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Il reflusso gastroesofageo, o RGE, è un fenomeno caratterizzato dalla temporanea risalita del contenuto dello stomaco nell'esofago, senza che necessariamente vi siano rigurgito o vomito.[1]

Più comunemente, sebbene impropriamente, è usato per indicare la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), condizione patologica caratterizzata da un complesso di sintomi tipici, e/o dall'evidenza endoscopica di lesioni della parete esofagea, determinati dal reflusso stesso.[1]

Indice

EpidemiologiaModifica

Il reflusso fisiologico è un fenomeno comune nei bambini, soprattutto nei primi mesi di vita, ma si presenta anche negli adulti sani; solitamente dura meno di 3 minuti, e prevale nei periodi postprandiali; generalmente è asintomatico.[1]

In circa il 95% dei casi, scompare entro 18-24 mesi, ma circa il 30% può durare fino a 4 anni; scompare soprattutto dopo lo svezzamento, con l'introduzione di una alimentazione solida.

Le complicanze nei bambini sono solo nel 5% dei casi.

FisiologiaModifica

Principalmente il reflusso è dovuto a rilasciamenti dello sfintere esofageo inferiore (SEI); a volte per insufficiente pressione del SEI rispetto a un aumento della pressione addominale, o per un suo progressivo indebolimento della pressione di chiusura.[1]

Il reflusso in età infantile è spesso dovuto a una fisiologica incompetenza anatomica e funzionale del cardias, che nel tempo si normalizza.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Pession, p. 41.

BibliografiaModifica