Re delle Terre

titolo rivendicato dai potenti monarchi nell'antica Mesopotamia

Re delle Terre (accadico: šar mātāti)[1], anche traducibile come Re di quelle terre[2] o il più vanaglorioso Re di Tutte le Terre[3] era un titolo di grande prestigio rivendicato dai potenti monarchi nell'antica Mesopotamia. Introdotto durante l'Impero neo-assiro (911 a.C.-609 a.C.), il termine mātāti si riferisce esplicitamente a terre straniere, intese cioè come non assire, spesso oltre i confini della Mesopotamia stessa e in contrasto con la parola mātu che si riferisce invece alla terra assira vera e propria, suggerendo che il re assiro aveva il diritto di governare tanto sulle terre straniere quanto sulle sue.[4]

Il titolo di Re delle Terre è stato introdotto dal re neo-assiro Assurnasirpal II (al centro) nella variante Glorioso Re delle Terre .

StoriaModifica

Il titolo è stato introdotto dal re Assurnasirpal II nella variante šar mātāti šarhu, lett. "splendido/glorioso[5] re delle terre". Questo titolo e l'epiteto simile di murtedu kališ mātāte ("capo di tutte le terre") furono usati anche dal figlio e successore di Ashurnasirpal, Salmanassar III[3]. Oltre a questi due re, il titolo è raramente attestato durante il periodo neo-assiro[5], essendo usato solo in relazione a un altro re, Assurbanipal.[6]

Dopo la sua conquista di Babilonia nel 539 a.C., Ciro il Grande assunse diversi titoli mesopotamici tradizionali, tra cui šar mātāti[7]. Ciro e tutti i successivi re dell'Impero achemenide usarono un titolo simile, Re dei Paesi (antico persiano: xšāyaθiya dahyūnām) nelle loro iscrizioni. Gli scribi della città di Babilonia tradussero questo titolo in šar mātāti[5]. I re achemenidi che sono esplicitamente attestati con la variante in lingua accadica (quando discussa dagli scribi babilonesi) includono Ciro il Grande, Cambise II e Artaserse I.[8][9][10] Il titolo fu assunto anche dai ribelli a Babilonia durante il periodo achemenide. Šamaš-erība, che si ribellò al dominio di Serse I, affermò di essere il "Re di Babilonia e delle Terre".[11]

In seguito al crollo dell'Impero achemenide, il titolo è attestato solo molto raramente per alcuni dei successivi governanti della Mesopotamia. Ricorrere raramente nell'Impero seleucide[1], con il re Antioco I che lo rivendica insieme a molti altri titoli mesopotamici tradizionali nel cilindro di Antioco che descrive come Antioco ricostruì il tempio di Ezida nella città di Borsippa[2]. Viene utilizzato solo una volta nell'Impero partico, rivendicato da re Fraate II[1].

Lista dei Re delle Terre conosciutiModifica

Impero neo-assiroModifica

Impero achemenideModifica

  • Ciro il Grande (regno 559-530 a.C.), rivendicò il titolo dal 539 a.C.[8]
  • Cambise II (regno 530-522 a.C.)[9]
  • Artaserse I (regno 465-424 a.C.)[10]
  • Tutti gli altri re achemenidi usavano il titolo equivalente di Re dei Paesi.[5]
  • Šamaš-erība (regno 484 a.C.) - ribelle a Babilonia.[11]

Impero seleucideModifica

Impero dei PartiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d Shayegan, p. 43.
  2. ^ a b c Kosmin, p. 113.
  3. ^ a b c d Karlsson 2016, p. 153.
  4. ^ Karlsson 2016, p. 19.
  5. ^ a b c d Johandi, p. 170.
  6. ^ a b Karlsson 2017, p. 10.
  7. ^ Johandi, p. 166.
  8. ^ a b Sandowicz, p. 40.
  9. ^ a b Sandowicz, p. 44.
  10. ^ a b Beaulieu, p. 193.
  11. ^ a b Waerzeggers, p. 6.

BibliografiaModifica

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