Rec (film)

film del 2007 diretto da Jaume Balagueró, Paco Plaza
Rec
Angela Vidal in Rec.png
Manuela Velasco in una scena del film
Titolo originale[Rec]
Lingua originaleSpagnolo
Paese di produzioneSpagna
Anno2007
Durata78 min
Genereorrore, thriller
RegiaJaume Balagueró, Paco Plaza
SoggettoPaco Plaza, Luiso Berdejo, Jaume Balagueró
SceneggiaturaPaco Plaza, Luiso Berdejo, Jaume Balagueró
Distribuzione in italianoMediafilm
FotografiaPablo Rosso
MontaggioDavid Gallart
MusicheMatthew Ross
ScenografiaGemma Fauria
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

«La paura. In diretta.»

(Slogan promozionale del film)

Rec (reso graficamente come [Rec] nel titolo originale) è un film del 2007 diretto da Jaume Balagueró e Paco Plaza. Del film sono stati girati dei sequel ed un remake.

TramaModifica

Un'inviata di Barcellona di nome Ángela di una televisione locale ed il suo cameraman Pablo si recano in una caserma dei pompieri per mostrare nel programma "Mentre tu dormi" come vivono i pompieri una nottata di servizi. La serata trascorre tranquilla finché non suona l'allarme, e tre pompieri con al seguito i due inviati si recano nel palazzo, da dove è partita la chiamata. All'interno dello stabile trovano diverse persone nell'atrio: tra di loro due poliziotti, una madre con una bambina malata di tonsillite, un signore anziano, l'amministratore di condominio, una coppia anziana ed una famiglia cinese composta da madre, padre, figlio e nonno (anche se quest'ultimo viene solo citato e non si vede mai). Pompieri e poliziotti sono stati chiamati a causa delle grida di un'anziana signora, per cui decidono di forzare la porta della sua abitazione.

Quando i pompieri e i due reporter entrano nell'appartamento, trovano l'anziana signora Conchita coperta di sangue che con un urlo si lancia su uno dei due poliziotti, mordendolo al collo. Scappando dall'appartamento, il gruppo porta il ferito nell'atrio dell'edificio e tutti si domandano cosa stia succedendo. Un veterinario che vive nell'edificio si prende cura del poliziotto ferito, ma afferma che ha perso troppo sangue. Subito dopo l'altro pompiere viene buttato giù dalle scale dalla signora Conchita e rimane in condizioni gravi. L'edificio però viene bloccato dalle autorità che lo mettono in quarantena prima che chiunque possa uscire. Successivamente le autorità riveleranno al megafono che il provvedimento è stato preso per evitare la propagazione di uno strano virus proveniente dallo stabile. Cercando di ristabilire la calma tra quelli che sono nell'atrio, il pompiere, il poliziotto e il cameraman tornano nell'appartamento ma vengono nuovamente attaccati dall'anziana, alla quale sparano tre colpi, facendola accasciare a terra.

La rabbia e la frustrazione aumentano quando scoprono che tutte le uscite e finestre sono state chiuse e l'unica risposta delle autorità è quella di aspettare un ufficiale sanitario e di non tentare in nessun modo di uscire dall'edificio. Sia i feriti che gli inquilini si rifugiano in un laboratorio tessile al pianterreno. Ángela e Pablo decidono di intervistare i residenti del vecchio palazzo per raccontare i momenti prima dell'incidente; in particolar modo una madre e la sua bambina (di nome Jennifer) che raccontano che il loro cane Max si era ammalato ed era stato portato dal veterinario e dunque non era lì con loro.

L'ufficiale sanitario arriva e chiede di vedere i due feriti. Ángela e Pablo non vengono ammessi nella stanza ma trovano una piccola apertura in una delle finestre dalla quale sbirciano: vedono il poliziotto, il medico praticante e l'ufficiale che ammanettano il pompiere ferito e gli iniettano un misterioso siero nelle vene; subito dopo questi si rialza ed attacca il medico che lo curava pochi istanti prima. Tutti scappano, lasciando il medico rinchiuso nello stanzino al suo destino e chiedono delle spiegazioni all'ufficiale medico. Il virus con cui hanno a che fare si manifesta come una semplice influenza, e, simile alla rabbia, viene trasmesso mediante la saliva, e fa sì che chi ne viene infettato, dopo pochi minuti di lucidità, comincia ad attaccare chi sta vicino per divorarlo. Le autorità sanno di questo virus perché avevano ricevuto una chiamata da un veterinario che aveva raccontato il caso di un cane affetto da uno strano virus che, dopo quella che sembrava una morte clinica, si era rialzato e aveva attaccato tutti gli animali presenti nella clinica in maniera estremamente aggressiva. Il cane in questione era il cane di Jennifer: ora tutti guardano con aria sospettosa la bambina.

