Putifigari

comune italiano

Putifigari (Potuvìgari in sardo[3]) è un comune italiano di 682 abitanti[1] della provincia di Sassari. Il paese è situato nell'entroterra algherese; dista circa 23 km da Alghero e 27 da Sassari.

Putifigari
comune
(IT) Putifìgari
(SC) Potuvìgari
Putifigari – Stemma
Putifigari – Bandiera
Putifigari – Veduta
Putifigari – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoGiacomo Contini (lista civica) dal 16-6-2019
Territorio
Coordinate40°33′41.45″N 8°27′36.73″E / 40.561515°N 8.460202°E40.561515; 8.460202 (Putifigari)
Altitudine267 m s.l.m.
Superficie53,1 km²
Abitanti682[1] (30-9-2022)
Densità12,84 ab./km²
Comuni confinantiAlghero, Ittiri, Uri, Villanova Monteleone
Altre informazioni
Cod. postale07040
Prefisso079
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090060
Cod. catastaleH095
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Nome abitanti(IT) putifigaresi
(SC) potuvigaresos
PatronoNostra Signora de s'Ena Frisca
Giorno festivoterza domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Putifigari
Putifigari
Putifigari – Mappa
Putifigari – Mappa
Posizione del comune di Putifigari
nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

StoriaModifica

L'area fu abitata fin dal Neolitico, per la presenza sul territorio alcune domus de janas con una necropoli.

Durante il medioevo appartenne al giudicato di Torres e fece parte della curatoria di Florinas. Alla caduta del giudicato (1259) passò sotto il dominio della famiglia genovese dei Doria, e successivamente, intorno al 1350, fu oggetto della conquista aragonese. Nel 1364 il paese venne dato in feudo dal re d'Aragona Pietro IV il Cerimonioso a Pietrino Boyl, creato barone di Putifigari. Da questa famiglia passò a quella sassarese dei Sussarello che vendette il feudo all'arcivescovo Antonio Canopolo[4]. Questi lo donò nuovamente ai Sussarello nel febbraio 1610. Nel XVIII secolo Putifigari fu elevata a marchesato e i Boyl, ritornati in possesso del feudo, a marchesi. Il paese fu riscattato all'ultimo feudatario, Francesco Maria Pilo Boyl, nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

SimboliModifica

Lo stemma e il gonfalone del comune di Putifigari sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 4 gennaio 1988.[5]

«Stemma semipartito troncato: nel primo, di azzurro, all'aquila d'argento; nel secondo, d'oro, al toro fermo, di nero; nel terzo di rosso, al fiume d'azzurro, in banda, fluttuoso d’argento. Ornamenti esteriori da Comune»

Il gonfalone è un drappo troncato di rosso e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Siti archeologiciModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

Lingue e dialettiModifica

La variante del sardo parlata a Putifigari è quella logudorese settentrionale.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 16 aprile 2000 Francesco Maria Filippo Fele centro Sindaco [7]
16 aprile 2000 8 maggio 2005 Francesco Maria Filippo Fele lista civica Sindaco [8]
8 maggio 2005 15 giugno 2008 Giancarlo Carta lista civica "Giovani" Sindaco [9]
15 giugno 2008 26 maggio 2013 Giancarlo Carta lista civica "Insieme per Putifigari" Sindaco [10]
27 maggio 2013 11 giugno 2018 Giancarlo Carta lista civica "Insieme per Putifigari" Sindaco [11]
11 giugno 2018 15 giugno 2019 Giovanna Luisa Dedola Commissario regionale
16 giugno 2019 in carica Giacomo Contini lista civica "Putifigari in Primis" Sindaco

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2022.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 523, ISBN 88-11-30500-4.
  4. ^ Marcello Derudas, Il Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari. Una finestra aperta su quattrocento anni di storia, Sassari, Carlo Delfino, 2018, pp. 44-45.
  5. ^ Putifigari, decreto 1988-01-04 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 25 giugno 2022.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Comunali 23/04/1995, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 16/04/2000, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 08/05/2005, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Comunali 15/06/2008, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  11. ^ Comunali 26/05/2013, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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