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Armadietto con alcuni apparati di rete coassiali del progetto SOCRATE

Il progetto SOCRATE (acronimo di Sviluppo Ottico Coassiale Rete Accesso TElecom), ideato negli anni novanta da Telecom Italia, mirava alla realizzazione di una rete cablata a banda larga a copertura nazionale, destinata a raggiungere 10 milioni di abitazioni. Partito ufficialmente nel 1995, fu interrotto nel 1998, quando la messa a punto della tecnologia dell'ADSL portò le prestazioni del normale doppino in rame a livelli paragonabili a quelli previsti del progetto Socrate[1]. Al momento dell'interruzione del progetto, il servizio aveva già raggiunto circa un milione e mezzo di abitazioni in 64 città italiane. La rete fu definitivamente spenta nel 2003, anno in cui fu dismesso il servizio di Televisione via cavo, l'unico che fu attivo sulla rete del Progetto Socrate.

Indice

DescrizioneModifica

 
Apparati di rete coassiali del progetto SOCRATE

Il progetto Socrate mirava a cablare 10 milioni di abitazioni attraverso la tecnologia Hybrid fibre-coaxial, cioè l'uso del cavi coassiali come ultimo miglio e fibra ottica come dorsale (tecnologia in cui il centro di ricerca di STET, lo CSELT, aveva raggiunto competenze di riconosciuta eccellenza internazionale) per diffondere servizi a banda larga come la televisione via cavo, accesso internet e altri servizi interattivi, con velocità di accesso che per l'epoca erano considerate elevate (1,5 Mb di velocità in download e 64 kb in upload). Sul fronte finanziario prevedeva un investimento di circa 13.000 miliardi di lire[1]. La posa iniziò da città che necessitavano di elevate attenzioni dal punto di vista urbanistico e architettonico, come Bari, Venezia, Siena e San Gimignano. Il progetto concepito da Ernesto Pascale[2] fu completamente abbandonato per ragioni finanziarie e tecnologiche (in particolare, queste ultime legate allo sviluppo della tecnologia ADSL)[3], con le sue dimissioni da presidente di Telecom Italia nel 1998, lasciando incompleto il lavoro già realizzato[4]. Nel momento dell'interruzione dei lavori di estensione della rete (gennaio 1998), erano già state raggiunte 1.500.000 di abitazioni distribuite in 64 città, per un investimento di 5.000 miliardi di lire[5]. Nonostante l'interruzione dei lavori di estensione della rete, fu attivato per le abitazioni già cablate il servizio di Televisione via cavo in formato DVB-C attraverso il lancio della piattaforma televisiva Stream TV[6]. Non fu invece mai resa disponibile la fornitura di servizi di accesso a internet, poichè nel frattempo erano state lanciate le prime offerte di servizi ADSL con velocità paragonabili a quelle previste dalla rete del Progetto Socrate[7]. Il servizio di Televisione via cavo restò attivo fino al 2003, anno in cui Stream TV si fuse con Telepiù dando vita a Sky Italia, la quale interruppe nello stesso anno il servizio via cavo, mantenendo solamente quello satellitare già disponibile sia per Stream TV, sia per Telepiù. Da allora, la rete restata in capo a Telecom Italia (parte fu acquisita da Fastweb) fu definitivamente dismessa e abbandonata. Dal 2016, con la creazione della società Flash Fiber (joint venture tra TIM e Fastweb), i cavidotti posati dal Progetto Socrate sono riutilizzati per portare nelle abitazioni la fibra ottica con le modalità previste dalla tecnologia FTTH[8].

NoteModifica

  1. ^ a b Telecom, l'addio al piano Socrate, in corriere.it, 18 gennaio 1998. URL consultato il 19 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2012).
  2. ^ "In memoria di Ernesto Pascale", di Vito Gamberale, di portare internet e TV via cavo in tutte le case, http://www.terzarepubblica.it/archivio/in-memoria-di-ernesto-pascale/
  3. ^ Tom's Hardware: "Dal progetto Socrate al piano Enel, la sorte della fibra", 8 aprile 2016
  4. ^ [1]
  5. ^ [2]
  6. ^ [3]
  7. ^ [4]
  8. ^ [5]

BibliografiaModifica

  • Montalti, F., et al. "Optical fibre ribbon cables: the Italian experience." Communications Cabling: EC'97 (1997): 147.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica