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Proci

pretendenti di Penelope nella mitologia greca
La strage dei Proci da un cratere magnogreco (Campania, forse Capua, 330 a.C. ca., conservato al Louvre

I Proci sono personaggi dell'Odissea, 108 giovani nobili di Itaca e delle isole e territori vicini che aspiravano al trono di Ulisse, contendendosi la mano di Penelope, sposa del re.

Il termine è latino (procus, proci) ed è usato per tradurre letteralmente il termine originale in greco antico: μνηστήρ, μνηστῆρες ("pretendenti").

La narrazione di Omero, che li mostra come parassiti, dimoranti nella reggia per anni, sarebbe incomprensibile a noi moderni se non considerassimo la sacralità della ospitalità presso la civiltà greca (a tal proposito si legga la voce Filemone e Bauci). Perciò è rilevante lo stratagemma di Penelope la quale, per ritardare il momento della scelta, ingegnò l'astuzia della tela. Infatti, disse ai Proci che ne avrebbe scelto uno quando avrebbe finito di tessere la tela ma, segretamente, di notte, la disfaceva ogni volta, dovendo così sempre ricominciare il lavoro da capo e ritardando il momento della scelta di uno dei Proci. Al ritorno, Ulisse, che si presenta sotto mentite spoglie vestendosi da mendicante, prevale sui Proci in una gara di tiro con l'arco organizzata da Penelope per scegliere definitivamente il futuro sposo, che si risolve nella loro strage, grazie anche all'aiuto della dea Atena, che fiacca le forze dei pretendenti in maniera che non riescano a tendere l'arco e dunque a partecipare alla gara. Solo Ulisse infatti riuscirà a tendere l'arco, incoccare e centrare il bersaglio; quindi col medesimo arco inizierà la strage dei Proci. Con l'aiuto dei servitori fedeli Eumeo e Filezio e del figlio Telemaco Ulisse elimina a uno a uno tutti i pretendenti e i traditori itacesi. Nella strage si salvano solo l'aedo Femio e l'araldo Medonte, fedeli al re di Itaca.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Odissea.

I Proci citati nell'OdisseaModifica

  • Agelao: figlio di Damastore. Fu ucciso da Ulisse.
  • Anfimedonte: figlio di Melaneo. Fu ucciso da Telemaco.
  • Anfinomo: il più bello dei Proci, principe di Dulichio. Prudente e assennato, mostrò cortesia verso Ulisse travestito, che cercò di convincerlo ad abbandonare la reggia. Ma l'avvertimento non venne ascoltato, e Anfinomo condivise il destino degli altri pretendenti. Fu ucciso da Telemaco.
  • Antinoo: figlio di Eupite. Uno dei capi dei Proci; ordì il complotto per uccidere Telemaco durante il suo ritorno dal continente, e fu tra quelli che istigarono la lotta tra Ulisse (travestito da mendicante) e il mendicante Iro. Fu la prima vittima di Ulisse.
  • Ctesippo: figlio di Politerse, era uno dei più arroganti e scortesi. Possessore di una grande ricchezza, si prese gioco di Ulisse travestito da mendicante tirandogli una zampa di bue come dono d'ospitalità. Ulisse la schivò e Telemaco minacciò Ctesippo che se lo avesse colpito lo avrebbe trafitto con la sua lancia. Fu ucciso da Filezio.
  • Demoptolemo: fu ucciso da Ulisse.
  • Elato: fu ucciso da Eumeo.
  • Euriade: fu ucciso da Telemaco.
  • Euridamante: fu ucciso da Ulisse.
  • Eurimaco: uno dei capi dei Proci, era raffinato e ingannevole. Dopo che Antinoo fu ucciso, egli vigliaccamente lo accusò di tutto quello che era successo, affermando che i Proci avrebbero potuto ripagare Ulisse di ciò che gli avevano fatto, ma venne ucciso dalla seconda freccia scagliata dal re.
  • Eurinomo: figlio di Egizio, non si sa da chi fu ucciso. Suo fratello Antifo accompagnò Ulisse nella guerra di Troia e venne divorato da Polifemo.
  • Leocrito: fu ucciso da Telemaco.
  • Leode: era un indovino e predisse l'uccisione dei Proci, compresa la propria. Durante la strage si gettò ai piedi di Ulisse implorando pietà, ma il re rimase insensibile e gli tagliò la testa.
  • Pisandro: offrì una collana a Penelope. Fu ucciso da Filezio.
  • Polibo: omonimo del padre di Eurimaco. Fu ucciso da Eumeo.

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