Referendum abrogativi del 1993 in Italia

I referendum abrogativi del 1993 in Italia si svolsero il 18 e 19 aprile 1993 su quesiti proposti da vari comitati e da alcune regioni italiane.

Indice

StoriaModifica

La stagione referendaria dei radicali negli anni novanta era caratterizzata dalla presentazione di referendum per la riforma elettorale anglosassone, maggioritaria, uninominale e a un turno, all'interno di una strategia che individua nella riforma del sistema elettorale la chiave per la riforma dell'intero sistema politico, dato che la «proporzionale» rappresentava lo strumento tecnico su cui reggeva il sistema partitico e le formule dei governi di coalizione della Prima Repubblica.

  Lo stesso argomento in dettaglio: Referendum abrogativo del 1991 in Italia § Storia del movimento per l'introduzione del sistema elettorale maggioritario in Italia.
 
Simbolo dei radicali.

I radicali, pur essendo protagonisti della nuova iniziativa insieme al comitato di Mario Segni – riproponendo i quesiti elettorali del Senato e dei Comuni, rivisti dopo la bocciatura della Corte costituzionale nel 1991 – marcarono fin dall'inizio la distanza rispetto agli altri promotori: furono aggiunti altri tre referendum al pacchetto, abrogativi del finanziamento pubblico dei partiti, di norme della legge sulla droga e dell'affidamento alle USL dei controlli ambientali, e raccogliendo, insieme al Comitato per la Riforma Democratica (CORID), le firme per l'abolizione dei Ministeri delle Partecipazioni Statali, dell'Agricoltura e del Turismo.

Il Partito Radicale si schierava contro il finanziamento pubblico perché tendeva ad aumentare il carattere oligarchico, burocratico, parastatale, consociativo dei soggetti politici: la sua proposta era quella di «finanziare il funzionamento democratico della vita civile» con strutture «congressuali», «assembleari», nelle circoscrizioni e nei comuni, per consentire e facilitare la massima partecipazione dei cittadini; inoltre, con l'unica clausola della obbligatoria pubblicità, si prevedeva un finanziamento di altra natura: di lobby, di fondazioni, di sindacati, di cooperative, di associazioni di massa, di produttori di ogni tipo, per rilanciare il ruolo dei partiti come soggetti politici finanziati con l'attività dei militanti e dei cittadini[1].

Con il referendum abrogativo di parte della «legge Jervolino-Vassalli» si chiedeva: l'abolizione delle norme (art. 76) che prevedevano sanzioni penali per l'uso personale delle sostanze illecite; l'abrogazione della cosiddetta dose media giornaliera, vale a dire del criterio meccanico (art. 75 e 78) che sanciva lo spartiacque fra l'uso personale e lo spaccio, e quindi fra la sanzione amministrativa e quella penale; l'abolizione delle norme (art. 2) che consentivano al ministro della sanità la facoltà di stabilire limiti e modalità nell'uso di farmaci sostitutivi e quelle (art. 120 e 121) che imponevano al medico di famiglia di comunicare al servizio pubblico per le tossicodipendenze il nome dei loro pazienti consumatori di sostanze proibite.

In merito a questo quesito fu scatenata una campagna referendaria piena di slogan bugiardi, che condizionarono l'opinione pubblica. Fu più volte ripetuto che la legge mandava in galera i drogati, anche se si trattava di semplici consumatori: in realtà contro il semplice consumatore erano previste sanzioni amministrative, e solo in ultima istanza la detenzione (che veniva subito revocata se il drogato accettava di entrare in una comunità terapeutica)[2]. Il problema, casomai, era quello riguardante lo scarso personale disponibile per seguire i tossicodipendenti, che venivano affidati a iniziative singole e strutture private, ma quando fu proposta l'assunzione di un certo numero di assistenti sociali, arrivarono obiezioni e risposte negative[2]. Il referendum sull'abolizione della legge «Jervolino-Vassalli» fu vinto dal «sì» con circa il 55% dei voti, ma nelle città più minacciate dal fenomeno della tossicodipendenza prevalse il «no»[2].

