Principato di Monaco nella seconda guerra mondiale

neutralità ed occupazione da parte dell'Asse del Principato di Monaco durante la seconda guerra mondiale

Monaco è uno stato neutrale allo scoppio della seconda guerra mondiale. Il principe Luigi II che ha combattuto come capitano nell'esercito francese durante la prima guerra mondiale e a cui l'esercito ha accordato il ruolo di generale di divisione nel 1939, si avvicina alla Francia di Vichy, temendo un'occupazione italiana. Nonostante la neutralità il principato intrattiene rapporti finanziari con il Terzo Reich dagli anni '30 e ciò continua durante la guerra. In seguito allo sbarco alleato in Nordafrica e all'annessione della zona libera della Francia da parte delle forze dell'Asse, Monaco viene occupata dagli italiani nel novembre del 1942 e poi dai tedeschi nel settembre del 1943, dopo la capitolazione italiana. Il principato è liberato dalle truppe americane e dai Maquis francesi all'inizio del mese di settembre del 1944.

CollaborazioneModifica

L'arrivo delle truppe italiane nel giugno 1940 inquieta il principe Luigi II in quanto teme una destituzione. Si avvicina così al governo di Vichy in funzione anti-italiana. È a Pierre Laval e al maresciallo Philippe Pétain che chiede, con successo, assistenza. Il governo monegasco approva le medesimi leggi del governo collaborazionista francese per quanto riguarda gli ebrei. Malgrado il sogno italiano di riprendersi l'antica contea di Nizza, la zona di occupazione italiana si ferma a Mentone prima di Monaco.

Il principato di Monaco esercita nei confronti del Terzo Reich quella che più tardi sarà definita come una strana neutralità. I legami finanziari coi nazisti esistevano dal 1936, quando il ministro delle finanze tedesco Hjalmar Schacht fa visita al principe per rimettere in piedi il'industria economica tedesca grazie alle banche tedesche. L'interesse ad avere legami finanziari è reciproco. La prosperità e indipendenza del Principato ne risulta rinvigorita. Il Terzo Reich diversifica così le sue fonti di approvvigionamento finanziario. Attraverso i canali Svizzero e Monegasco la Germania Nazista riesce ad aggirare l'embargo alleato. Il 25 luglio 1943 il principe dà un banchetto in onore del console tedesco e nomina Bernhard Bodenstein, un dottore iscritto al partito nazista, console monegasco a Berlino.

In seguito all'occupazione del Nordafrica tedeschi e italiani invadono il principato mentre invadono la zona libera. Gli italiani invadono Monaco con Nizza la maggior parte della Provenza e il Delfinato. Dopo l'otto settembre del 1943, in seguito alla diffusione dell'armistizio tra alleati e Regno d'Italia, i tedeschi prendono possesso della zona d'occupazione italiana tra cui Monaco. I tedeschi acquistano delle azioni della "Société des bains de mer" (SBM).

PropagandaModifica

Radio Montecarlo (RMC) è lanciata il 1º luglio 1943. Maurice Chevalier inaugura la radio «al servizio di un'Europa nuova» sotto il controllo del ministero degli affari esteri tedesco. La Germania sfrutta questo alleato stabilendo sul territorio monegasco la sua seconda stazione radio di propaganda dopo Radio Parigi.

In questo periodo il capitano Jean Ardant, padre dell'attrice Fanny Ardant, precettore di Ranieri III lascia palazzo scoraggiato da flussi di denaro e intrighi politici come scrive il console francese dell'epoca.

Flussi di denaroModifica

Dopo l'inizio della guerra, decine di società tedesche si sono stabilite qui, e i finanziamenti nazisti sono affluiti nel principato. Dopo un periodo di crisi che continua dalla fine del monopolio sui giochi d'azzardo del 1933, il principato ritrova un certo grado di prosperità.

Nel marzo 1942 il dottor Schaefer presidente del servizio di controllo della Banca di Francia riceve un'accoglienza degna di un principe in seguito alla paventata decisione di installare una filiale della Reichsbank o della Deutsche Bank a Monaco. Da allora Monaco diventa un centro di tutti i traffici, dei mercati neri e del riciclaggio di denaro non solo a fini di evasione fiscale.

L'affarista Michel Szkolnikoff, che fa una vera e propria fortuna commerciando in armi con la Wehrmacht e le SS, comprando 7 Hotel tra cui il Windsor e il Louvre e molti immobili e ville diventando il primo proprietario immobiliare del Principato. Muoverà anche molti fondi occulti tramite diverse società monegasche. Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi commerciano con la Francia di Vichy avvalendosi dell'intermediazione finanziaria del Principato, a tal punto che nel 1945 in seguito ai sequestri di beni tedeschi si scopre nel principato una cifra equivalente a 500 milioni di franchi svizzeri (300 milioni di euro) un importo equivalente a quello sequestrato nell'intera Francia.

LiberazioneModifica

Monaco è liberata il 3 settembre 1944 dagli americani e dai Maquis dopo qualche giorno di scontri coi tedeschi e di colpi di cannone della Marina sulle alture di Beausoleil, La Turbie e Fort d'Angel.

Alla liberazione l'epurazione sarà implacabile come racconta Raymond Aubrac, commissario della repubblica per il sud est. Luigi II teme di essere deposto in favore del figlio. Nel 1944 le forze partigiane che seguono gli alleati, e che liberano il principato il 6 settembre dello stesso anno, consigliano a Raymond Aubrac di annettere il principato alla Francia. Charles de Gaulle rifiuta ma mette in chiaro che se l'annessione avesse avuto luogo lui doveva esserne informato.

Il ministro dello Stato, carica equivalente al capo di governo, Èmile Roblot, il cui ruolo fu giudicato poco chiaro durante l'occupazione, deve lasciare le sue funzioni qualche settimana dopo la liberazione.

Il 28 settembre 1944 il principe ereditario entra a far parte delle truppe coloniali francesi in Algeria e prende parte alle operazioni per la liberazione dell'Alsazia. È decorato con la croce di guerra e la Bronze Star Medal americana. Nel 1947 è nominato cavaliere della legion d'onore.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica