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Rapsodia in agosto

film del 1991 diretto da Akira Kurosawa
Rapsodia in agosto
Rapsodia in agostо.png
Una scena del film
Titolo originale八月の狂詩曲, Hachigatsu no kyōshikyoku
Paese di produzioneGiappone
Anno1991
Durata96 min
Generedrammatico
RegiaAkira Kurosawa
SoggettoKiyoko Murata (romanzo)
SceneggiaturaAkira Kurosawa, Ishirō Honda
ProduttoreHisao Kurosawa
FotografiaTakao Saitō, Masaharu Ueda
MontaggioAkira Kurosawa
MusicheShin'ichirō Ikebe, Antonio Vivaldi
ScenografiaYoshirō Muraki
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

«Credevo di sapere. Ma solo ora, vedendo queste persone, so cosa è stato.»

(Clark, interpretato da Richard Gere, di fronte ad un gruppo di Hibakusha)

Rapsodia in agosto (八月の狂詩曲 Hachigatsu no kyōshikyoku?) è un film giapponese del 1991 diretto da Akira Kurosawa, con la partecipazione straordinaria di Richard Gere.

È stato l'ultimo film interpretato da Sachiko Murase, che sarebbe morta due anni dopo, nel 1993.

È stato presentato fuori concorso al 44º Festival di Cannes.[1]

Indice

TramaModifica

Kane è una anziana hibakusha (sopravvissuta alla bomba atomica), che ha perso suo marito nel bombardamento atomico di Nagasaki avvenuto il 9 agosto 1945. Un giorno, la famiglia scopre che uno dei fratelli di Kane, Suzushiro, trasferitosi negli Stati Uniti prima della guerra, ha costruito negli anni una multinazionale della produzione e commercio di ananas, diventando ricchissimo.

Ora però questo parente a lungo perduto è sul punto di morire, e venuti a sapere della sua esistenza i figli di Kane, per bieche ragioni di opportunismo, decidono di riallacciare i rapporti con lui; così, sfruttando le vacanze estive, si recano alle Hawaii per conoscerlo e potergli dare l'ultimo saluto, lasciando i rispettivi figli, Tateo, Minako, Shinjiro e Tami, a casa della nonna.

Come molti altri bambini della loro età, i quattro ragazzi non sanno quasi niente dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, e cosa abbiano significato per la comunità giapponese, e in particolare per chi come la loro nonna li ha vissuti in prima persona. Dopo aver meglio compreso i sentimenti di Kane, e desiderando di esaudire l'ultimo desiderio dello zio morente di rivedere per un'ultima volta la propria sorella, Tadao e gli altri iniziano una corrispondenza con i propri parenti d'America, e in particolare con il loro nuovo cugino Clark.

Lentamente, i ragazzi riescono a rompere il muro dei ricordi offuscati dalla vecchiaia di Kane, e prima che i propri genitori ritornino a casa, a convincerla a recarsi negli Stati Uniti per vedere un'ultima volta il proprio fratello (anche se ciò non le sarà possibile, a causa della morte improvvisa di Suzushiro).

Una volta rientrati in Giappone, i genitori dei quattro ragazzi, oltre a dimostrare ben poca sensibilità nei confronti di Kane e dei suoi sentimenti, mettono a nudo una volta di più il loro cinico proposito di sfruttare questa insperata occasione unicamente per fare carriera nel lavoro e migliorare la propria condizione economica. I loro piani sembrano però destinati a naufragare quando scoprono che i loro figli, per tentare di riavvicinare Kane al fratello, avevano fatto accenno alla perdita subita dalla nonna nel bombardamento di Nagasaki, un evento che i Giapponesi d'America considerano tabù in quanto fonte di disagio e vergogna nei confronti dei connazionali, ma vengono tutti duramente rimproverati da Kane, l'unica assieme ai suoi nipoti a cui sembra importare qualcosa di costruire un rapporto sereno con questo ramo della famiglia a lungo dimenticato.

Alla fine, a Nagasaki, arriva proprio Clark, che a dispetto di quanto i genitori avevano temuto non è venuto in Giappone per tagliare i ponti, ma al contrario per portare gli omaggi della sua famiglia alla memoria del marito di Kane e di tutte le vittime delle due bombe atomiche.

AccoglienzaModifica

Il film ricevette pareri piuttosto discordanti da parte della critica. Piuttosto criticata è stata infatti la rappresentazione del bombardamento atomico come un crimine di guerra e la non considerazione dei crimini di guerra compiuti dai giapponesi nella guerra del Pacifico[senza fonte]. A confutazione di tale marginale tesi è sufficiente visionare il film, in particolare il dialogo della durata di un minuto che la protagonista tesse con i nipoti ai 24m50s.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Official Selection 1991, festival-cannes.fr. URL consultato il 28 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2013).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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