Progetto:WikiAfrica/Istituzioni/Africa Centre

Un percorso di accompagnamento che facilita la collaborazione tra istituzioni culturali e Wikipedia.

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Collaborazione tra Africa Centre e Wikipedia

Questa pagina ha lo scopo di presentare una sintesi dei risultati di uno dei casi di collaborazione con Wikipedia, quello svolto con Africa Centre, un'istituzione culturale e artistica internazionale non profit con sede a Città del Capo in Sudafrica, come esempio di progetto di collaborazione tra enti culturali e l'enciclopedia libera. In particolare, questa pagina mostra i risultati della collaborazione con questo main partner, che contribuisce al Progetto:WikiAfrica producendo voci africane di Wikipedia e immagini per Wikimedia Commons, e che è anche responsabile dell'implementazione di WikiAfrica in Africa e del networking con le istituzioni culturali africane.

L'enteModifica

Africa Centre
Tipologia centro culturale
Data inizio 2011
Data fine 2012
Indirizzo Città del Capo, Sudafrica
Lingue inglese
Licenza CC BY-SA 3.0 sui contenuti del sito
Sito http://www.africacentre.net
Template {{Share Your Knowledge|Africa Centre}}
Caso studio Wikipedia Revisione Erica Litrenta, luglio 2012


L'organizzazione non profit Africa Centre gestisce un centro culturale e archivio a Città del Capo, con documentazione sulla produzione contemporanea africana e panafricana: arte contemporanea, letteratura, poesia, studi urbani, stazione radiofonica, musica, performance. Alla sua fondazione hanno contribuito, tra gli altri, Ntone Edjabe, Olu Oguibe e Edgar Pieterse.

Storia della collaborazioneModifica

Africa Centre contribuisce a Wikipedia e dal 2011 è main partner del Progetto WikiAfrica[1]. Ha messo a disposizione i contenuti del proprio sito con licenza CC BY-SA, compatibile con Wikipedia, contribuisce alla produzione di voci e alle relazioni con le istituzioni africani per facilitare la loro adesione a WikiAfrica, Share Your Knowledge e GLAM e segue anche l'aggiornamento delle pagine del progetto WikiAfrica nella versione inglese di Wikipedia. Il centro culturale ha impiegato molte energie per partecipare e promuovere il progetto nel continente africano e, grazie alla sua esperienza e alla sua motivazione nel voler contribuire ad africanizzare l'enciclopedia libera e i progetti fratelli, è senz'altro il partner giusto per WikiAfrica. Isla Haddow-Flood, che ne è Marketing and Communications Manager, non ha dubbi: <<Africa now has the capacity to catch up and rebalance the information about itself>>.

Inserimento dei contenuti sui siti della Wikimedia FoundationModifica

«Those who don't know about Africa first-hand, write almost all the articles on Africa and its subjects; and those who do know about and are experiencing contemporary Africa, are not the ones writing about it.»

(Isla Haddow-Flood[2])
 
Isla Haddow-Flood

Il centro ha coordinato sia lo sviluppo delle pagine del progetto WikiAfrica, sia quello di abbozzi ancora non pubblicati "ufficialmente", sia quello di voci più complete. A guidare le operazioni è proprio Isla, con il riconoscibilissimo nome utente Islahaddow. Tra gli altri utenti coinvolti troviamo:

Riannedac e Megzmurphy si sono occupati inoltre di trasferire su Wikimedia Commons numerose immagini donate dal Centro, avvalendosi soprattutto dello strumento denominato "Commonist", utile per l'upload seriale.

Analisi dei contenutiModifica

Come evidenziato, mentre i testi prodotti da Africa Centre si trovano sulla Wikipedia anglofona, le immagini sono invece concentrate su Commons. Alcune delle voci create riguardano progetti e attività del centro stesso, che su it.wiki sono citati e riassunti nella voce relativa:

Tra gli altri contributi su pagine create ex-novo oppure migliorate si segnalano a titolo di esempio voci quadro come South African poetry e List of African poets, la scheda sullo scrittore e antropologo Henrique Abranches, oltre a quelle di numerosi artisti che prendono parte alle iniziative culturali del centro di Cape Town. Su Wikimedia Commons è stata appunto inserita la documentazione fotografica della loro vitale attività, in particolare del festival Infecting the City, delle conversazioni di Talking Heads e dell'evento Pan African Space Station, di cui sono visibili più avanti alcuni esempi. Ben oltre la metà di questi files (il 55,5%) è già utilizzata in qualche pagina, totalizzando oltre 68.000 visite tra gennaio e luglio 2012.

L'IncubatorModifica

 
Il logo di WikiAfrica Incubator

Africa Centre ha anche lanciato e sviluppato la WikiAfrica Incubator[3], una vera e propria fucina di voci in divenire, chiaramente di interesse "africano", che con qualche aiuto da parte della comunità potrebbero essere pronte per la pubblicazione vera e propria. Per assicurarne il funzionamento, è stata creata una guida passo per passo con tanto di screenshot esplicativi, una pagina che riassume le regole principali, una dove richiedere aiuto, una per lasciare suggerimenti sulle pagine da creare ed infine una su cui scambiarsi idee e suggerimenti su come migliorare quelle già inserite. Trattandosi di voci in incubazione, infatti, è necessario un confronto con utenti "navigati" in materia di stile, tono e contenuti prima che la pagina sia effettivamente pronta per la pubblicazione. Ad esempio, la voce sull'International Council of African Museums è molto probabilmente enciclopedica; nella pagina di discussione relativa un paio di utenti l'hanno già revisionata e hanno lasciato i loro suggerimenti su come migliorarla. Basterebbe seguire le loro utili indicazioni e poi spostare la pagina al namespace corretto per avere un'altra voce su Wikipedia, l'ennesima grazie all'Africa Centre.

Voci in ingleseModifica

 
Questo logo "non ufficiale" di WikiAfrica è stato commissionato da Africa Centre.

Altri progettiModifica

AttivitàModifica

  1. ^ http://www.africacentre.net/wikiafrica
  2. ^ Cfr. intervista su reconnectafrica.com linkata in sez. Rassegna Stampa
  3. ^ Il concetto di un posto in cui far crescere lentamente dei contenuti non è certamente nuovo per i siti della Wikimedia Foundation; esiste infatti un Wikimedia Incubator su cui muovono i primi passi quelli che saranno i contenuti, e le comunità, di nuovi progetti linguistici di cui viene fatta richiesta per l'apertura.

Rassegna stampa, presentazioni ed eventi correlatiModifica

  • Intervista a Isla Haddow-Flood su ReConnect Africa, in cui spiega WikiAfrica, perché vi hanno aderito, l'apporto che gli africani possono dare all'enciclopedia e i limiti di quest'ultima

Versione in altre lingueModifica

Pagine correlateModifica

Collegamenti esterniModifica