Quella sporca dozzina

film del 1967 diretto da Robert Aldrich
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Quella sporca dozzina
Sporca dozzina, quella.jpg
I membri della "sporca dozzina" al completo
Titolo originaleThe Dirty Dozen
Paese di produzioneRegno Unito, Stati Uniti d'America
Anno1967
Durata145 min
Rapporto1,75:1
Genereguerra, azione
RegiaRobert Aldrich
SoggettoE.M. Nathanson
SceneggiaturaNunnally Johnson, Lukas Helle
ProduttoreRaymond Anzarut, Kenneth Hyman
Casa di produzioneMetro-Goldwyn-Mayer
Distribuzione in italianoWarner Bros.
FotografiaEdward Scaife
MontaggioMichael Luciano
Effetti specialiCliff Richardson
MusicheFrank De Vol
ScenografiaWilliam Hutchinson
TruccoErnest Gasser, Wally Schneiderman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Quella sporca dozzina (The Dirty Dozen) è un film di guerra del 1967 diretto da Robert Aldrich.

TramaModifica

1944. Dopo aver assistito all'impiccagione di un soldato accusato di omicidio, il maggiore John Reisman viene convocato da un gruppo di ufficiali guidati dal generale di divisione Warden, che gli propongono un delicato incarico da portare a termine: guidare una squadra di dodici detenuti condannati a morte o a lunghe pene detentive per assaltare un importante castello in cui si riuniscono degli ufficiali tedeschi e assassinarli, il tutto per facilitare le operazioni di uno sbarco imminente. Reisman è estremamente riluttante per la pericolosità della missione e dei detenuti, ma a causa della sua condotta poco brillante è obbligato a guidare il gruppo: a complicare ulteriormente le cose la squadra dovrà addestrarsi per il paracadutismo presso il colonnello Breed, con cui il maggiore non va d'accordo.

Recatosi al carcere militare, Reisman fa la conoscenza del sorvegliante dei detenuti, il sergente Bowren, e del gruppo di criminali: i giovani Glenn Gilpin, Seth Sawyer, Roscoe Leaver e Milo Vladek, il piccoletto Tassos Bravos, il chitarrista Pedro Jiminez, il lunatico Vernon Pinkley, il gigante sempliciotto Samson Posey, il folle maniaco religioso Archer Maggot, l'afroamericano Robert Jefferson, il taciturno ex ufficiale Joseph Wladislaw e l'irriverente gangster Victor Franko, con cui il maggiore entra subito in contrasto.

Dopo che tutti accettano l'accordo per partecipare alla pericolosa missione, il gruppo si dedica inizialmente alla costruzione della baracca in cui dovranno vivere nel periodo di addestramento. Già nella prima notte iniziano le prime discrepanze tra i soldati: Franko tenta la fuga, cosa che porterebbe alla fine dell'accordo per tutti gli altri, ma viene fermato prima da Wladislaw e Jefferson e poi da Posey. Reisman fa sottoporre tutto il gruppo a una perizia psichiatrica, ma si rende conto che quello che manca non è l'addestramento, ma lo spirito di corpo. La situazione cambia quando Franko inizia una protesta per ottenere l'acqua calda per lavarsi e radersi, venendo sorprendentemente appoggiato da tutti i compagni: pur scegliendo di punirli per l'insubordinazione, Reisman esprime soddisfazione per il miglioramento degli uomini, ora chiamati "la sporca dozzina" per via della loro scarsa igiene.

Arriva il momento di addestrarsi per il lancio col paracadute: non potendo rivelare a Breed l'identità dei suoi uomini e lo scopo della missione, il maggiore è costretto a spacciare Pinkley come generale in incognito per il divertimento dei membri del gruppo. Insospettito, Breed fa pestare Wladislaw da due suoi sottoposti: il soldato è salvato dagli amici Jefferson e Posey, ma la squadra inizia a perdere la fiducia in Reisman sospettando che ci sia lui dietro al pestaggio. Quella sera, il maggiore sceglie di premiare i suoi uomini invitando delle prostitute francesi all'accampamento e organizzando un festino per tutti i detenuti con l'eccezione del puritano e psicopatico Maggot.

