Principe consorte

Principe consorte è la definizione comune per indicare il marito di una regina regnante, eccetto che egli stesso sia re secondo il proprio diritto.

Titolo nobiliareModifica

In riconoscimento del suo status, il principe consorte spesso riceve un formale titolo nobiliare, che in genere è quello di principe, come accade per il principe Filippo, duca di Edimburgo, marito di Elisabetta II del Regno Unito e pertanto dal 1952 principe consorte in ciascuno dei regni del Commonwealth di cui lei è la regina.

Meno frequente è l'attribuzione formale del titolo di "Principe Consorte", con le iniziali maiuscole. Di tale titolo si fregiò dal 1857 Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha marito della regina Vittoria del Regno Unito, noto in precedenza semplicemente come "Sua Altezza reale il Principe Alberto" essendo stato consigliato alla regina di non conferirgli il titolo di "re consorte". Alberto è stato l'unico coniuge di una regina inglese ad aver mai ottenuto il titolo di "Principe Consorte". Lo stesso titolo fu assegnato nel 2005 a Henrik, coniuge di Margherita II di Danimarca, che vi rinunciò tuttavia nel 2016.[1]

L'attribuzione del titolo di re consorte ai mariti di regine regnanti è un evento storicamente raro, di norma limitato ai casi in cui entrambi i coniugi sono sovrani, sia pure di stati diversi. Tra le eccezioni si ricordano quelle di Antonio di Borbone-Vendôme, divenuto re consorte di Navarra nel 1555 in quanto coniuge della regina regnante Giovanna III, di Enrico Stuart, Lord Darnley, che fu re consorte di Scozia nel 1565 perché secondo marito della regina Maria Stuart, e di Francesco d'Assisi di Borbone-Spagna, re consorte di Spagna dal 1846 in quanto sposo di Isabella II.

È inoltre possibile che il consorte di una regina possa non godere di alcun titolo nobiliare.

Principessa consorteModifica

La controparte femminile del termine è "principessa consorte", ma nelle monarchie occidentali, dove le mogli dei re sono sempre appellate regine consorti, tale appellativo e l'omologo titolo nobiliare non sono utilizzati. Fa eccezione Mary Lilian Baels, che nel 1941 sposò il re Leopoldo III del Belgio, vedovo, mentre questi era tenuto dai nazisti agli arresti domiciliari con lo status di prigioniero di guerra: sia le circostanze del matrimonio, sia l'ordine di celebrazione delle nozze (la cerimonia religiosa precedette quella civile, in contrasto con la legge belga), sia le polemiche politiche sulla condotta del sovrano in occasione dell'invasione nazista, che lo avrebbero poi condotto all'abdicazione nel 1951, furono alla base del mancato riconoscimento del titolo di regina consorte.

È stato tuttavia annunciato che quando Carlo, principe di Galles assumerà la carica di sovrano, la sua seconda moglie Camilla Shand, che per un atto di cortesia nei confronti della defunta prima moglie del principe preferisce adottare il titolo di Duchessa di Cornovaglia in luogo di quello di principessa di Galles non sarebbe stata identificata come Sua Maestà la Regina, ma come Sua Altezza Reale la principessa consorte. Nel 2018, il sito ufficiale di Clarence House, residenza della coppia, ha tuttavia rimosso tale dichiarazione.[2]

Al di fuori delle monarchie occidentali, il titolo di principessa è portato dalla moglie del re Muhammad VI del Marocco, Lalla Salma, sin dal matrimonio del 2002. Si tratta del primo titolo onorifico riconosciuto a un coniuge dei sovrani marocchini.

Usanza non europeaModifica

Il titolo imperiale cinese di "駙馬" (fùmǎ) e il suo equivalente mancese "額駙" (éfù), è qualche volta tradotto come principe consorte. Questo è in origine un ufficio della casa imperiale, che poi evolvono nel titolo riservato per i mariti delle principesse imperiali. Questi principi consorti possono detenere altre cariche e titoli di per sé.

Principi consorti attualiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Moniek Bloks, Prince Henrik gives up ‘Prince Consort’ Title as Part of Retirement, in Royal Central, 17 aprile 2016. URL consultato il 14 aprile 2020.
  2. ^ Hannah Furness, Could Camilla become Queen after all? Clarence House quietly removes statement about Duchess of Cornwall's future role, in The Telegraph, 10 marzo 2018. URL consultato il 13 aprile 2020.

Voci correlateModifica

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