Provincia di Cremona

provincia italiana
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Provincia di Cremona (disambigua).
Provincia di Cremona
provincia
Provincia di Cremona – Stemma Provincia di Cremona – Bandiera
Provincia di Cremona – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Amministrazione
CapoluogoCremona
PresidentePaolo Mirko Signoroni (centro-sinistra) dal 23-11-2019[1]
Data di istituzione1859
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°08′N 10°02′E / 45.133333°N 10.033333°E45.133333; 10.033333 (Provincia di Cremona)Coordinate: 45°08′N 10°02′E / 45.133333°N 10.033333°E45.133333; 10.033333 (Provincia di Cremona)
Superficie1 770,46 km²
Abitanti351 892[2] (31-12-2019)
Densità198,76 ab./km²
Comuni113 comuni
Province confinantiBergamo, Brescia, Lodi, Mantova, Milano (città metropolitana), Parma (Emilia-Romagna), Piacenza (Emilia-Romagna)
Altre informazioni
Cod. postale26100, 26010-26049
Prefisso0363, 0372, 0373, 0374, 0375, 0376
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-CR
Codice ISTAT019
TargaCR
Cartografia
Provincia di Cremona – Localizzazione
Provincia di Cremona – Mappa
Posizione della Provincia di Cremona all'interno della Lombardia
Sito istituzionale

La provincia di Cremona (pruvìncia de Cremùna in dialetto cremonese, pruìnsa da Cremùna in dialetto cremasco, pruvìncia ad Cramòna in dialetto casalasco-viadanese) è una provincia italiana della Lombardia di 351 892 abitanti[2] che confina a nord con la provincia di Bergamo e la provincia di Brescia, a est con la provincia di Mantova, a sud con l'Emilia-Romagna (provincia di Parma, provincia di Piacenza), a ovest con la provincia di Lodi e con la città metropolitana di Milano.

CircoscrizioniModifica

 
Le circoscrizioni agrarie tradizionali della Provincia di Cremona: Crema giallo, Soresina rosso, Cremona verde, Casalmaggiore blu.
 
Suddivisione territoriale della Provincia per diocesi

Tradizionalmente, per ragioni storiche e morfologiche, la Provincia di Cremona è divisa in 4 aree agrarie tradizionali[3]

  • La circoscrizione di Cremona, il cremonese, al centro-sud della provincia.
  • La circoscrizione di Crema, il cremasco, l'area settentrionale della provincia.
  • La circoscrizione di Casalmaggiore, il casalasco, a sud della provincia.
  • La circoscrizione di Soresina, il soresinese, ovvero la zona centro-nord della provincia.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

La Provincia di Cremona si presenta come una striscia di terra di pianura, stretta e allungata: circa 100 km separano Rivolta d'Adda, comune più a nord della provincia, da Casalmaggiore, comune più a sud della provincia.

I confini fisici sono in gran parte delimitati da alcuni grandi fiumi: l'Oglio a est, con l'eccezione dei comuni di Ostiano e Volongo, sulla riva sinistra del fiume, amministrativamente in Provincia di Cremona ma sotto la giurisdizione spirituale della diocesi di Mantova; e il viadanese, già in Provincia di Mantova benché posto sotto la diocesi di Cremona; il Po costituisce il limite meridionale; l'Adda divide la provincia di Cremona da quella di Lodi, con l'eccezione di alcuni comuni vicini al capoluogo lodigiano; i limiti con la provincia di Bergamo sono, invece, convenzionali[4]. Altri fiumi attraversano il nord della provincia: il Serio e il Tormo, mentre il Mella costituisce per un breve tratto il confine con la provincia di Brescia. Una fitta rette idrografica di natura artificiale, costituita da canali e navigli caratterizza, inoltre, la campagna.

La provincia è totalmente priva di rilievi, ma il territorio è plasmato dalle valli fluviali, sia dei fiumi attuali sia di quelli relitti (Serio Morto, Morbasco, Delma, Lisso, ecc.) che hanno modulato la pianura con lievi ondulazioni e piccole depressioni profonde pochi metri rispetto al piano alluvionale.

Fa eccezione il Pianalto di Romanengo, un'area pleistocenica[5] che si eleva per 10-15 metri con ondulazioni e avvallamenti.