Il 18 e il 19 aprile l'elevato afflusso alle urne degli italiani (circa il 77%) e il successo di tutti gli otto quesiti costituiva una svolta di notevolissima importanza: con l'abrogazione della legge elettorale del Senato veniva doppiato il successo che si era avuto nel 1991 con il voto per la preferenza unica, rovesciando il principio proporzionalistico a favore di quello maggioritario. Alla vigilia del voto la maggior parte dei partiti si schierò per il maggioritario, mentre a favore del proporzionale rimasero Bettino Craxi (dimessosi da segretario del PSI due mesi prima del voto), il PRC, La Rete (che inizialmente aveva partecipato alla raccolta di firme in favore del referendum)[2] e il MSI[3].

Il «Mattarellum», la legge elettorale della Camera approvata dal Parlamento pochi mesi dopo il voto, veniva tuttavia aspramente criticata da Pannella e considerata un tradimento del risultato referendario, perché, spiegava il leader radicale, con «il mantenimento del 25% di quota proporzionale, il meccanismo dello scorporo che obbliga ciascun candidato dei collegi uninominali a collegarsi con liste di partito, i contrassegni partitici che riempiono le schede elettorali, gli elettori spinti a votare più per i simboli che per le persone, vanificano lo scopo del referendum»[4].

Nonostante la volontà del 90% dei partecipanti al referendum, nel 1996 veniva approvata una legge volta a reintrodurre il meccanismo del finanziamento pubblico dei partiti attraverso la possibilità per i contribuenti di devolvere il «quattro per mille» dell'IRPEF a questo scopo (peraltro il cittadino disponibile non poteva finanziare il suo partito, ma era costretto a finanziarli tutti e comunque venne stabilito che fosse sufficiente il parere favorevole del 15% dei contribuenti affinché ai partiti fosse assegnato il tetto massimo stabilito dalla legge).

Competenze USLModifica

Abrogazione delle norme sui controlli ambientali effettuati per legge dalle USL. Promosso dai Radicali.

Quesito: «Volete Voi l'abrogazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833 (istituzione del servizio sanitario nazionale), "limitatamente a: art. 2, comma secondo, limitatamente alle parole: " h) la identificazione e la eliminazione delle cause degli inquinamenti dell'atmosfera, delle acque e del suolo"; art. 14, comma terzo, limitatamente alle parole: " b) all'igiene dell'ambiente"; art. 18, comma secondo: "la stessa legge attribuisce la gestione dei presidi e dei servizi di cui al precedente comma alla unità sanitaria locale nel cui territorio sono ubicati e stabilisce norme particolari per definire: a) il collegamento funzionale e il coordinamento di tali presidi con quelli delle unità sanitarie locali interessate, attraverso idonee forme di consultazione dei rispettivi organi di gestione; b) gli indirizzi di gestione dei predetti presidi e servizi e le procedure per l'acquisizione degli elementi idonei ad accertarne l'efficienza operativa; c) la tenuta di uno specifico conto di gestione allegato al conto di gestione generale dell'unità sanitaria locale competente per territorio; d) la composizione dell'organo di gestione dell'unità sanitaria locale competente per territorio e la sua eventuale articolazione in riferimento alle specifiche esigenze della gestione"; art. 20, comma primo, lettera a), limitatamente alle parole: "di vita e", e lettera c), limitatamente alle parole "di vita e"; art. 21, comma secondo, limitatamente alle parole: "e la salvaguardia dell'ambiente", nonché alle parole: "di igiene ambientale e"; art. 22; art. 66, comma primo, lettera a), limitatamente alle parole: "compresi i beni mobili e immobili e le attrezzature dei laboratori di igiene e profilassi"?».

