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Coordinate: 41°55′18.33″N 12°23′56.07″E / 41.921758°N 12.398908°E41.921758; 12.398908 Quartaccio è una borgata di Roma (piano di zona 13V e B33 Quartaccio II) del Municipio Roma XIV di Roma Capitale, situata nel suburbio S. X Trionfale.

StoriaModifica

Il quartiere "Quartaccio" nasce negli anni ottanta come piano di zona di Edilizia Economica e Popolare (lg. 167/69).

La realizzazione del quartiere Quartaccio ha inizio nel 1984 allorquando il Comune di Roma affidò all'ISVEUR la concessione per la progettazione del PdZ 13V bis per complessivi 700/800 alloggi. Il progetto ebbe inizio con una visita all'area ubicata nel quartiere di Primavalle, adiacente alla zona di Torrevecchia. Si tratta di una collinetta allungata che in quegli anni era occupata da un'azienda agricola condotta da una famiglia proprietaria del suolo ed ivi residente in un casale tenuto in ottimo stato. Il pianoro sopraelevato, destinato alle colture e sul quale sorgeva la residenza, era delimitato sui due lati lunghi da scarpate coperte di macchia, configurando un crinale allungato emergente tra due vallette.[1]

Si procedette all’esproprio per pubblica utilità di quell'azienda familiare, non senza qualche polemica. La genesi progettuale, che si basava sull’idea del "Borgo di crinale", ebbe successo, ma non senza qualche travaglio. Le tipologie lineari inizialmente proposte da costruire lungo il viale principale, erano a tre piani senza ascensore, di tecnologia tradizionale, con spunti anni Venti-Trenta riferiti alla vicina borgata di Primavalle. Queste tipologie furono respinte dalla dirigenza comunale che le interpretò come un tentativo del concessionario di risparmiare. Si passò quindi a tipologie a quattro piani con ascensore. Lungo i due bordi esterni dei crinali furono disposte schiere a due/tre piani con giardini.[1]

È concepito con la logica degli spazi urbani tipici dei paesi, con le case che si affacciano sui punti simbolo della vita comunitaria: piazzette, piccoli spazi verdi e ancora piazzali, usati soprattutto come parcheggi. Alcuni dei negozi inizialmente previsti sono stati trasformati abusivamente in abitazioni. La toponomastica del Quartaccio è composta da vie che portano i nomi di illustri letterati e scrittori del passato, a cominciare dalla strada principale, via Andersen.

Prima ancora che fossero realizzati gli allacciamenti fognari, il Quartaccio è stato occupato da una moltitudine organizzata, arrivata a bordo di automobili e roulotte, esponendo cartelli inneggianti a presunte ‘Liste di Lotta’. Dopo anni di abbandono e di inutili tergiversazioni, il Comune ha finito per assegnare gli alloggi agli occupanti abusivi.

L'archeoparcoModifica

L'archeoparco è stato realizzato dai costruttori delle palazzine come prevedeva la convenzione con il Comune. Ma il Comune l'ha mai preso in carico soltanto dal 2015. Il parco attrezzato è stato presto travolto da una serie di complesse vicende burocratiche con le quali si sono scontrate le amministrazioni municipali, così l'area verde è ben presto sprofondata nel degrado e nell'incuria e solo con il raggiungimento dell'accordo con l'ISVEUR (Istituto per lo Sviluppo Edilizio e Urbanistico) si è potuto dare inizio ai lavori di bonifica e riqualificazione.

La riapertura, avvenuta dopo la bonifica effettuata dopo vari anni di abbandono del parco, ha riportato alla luce molti reperti archeologici antichi: una strada romana (presumibilmente la via Cornelia), numerosi reperti ben mantenuti di una fabbrica di vasellame di epoca romana, una statuina di notevole pregio raffigurante Artemide ritrovata all'interno di un pozzo. Oggi il parco è di nuovo in stato di abbandono.

NoteModifica

  1. ^ a b Ruggero Lenci, Quartiere del Quartaccio.

BibliografiaModifica

  • Roma Torrevecchia, in Edilizia Popolare, nº 201, Milano, ANIACAP, marzo-aprile 1988.
  • spazio e società, nº 44, Milano, gennaio-marzo 1989.
  • Piero Ostilio Rossi, Roma. Guida all'architettura moderna. 1909-2000, 3ª ed., Bari, Laterza, 2003, pp. 349-350, ISBN 978-88-420-6072-7.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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