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Le caratteristiche canne dell'Apfelregal.
Suono del regale. (info file)

Con regale ci si riferisce a un registro proprio dell'organo, dotato di ancia battente e tuba corta.

StoriaModifica

È stato ipotizzato che ance senza risuonatore siano state inizialmente utilizzate nella costruzione di un organo positivo (denominato appunto regale) nel XVI secolo, e, successivamente, siano stati impiegati registri con un suono simile negli organi di grandi dimensioni, ma non vi sono elementi certi al riguardo.

StrutturaModifica

Con il nome regale è genericamente designato un insieme di registri, che, spesso, prendono nomi più specifici (in genere nomi composti, che possono o meno contenere la parola regal) a seconda della forma del loro risuonatore. Il nome regale è attestato a partire dal XVI secolo, ma lo strumento e il registro così denominati esistevano già almeno dal secolo precedente. Il registro esiste nelle misure da 16' e 8' (raramente da 4') e si usa, in genere, per parti solistiche. Peculiarità del regale è di non avere canne in senso stretto, ma di avere dei risuonatori che agiscono come filtri acustici, modificando il timbro della nota prodotta da una linguetta vibrante.

Proprio l'assenza di canne lunghe permette la realizzazione di registri di regale di 8' o anche di 16' in organi di piccole dimensioni. Poiché i risuonatori si limitano a modificare il timbro delle ance, tuttavia, il suono risultante è molto più esile rispetto ai registri ad ancia a tuba lunga. L'assenza di una canna intonata sulla fondamentale, inoltre, rende particolarmente instabile l'accordatura, anche in paragone agli altri registri ad ancia, che sono già meno stabili di quelli labiali. Per questa ragione, nei grandi organi, la fila di regale è spesso collocata in una posizione facilmente accessibile all'organista (ad esempio davanti alle canne di facciata, anziché all'interno della cassa), in modo da poter essere accordata frequentemente.

Come in tutti i registri ad ancia, l'accordatura di ciascuna nota avviene agendo su una bacchetta metallica: questa è ripiegata a un'estremità e tiene schiacciata la linguetta sull'ancia, determinando così la lunghezza della parte vibrante, mentre l'altra estremità, che fuoriesce dal piede attraverso un foro parallelo alla canna, termina con un uncino con cui si può tirare o spingere la bacchetta, facendo rispettivamente crescere o calare la nota.

Nella Germania del nord, specialmente fra il 1575 e il 1700, gli organari sperimentarono una grande varietà di risuonatori, con forme talvolta stravaganti, al punto che i musicologi sono riusciti a classificare ben diciotto tipi diversi di regale, ognuno dei quali con caratteristiche costruttive diverse. Fra i tipi più comuni si citano:

  • Regale puro, le cui canne sono molto larghe alla base e chiuse, alla sommità, da una sorta di cupola su cui è praticato un foro centrale.
  • Holzregal, le cui canne sono costituite da una tuba in legno di sezione quadrata, munita in cima di una copertura metallica su cui è praticata un'apertura regolabile per consentirne l'intonazione.
  • Apfelregal, con canne cilindriche a cui è sovrapposta una sfera metallica con uno o più fori di varie forme e dimensioni.
  • Trichterregal, con i risuonatori a forma di imbuto.
  • Kopfregal, le cui canne sono in ottone, cilindriche, alla sommità delle quali è posta una camera di risonanza sferica girevole che presenta un foro laterale.

In alcune scuole organarie si cercò di imitare la voce umana con un registro di regale. Registri di questo tipo, denominati vox humana e dotati di risuonatori conico-cilindrici parzialmente tappati all'estremità superiore, figurano sistematicamente negli organi della scuola classica francese, e rappresentano l'unico esemplare della famiglia dei regali usato ancora diffusamente nel XIX secolo.

Alla famiglia dei regali appartengono anche i tromboncini, un registro ad ancia proprio della scuola organaria veneta, generalmente disposto in facciata, il cui suono è determinato da un risuonatore a doppio cono.

Collegamenti esterniModifica