RisultatiModifica

Risultati[5]
Risposta Voti Percentuale
   28.415.407 82,57%
  No 5.997.236 17,43%
Voti validi 34.412.643 93,39%
Schede bianche o nulle 2.433.063 6,61%
Voti totali 36.845.706 100%
Affluenza alle urne 76,85% (quorum raggiunto)
Totale elettori 47.946.896
  
28.415.407
(82,57%)
  No
5.997.236
(17,43%)

50%

Stupefacenti e sostanze psicotropeModifica

Abrogazione delle pene per la detenzione ad uso personale di droghe. Promosso dai radicali.

Quesito: «Volete voi, che siano abrogati l'art. 2, comma 1, lettera e), punto 4 (i limiti e le modalità di impiego dei farmaci sostitutivi); l'art. 72, comma 1 (È vietato l'uso personale di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alle tabelle I, II, III e IV, previste dall'art. 14. È altresì vietato qualunque impiego di sostanze stupefacenti o psicotrope non autorizzato secondo le norme del presente testo unico); l'art. 72, comma 2, limitatamente alle parole: "di cui al comma 1"; l'art. 73, comma 1, limitatamente alle parole: "e 76"; l'art. 75, comma 1, limitatamente alle parole: "in dose non superiore a quella media giornaliera, determinata in base ai criteri indicati al comma 1 dell'art. 78"; l'art. 75, comma 12, limitatamente alle parole: "rendendolo edotto delle conseguenze cui può andare incontro. Se l'interessato non si presenta innanzi al prefetto, o dichiara di rifiutare il programma ovvero nuovamente lo interrompe senza giustificato motivo, il prefetto ne riferisce al procuratore della Repubblica presso la pretura o al procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, trasmettendo gli atti ai fini dell'applicazione delle misure di cui all'art. 76. Allo stesso modo procede quando siano commessi per la terza volta i fatti di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo."; l'art. 75, comma 13, limitatamente alle parole: "e nell'art. 76"; l'art. 76; l'art. 78, comma 1, limitatamente alle lettere b) (le metodiche per quantificare l'assunzione abituale nelle ventiquattro ore) e c) (i limiti quantitativi massimi di principio attivo per le dosi medie giornaliere); l'art. 80, comma 5 (Le sanzioni previste dall'art. 76 sono aumentate nella misura stabilita dal presente articolo quando ricorrono le circostanze ivi previste, eccettuata quella indicata dal comma 2); l'art. 120, comma 5 (In ogni caso, salvo quanto previsto al comma 6, e dopo aver informato l'interessato del proprio diritto all'anonimato secondo quanto previsto dai commi 3 e 6, essi debbono inoltrare al predetto servizio una scheda sanitaria contenente le generalità dell'interessato, la professione, il grado di istruzione, i dati anamnestici e diagnostici e i risultati degli accertamenti delle terapie praticate.); l'art. 121, comma 1 (L'esercente la professione medica che visita o assiste persona che fa uso personale di sostanze stupefacenti o psicotrope deve farne segnalazione al servizio pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio. La segnalazione avviene fermo restando l'obbligo dell'anonimato) del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, "testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossico-dipendenza"?».

RisultatiModifica

Risultati[5]
Risposta Voti Percentuale
   19.255.915 55,36%
  No 15.529.815 44,64%
Voti validi 34.785.730 94,24%
Schede bianche o nulle 2.125.668 5,76%
Voti totali 36.911.398 100%
Affluenza alle urne 76,98% (quorum raggiunto)
Totale elettori 47.946.896
  
19.255.915
(55,36%)
  No
15.529.815
(44,64%)

50%

Finanziamento pubblico dei partitiModifica

Abolizione del sistema di finanziamento pubblico dei gruppi parlamentari. Promosso dai Radicali.