I comuni dell'Alto Cremasco sorgono nella cosiddetta "linea delle risorgive", fascia di territorio di varia larghezza nella quale si passa dall'"alta pianura", dal suolo grossolano e permeabile, alla "bassa pianura" impermeabile e argillosa.

ClimaModifica

Stante l'assenza di rilievi il clima è piuttosto omogeneo sull'intero territorio provinciale. Osservando i dati della stazione meteorologica di Cremona si nota che, in base ad un rilevamento trentennale tra il 1961 e il 1990, la temperatura media di gennaio si attesta a +1,7 °C; quella di luglio a +24,3 °C.

Le precipitazioni annue sono in linea di massima abbondanti, con picchi di maggior piovosità in autunno (ottobre e novembre) e minimi relativi in inverno (febbraio) e in estate (luglio). Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 750 mm.

L'umidità relativa può generare nei mesi invernali il fenomeno della nebbia, accentuato in prossimità dei fiumi e dei corsi d'acqua.

CREMONA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 4,37,312,717,422,426,929,327,924,017,310,25,35,617,528,017,217,1
T. min. mediaC) −1,01,04,98,613,016,819,218,115,59,94,60,10,08,818,010,09,2
Precipitazioni (mm) 645161616860466453918655170190170230760
Giorni di pioggia 7677865547861922161976

StoriaModifica

I più antichi reperti archeologici rinvenuti nella provincia di Cremona sono ascrivibili al Mesolitico, ma solo nel Neolitico il territorio cremonese ospitò stabilmente delle popolazioni, dedite alla caccia e raccolta nonché all'agricoltura. Particolare importanza ebbe la cultura del Vho (nei pressi di Piadena), i cui appartenenti realizzarono villaggî palafitticoli lungo il corso inferiore dell'Oglio.

Durante le Età dei metalli si verificarono migrazioni verso la pianura Padana dalle zone transalpine: questi popoli, di origine celtica, controllarono il territorio cremonese, senza però stabilirvi insediamenti di grande rilievo. La zona nord-orientale della Provincia fu soggetta ai Galli Cenomani, staziatisi nel Bresciano e di cui vi sono poche testimonianze, concentrate prevalentemente a Piadena. La zona occidentale fu controllata dagli Insubri, ai quali appartenne la piazzaforte di Acerrae, probabilmente nei pressi dell'attuale Pizzighettone, ma della quale non sono state rinvenute testimonianze archeologiche.

La fondazione della colonia di Cremona, nel 218 a.C., primo insediamento romano a nord del fiume Po, si inserì come un cuneo tra le aree di influenza delle due popolazioni celtiche, permettendo ai nuovi arrivati -formalmente alleàti con i Cenomani- di conquistare progressivamente il territorio. L'ager cremonensis era compreso tra i fiumi Po, Adda e Oglio, fino all'attuale abitato di Trigolo. La parte orientale della Provincia appartenne invece probabilmente al territorio di Bergamo.

Una svolta nella storia politico-amministrativa del territorio si ebbe nell'alto Medioevo con l'invasione longobarda dell'Italia settentrionale: dopo la conquista di Cremona, nel 603 d.C., il territorio fu suddiviso tra i ducati longobardi di Bergamo, Brescia, Piacenza, il Gastaldato di Sospiro (Cremona) e il governo vescovile nella città stessa.

Il 25 maggio dell'anno 825 l'imperatore Lotario I promulga il capitolare di Corteolona[6][7] che costituì le scuole imperiali, oltre a Pavia capitale del Regno d'Italia, anche Cremona ebbe la scuola di diritto, di retorica e arti liberali, ereditando la tradizione della scuola di diritto, fondata dall'imperatore romano Teodosio I; dalla sede cremonese dipendevano anche gli studenti di Piacenza, Parma, Reggio e Modena[8].

Tra il X e l'XI secolo la città di Cremona accrebbe il proprio potere: Matilde di Canossa donò al libero Comune l'Insula Fulcheria (ossia il Cremasco), mentre i vescovi della città ottennero importanti concessioni economiche dall'Imperatore.

Nel XIV secolo il Comune di Cremona raggiunse la sua massima estensione, oltrepassando i confini dell'antico ager romano e addirittura dell'odierna Provincia, spingendosi fino al Fosso bergamasco. Questo canale artificiale venne costruito per delimitare i possedimenti cremonesi da quelli bergamaschi e, più tardi, i territori soggetti all'influenza del Ducato di Milano da quelli appartenenti alla Repubblica di Venezia, che pure era riuscita a conquistare il Cremonese nel 1499, ma ne fu scacciata nel 1509.

