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Ragazzi fuori

film del 1990 diretto da Marco Risi
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Ragazzi fuori
Ragazzi fuori.png
Una scena del film
Lingua originaleItaliano, Siciliano
Paese di produzioneItalia
Anno1990
Durata110 min
Generedrammatico
RegiaMarco Risi
SoggettoAurelio Grimaldi, Marco Risi
SceneggiaturaAurelio Grimaldi, Marco Risi
ProduttoreClaudio Bonivento
Produttore esecutivoMassimo Ferrero
FotografiaMauro Marchetti
MontaggioFranco Fraticelli
MusicheGiancarlo Bigazzi
Interpreti e personaggi

Ragazzi fuori è un film del 1990 diretto da Marco Risi. Ha vinto 2 David di Donatello 1991, come miglior regista a Marco Risi e miglior produttore a Claudio Bonivento.[1]

Scritto e sceneggiato insieme ad Aurelio Grimaldi, questo film rappresenta il seguito di Mery per sempre.

Indice

TramaModifica

A Palermo il futuro per i ragazzi usciti dal carcere minorile Malaspina non appare roseo, perché i ragazzi non riescono a reinserirsi nella società: Natale, a causa del suo passato, non trova lavoro, così si dà alla vita di strada. Matteo altrettanto si dedica al furto. Carmelo, rimasto guercio per un violento litigio avvenuto in carcere con Claudio, gestisce affari di droga con il padre ed i fratelli.

 
Roberto Mariano in una scena del film

Antonio, al quale vengono sequestrati l'Ape e della merce, è costretto a chiedere aiuto a Carmelo, inducendolo allo spaccio di stupefacenti ma viene presto arrestato. Tornato al carcere di Malaspina, studia per ottenere la licenza media. Egli è dispiaciuto dell'assenza del Prof. Terzi, protagonista del film precedente.

"Mery" continua la strada del marciapiede per quindi essere chiamata alla sbarra per le lesioni arrecate a un suo cliente. Nonostante le suppliche di costui, dimentico dell'episodio, subirà una dura condanna, da scontare nel carcere dell'Ucciardone. "King Kong" lavora dapprima come falegname poi come cameriere; coinvolto in un furto da un suo amico, verrà assassinato al termine di un inseguimento a piedi da un agente della Polizia di Stato

Claudio, infine, uscito dal carcere minorile Filangieri di Napoli, torna a Palermo, si sposa, ha una figlia e lavora come meccanico ma Carmelo, che aveva perso un occhio per una colluttazione avuta con l'altro in carcere, lo riconosce e, dopo averlo picchiato a sangue mentre stava rincasando, lo sequestra e lo uccide. La polizia trova un corpo carbonizzato nella discarica di Bellolampo e dall'abbigliamento si deduce l'identità di Claudio.

Il film termina con una serie di foto che ritraggono ciascun ragazzo, con il rispettivo commento fuori campo, dal quale emerge un quadro non ottimistico, tranne forse qualche rassegnata eccezione. L'ultimo a parlare è un genitore il quale figlio è stato ucciso in circostanze mai chiarite dalla polizia e per le quali le autorità si mostrano reticenti.

CuriositàModifica

  • I rapper milanesi Club Dogo hanno inciso una canzone remixando la colonna sonora del film, prendendo come titolo il nome del film stesso.
  • Parte del cast si ritrova nel film ambientato sempre a Palermo Vite perdute.
  • Roberto Mariano e Maurizio Prollo appariranno nella cronaca in quanto il primo sarà vittima di un disastro aereo ed il secondo per esserne scampato fortuitamente.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello, su www.daviddidonatello.it. URL consultato il 19 marzo 2018.

Voci correlateModifica

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