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Regina (Biancaneve)

personaggio della fiaba Biancaneve e i sette nani
Regina
Franz Jüttner Schneewittchen 1.jpg
La regina si guarda allo specchio in un'illustrazione della fiaba
UniversoBiancaneve e i sette nani
Lingua orig.Tedesco
AutoreFratelli Grimm
SpecieUmana / Strega
SessoFemmina

La regina (a volte anche regina cattiva) è il personaggio antagonista della fiaba Biancaneve dei Fratelli Grimm.

Storia originaleModifica

La regina è la seconda moglie del re di un regno, che fa da matrigna alla principessa Biancaneve. Donna bellissima, possedeva uno specchio magico e, invidiosa della bellezza della giovane figliastra, incarica un cacciatore di portare la ragazza nel bosco, ucciderla e riportarle i polmoni e il fegato (il cuore in alcune versioni) come prova della conclusione del suo compito. Il cacciatore, però, impietosito dell'implorare della fanciulla e dalla sua bellezza, decide di lasciarla nel bosco e di uccidere un cinghiale, portando alla regina gli organi di questo animale, convinto che comunque Biancaneve verrà uccisa da qualche belva feroce. La regina, dopo aver ricevuto il fegato e i polmoni, li mangia, convinta che siano quelli della figliastra.

Dopo qualche tempo la regina cattiva, grazie allo specchio fatato, scopre che la ragazza è viva e in salute, insieme ai sette nani. Travestitasi da vecchia venditrice, cerca perciò per due volte di uccidere Biancaneve, prima stringendole una cintura in vita fino a toglierle il respiro, poi con un pettine avvelenato. In entrambi i casi la giovane viene però salvata dall'intervento dei nani, che riescono a farle riprendere i sensi, ammonendola ogni volta di non far entrare nessuno in casa. A questo punto la regina, travestita da vecchia contadina e venditrice di frutta, si avvia nuovamente verso la casa dei nani con l'obiettivo di far assaggiare a Biancaneve una mela avvelenata. Per convincere Biancaneve ad accettare almeno una mela in dono la taglia in due, assaggiandone la metà che non era avvelenata. Biancaneve al primo morso della parte avvelenata, cade in uno stato di morte apparente da cui nessuno degli sforzi compiuti dai nani riesce a svegliarla.

Un giorno un principe riuscì a risvegliare la principessa, che s'innamora subito di lui e vengono organizzate le nozze a cui viene invitata anche la matrigna di Biancaneve. Questa, che non conosceva il nome della sposa, ma era stata avvertita dallo specchio che era più bella di lei, rimane impietrita riconoscendo Biancaneve. Nel frattempo erano state fatte arroventare sulle braci due scarpe di ferro che la strega viene costretta ad indossare. A causa del dolore procuratole dalle calzature incandescenti la strega è costretta a ballare finché cade a terra, morta.[1]

In un'altra versione il finale è diverso: la matrigna, giunta al castello, rimane stupita. Riavutasi dalla sorpresa tenta di fuggire, ma i presenti chiedono al re di punirla. Così, vestita di cenci e dimenticata, vive a lungo in un carcere oscuro. Solo Biancaneve si reca spesso a darle conforto, poiché i buoni non conoscono l'odio.[2]

AdattamentiModifica

La regina appare in diversi adattamenti della fiaba:

Film
Serie e miniserie televisive

Versione DisneyModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Grimilde.

La regina è apparsa nel 1937 nel primo lungometraggio animato della Disney, Biancaneve e i sette nani. Si chiama Grimilde ed è apparsa (sia in forma di vecchia strega che di regina) in diversi media disneyani, come i fumetti ambientati dopo il film, la serie di videogiochi Kingdom Hearts e il film per la TV di Disney Channel Descendants (dove appare la sua figlia biologica, Evie), oltre a diversi prodotti del franchise Disney Villains.

NoteModifica

  1. ^ versione dei fratelli Grimm
  2. ^ Tutte le fiabe - Enciclopedia della fantasia - Vol. I - Fratelli Fabbri Ed., 1962

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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