Quesito: «Volete voi che siano abrogati gli artt. 3 e 9 della legge 2 maggio 1974, n. 195: "Contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici", così come modificati e integrati: dalla legge 16 gennaio 1978, n. 11: "Modifiche alla legge 2 maggio 1974, n. 195"; dall'art. 3, comma 1 (Per l'anno 1980 la somma da erogare a titolo di contributo di cui al primo comma dell'art. 3 della legge 2 maggio 1974, n. 195, è fissata in lire 72.630 milioni. Con effetto dal 1º gennaio 1981 la stessa somma è fissata in lire 82.886 milioni annui) e dal comma 6 (La percentuale di cui al primo e al secondo periodo dell'ultimo comma dell'art. 3 della legge 2 maggio 1974, n. 195, è ridotta al 90 per cento) della legge 18 novembre 1981, n. 659: "Modifiche e integrazioni alla legge 2 maggio 1974, n. 195 sul contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici"?».

RisultatiModifica

Risultati[5]
Risposta Voti Percentuale
   31.225.867 90,25%
  No 3.373.039 9,75%
Voti validi 34.598.906 93,77%
Schede bianche o nulle 2.297.350 6,23%
Voti totali 36.896.256 100%
Affluenza alle urne 76,95% (quorum raggiunto)
Totale elettori 47.946.896
  
31.225.867
(90,25%)
  No
3.373.039
(9,75%)

50%

Casse Risparmio e Monti PietàModifica

Abrogazione delle norme per le nomine ai vertici delle banche pubbliche. Promosso dai Radicali.

Quesito: «Volete che sia abrogato l'articolo 2 del regio decreto-legge 24 febbraio 1938, n. 204 recante "norme per l'amministrazione delle Casse di Risparmio e dei Monti di Pietà di prima categoria" convertito in legge dalla legge 3 giugno 1938, n. 778?».

RisultatiModifica

Risultati[5]
Risposta Voti Percentuale
   31.046.262 89,80%
  No 3.524.781 10,20%
Voti validi 34.571.043 93,80%
Schede bianche o nulle 2.285.008 6,20%
Voti totali 36.856.051 100%
Affluenza alle urne 76,87% (quorum raggiunto)
Totale elettori 47.946.896
  
31.046.262
(89,80%)
  No
3.524.781
(10,20%)

50%

Ministero delle partecipazioni stataliModifica

Abrogazione della legge che istituisce il Ministero delle partecipazioni statali. Promosso dai Radicali.

Quesito: «Volete che sia abrogata la legge 22 dicembre 1956, n. 1589, recante "Istituzione del Ministero delle partecipazioni statali"?».

RisultatiModifica

Risultati[5]
Risposta Voti Percentuale
   31.234.897 90,11%
  No 3.428.899 9,89%
Voti validi 34.663.796 94,06%
Schede bianche o nulle 2.187.362 5,94%
Voti totali 36.851.158 100%
Affluenza alle urne 76,86% (quorum raggiunto)
Totale elettori 47.946.896
  
31.234.897
(90,11%)
  No
3.428.899
(9,89%)

50%

Elezione Senato della RepubblicaModifica

Abrogazione di parti della legge elettorale per il Senato per introdurre il sistema maggioritario. Promosso dai Radicali e da Mario Segni.

Quesito: «Volete voi che sia abrogata la legge 6 febbraio 1948, n. 29, recante "norme per l'elezione del Senato della Repubblica", limitatamente alle parti seguenti: art. 17, secondo comma, limitatamente alle parole "al 65 per cento dei votanti"; art. 18, primo comma, limitatamente alle parole "alla segreteria del Senato, che ne rilascia ricevuta, qualora sia avvenuta la proclamazione del candidato e, nel caso contrario"; art. 19, primo comma, limitatamente alle parole "o delle comunicazioni di avvenuta proclamazione"; secondo comma, limitatamente alle parole "presentatisi nei collegi"; terzo comma, modificato dall'art. 1 della legge 26 aprile 1967, n. 262, limitatamente alla parola "suddetti"; ultimo comma, limitatamente alla parola "soltanto" nonché alle parole "il candidato che in detto collegio ha ottenuto il maggior numero di voti validi, e"?».

