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Raimondo Ricci
Raimondo Ricci 17 apr 2012.jpg
Raimondo Ricci nel 2012

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VII, VIII
Gruppo
parlamentare
Comunista
Circoscrizione Collegio di Genova

Presidente nazionale della Associazione Nazionale Partigiani Italiani
Durata mandato giugno 2009 –
aprile 2011
Predecessore Agostino "Tino" Casali
Successore Carlo Smuraglia

Dati generali
Partito politico PCI
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato

Raimondo Ricci (Roma, 13 aprile 1921Genova, 26 novembre 2013[1]) è stato un avvocato e politico italiano, terzo Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, carica ricoperta dal 2009 al 2011.

Indice

BiografiaModifica

Dopo l'armistizio del 1943 scelse di fare il partigiano, e per questo dopo pochi mesi fu arrestato dalla GNR. Incarcerato e poi consegnato alla Gestapo, venne deportato nel lager di Mauthausen da dove venne poi liberato il 5 maggio del 1945[2].

Rientrato in Italia, fu consigliere comunale e Presidente dell'ANPI Provinciale di Genova dal 1969. Eletto al Parlamento nel 1976[3] per il PCI, venne rieletto nella legislatura successiva[4].

Nel giugno del 2002 fu chiamato a testimoniare ad Amburgo nel processo contro Friedrich Engel, responsabile delle stragi naziste in Liguria quando era comandante della polizia tedesca a Genova[2].

È stato Presidente Nazionale dell'ANPI fino al 16 aprile 2011, giorno in cui gli è succeduto Carlo Smuraglia. È stato fino alla morte presidente dell'Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea.[5]

NoteModifica

  1. ^ È scomparso Raimondo Ricci, in Il Secolo XIX, 27 novembre 2013. URL consultato il 28 novembre 2013.
  2. ^ a b Resistenza: morto Ricci ex presidente nazionale Anpi, in ANSA, 27 novembre 2013. URL consultato il 28 novembre 2013.
  3. ^ La Camera dei Deputati
  4. ^ La Camera dei Deputati
  5. ^ È morto Raimondo Ricci, partigiano e dirigente Anpi, genova.mentelocale.it. URL consultato il 28 novembre 2013.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN305208985 · ISNI (EN0000 0004 1866 936X · LCCN (ENno2013093928 · GND (DE1043489657 · WorldCat Identities (ENno2013-093928