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Testata del sito ufficiale del Programma Discovery a gennaio 2016.

Il Programma Discovery è costituito da una serie di missioni spaziali scientifiche con costi contenuti e altamente specializzate. Questo programma implementa la visione dell'Amministratore NASA Daniel Goldin di missioni planetarie "più veloci, più economiche, migliori".

Missioni del programmaModifica

Al 2018 sono 14 le missioni che fanno parte del programma, di queste solo una è fallita, la sesta missione, a causa di un'esplosione del razzo vettore.

  1. NEAR Shoemaker: missione di studio degli asteroidi, atterrata con successo su 433 Eros; missione completata
  2. Mars Pathfinder: lander marziano con rover; missione completata
  3. Lunar Prospector: orbiter lunare che ha completato la sua missione ed è stato fatto schiantare deliberatamente sulla superficie lunare
  4. Stardust: missione per recuperare campioni della coda di una cometa; è tornata sulla Terra con successo il 15 gennaio 2006. La sonda madre è in orbita attorno al Sole ed è in atto una estensione della missione indicata come NExT.
  5. Sonda Genesis: missione con lo scopo di raccogliere campioni di particelle di vento solare. Ha raccolto i campioni con successo ma durante il ritorno sulla Terra per un guasto al paracadute la capsula si è schiantata nel deserto dello Utah; tuttavia i campioni erano conservati in buono stato e sono stati analizzati con successo.
  6. CONTOUR: missione per visitare diverse comete, la sonda è esplosa poco dopo il lancio.
  7. MESSENGER: missione per studi sul pianeta Mercurio. La missione è terminata il 30 aprile 2015 con schianto della sonda con la superficie di Mercurio.
  8. Deep Impact: impatto di una sonda su una cometa; la sonda, rimasta attiva dopo la conclusione della missione primaria, è stata utilizzata per una estensione della missione, indicata come EPOXI
  9. Missione Dawn: missione diretta verso i grandi asteroidi Ceres e Vesta. È stata lanciata il 27 settembre 2007 e ha raggiunto Cerere il 15 febbraio 2015. La missione è terminata 1 novembre 2018 dopo che la sonda ha terminato il propellente necessario per mantenere l'assetto.[1]
  10. Kepler Space Mission: lanciata nel marzo 2009, la missione utilizza un particolare telescopio spaziale progettato specificatamente per la ricerca di pianeti extrasolari simili alla Terra intorno a stelle simili al Sole. È attualmente in orbita intorno al Sole con un periodo orbitale di 372 giorni. Esso si allontanerà lentamente dalla Terra: in circa 25 anni sarà a 300 milioni di chilometri da noi (due volte la distanza Terra - Sole), dalla parte opposta rispetto al Sole. Dopo il guasto di una ruota di reazione necessaria per l'orientamento dello specchio principale del telescopio e la possibile perdita dei un'altra ruota, la NASA sta prendendo in considerazione l'abbandono del telescopio, ma molti scienziati si stanno opponendo a questa decisione, e quindi si prevede che la missione terminerà nel 2016. Il 30 ottobre 2018, dopo aver terminato il propellente utilizzato dal sistema di stabilizzazione dell'assetto, la sonda ha interrotto le comunicazioni con la Terra, terminando quindi la sua missione.[2]
  11. Gravity Recovery and Interior Laboratory (GRAIL) utilizzò una mappatura ad altà qualità del campo gravitazionale lunare per determinare la struttura interna. Il principal investigator era Maria Zuber del Massachusetts Institute of Technology e il progetto è stato gestito dal Jet Propulsion Laboratory della NASA. Lanciata nel settembre del 2011, ha impattato con la luna nel 2012.
  12. InSight, lander marziano con lo scopo di analizzare gli strati interni di Marte.
  13. Lucy, missione mirata all'esplorazione degli asteroidi troiani di Giove.
  14. Psyche, missione mirata all'esplorazione dell'asteroide 16 Psyche.

Missioni di opportunitàModifica

Oltre alle missioni principali, il programma prevede la partecipazione a missioni di agenzie esterne fornendo hardware o strumentazione scientifica senza sobbarcare il proprio bilancio con ulteriori costi, tra cui icosti di lancio. Il programma Discovery ha contribuito con ASPERA-3, M3, EPOXI, NExT e Strofio alle missioni Mars Express, Chandrayaan, Deep Impact, Stardust e BepiColombo.

Dopo il successo delle missioni primarie delle sonde Stardust e Deep Impact, vennero elaborate delle estensioni dell'operatività delle sonde, mandandole verso altri obiettivi.

  • la missione DIXI (Deep Impact eXtended Investigation of Comets) prevedeva un fly-by della sonda Deep Impact su una seconda cometa, la cometa Boethin, nel dicembre 2008 per riprendere fotografie del suo nucleo e studiare la diversità delle comete. Principal investigator: Michael A'Hearn della University of Maryland. L'incontro è avvenuto con successo. Nel 2010 quindi è stata rediretta verso l'asteroide Near-Earth (163249) 2002GT, il quale avrebbe dovuto essere stato raggiunto nel 2020, tuttavia, a causa di ripetuti riavvii del computer di bordo, la sonda ha perso il controllo dell'assetto e quindi non è possibile comunicare con essa dal 2013.
  • la missione EPOCh (Extrasolar Planet Observation and Characterization) prevedeva di utilizzare la camera ad alta risoluzione della sonda Deep Impact per cercare i primi pianeti extrasolari di dimensione terrestre. Principal investigator: L. Drake Deming del Goddard Space Flight Center. Effettuata con successo.
  • la missione Stardust NExT ha utilizzato la sonda Stardust per effettuare un fly-by della cometa Tempel 1 e osservare i cambiamenti avvenuti dopo la visita della sonda Deep Impact del 2005. Infatti in quella data la cometa era nella posizione di massima vicinanza al Sole e si supponeva che la sua superficie possa essere stata modificata. Principal investigator: Joseph Veverka della Cornell University. La missione è terminata nel 2011 subito dopo il flyby a causa dell'esaurimento totale del combustibile. Attualmente inattiva in un'orbita circolare solare.

Missioni ProposteModifica

Altre missioni proposte per il programma ma scartate nel 2006 erano:

  • La missione OSIRIS (Origins Spectral Interpretation, Resource Identification and Security) che avrebbe studiato un asteroide e fornito il primo campione, dopo la sonda Hayabusa, di materiale proveniente da un asteroide riportandolo a Terra. Principal investigator: Michael Drake della University of Arizona, il centro Goddard Space Flight Center della NASA avrebbe gestito il progetto. La missione, inizialmente scartate, è stata approvata come OSIRIS-REx nell'ambito del Programma New Frontiers, con lancio nel 2016.
  • Vesper era un orbiter che avrebbe analizzato la chimica e la dinamica del pianeta Venere e aumentato la conoscenza scientifica sulla composizione dell'atmosfera e la sua dinamica. Il principal investigator era Gordon Chin e la gestione del progetto era affidata al Goddard Space Flight Center.[1]

NoteModifica

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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