazioni soggette.

L'origine del nome deviderebbe da Premanum, un avamposto romano popolato dai soldati interessati all’acquisto delle già ricercate lame premanesi. Secondo un'altra ipotesi discenderebbe più semplicemente dalla dicitura “prima dei monti”, in riferimento alla posizione estrema del territorio: pre-montana[4].

La presenza di vene di siderite negli alti monti del Varrone diede avvio già a partire dal 1200, a una fiorente siderurgia che lungo il correre dei secoli, grazie alla ricchezza dei boschi per la produzione di carbone e dell'abbondanza di acque torrentizie per azionare i mantici dei forni e delle fucine si estese su tutto il territorio orientale del Lario, da Premana a Introbio e fino a Lecco.

Nel periodo che va dal XIV e il XV secolo l'attività di lavorazione del ferro subisce uno sviluppo soprattutto per due motivi: 1- La grande quantità di ferro richiesta dall'industria armoraria (delle armi) milanese; 2- Il passaggio nel 1410 delle terre del ferro bresciane e bergamasche sotto il dominio delle Repubblica di Venezia, lasciando quindi alla Valsassina primato in questo settore. Sino al 1800 ogni angolo di montagna fu battuto dai ricercatori ansiosi di scoprire nuovi filoni metalliferi. Vene veramente fruttifere rimasero però sempre quelle dell'alto Varrone, quelle d'Artino e quelle presso il lago di Sasso in Biandino.[5]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Distretto delle forbici e degli articoli da taglio di Premana.

EmigrazioneModifica

Nel Medioevo i Premanesi emigrarono a Venezia portando con loro la capacità della lavorazione del ferro. Minerale che si trovava e si estraeva abbondantemente sulle montagne presso il paese e che gli abitanti avevano imparato a lavorare da tempi remoti.

Nella città lagunare i Premanesi erano fabbri, calderai, coltellinai, attivi anche all'interno dell'Arsenale marittimo, ma soprattutto in officine e botteghe sparse per la città.

Una emigrazione massiccia che raggiunse il suo apice tra il 1500 ed il 1700. Nel 1769 si contavano 139 botteghe Premanesi a Venezia.[6]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

 

AmministrazioneModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 520.
  3. ^ Comune di Premana, Comune di Premana, su www.comune.premana.lc.it. URL consultato il 21 febbraio 2018.
  4. ^ » GLI STEMMI DEL TERRITORIO: PALA, PICCONE E LANTERNA DI PREMANA, su valsassinanews.com. URL consultato il 16 novembre 2019.
  5. ^ Comune di Premana, Comune di Premana, su www.comune.premana.lc.it. URL consultato il 21 febbraio 2018.
  6. ^ Notizie - Il significato del pettine da gondola al Museo di Premana, su www.lavalsassina.com. URL consultato il 24 luglio 2019.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN147771553 · LCCN (ENn82115941 · BNF (FRcb14490737j (data) · WorldCat Identities (ENn82-115941
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