La madre cerca di difendere la figlioletta, ma Jennifer, dopo avergli sputato addosso (trasmettendole così il virus), con uno scatto si libera e corre urlando su per le scale. La madre viene ammanettata per impedirle di seguire la figlia e il poliziotto, il pompiere e Pablo inseguono la bambina che si nasconde nell'appartamento della vecchia signora; entrati nell'appartamento, la bambina finisce per mordere il poliziotto che la blocca, lasciando scappare il resto del gruppo. Essi riescono a tornare giù (colpendo la vecchia, ancora viva, che bloccava il loro passaggio) ma vedono che gli infetti rinchiusi nel laboratorio tessile stanno per liberarsi e la loro unica opzione è quella di abbandonare la donna ammanettata e, nel fuggi fuggi generale, riescono a rinchiudersi in uno degli appartamenti insieme al signore anziano e all'ufficiale sanitario.

Riescono a mettersi al sicuro, ma l'ufficiale sanitario afferma di essere stato morso e si rinchiude in uno sgabuzzino. Uno degli inquilini rivela che c'è una possibilità di fuga: un passaggio sotterraneo sotto il laboratorio di tessuti e che conduce nei canali di scarico della città, ma per aprire la porta hanno bisogno della chiave, che si trova nell'appartamento dell'amministratore del condominio. Il residente viene però attaccato dall'ufficiale sanitario e Ángela, Pablo e Manu si precipitano a cercare l'appartamento del proprietario. Nel tentativo di fermare uno degli infetti, Manu resta indietro mentre Ángela e Pablo, dopo aver messo sottosopra l'appartamento, trovano solamente un mucchio di chiavi di cui non conoscono quella giusta.

Tornati alle scale, i due protagonisti guardano in giù verso il piano terra ma scoprono che tutte le persone sono diventate infette e stanno salendo rapidamente per raggiungerli. Ángela e Pablo riescono a rifugiarsi nell'attico, dove trovano un laboratorio medico abbandonato da anni, con le pareti ricoperte di immagini sacre, crocifissi e pezzi di giornale che parlano di un vecchio caso di una bambina posseduta, di cui si vedono anche diverse fotografie ingiallite dal tempo. Grazie a delle registrazioni e a vari diari, Pablo e Ángela scoprono che il residente era un medico del Vaticano che, in quel posto, aveva rinchiuso una bambina portoghese, portata via dall'ospedale in cui era internata perché ritenuta "posseduta", per capire se fosse possibile curarla con un metodo scientifico. Mandando avanti il nastro, si viene a sapere che il medico era riuscito ad isolare un enzima, nella speranza di poter creare un vaccino, ma era molto instabile e mutava a contatto con l'aria, arrivando alla conclusione che quel morbo era contagioso come l'influenza. Dalle seguenti registrazioni i due scoprono che il medico non era riuscito a curarla, e, dopo aver ricevuto un telegramma da Roma in cui era riportato che la piccola Tristana Medeiros (questo è il nome della bambina) doveva morire e che la Chiesa aveva deciso di cancellare per sempre ogni traccia di questa storia, il medico aveva deciso semplicemente di abbandonarla sigillando ogni via di uscita affinché lei non potesse infettare nessuno. Inspiegabilmente, la bambina, ormai cresciuta, è ancora in vita.

Verso la fine della registrazione una botola si spalanca dal sottotetto e Pablo, tentando di vedere cosa c'era nella soffitta, subisce un colpo alla telecamera che rompe la torcia; utilizzando la visione a infrarossi, i due riescono a vedere la bambina, ormai diventata un essere scheletrico e mostruoso e, armata di martello, comincia a setacciare ogni angolo per trovarli. Pablo e Ángela cominciano a spostarsi nell'oscurità del laboratorio, ma vengono scoperti e Pablo viene ucciso. Ángela raccoglie la telecamera mentre Pablo viene divorato dalla creatura. Dopodiché il mostro insegue Ángela e la telecamera cade. Nel finale, si vede Ángela trascinata per le gambe che urla.

ProduzioneModifica

 
Rambla de Catalunya 34, Barcellona, edificio presso cui è stato girato il film

Il film è stato girato sotto assoluto segreto a Barcellona, in un palazzo della Rambla de Catalunya chiamato «Edificio Cedimatexsa» o «Casa Argelich». Sono state utilizzate videocamere digitali per narrare la storia in tempo reale. Il costo del film è stato di 1,5 milioni di euro.

I registi hanno scelto di mostrare tutto il film attraverso la videocamera, per far vivere in prima persona l'angoscia delle persone coinvolte, come se tutta la vicenda stesse succedendo realmente. Questa tecnica è stata utilizzata anche nei film Cannibal Holocaust, 84C MoPic altrimenti noto come 84 Charlie MoPic, The Blair Witch Project, Quarantena, Cloverfield e Paranormal Activity e Chernobyl Diares con notevole successo.

DistribuzioneModifica

Prodotto dalla Filmax e presentato fuori concorso, il 29 agosto 2007, alla 64ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il lungometraggio horror è uscito nelle sale cinematografiche spagnole il 23 novembre 2007 e in quelle italiane il 29 febbraio 2008, distribuito da Mediafilm.

Il film ha raccolto numerosi premi nei festival dedicati al cinema fantastico ai quali ha partecipato (Sitges, Fantastic'Arts, Fantasporto) e ha ottenuto due riconoscimenti anche ai maggiori premi cinematografici spagnoli, i Premi Goya.

RealizzazioneModifica

  • Il direttore della fotografia, Pablo Rosso, interpreta il cameraman "Pablo" in Rec e il soldato "Rosso", incaricato delle riprese video, in Rec 2.
  • Il cameraman Pablo non viene mai ripreso interamente: compaiono solo le sue scarpe in un momento in cui la videocamera era stata momentaneamente abbandonata a terra e le sue mani quando cerca le chiavi nella stanza del proprietario dell'edificio.
  • Per l'aspetto della bambina Medeiros cresciuta, i due registi si sono rivolti all'attore spagnolo Javier Botet, un uomo alto e magrissimo, e ci sono volute 7 ore di lavoro perché il trucco sul corpo di Botet fosse ultimato. Il truccatore è David Ambit.

RiconoscimentiModifica

Citazioni e riferimentiModifica

La sequenza in cui viene data spiegazione della vicenda attraverso il registratore nel laboratorio medico è un'evidente citazione de La casa di Sam Raimi. L'aspetto dell'oggetto (con le due bobine di riavvolgimento esterne) e la sua funzione nella storia (racconto del prologo) sono infatti molto simili.

L'entità maligna che si manifesta nel finale ricorda molto quella di un film precedente di Jaume Balagueró, ossia Fragile - A Ghost Story (Frágiles).

SequelModifica

Nel 2009 è stato prodotto un sequel intitolato Rec 2, diretto nuovamente da Jaume Balagueró e Paco Plaza. Il film è stato presentato fuori concorso alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

A gennaio 2012 sono state rese pubbliche le sinossi ufficiali degli altri due prossimi film della saga, il prequel Rec 3 - La genesi e il sequel Rec 4 - Apocalypse, rispettivamente diretti da Paco Plaza e Jaume Balagueró.

Il primo, Rec 3 - La genesi, diretto esclusivamente da Paco Plaza, è uscito nelle sale cinematografiche spagnole il 30 marzo 2012 (venendo accolto scarsamente dai sostenitori della saga, che lo hanno reputato il peggior capitolo della saga horror).

In ottobre 2012, la Filmax ha annunciato che il primo teaser trailer di Rec 4: Apocalypse, ultimo capitolo della saga horror, diretto esclusivamente da Jaume Balagueró, è stato ufficialmente mostrato in anteprima nella notte del 5 ottobre al Sitges - Festival internazionale del cinema della Catalogna. Il film è infine uscito in Spagna il 31 ottobre 2014. Il film racconta di come Ángela, infettata e posseduta dal demonio, viene rinchiusa in quarantena in un'installazione di massima sicurezza. Si tratta di una vecchia petroliera situata a chilometri dalla costa e circondata unicamente dal mare, luogo adatto per la quarantena.

RemakeModifica

Nel 2008 è stato realizzato un remake statunitense di Rec intitolato Quarantena, ambientato inizialmente in una caserma di pompieri di Los Angeles, e poi, come nel film spagnolo, in un palazzo. Nel 2011 ne è stato girato un sequel, Quarantena 2, il quale tuttavia non è un remake di Rec 2, in quanto prende una strada propria discostandosi completamente dalla serie spagnola.

Collegamenti esterniModifica

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