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Radio Ga Ga
Radio gaga screenshot.png
Screenshot tratto dal video del brano
ArtistaQueen
Tipo albumSingolo
Pubblicazione23 gennaio 1984
Durata5:43
Album di provenienzaThe Works
GenereSynth pop
Pop rock
EtichettaEMI (Regno Unito)
Elektra Records (Stati Uniti)
ProduttoreQueen, Mack
Certificazioni
Dischi d'oroItalia Italia[1]
(vendite: 25 000+)
Regno Unito Regno Unito[2]
(vendite: 400 000+)
Queen - cronologia
Singolo precedente
(1982)
Singolo successivo
(1984)

Radio Ga Ga è una canzone del gruppo musicale britannico Queen, primo singolo estratto dall'album The Works nel 1984.

Il singolo si rivelò un successo mondiale per la band, raggiungendo il primo posto in classifica in 19 paesi diversi.[3]

Indice

StoriaModifica

Scritta da Roger Taylor ed ispirata ad alcune parole pronunciate dal figlio piccolo dell'autore, è una canzone sul periodo d'oro della radio e sulla nostalgia per quello che un tempo veniva considerato un componente della famiglia a tutti gli effetti. Il testo fa riferimento anche al nuovo potere mediatico esercitato dal canale di video musicali MTV, il cui avvento ha scalzato la radio come mezzo principale per promuovere i dischi. Ironia della sorte, gli stessi Queen avevano pesantemente contribuito a ridefinire il concetto di videoclip con Bohemian Rhapsody nel 1975. Il video stesso di Radio Ga Ga verrà candidato per la miglior direzione artistica durante la prima edizione degli MTV Video Music Awards.[4] La canzone, della durata di quasi 6 minuti, raggiunse la posizione numero due nella hit-parade inglese.

 
I Queen eseguono Radio Ga Ga al Festival di Sanremo 1984

Questo brano riporta la band ai vertici del successo dopo il flop causato dal disco Hot Space, giudicato troppo diverso dagli altri, ed è il primo singolo dei Queen che va in testa alle classifiche in Italia. La conseguenza sarà la successiva partecipazione come ospiti in febbraio al Festival di Sanremo 1984, proprio con Radio Ga Ga, e i due concerti (rispettivamente primo e ultimo dei Queen con Freddie Mercury in Italia) a Milano nel settembre dello stesso anno, per il The Works Tour europeo.

Durante i concerti è diventato uno dei pezzi preferiti dal pubblico, che partecipava battendo all'unisono le mani sulla sequenza di applausi suggerita dal ritmo del ritornello. Celebre è l'esecuzione effettuata nel luglio 1985 al Live Aid, quando Freddie Mercury eseguì il testo sul ritmo delle mani battute da tutto lo Wembley Stadium, cosa che si ripeterà per tutti i successivi concerti della band.

Video musicaleModifica

Il videoclip, come è citato alla fine, utilizza degli spezzoni presi dal film di fantascienza dell'espressionismo tedesco Metropolis (1927) del regista Fritz Lang: erroneamente viene spesso citata la presenza del brano nella colonna sonora della discussa versione del film pubblicata nel 1984 da Giorgio Moroder con una colonna sonora rock; in realtà, il brano utilizzato, e scritto dallo stesso Moroder insieme a Freddie Mercury, era Love Kills interpretato dal frontman della band. Il video mostra la band che attraversa la città distopica di Metropolis al bordo di una macchina volante, e successivamente mentre canta il brano davanti la folla della classe operaia cittadina, che esegue il famoso battimani che sarà poi ripreso durante i concerti del gruppo. In una sequenza centrale il video mostra alcuni filmati provenienti dai primi videoclip dei Queen.[5]

Versione estesaModifica

Esiste una versione estesa pubblicata solo come singolo dalla durata di 6 minuti e 53 secondi. Nel 1992 è stata pubblicata sulla raccolta The 12" Collection.

FormazioneModifica

Altri musicistiModifica

  • Fred Mandel - tastiere

ClassificheModifica

CuriositàModifica

  • Lady Gaga si è ispirata a questa canzone per il suo nome d'arte.
  • Nel video Nothing's Gonna Stop Us dei The Darkness c'è un chiaro riferimento al video di questa canzone.
  • La canzone è presente nel trailer relativo al personaggio di Michael del videogioco GTA V della Rockstar Games. Nel gioco la canzone è inoltre presente fra i brani della stazione Los Santos Rock Radio, radio automatica di Michael non appena questi si trova in auto.
  • Nel 2013 la canzone ha accompagnato qualche frammento del contenitore mattutino di Rai 1 Unomattina.

NoteModifica

  1. ^ Radio Ga Ga (certificazione), Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 2 gennaio 2019.
  2. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. URL consultato il 13 luglio 2019. Digitare "Radio Ga Ga" in "Search BPI Awards" e premere Invio.
  3. ^ (EN) Queen Biography for 1984, QueenZone.com. URL consultato il 24 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2013).
  4. ^ (EN) Rock On The Net: 1984 MTV Video Music Awards, Rock on the Net. URL consultato il 24 luglio 2013.
  5. ^ (EN) Queen Promo Videos, Ultimatequeen.co.uk. URL consultato il 24 luglio 2013.
  6. ^ David Kent, Australian Chart Book 1970–1992, Australian Chart Book, St Ives, N.S.W, 1993, ISBN 0-646-11917-6.
  7. ^ a b c d e f g h (NL) Queen - Radio Ga Ga, Ultratop. URL consultato il 19 maggio 2015.
  8. ^ (EN) Top Singles - March 24, 1984, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 19 maggio 2015.
  9. ^ (EN) MusicSeek.info – UK, Eurochart, Billboard & Cashbox No.1 Hits, su musicseek.info. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2006).
  10. ^ (FI) Timo Pennanen, Sisältää hitin - levyt ja esittäjät Suomen musiikkilistoilla vuodesta 1972, 1ª ed., Helsinki, Kustannusosakeyhtiö Otava, 2006, ISBN 978-951-1-21053-5.
  11. ^ (EN) Database, The Irish Chart. URL consultato il 19 maggio 2015.
  12. ^ I singoli più venduti del 1984, Hit Parade Italia. URL consultato il 19 maggio 2015.
  13. ^ (EN) Official Singles Chart Top 100: 05 February 1984 - 11 February 1984, Official Charts Company. URL consultato il 19 maggio 2015.
  14. ^ (ES) Fernando Salaverri, Sólo éxitos: año a año, 1959–2002, 1ª ed., Spagna, Fundación Autor-SGAE, settembre 2005, ISBN 84-8048-639-2.
  15. ^ (EN) Queen Chart History, Billboard. URL consultato il 19 maggio 2015.
  16. ^ (EN) South African Rock Lists Website SA Charts 1969 – 1989 Acts (Q), su Rock.co.za, John Samson. URL consultato il 19 maggio 2015.

Collegamenti esterniModifica