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Raúl Conti

calciatore argentino
Raúl Conti
Rconti.jpg
Conti in Argentina
Nazionalità Argentina Argentina
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Centrocampista
Ritirato 1962
Carriera
Giovanili
1940-1944 non conosciuta Compania General de Salto Argentino
Squadre di club1
1944-1947 non conosciuta Compania General de Salto Argentino ? (?)
1947-1951 Racing Club ? (72)
1951 River Plate ? (?)
1951 Torino 0 (0)[1]
1951-1956 Monaco 101 (44)
1956-1957 Juventus 30 (7)
1957-1958 Atalanta 30 (6)
1958-1962 Bari 87 (10)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

«Calza la palla come una pantofola.»

(Bruno Roghi[2])

Raúl Alfredo Conti (Pergamino, 5 febbraio 1928Pergamino, 5 agosto 2008) è stato un calciatore argentino, di ruolo centrocampista.

Caratteristiche tecnicheModifica

Era una mezzapunta abbastanza estrosa e abile nei dribbling.[3] Quando ispirato era un trascinatore (consueto per un fantasista), ma talvolta la sua tecnica poteva risultare sterile nel gioco di squadra.[2]

CarrieraModifica

«Il fantasista più geniale avuto dal Bari.»

(Gianni Antonucci[3])

Figlio di garagista,[3] inizia a giocare a calcio all'età di dodici anni in una rappresentativa locale, la Compania General de Salto Argentino.[3] Dopo tre anni nelle formazioni giovanili viene portato in prima squadra, militante nella IV Divisione argentina.[3] Ingaggiato dal Racing Club nel 1947, per volere di Guillermo Stábile,[3] vince con i biancocelesti quattro campionati di Primera División sotto la guida di "Chino" Cepeda[3] e colleziona la media di 18 reti a stagione.[3] A seguito di un provino con il River Plate di Renato Cesarini viene preso ma rigirato inaspettatamente, dopo soli due mesi, agli italiani del Torino.[3] I tecnici granata, non convinti dal suo individualismo (non viene incluso nella rosa), lo cedono dapprima in prestito e poi definitivamente ai monegaschi del Monaco, che contribuisce attivamente a far promuovere in Ligue 1.[3][2]

 
Conti in azione con la maglia della Juventus nella stagione 1956-1957

Entrato nel mirino della Juventus, gioca con i piemontesi 30 partite nella stagione 1956-1957 (per un totale di 7 gol). Pur con l'attenuante di capitare in una squadra bianconera di transizione, persino impelagata nei bassifondi della classifica, Conti viene tuttavia ricordato a Torino come «l'uomo sbagliato al momento sbagliato», in quanto giocatore di talento ma privo del carisma necessario per incidere in campo e imporsi nello spogliatoio: riesce comunque a lasciare un segno nella sfida-salvezza del 5 maggio 1957 contro il Palermo, vinta dalla Juventus in goleada per 6-4.[4] Passa poi all'Atalanta, sempre in Serie A.[3][2]

Dopo un solo anno con gli orobici viene venduto al Bari.[3][2] Gioca in biancorosso gli ultimi quattro anni della sua carriera, di cui tre nel massimo campionato e uno, l'ultimo, in Serie B, dividendo i tifosi biancorossi dell'epoca tra simpatizzanti e non.[2] Del quadriennale trascorso con i pugliesi è rimasto agli annali un infortunio che Conti ha subìto nella gara contro il Milan, valida per la dodicesima giornata del campionato 1960-1961 e giocatasi il 25 dicembre: al 18' l'interno viene colpito violentemente alla gamba sinistra dall'accorrente Sandro Salvadore.[5] Diagnosticatagli la rottura del menisco, Raul deve rimanere in cura per quaranta giorni.[5] Nel frattempo i galletti, privi di Conti, ricavano due punti nelle seguenti sei gare.[3][6]

L'avvocato barese Aurelio Gironda, forte sostenitore biancorosso, denuncia quindi il difensore milanista, definendo il fallo «da codice penale».[5] Per la prima volta nella storia, quindi, il calcio entra nei tribunali;[5] lo stesso Conti non s'è neanche costituito parte civile (infatti, intervistato nell'istruttoria, il calciatore considera involontario il fallo ricevuto).[5] Nel febbraio del 1962 Salvadore viene riconosciuto colpevole e gli viene pertanto comminata una multa di cinquanta milioni di lire da aggiungere alle spese processuali.[5] La motivazione addotta dal giudice Giacinto De Marco sta nel fatto che superati certi limiti, un fallo sportivo può essere punito come reato comune.[5]

Dopo la nascita a Bari del figlio Norberto, il fantasista chiude la sua carriera a 34 anni, lasciando definitivamente l'Italia.[3]

NoteModifica

  1. ^ SERIE A 1951/1952 - 15º posto, su archiviotoro.it (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2013).
  2. ^ a b c d e f Enciclopediadelcalcio.it.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n Antonucci, Il Personaggio, p. 528.
  4. ^ Gianni Giacone, Argentina sorgente inesauribile di emozioni, in Hurrà Juventus, nº 6 [197], giugno 2005, p. 56.
  5. ^ a b c d e f g Antonucci, pp. 509-510, 528-529.
  6. ^ BARI 0 - 0 MILAN, su solobari.it.

BibliografiaModifica

  • Gianni Antonucci, 1908-1998: 90 anni di Bari, Bari, Uniongrafica Corcelli, 1998.

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