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Prossimo è un termine che indica vicinanza o affinità, spaziale o temporale, a qualcuno o a qualcosa, spesso nel senso di "seguire", "venire dopo". In questo senso il "Prossimo" dell'Israelita storico era il "vicino": concetto estensibile anche a chi era autorizzato a vivere nel territorio israelitico, pur non essendo seguace dell'Ebraismo né adoratore di dei pagani.

Nella teologia cristiana, il termine "Prossimo" intende invece qualsiasi essere umano, anche tradizionalmente un nemico, verso cui esprimere la caritas additata come dovere da Gesù, spiegata nel Vangelo con la parabola del buon samaritano; il prossimo è colui che nell'immediato (temporalmente né prima né poi), per incontro o per relazione, ci elargisce il suo aiuto (il Samaritano è il prossimo del suo nemico Israelitico che aveva incontrato i briganti e che malgrado l'inimicizia storica tra Israeliti e Samaritani, lo soccorre, lo cura e lo affida a un terzo, pagando le spese dello sventurato che era stato ferito).

Nei Vangeli, Dio e il Prossimo sono i destinatari del duplice Comandamento dell'amore.

La Prima lettera di Giovanni contrappone all'amore cristiano l'invidia di Caino, "che era dal diavolo" e uccise il fratello a motivo delle sue opere "giuste"[1]. Entrambi offrivano sacrifici al medesimo Dio[2], ma solo Abele era gradito e conforme alla Legge che imponeva di offrire le primizie del raccolto o i primogeniti del gregge.

Caino è tentato dall'istinto del peccato, e Dio vieta la sua uccisione, assegnandogli una terra dove vivere in esilio.

Indice

EstensioniModifica

Gli angeliModifica

Il Prossimo comprende anche l'angelo custode, che secondo il Libro dell'Esodo[3] è inabitato dal nome di Dio (il mio nome è in lui).

Per questo motivo, al credente sono richiesti rispetto, ascolto e obbedienza alle sue parole ed opere.

Il creato visibileModifica

Nel Credo niceno, Dio viene pregato come creatore di tutte le cose visibili e invisibili (quali lo Spirito Santo e gli angeli).

Col il termine "prossimo" si intenderebbe tutto il creato visibile, comprendendovi il regno minerale, vegetale e animale. L'ordine divino e naturale della creazione verrebbe ad avere gradi e priorità diverse di amore, come testimoniato da san Francesco d'Assisi: Dio, gli angeli e i santi, il prossimo umano, le altre creature a noi prossime.

Anche all'interno degli altri regni della natura potrebbe essere ravvisata una priorità, in base alla loro immagine e somiglianza con l'uomo (o gli angeli), e con Dio Creatore per loro tramite. Ad una maggiore perfezione terrena corrisponderebbero una maggiore dignità nei confronti di Dio, e amore anche da parte del genere umano.

In modo controverso, la cosiddetta teologia degli animali dell'autore ebraico italiano De Benedetti, è giunto a sviluppare una semi-personificazione degli animali, dotati di coscienza e possibili candidati alla vita eterna.

EccezioniModifica

Il comandamento dell'amore universale si traduce generalmente in un'esistenza pacifica, tollerante e non violenta. Questo effetto trova alcune eccezioni nella dottrina del tirannicidio, elaborata dalla Scolastica[4], e prima ancora da autori patristici[5].

Nella Bibbia e nella tradizione agiografica dei santi esistono casi nei quali il prossimo è stato legittimamente:

  • aggredito (con probabili uccisioni) per liberare un famigliare, le donne del popolo e rientrare in possesso dei propri beni (Genesi 14),
  • materialmente ucciso, per l'adorazione e il rispetto della Legge (1 Maccabei),
  • ucciso, mediante una preghiera esaudita dal Dio di Israele (agiografia di Simon Mago).
Genesi 14

Genesi 14:13-24 contiene la narrazione di Abramo che libera Lot, con un'imboscata notturna di 318 servitori armati e l'inseguimento finale del nemico.

Mentre il sommo sacerdote Melchisedek, principe di Salem[6], offre il pane e il vino a Dio, Abramo viene benedetto davanti al re di Sodoma nella Valle dei Re.

1 Maccabei

1 Maccabei 2:15-28 riferisce l'opera di Mattatia che uccide i messaggeri del re nemico, "incaricati di costringere all'apostasia" e a compiere sacrifici in onore di divinità pagane. Mattatia elimina anche il primo israelita che si era dichiarato pronto a convertirsi al nuovo culto, deviando dal rispetto della legge e dell'Alleanza fra uomo e Dio.

Simon Mago

Una tradizione agiografica, non presente nel testo biblico, riferisce che Pietro e Paolo apostolo avrebbero pregato lo Spirito Santo Dio contro Simon Mago, loro rivale a Roma nel convertire le folle, finché, ai demoni che invisibilmente lo sostenevano nelle sue acrobazie, fu ordinato di lasciarlo cadere.

NoteModifica

  1. ^ 1 Giovanni 3:11-15
  2. ^ Genesi 4:3-4,7
  3. ^ Esodo 20-23
  4. ^ Tirannicidio -enciclopedia Treccani, su treccani.it.
  5. ^ Tirannide e tirannicidio, su doncurzionitoglia.com (archiviato il 28 febbraio 2014).
  6. ^ lett. "principe di pace", come anche in Isaia 9

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