Storia della ProvinciaModifica

 
I circondari della provincia di Cremona secondo il decreto Rattazzi

La provincia di Cremona venne istituita nel 1786 in applicazione della riforma amministrativa lombarda voluta dall'imperatore Giuseppe II, che tuttavia scorporò dal vecchio contado tutta l'area orientale sottoposta a Casalmaggiore, comunque riaggregata nel 1791. Dopo la parentesi napoleonica, durante il quale il dipartimento dell'Alto Po fu ampliato con Lodi e Crema, la provincia austriaca fu ripristinata nel 1815.

A dare alla provincia l'attuale configurazione territoriale fu, nel 1859, il Decreto Rattazzi, che ridisegnava la suddivisione amministrativa del Regno di Sardegna dopo l'annessione della Lombardia. La provincia fu suddivisa nei tre circondari di Cremona, di Casalmaggiore e di Crema.

Nel 1868 la provincia di Mantova, annessa al Regno d'Italia due anni prima, venne ripristinata all'estensione che aveva prima del 1859, e pertanto la provincia di Cremona le cedette alcuni comuni all'estremità orientale, ottenendo contemporaneamente il comune di Ostiano dalla provincia di Brescia.[9]

StemmaModifica

Lo stemma della provincia riunisce i singoli stemmi delle tre principali città: Cremona, Crema e Casalmaggiore. La sua concessione avvenne con regio decreto del 28 marzo 1938 e regie lettere patenti del 10 giugno 1940 e fu trascritta il 28 luglio del 1938 presso l'Archivio di Stato di Roma.

Segue la blasonatura:[10]

«Partito semitroncato: il 1º fasciato di rosso e d'argento al braccio attraversante in palo, tenente con la mano una palla di oro, per Cremona; il 2º troncato di rosso o d'argento al destrocherio armato impugnante una spada d'acciaio fra due corna di cervo nell'atto di tagliare l'ultimo nodo del corno sinistro, per Crema; il 3º d'azzurro alla porta della città aperta del campo, murata di pietre al naturale, su campagna erbosa, merlata di due merli alla ghibellina, per Casalmaggiore»

Monumenti e luoghi di interesseModifica

Architetture religioseModifica

Architetture civiliModifica

Aree naturaliModifica

La Provincia di Cremona gestisce, inoltre, una stazione sperimentale per la conservazione della flora di pianura, meglio nota come "Bosco Didattico", posta nel comune di Castelleone.

Piste ciclabiliModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti (migliaia)

EtnieModifica

Gli stranieri residenti in provincia di Cremona al 31 dicembre 2019 sono 43 097 e rappresentano il 12% della popolazione residente[12]; le dieci comunità più rappresentate sonoː

  • Romaniaː 11 877;
  • Indiaː 6 667;
  • Maroccoː 4 273;
  • Albaniaː 3 377;
  • Egittoː 2 553;
  • Nigeriaː 1 375;
  • Cinaː 1 363;
  • Ucrainaː 1 053;
  • Senegalː 830;
  • Ghanaː 795.

Istituzioni, enti e associazioniModifica

SanitàModifica

Con la Legge regionale 23/2015 l'intera provincia di Cremona è stata inserita nell'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) Val Padana all'interno della quale sono state istituite le due Aziende Socio-Sanitarie Territoriali (ASST) di Crema e Cremona[13].

Questi i presidi ospedalieri pubblici[13]ː

Geografia antropicaModifica

ComuniModifica

Appartengono alla provincia di Cremona i seguenti 113[14] comuni:

Comuni più popolosiModifica

Di seguito è riportata la lista dei dieci principali comuni della provincia di Cremona ordinati per numero di abitanti[15].

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Cremona 71 523 70,39 1 016 45
Crema 34 242 34,63 989 79
Casalmaggiore 15 127 63,69 238 26
Castelleone 9 278 45,03 206 66
Pandino 8 852 22,24 398 85
Soresina 8 559 28,51 300 71
Rivolta d'Adda 7 919 29,92 265 101
Soncino 7 511 45,32 166 89
Spino d'Adda 6 832 19,87 344 84
10º Pizzighettone 6 302 32,06 197 46

EconomiaModifica

 
Panorama tipico della campagna cremonese, con una cascina e campi coltivati a mais.

