Apri il menu principale

Procacciatore d'affari

Il procacciatore d'affari è la figura professionale di chi esercita attività di intermediazione per favorire la conclusione di affari, quando l'attività è esercitata in modo saltuario e occasionale.[1]

In Italia tale definizione trova conferma nella normativa fiscale,[2] mentre viene considerato come un contratto innominato o contratto atipico in quanto non menzionato dal codice civile.

Differenze tra procacciatore d'affari e agente di commercioModifica

A differenza dell'agente di commercio che agisce su specifico incarico (mandato) di "promuovere affari" per il cliente (mandante), agendo su zone determinate, il procacciatore si deve limitare a segnalare potenziali clienti, con libertà d'azione e senza particolari vincoli.

Inoltre mentre le segnalazioni da parte dell'agente fanno sorgere per ciò solo il diritto alla provvigione, se senza un fondato motivo il preponente non conclude l'affare, ciò può non accadere per il procacciatore, che è meno tutelato perché non esiste una specifica normativa che disciplini questa figura.

Il procacciatore resta una figura "atipica", che opera in modo occasionale e non sistematico, senza un vero e proprio contratto, con una semplice lettera d'incarico dell'impresa che gli chiede l'opera.[3]

Procacciatore d'affari merceologicoModifica

I procacciatori, se non sono occasionali, si possono iscrivere come imprese al Registro imprese. Per iscrivere correttamente l'attività sono previsti vari codici Ateco, a seconda del settore di beni che il procacciatore deve trattare. Sono previsti comunque solo beni mobili o settori specifici come per es. procacciatore di materiali per l'edilizia, ma non vi sono codici per l'attività immobiliare, intesa come intermediazione nella compravendita di immobili.

Procacciatore d'affari immobiliareModifica

La giurisprudenza della Cassazione (Sentenza Cass. Sez. Unite n.19161 del 02/08/2017) ha chiarito che in Italia non è possibile svolgere l'attività di procacciatore d'affari come procacciatore d'affari immobiliari, salvo si posseggano i requisiti (corso ed esame) previsti per l'agente immobiliare o agente d'affari in mediazione di cui alla legge n. 39/1989. Il mediatore immobiliare abilitato è l'unico soggetto autorizzato a intermediare incarichi di vendita di beni immobili dai proprietari e richieste di acquisto dagli acquirenti. La figura del procacciatore, sia continuativo sia occasionale, quindi è incompatibile con quanto prevede la normativa in tema di intermediazione: legge 3 febbraio 1989, n. 39, decreto ministeriale 21 dicembre 1990, n. 452 e successivo decreto ministeriale 26 ottobre 2011, che ha sostituto l'iscrizione al Ruolo mediatori (ora soppresso) con l'iscrizione "qualificata" nel REA/Registro Imprese.

Il mediatore immobiliare può agire per conto di una sola parte o per conto di entrambe le parti. Gli agenti procacciatori non possono agire come incaricati dagli agenti mediatori (di solito titolari di agenzia immobiliare) per svolgere attività tipiche del mediatore, come gestire trattative che poi saranno i mediatori a concludere solo formalmente.

La figura del procacciatore presenta vantaggi (libertà d'azione) e svantaggi (scarsa tutela). Se intende operare in via continuativa con partita IVA deve iscriversi al Registro Imprese come impresa (le camere di commercio richiedono una lettera di incarico da parte di un'altra impresa per l'iscrizione al registro delle imprese, come indica la Guida Ateco -attività economiche- 2007, disponibile su www.ateco.infocamere.it.[senza fonte]

NoteModifica

  1. ^ (Cassazione 08/02/99 n.1078)
  2. ^ circolare min.finanze 24 del 1983; risoluzione 209 del 18/11/2003-
  3. ^ Sentenza Cass. 4327 2000 Archiviato il 9 dicembre 2007 in Internet Archive.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica