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Il re-bis o rebis alchemico (dal latino res bis,[1] o res bina,[2] «cosa doppia»)[3] è un termine usato in alchimia per indicare il risultato di un matrimonio chimico, designando anche la pietra filosofale, intesa come unione degli opposti, o compositum de compositis.[4]

Il Rebis raffigurato sul Codex Monacensis, Germania, XV secolo.

Viene rappresentato graficamente e simbolicamente come un androgino a due teste.[1][2]

Ricorrenze e significatiModifica

 
Simbolo del rebis nella sesta illustrazione xilografata del trattato Azoth (1613): un androgino attorniato dai sette pianeti regge una squadra e un compasso al di sopra di un drago e una sfera alata, nella quale sono iscritti un quadrato e un triangolo, sintesi della triade e del quaternario.[2]

Tra le immagini ricorrenti nei trattati e nelle illustrazioni alchemiche, il rebis può essere raffigurato di volta in volta come l'unione sacra di Maschile e Femminile, ovvero di zolfo e mercurio, luce e tenebre, giorno e notte, Sole e Luna, Re e Regina, principio attivo e passivo, qualità fredde e calde, oppure secche e umide.[1]

Sul piano filosofico realizzare il rebis significava approdare a Dio, concepito dai filosofi neoplatonici, in particolare da Nicola Cusano, come coniunctio o coincidentia oppositorum, cioè «unione degli opposti»:[5] esso è l'Uno che continuamente crea e comprende in sé il molteplice.[6] In Lui è il rebis, l'Adamo primordiale,[6] ovvero la comune radice di tutto ciò che appare contraddittorio e bipolare alla pura ragione, e che l'alchimista non si limita a teorizzare, ma cerca di realizzare in modo pratico nel suo laboratorio.[7]

CuriositàModifica

  • Grant Morrison ha chiamato Rebis un suo personaggio formato dalla fusione di più esseri.
  • Nel romanzo Il figlio del giovedì nero (El Nino del Jueves Negro) di Alejandro Jodorowsky, il personaggio el Rebe ha il nome ispirato a questo simbolo dell'alchimia.

NoteModifica

  1. ^ a b c Marcello Fumagalli, Dizionario di alchimia e di chimica farmaceutica antiquaria, pagg. 31 e 176, alla voce «Rebis», prefazione di Paolo Lucarelli, Roma, Mediterranee, 2000.
  2. ^ a b c Giovanni Francesco Carpeoro, Summa Symbolica, II parte, alla voce «Rebis», pag. 99 e segg., L'Età dell'Acquario, 2019.
  3. ^ Cf. ricorrenze in books.google.it.
  4. ^ Compositum de compositis, in latino «composto dei composti», è anche il titolo di un trattato attribuito ad Alberto Magno (cfr. James A. Weisheipl, Alberto Magno e le scienze, pag. 218, Edizioni Studio Domenicano, 1993).
  5. ^ Roberto Ortoleva, Ferdinando Testa, Il mito e il nuovo millennio, pag. 356, Moretti & Vitali, 2006.
  6. ^ a b Arturo Schwarz, Moshe Idel, Cabbalà e alchimia: saggio sugli archetipi comuni, pag. 163, Giuntina, 1999. Cfr. anche Francesco Attardi, Viaggio intorno al Flauto magico, pag. 246, note 20 e 25, LIM, 2006.
  7. ^ Roberto Tresoldi, I principi dell'Alchimia, in Alchimia, § 1, De Vecchi editore, 2011.

Voci correlateModifica