Quinto Pompeo

console nel 141 a.C.

Quinto Pompeo[1] (latino: Quintus Pompeius) (... – ...; fl. II secolo a.C.) è stato un politico della Repubblica romano.

Quinto Pompeo
Console della Repubblica romana
Nome originaleQuintus Pompeius
GensPompeia
Consolato141 a.C.

BiografiaModifica

Di umili origini, era figlio di un Aulo Pompeo, che sembra fosse un suonatore di flauto; una storia probabilmente messa in giro dall'aristocrazia per sminuire le capacità di Quinto. In ogni caso non sono noti i primi anni e le prime attività pubbliche di Quinto Pompeo, anche se secondo Cicerone egli fu un valente oratore.[2]

Fu eletto console nel 141 a.C. con Gneo Servilio Cepione; gli fu assegnata la Hispania Citerior come provincia da governare e pacificare, succedendo a Quinto Cecilio Metello. La gestione della guerra in Spagna fu deludente: Quinto subì alcune sconfitte e pose, senza successo, l'assedio a Numanzia. Le truppe, accampate sotto le mura della città durante l'inverno, ebbero numerosi morti per il freddo e per le malattie; per uscire da questa situazione di stallo propose ai numantini una pace, anche perché riteneva che al suo ritorno a Roma i suoi nemici aristocratici avrebbero discusso il suo operato ed i progressi raggiunti in Spagna.

Pubblicamente richiese la resa incondizionata ai Numantini, ma le trattative segrete portarono solo alla consegna dei prigionieri e dei disertori romani, alla consegna di alcuni ostaggi e di trenta talenti. I numantini, stanchi della guerra, accettarono prontamente queste condizioni e versarono subito parte del denaro.[3]

Le cose cambiarono appena Marco Popilio Lenate, il successore di Quinto, giunse in Spagna e chiese l'immediata resa della città, mentre i numantini richiesero l'attuazione del trattato già ratificato. Quinto, nonostante la presenza e le testimonianze dei suoi ufficiali, non riconobbe più il trattato, per cui Lenate decise di rimettere tutto alle decisioni del Senato romano, che decise di continuare la guerra e Lenate pose nuovamente l'assedio alla città, subendo ulteriori ingenti perdite.

Quinto Pompeo riuscì però ad evitare qualsiasi provvedimento disciplinare per la sua condotta della guerra e per i sotterfugi conseguenti al trattato, anche se numerosi uomini eminenti di Roma testimoniarono contro di lui, in particolare Quinto Cecilio Metello e Lucio Cecilio Metello Calvo.

Comunque i suoi insuccessi in Spagna non lo privarono del favore popolare ed, infatti, fu eletto censore nel 131 a.C. con Quinto Cecilio Metello Macedonico: fu la prima volta che entrambi i censori erano di origine plebea.

NoteModifica

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