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Referendum del 1992 in Sudafrica
StatoSudafrica Sudafrica
Data17 marzo 1992
Esito
  
68,73%
No
  
31,27%
Yes check.svg quorum raggiunto
(affluenza: 85.10%)

Il referendum del 1992 in Sudafrica si è tenuto il 17 marzo, per approvare la continuazione delle trattative volte ad abolire l'apartheid, riformando così la Costituzione. Il risultato della consultazione elettorale ha portato alla vittoria del sì.[1]

Indice

Iniziativa referendariaModifica

L'iniziativa volta a proporre il referendum è stata presa dall'allora presidente Frederik de Klerk, anche alla luce dei gravi episodi di violenza che si stavano abbattendo sul Paese per l'opposizione a portare avanti trattative volte all'abolizione dell'apartheid. A tale consultazione referendaria poterono votare unicamente i cittadini sudafricani bianchi e ciò non è stato ostacolato dall'African National Congress, non rilevando altre alternative. Fu l'ultima votazione nel Paese rivolta a una sola etnia.[1]

Il quesitoModifica

Il referendum proponeva all'elettore un unico quesito che recitava: Lei è favorevole a continuare il negoziato avviato dal Capo dello Stato il 2 febbraio 1990, che ha come scopo la redazione di una nuova Costituzione, attraverso il dialogo?'[1]

Posizioni politicheModifica

Tra i gruppi politici che si sono schierati espressamente per votare no alla consultazione, vi erano l'inkatha Freedom Party, partito politico rappresentativo dell'etnia zulu che vantava una forte presenza nella regione di Natal e nei sobborghi di Johannesburg. Tale partito contestava espressamente il potere rappresentativo dei partiti seduti al tavolo negoziale, in particolar modo quello dell'african national congress. Tra i contrari al referendum vi erano anche i partiti politici di estrema destra, esponente degli interessi degli afrikaner[1] e il partito conservatore.[2] I favorevoli erano, oltre il partito di governo, anche l'african national congress presieduto da Nelson Mandela.[1] Nel mondo economico, la finanza, il settore estrattivo e, in generale, l'industria si erano schierati per il sì.[2]

Voto e RisultatoModifica

Il voto poteva essere espresso soltanto dai cittadini sudafricani di razza bianca, pertanto l'elettore doveva dimostrarne l'appartenenza al momento in cui si presentava al seggio. In caso di incertezza, gli scrutatori effettuavano un controllo nei registri della popolazione mediante una postazione elettronica. Ciò in quanto le carte d'identità sudafricane non riportavano, tra i vari dati, la razza del titolare.[2]

Dettagli scrutinioModifica

 
Risultati in base alle regioni
Opzione Votanti %
1,924,186 68,73
No 875,619 31,27
Schede nulle o bianche 5.142
Totale 2.804.947 100
Affluenza 2.799.805 85,10
Fonte: africanelections.tripod.com

NoteModifica

  1. ^ a b c d e André Brink, Il giorno che finì l'apartheid, in La Repubblica, 11 marzo 2007. URL consultato il 10 maggio 2019.
  2. ^ a b c Guido Rampoldi, Sudafrica, democrazia o apartheid, in La Repubblica, 17 marzo 1992. URL consultato il 14 maggio 2019.

Voci correlateModifica