RisultatiModifica

Risultati[5]
Risposta Voti Percentuale
   28.936.747 82,74%
  No 6.034.640 17,26%
Voti validi 34.971.387 94,71%
Schede bianche o nulle 1.951.003 5,29%
Voti totali 36.922.390 100%
Affluenza alle urne 77,01% (quorum raggiunto)
Totale elettori 47.946.896
  
28.936.747
(82,74%)
  No
6.034.640
(17,26%)

50%

Ministero agricoltura e foresteModifica

Abrogazione della legge che istituisce il Ministero dell'Agricoltura. Promosso dalle regioni Trentino-AltoAdige, Umbria, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Marche, Basilicata, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto[6].

Quesito: «Volete che siano abrogati: – l'art. 1 del regio decreto 12 settembre 1929, n. 1661 (Trasformazione del Ministero dell'economia nazionale in Ministero dell'agricoltura e delle foreste; istituzione presso il Ministero dell'agricoltura e delle foreste del sottosegretariato di Stato per l'applicazione delle leggi sulla bonifica integrale; istituzione presso il Ministero delle corporazioni di un secondo posto di sottosegretario di Stato, modificazione della denominazione del Ministero della pubblica istruzione in quella di Ministero dell'educazione nazionale e istituzione presso detto Ministero di un posto di sottosegretario di Stato per l'educazione fisica e giovanile); – il regio decreto 27 settembre 1929, n. 1663, "Ripartizione dei servizi, già di competenza del Ministero dell'economia nazionale, fra il Ministero dell'agricoltura e delle foreste e il Ministero delle corporazioni"?».

RisultatiModifica

Risultati[5]
Risposta Voti Percentuale
   24.325.394 70,23%
  No 10.313.117 29,77%
Voti validi 34.638.511 93,95%
Schede bianche o nulle 2.230.123 6,05%
Voti totali 36.868.634 100%
Affluenza alle urne 76,89% (quorum raggiunto)
Totale elettori 47.946.896
  
24.325.394
(70,23%)
  No
10.313.117
(29,77%)

50%

Ministero turismo e spettacoloModifica

RisultatiModifica

Abrogazione della legge che istituisce il Ministero del turismo e dello spettacolo. Promosso dalle regioni Trentino-Alto Adige, Umbria, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Marche, Basilicata, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto[7].

Quesito: «Volete che sia abrogata la legge 31 luglio 1959, n. 617 'istituzione del Ministero del turismo e dello spettacolo'?».

Risultati[5]
Risposta Voti Percentuale
   28.528.528 82,28%
  No 6.143.898 17,72%
Voti validi 34.672.426 94,05%
Schede bianche o nulle 2.191.440 5,95%
Voti totali 36.863.866 100%
Affluenza alle urne 76,88% (quorum raggiunto)
Totale elettori 47.946.896
  
28.528.528
(82,28%)
  No
6.143.898
(17,72%)

50%

NoteModifica

  1. ^ Marco Pannella, Finanziare, ma non i partiti, in Epoca, 24 ottobre 1991. URL consultato il 12 aprile 2007.
  2. ^ a b c d Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia degli anni di fango, Milano, Rizzoli, 1993.
  3. ^ Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio, Mani pulite. La vera storia, Roma, Editori Riuniti, 2002.
  4. ^ Mario Avagliano, Il regime continua, al posto della Dc c'è il Pds, in Giornale di Sicilia, 27 luglio 1993. URL consultato il 12 aprile 2007.
  5. ^ a b c d e f g h Archivio Storico delle Elezioni – Referendum del 18 aprile 1993, in Ministero dell'Interno. URL consultato il 5 maggio 2016.
  6. ^ Consulta OnLine – Sentenza n. 26 del 1993, giurcost.org. URL consultato il 26 luglio 2017.
  7. ^ Consulta OnLine – Sentenza n. 35 del 1993, giurcost.org. URL consultato il 26 luglio 2017.

Voci correlateModifica