Sfortunatamente, Breed sceglie di invadere l'accampamento per scoprire la situazione: dopo un momento di stallo in cui Franko sfida l'autorità del colonnello, Reisman arriva e mette sotto tiro l'antipatico rivale, umiliandolo davanti a tutti. Per vendicarsi, Breed fa un pessimo rapporto a Warden sulla situazione, chiedendo che la squadra venga sciolta e le pene eseguite nonostante l'opposizione del maggiore. A risolvere la situazione interviene il maggiore Ambruster, amico di Reisman che propone di fare partecipare la squadra a delle operazioni di prova nel Devon per testarne la capacità. Grazie al loro addestramento e ad un'astuta strategia, i dodici riescono a vincere facilmente l'esercitazione, dando l'ultima umiliazione a Breed.

La notte della missione, poche ore prima dello sbarco, il gruppo si lancia con il paracadute nella Francia occupata. Sfortunatamente l'operazione non parte nel migliore dei modi: Jiminez, incaricato di arrampicarsi sul tetto e sabotare l'antenna radio del castello, rimane impiccato ad un albero col suo paracadute. Nonostante l'inconveniente la missione procede e mentre Wladislaw e Reisman si infiltrano nel castello travestiti da ufficiali gli altri soldati entrano dalle finestre: tutto procede senza intoppi finché l'instabile Maggot non impazzisce definitivamente uccidendo l'amante di un ufficiale e iniziando a sparare contro i suoi compagni, che ha sempre considerato dei diavoli degni dell'inferno.

Allertati dagli spari i tedeschi si accorgono dell'invasione e nel conflitto a fuoco che ne segue la sporca dozzina inizia a perdere alcuni membri: Gilpin si sacrifica facendosi saltare in aria per distruggere la torre della radio, Pinkley viene crivellato di colpi mentre attacca i nemici travestito da autista tedesco e Vladek viene centrato da un cecchino mentre soccorre il ferito sergente Bowren, mentre Jefferson uccide Maggot. Vedendo che gli ufficiali si sono chiusi in un bunker nelle cantine, Reisman escogita un nuovo piano: riempirlo di bombe attraverso le bocchette di aerazione. Mentre i compagni preparano il mezzo per la fuga Jefferson getta le ultime granate, necessarie per la detonazione: il valoroso soldato poi corre per raggiungere i compagni, ma purtroppo viene ucciso sotto i loro occhi da un tedesco a pochi metri dal camion.

Pochi istanti dopo il castello esplode uccidendo tutti gli ufficiali e concludendo la missione. Mentre Sawyer, Leaver, Bravos e Posey vengono uccisi nel tentativo di proteggere la fuga dei compagni i quattro superstiti si aprono la strada a suon di mitra: nonostante addirittura un blindato provi a fermarli, essi riescono ad abbatterlo. Incredulo per la riuscita della missione e per la loro sopravvivenza, Franko esulta calorosamente, ma uno dei pochi tedeschi superstiti riesce a centrarlo alla schiena, facendo di lui l'ultima vittima dell'assalto: gli unici superstiti sono il sergente Bowren, il maggiore Reisman e Wladislaw, che vengono visitati in un ospedale militare da Warden e altri ufficiali.

Nella scena finale,la voce narrante di Bowren ripercorre i nomi e i volti dei caduti della sporca dozzina, mentre la laconica voce di Reisman conclude che "hanno dato la vita facendo il loro dovere".

ProduzioneModifica

La produzione riuscì a radunare un cast di celebri attori, come Lee Marvin nel ruolo dell'intransigente maggiore che addestra i galeotti, John Cassavetes, personaggio ai limiti della schizofrenia e insofferente di ogni forma di disciplina, Charles Bronson, duro, laconico ed imperturbabile, e Telly Savalas, un fanatico religioso eccentrico e psicopatico.

AccoglienzaModifica

La produzione non si aspettava un successo di tali proporzioni, spiegabile forse per il momento storico particolare (1968), oppure per la violenza delle scene ed i ritmi tesi e avvincenti, oppure per lo scetticismo di fondo che spinge i militari a combattere solo per salvarsi e non certo per alti ideali[1].

RiferimentiModifica

SequelModifica

Quella sporca dozzina fu seguito da tre film per la televisione: Quella sporca dozzina II (The Dirty Dozen: Next Mission) del 1985, Quella sporca dozzina - Missione mortale (The Dirty Dozen: The Deadly Mission) del 1987 e Quella sporca dozzina - Missione nei Balcani (The Dirty Dozen: The Fatal Mission) del 1988.

Serie televisivaModifica

Il film generò anche una serie televisiva, La sporca dozzina (Dirty Dozen: The Series), trasmessa su Fox nel 1988.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dizionario del cinema americano, di Fernaldo Di Giammatteo, Editori Riuniti, Roma, 1996, pag.123

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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