Un tempo zona esclusivamente agricola, ora pur mantenendo questa vocazione, la provincia di Cremona presenta anche un notevole sviluppo industriale e artigianale. Le colture più diffuse sono il frumento, il mais, le barbabietole da zucchero, la soia, le zucche, i pomodori. Assai sviluppato è l'allevamento, bovino e suino. Vi sono numerose industrie alimentari per la produzione di salumi, dolciumi, pasta, formaggi e derivati del latte, ecc. Vi è la presenza di un'industria meccanica, una petrolifera e una energetica, la maggior parte concentrate presso il capoluogo e presso i centri maggiori, Crema in modo particolare. L'artigianato è famoso per la produzione di strumenti ad arco (in particolare violini), di dolciumi (come il torrone), la pasta con i tortelli di zucca nel Casalasco e i tortelli dolci del Cremasco; altrettanto famosa è la mostarda cremonese. La presenza del Porto-Canale è utile all'approdo delle chiatte che risalgono il fiume Po.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Con l'introduzione del decreto legislativo n. 112 del 1998 tutte le strade statali che interessavano la provincia sono ora di competenza provinciale. Nel contempo l'amministrazione provinciale ha operato una serie di declassamenti di strade provinciali, cedute ai comuni. A seguito dell'entrata in vigore del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 novembre 2019 alcune strade nel 2021 sono ritornate in capo all'Anas[16].

 Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Cremona.

  Torino - Brescia: è l'unica autostrada che scorre sul territorio provinciale per 18 km[17]; l'unico casello è quello di Cremona, mentre quello di Pontevico-Robecco, pur avendo una doppia denominazione, si trova in territorio bresciano.

FerrovieModifica

La Provincia di Cremona è interessata dalle seguenti linee ferroviarie:

In passato, tra il 1914 e il 1956, dalla Stazione di Cremona Porta Milano, si diramava la linea per Soncino e Iseo.

Tramvie dismesseModifica

A cavallo tra i secoli XIX e XX, la provincia di Cremona fu interessata anche da diverse linee tranviarie extraurbane:

PortiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Porto di Cremona.

A ovest di Cremona sorge il porto fluviale più occidentale della Pianura Padana realizzato attorno ad un bacino artificiale connesso al fiume Po attraverso una conca di navigazione. Vi sorgono aree di stoccaggio, magazzini e gru per la movimentazione e il trasporto delle merci provenienti dai servizi di trasporto fluviale che si snoda tra l'Adriatico e Cremona. Il porto è collegato alla ferrovia Pavia-Mantova tramite un raccordo di 750 metri.

Presso il porto di Cremona sorgono pure le infrastrutture per l'attracco di imbarcazioni da diporto e navi da crociera; queste ultime svolgono servizio, principalmente nei mesi estivi, tra i porti di Cremona, Mantova e Venezia[18].

È attivo anche un servizio di navigazione per fini turistici lungo il fiume Adda tra Pizzighettone e Lodi; fino al 2016 il servizio era compiuto usufruendo della motonave "Mattei" fino a Formigara; l'imbarcazione è stata recuperata e destinata al rimessaggio nel mese di febbraio 2017[19]. nel mese di aprile è entrato in servizio il pontone "Capinera", più adatto ai bassi fondali del fiume, permettendo così di estendere il percorso coperto[20].

AeroportiModifica

L'unico aeroporto esistente è l'Aeroporto di Cremona-Migliaro gestito dall'Aeroclub di Cremona ed è utilizzato dagli aeromobili da turismo.

CulturaModifica

UniversitàModifica

La Provincia non ha propri atenei, ma ospita alcuni corsi di laurea di altre università[21]:

MuseiModifica

[22][23]

