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Una quintana: manichno e scudo.
Una quintana con una mazza.
Giostra dell'anello e tecnica della lancia distesa.
Una quintana sull'acqua (1242).

La quintana, detta anche giostra del saraceno, è un termine medievale che identifica un gioco di destrezza in cui un cavaliere doveva percuotere con la sua lancia tesa orizzontalmente un trofeo di 5 armi o lo scudo di un manichino sostenente una mazza fissa o rotante. Questo sport medievale era praticato principalmente da cavalieri.

Indice

Origine e sua evoluzioneModifica

Il termine proviene dal latino quintāna via, letteralmente quinta via nel campo romano sito tra il 5 º e il 6º manipolo, ove aveva luogo il mercato e gli esercizi militari. Per estensione, ha finito per designare il palo utilizzato per questi esercizi militari.[1]

All'origine il palo era sormontato da una tavola o da uno scudo, e nel medioevo il gioco era aperto ai giovanotti di qualsiasi condizione sociale: essi potevano essere appiedati, utilizzare un cavallo di legno o giostrare sull'acqua (giostra nautica). I partecipanti a cavallo erano esclusivamente cavalieri che volevano addestrarsi così alle giostre equestri, cioè quelle in cui lo scontro avveniva fra due cavalieri armati di lancia, e che resero popolare questa prova.

Per trasformare l'addestramento in un divertimento più rischioso, si attaccò un braccio articolato perpendicolarmente al palo o al manichino. Da questo braccio pendeva una mazza attaccata ad una catena o a un mazzafrusto.[2]

Nel XVII secolo vennero introdotte le seguenti varianti alla quintana:

  • giostra de l'anello: la lancia doveva infilare un anello posto su un braccio a T o tenuto da uno scudiero e la vittoria andava a chi aveva staccato più anelli;
  • prova degli scudi rovesciati: il cavaliere doveva rovesciare con la lancia degli scudi posti in equilibrio al suolo;
  • passaggio d'arma: il cavaliere doveva colpire con la lancia uno scudo fisso che stava dall'altra parte dello steccato tenuto da un cavaliere avversario.[3]

TecnicaModifica

Il cavaliere sul suo destriero doveva toccare lo scudo al galoppo; il braccio articolato girava e la mazza doveva essere schivata dal cavaliere scansandosi, piegato sul collo del cavallo. I meno svelti potevano anche parare il colpo con il loro scudo. Se il cavaliere mancava il bersaglio… non accadeva nulla, tranne il clamore di disapprovazione della folla.[3]

NoteModifica

  1. ^ (FR) P. Carpentier, L. Henschel. Glossaire français (1766, 1850), in du Cange, éd. augm., Niort : L. Favre, 1883–1887
  2. ^ (EN) Juliet Barker, The Tournament in England : 1100–1400, UK: Boydell Press, 1986
  3. ^ a b (FR) Lucien Clare, La quintaine, la course de bague et le jeu des têtes : étude historique et ethno-linguistique d'une famille de jeux équestres, Éditions du CNRS, 1983

il cavaliere doveva avere per forza lo scudo

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