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Raï
Origini stilistiche
Origini culturali Sviluppato agli inizi del XX secolo ad Orano.
Strumenti tipici voce, fisarmonica, bendir, darabouka, basso elettrico, tromba, violino, sassofono, sintetizzatore, drum machine, ney
Popolarità Il genere si diffuse inizialmente nell'Algeria nord-occidentale. La sua popolarità è proseguita negli anni successivi, in concomitanza con il trasferimento di molti artisti in Francia.
Generi derivati
Pop raï
Categorie correlate

Gruppi musicali raï · Musicisti raï · Album raï · EP raï · Singoli raï · Album video raï

Raï années 80 (Algérie).jpg

Il raï è un genere musicale tradizionale dell'Algeria, sviluppatosi agli inizi del XX secolo nella città di Orano; la sua origine e le sue trasformazioni sono sempre state dovute all'incontro di diverse culture.

La parola raï significa "opinione", "avviso" o "punto di vista". Si diffuse nell'epoca in cui il cheikh (maestro), poeta di tradizione melhoun, prodigò saggezza e consigli sotto forma di poesie cantate nel dialetto locale. Tuttavia, nel contesto della nenia popolare, il cantante si lamenta del proprio malumore, incolpando esclusivamente se stesso. E più esattamente si indirizza alla sua propria facoltà di giudizio, al suo raï, che cede ai sentimenti e che l'ha condotto a prendere le sue cattive decisioni.

L'impianto di base può essere considerato il miscuglio tra la tradizione berbera e quella araba, a cui è succeduta una contaminazione con le forme musicali spagnole e, soprattutto, francesi. Nell'ultimo mezzo secolo sono state inoltre molto forti le influenze del rock, che ha portato alla nascita del pop-raï. Questo genere musicale ha avuto possibilità di nascere grazie alla situazione di Orano, città costiera più cosmopolita degli altri centri algerini e che, trovandosi all'incrocio tra diverse culture, vedeva i propri abitanti godere anche di maggiori libertà.

Un grande e celebre esponente della musica raï è Hasni, autore di un brano molto noto in Italia, Ma danitsch ntfarko , e chiamato "la leggenda del raï ". Altri artisti noti sono Cheb Mami, Cheb Hasni, Khaled, Cheikha Rimitti, Rachid Taha, Faudel.

StoriaModifica

Dagli anni '20 i maestri del raï tradizionale di Orano Cheikh Khaldi, Cheikh Hamada o Cheikha Remitti, rappresentano la cultura beduina tradizionale. Il loro repertorio è raddoppiato. Il loro registro ufficiale celebra la religione, l'amore e i valori morali, le loro feste dei santi, le loro usanze, i matrimoni e il rito della circoncisione. Il registro irriverente (una scappatoia alle regole della morale islamica) è vietato e cantato essenzialmente nelle souk e nelle taverne. Ballerine e musicisti ambulanti che parlavano dei piaceri di alcol e carnali. Queste due forme sono l'origine del raï moderno.

Negli anni '30, si canta il wahrani adattamento del melhoun accompagnato all'aud,accompagnato dal banjo o al piano. Questa musica si mescola alle altre influenze musicali arabe, ma anche spagnole, francesi e latino americane. Ed è così che, verso gli anni '50, con Cheikha Rimitti (Charak gataâ), questa musica si identifica con l'Algeria.

Gli strumenti tradizionali del raï(nay, derbouka e bendir) si accordarono alla chitarra elettrica wah wah come da Mohammed Zargui o della trombetta e del sassofono come Bellemou Messaoud.

Negli anni '60 apparvero due orchestre che fecero muovere la città di Orano: l'orchestra "Gli Adam's" e "Gli Student's".

Da segnalare l'influenza dello stile nella canzone Jamìn-a nell'album Crêuza de mä di Fabrizio De André.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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