  • Cremona, Collezione di Archi di Palazzo Comunale;
  • Cremona, Museo Archeologico;
  • Cremona, Museo civico Ala Ponzone;
  • Cremona, Museo Civico di Storia Naturale;
  • Cremona, Museo della Chiesa Cattedrale;
  • Cremona, Museo della Civiltà Contadina Il Cambonino Vecchio;
  • Cremona, Museo Organologico Didattico;
  • Cremona, Museo Stradivariano;
  • Casalbuttano, Stanza egizia di palazzo Turina;
  • Casalmaggiore, Museo del Bijou;
  • Casalmaggiore, Museo Diotti;
  • Castelleone, Museo Civico;
  • Castelleone, Stazione Sperimentale di Ecologia Applicata per la Conservazione della Flora e della Fauna;
  • Castelponzone, Museo dei cordai;
  • Crema, Museo civico di Crema e del Cremasco;
  • Isola Dovarese, Museo della Civiltà Contadina e Artigiana;
  • Madignano, Museo della Civiltà Contadina e dell'Attività Molitoria "Mulino di Sopra";
  • Offanengo, Museo della Civiltà Contadina;
  • Ostiano, Museo civioo;
  • Paderno Ponchielli, Museo Civico Ponchielliano;
  • Pescarolo, Museo del Lino;
  • Piadena, Museo Civico Archeologico Antiquarium Platina
  • Pizzighettone, museo civico;
  • San Daniele Po, Museo Naturalistico Paleontologico;
  • Soncino, Museo Archeologico;
  • Soncino, Museo della seta;
  • Soncino, Museo della Stampa;
  • Soncino, Museo del Risorgimento italiano;
  • Soresina, Musei soresinesi;
  • Torricella del Pizzo, Museo amarcord degli strumenti musicali meccanici.

La provincia di Cremona, inoltre, ha creato "Il territorio come ecomuseo", nuclei territoriali per illustrare e conservare le associazioni tra le opere dell'uomo e le caratteristiche ambientali e morfologiche.

AmministrazioniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Prefetti della provincia di Cremona.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Provincia di Cremona.

NoteModifica

  1. ^ Elezioni 23 novembre 2019 - proclamazione Presidente della Provincia, su provincia.cremona.it. URL consultato il 24 novembre 2019.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020.
  3. ^ Atlante demiologico lombardo, su demologia.it.
  4. ^ Confronta la voce Provincia di Bergamo
  5. ^ Vedi Riserva naturale Naviglio di Melotta
  6. ^ HLOTARII, Constitutiones Olonnenses. A. 825, in Monumenta Germaniae Historica, Leges, II, pp. 248-250
  7. ^ Ludovico Antonio Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, parte II, tomo I, p. 151
  8. ^ T. De Partouneaux, Storia della conquista di Lombardia fatta da Carlo Magno e delle cagioni che mutarono nell'alta Italia sotto Ottone il Grande - La dominazione francese in dominazione germanica, Milano, 1842, Epoca prima, Libro II, Capitolo IV, pag. 136
  9. ^ Legge 9 febbraio 1868, n. 4322
  10. ^ Sito istituzionale della Provincia di Cremona, su provincia.cremona.it.
  11. ^ Vedi Greenway dell'Adda Archiviato il 9 maggio 2014 in Internet Archive. nel sito istituzionale del Comune di Spino d'Adda
  12. ^ Popolazione residente straniera al 31 dicembre 2019, su demo.istat.it. URL consultato il 21 luglio 2020.
  13. ^ a b Agenzie di Tutela della Salute (ATS), su regione.lombardia.it. URL consultato il 10 agosto 2019.
  14. ^ I Comuni passano da 115 a 113, su provincia.cremona.it. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  15. ^ Bilancio demografico anno 2020 - Dicembre (provincia di Cremona), su demo.istat.it. URL consultato il 24 luglio 2021.
  16. ^ Revisione delle reti stradali relative alle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 9 maggio 2021.
  17. ^ Strade e veicoli circolanti, su provincia.cremona.it. URL consultato il 24 luglio 2018.
  18. ^ Notizie tratte da Il porto di Cremona[collegamento interrotto], link visitato il giorno 8 agosto 2009
  19. ^ Matteo Berselli, Pizzighettone. Nave. La ‘Mattei’ trasloca e va in rimessaggio, in La Provincia, 10 febbraio 2017.
  20. ^ Matteo Berselli, Pizzighettone. Turismo. La Capinera è in Adda prima mini crociera, in La Provincia, 12 aprile 2017.
  21. ^ Sedi universitarie di Cremona e provincia, link visitato il 30 luglio 2010
  22. ^ Musei, raccolte museali e archivi, su provincia.cremona.it. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  23. ^ Ecomuseo Isola Dovarese, su comune.isoladovarese.cr.it. URL consultato il 31 ottobre 2018.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN150100449 · LCCN (ENn80150136 · GND (DE4085356-1 · WorldCat Identities (ENlccn-n80150136
  Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Lombardia