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BiografiaModifica

Trascorse la prima parte della sua carriera militare in Indocina, si batté durante la seconda guerra mondiale tra le forze della Francia Libera, facendo parte dell'Armata di Maxime Weygand in Africa settentrionale e poi di quella di Jean de Lattre de Tassigny, al comando della 14ª divisione di fanteria.

Fu comandante in capo delle truppe francesi prima in Indocina (1952), poi in Algeria (1956-1960). Fu anche, per un breve periodo, governatore militare di Parigi (1959-1960). Si oppose alla politica gollista tendente a creare le condizioni per la pace e l'indipendenza in Algeria, per cui fu esonerato dall'incarico e collocato a riposo (1960).

Tornato in Algeria da privato cittadino, fu organizzatore e capo dell'Organisation armée secrète (OAS), e il mandante morale di oltre duemila attentati terroristici che provocarono la morte ed il ferimento di migliaia di persone, francesi ed algerini. In pubblico soleva ripetere che "L'OAS colpisce quando vuole, dove vuole, se vuole e perché vuole!".

Catturato sotto false spoglie dalla polizia francese per aver partecipato al putsch d'Algeri (22 aprile 1961), organizzato con i generali Maurice Challe, Jouhaud e Zeller, fu processato. Fin dall'inizio del processo Salan rivendicò orgogliosamente la propria responsabiltà. Alla domanda di declinare le proprie generalità Salan rispose:

«Raoul-Albin-Louis Salan, ex generale d'armata delle truppe coloniali, medaglia militare, gran croce della Legion d'onore, ventiquattro volte citato all'ordine di guerra, grande invalido di guerra, nato il 10 giugno 1899 a Roquecourbe nel Tarn. Io sono il capo dell'organizzazione detta OAS. La mia responsabilità è dunque intera, la rivendico dal momento che non intendo mutare una condotta che fu la mia per quarantadue anni di comando. Io non sono il capo di una banda criminale, ma un generale francese che rappresenta un'armata vittoriosa e non un'armata sconfitta.»

(Raoul Salan[1])

Il 23 maggio 1962, condannato dall'Alto Tribunale militare di Parigi alla pena all'ergastolo, si salva dalla ghigliottina solo grazie alle attenuanti riconosciutegli. La sentenza irriterà il presidente De Gaulle, che dirà in privato: «hanno fatto il processo non di Salan, ma di De Gaulle». Il presidente scioglierà il tribunale militare.

Entrato in carcere nel 1962, ne uscì nel 1968 in seguito ad un'amnistia decretata da De Gaulle. Ottenne nel 1982 il reintegro onorifico nell'esercito. Scomparve nel 1984, all'età di 85 anni[2].

Carl Schmitt scrisse di lui nel saggio Teoria del Partigiano.

OnorificenzeModifica

Onorificenze francesi e colonialiModifica

  Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore
— 5 aprile 1922
  Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore
— 21 agosto 1940
  Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore
— 10 febbraio 1945
  Grand'ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore
— 27 ottobre 1948
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Legion d'onore
— 28 agosto 1952
  Médaille militaire
— 6 giugno 1946
  Croix de guerre 1914–1918
  Croix de guerre 1939-1945
  Croix de guerre des théâtres d'opérations extérieurs
  Croix de la valeur militaire
  Croix du combattant volontaire de la guerre de 1914-1918
  Croix du combattant
  Médaille coloniale con barretta "EXTREME ORIENT"
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Stella nera
  Gran cordone dell'Ordine del Dragone di Annam
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine reale della Cambogia
  Gran cordone dell'Ordine del Milione di elefanti e del parasole bianco
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine del merito civile taï
  Gran commendatore dell'Ordine di Nichan Iftikar
  Ufficiale dell'Ordine reale della Cambogia
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Stella d'Anjouan
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Stella delle Comore
  Médaille de l'aéronautique
  Médaille commémorative de Syrie-Cilicie
  Medaglia interalleata della vittoria
  Médaille commémorative de la guerre 1914-1918
  Médaille commémorative de la guerre 1939-1945 con barrette AFRIQUE, ITALIE, FRANCE, ALLEMAGNE
  Insigne des blessés militaires
  Médaille commémorative de la campagne d'Italie 1943-1944
  Médaille commémorative de la campagne d'Indochine
  Médaille commémorative des opérations de sécurité et de maintien de l'ordre en Afrique du Nord con barretta "ALGÉRIE"

Onorificenze straniereModifica

  Commendatore dell'Ordine dell'Impero britannico (Regno Unito)
  Distinguished Service Cross (Stati Uniti d'America)

NoteModifica

  1. ^ Domenico Quirico pag. 202
  2. ^ Salan, l'OAS e i giorni della rivolta

BibliografiaModifica

  • B. Palmiro Boschesi, Il chi è della Seconda Guerra Mondiale, vol. 2, Milano, Mondadori Editore, 1975, p. 156, SBN IT\ICCU\TO0\0604602.
  • Domenico Quirico, Gli ultimi, la magnifica storia dei vinti, Padova, Neri Pozza Editore, 2013, p. 199-218.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN4145857762623020631 · ISNI (EN0000 0001 2276 3509 · LCCN (ENn90000216 · GND (DE119020661 · BNF (FRcb11941015z (data) · WorldCat Identities (ENn90-000216