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Progresso Castel Maggiore
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali 600px diagonal HEX-E60707 White HEX-021FC2.svg Blu · rosso
Dati societari
Città Castel Maggiore
Nazione Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Fondazione 1964
Scioglimento 2004
Impianto PalaDozza
(5,570 posti)

Il Progresso Castel Maggiore fu una società di pallacanestro maschile di Castel Maggiore, in provincia di Bologna.

StoriaModifica

Nel 1992 il club, che nei 28 precedenti anni di vita aveva navigato a vista nelle serie minori, fu acquisito da una cordata guidata da due bolognesi, Flavio Tudini, dirigente di banca, e Marco Santucci, in passato cestista: il primo divenne presidente della società, il secondo direttore generale[1]. Le cinque promozioni in sette stagioni hanno permesso al club emiliano di salire dalla Serie D fino alla A2,[2] categoria ottenuta con la vittoria nella serie finale di playoff contro Rieti.

Il primo anno nel basket professionistico (2000-01) è coinciso con l'ultimo posto in classifica in un campionato che, complice le sole dieci squadre partecipanti, prevedeva le retrocessioni bloccate. Il campionato doveva essere giocato presso una sede di gioco idonea, che viene identificata stabilmente nel PalaDozza di Bologna ma solo a stagione in corso, dopo aver iniziato a Imola e Modena.

L'anno seguente il Progresso si piazza al 12º posto in classifica su 14 squadre, conquistando di fatto l'ultimo posto utile per la salvezza.

Nella stagione 2002-03 il club tocca uno dei punti più alti di tutta la sua storia. Guidato in panchina da Giampiero Ticchi e trascinato in campo dagli americani Damon Williams, Donzel Rush e Gerrod Abram, il Progresso riesce qualificarsi ai play-off grazie al 7º posto in campionato per poi eliminare Scafati ai quarti di finale, giungendo così alle semifinali. Il sogno degli emiliani svanisce al termine della serie contro Messina, che si impone 1-3.

Nella stagione 2003-04 Tudini cedette per 850 000 euro[3] la società a Claudio Sabatini, proprietario del marchio FuturVirtus con cui questi intendeva dare continuità alla denominazione societaria della Virtus Bologna, proprio quell'anno esclusa dal campionato per inadempienze finanziarie. Alla fine della stagione il club fu rinominato Virtus Pallacanestro Bologna, di fatto cedendo il titolo sportivo alla nuova società e cessando di esistere.

CronistoriaModifica

Cronistoria del Progresso Castelmaggiore
  • 1964 · Fondazione della Progresso Castelmaggiore con sede a Castel Maggiore.


Fase a gironi della Supercoppa italiana.

NoteModifica

  1. ^ Flavio Vanetti, Castel Maggiore, Lilliput in serie A. «Siamo pronti a diventare grandi», in Corriere della Sera, 30 agosto 2000, p. 43. URL consultato il 3 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2015).
  2. ^ Il «Chievo dei canestri» abita a Castel Maggiore[collegamento interrotto], l'Unità, 19-08-2003.
  3. ^ Marco Martelli, Tudini con la passione del basket, in la Repubblica, 12 giugno 2008. URL consultato il 3 luglio 2017.

Collegamenti esterniModifica

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