Politecnico di Milano

università tecnica di Milano, Italia
(Reindirizzamento da Regio Istituto Tecnico Superiore)

Coordinate: 45°28′41.29″N 9°13′39.41″E / 45.478136°N 9.227614°E45.478136; 9.227614

Politecnico di Milano
Logo Politecnico Milano.png
Polimi.jpg
Facciata della sede di Milano Leonardo
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàMilano
Altre sediComo, Cremona, Lecco, Mantova, Piacenza, Shanghai
Dati generali
SoprannomePoliMi
Fondazione29 novembre 1863
FondatoreFrancesco Brioschi
TipoPolitecnico statale
Dipartimenti12
RettoreFerruccio Resta
Dir. generaleGraziano Dragoni
Studenti45 362 (2017)[1]
Dipendenti1 364 docenti
1 204 tecnici e amministrativi (2018)[2]
Colori          Grigio-blu chiaro, bianco
AffiliazioniAlliance4Tech, ATHENS Global E3, IDEA League, Magalhães, MEDes, Pegasus, QTEM, TIME, UNITECH International[3]
SportCUS Milano
Mappa di localizzazione
Sito web

Il Politecnico di Milano (acronimo PoliMi) è un istituto universitario italiano di carattere scientifico e tecnologico, fondato a Milano nel 1863. I campi di studio e ricerca comprendono le tre macro-aree ingegneria, architettura e disegno industriale.

StoriaModifica

«Voi darete all'Italia Ingegneri, Architetti[4]»

(Sen. Carlo Matteucci)
 
La prima sede del Politecnico presso palazzo del Senato di Milano.
 
La seconda sede del Politecnico in piazza Cavour.
 
Piazza Leonardo da Vinci e il Politecnico di Milano (al centro della foto) nel 1930.
 
Piazza Leonardo da Vinci e il Politecnico di Milano negli anni trenta del XX secolo.

Il Politecnico, originariamente denominato[5] "Regio Istituto Tecnico Superiore", fu fondato il 29 novembre 1863[6] su impulso della Società di incoraggiamento di arti e mestieri. La sua prima sede fu presso il palazzo del Senato, un tempo collegio elvetico della città; alla sua guida fu nominato il matematico Francesco Brioschi. Inizialmente offriva solo un corso di ingegneria. Alla fondazione contribuirono le amministrazioni locali (Comune e Provincia di Milano), la Camera di commercio, la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, associazioni culturali e imprenditori.[7]

 
Piazza Leonardo da Vinci e il Politecnico di Milano nel 1950.

Nel 1865 fu attivato per la prima volta un corso di architettura, mentre nel 1866 la sede fu trasferita a "palazzo della Canonica" in piazza Cavour. Successivamente, nel 1913, venne stipulata una convenzione tra lo Stato, il Comune e la Camera di commercio di Milano, con il concorso della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, per decentrare e accorpare in un unico luogo gli istituti di istruzione superiore sparsi per la città. La scelta dell'ubicazione cadde sull'area periferica delle "Cascine doppie", divenuta in seguito Città Studi.

Nel 1927 fu posata la prima pietra del nuovo complesso: il nuovo polo di piazza Leonardo Da Vinci in Città Studi divenne sede dell'ateneo, all'epoca chiamato "Regio Politecnico di Milano". Pochi anni dopo, nel 1933, il Politecnico si suddivide in due distinte facoltà: ingegneria e architettura.

Nel 1953 inaugurò il primo centro di calcolo dell'Europa continentale, grazie all'impulso di Gino Cassinis ed Ercole Bottani. Nel 1964 fu realizzata la nuova sede di via Bonardi per la Facoltà di architettura. Nel 1977 fu messo in orbita il satellite Sirio, sviluppato dal Politecnico in collaborazione con Telespazio, Compagnia Industriale Aerospaziale e Telettra.

Nel 1989 furono inaugurate le nuove sedi nel quartiere milanese di Bovisa e nelle città di Como e Lecco. Si avvia la strategia del "Politecnico a rete" che vide l'Ateneo aprire sedi a Cremona (1991), Mantova (1994) e Piacenza (1997). Nel 2000 nacque la Facoltà del design, in seguito Scuola del design, che già dal 1993 esisteva come articolazione del corso di laurea in architettura.

Nel 2002 fu creata la "Fondazione Politecnico". Tra i principali obiettivi vi è il coinvolgimento delle imprese e le strutture pubbliche nell'università. Nel 2004 viene fondata, in collaborazione con il Politecnico di Torino, l'Alta Scuola Politecnica.

StrutturaModifica

 
Aula della sede centrale del Politecnico di Milano in piazza Leonardo.
 
Aula della sede centrale del Politecnico di Milano in piazza Leonardo.

La sede centrale dell'ente si trova a Milano in piazza Leonardo da Vinci, nel quartiere Città Studi, dove si trova il campus Leonardo. La seconda sede per dimensione è sempre a Milano presso il campus Bovisa, nell'omonimo quartiere[8]. Dispone inoltre di sedi decentrate[8] a Como, Cremona, Lecco, Mantova e Piacenza e nella città di Shanghai, in Cina, in collaborazione con l'Università Tongji.[9][10] L'accesso ai corsi di laurea è subordinato al passaggio di un test d'ingresso.[11][12][13]

ScuoleModifica

L'ateneo è organizzato nelle seguenti Scuole, afferenti gli ambiti disciplinari dei dipartimenti:[14]

  • Architettura, urbanistica e ingegneria delle costruzioni
  • Design
  • Ingegneria civile, ambientale e territoriale
  • Ingegneria industriale e dell'informazione

DipartimentiModifica

L'ente effettua attività di ricerca ed insegnamento nei campi dell'ingegneria, dell'architettura e del design attraverso i suoi dodici dipartimenti:[15]

  • Architettura e studi urbani
  • Architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito
  • Chimica, materiali e ingegneria chimica
  • Design
  • Elettronica, informazione e bioingegneria
  • Energia
  • Fisica
  • Ingegneria civile e ambientale
  • Ingegneria gestionale
  • Matematica
  • Meccanica
  • Scienze e tecnologie aerospaziali
 
La sede di Milano Bovisa.
 
Sede del Rettorato in Piazza Leonardo da Vinci.

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Raffaello
La Scuola di Atene
particolare dell'affresco da cui deriva il logo del Politecnico di Milano

Il logo del Politecnico di Milano riprende un particolare della Scuola di Atene, affresco vaticano di Raffaello, che ritrae Euclide, con i tratti del Bramante, circondato da alcuni allievi, mentre illustra loro un teorema con l'ausilio di un compasso. L'ultima versione è del 2002 e riprende i tratti dei loghi precedenti in modo stilizzato, mentre la scritta "Politecnico di Milano", posizionata sotto, è realizzata con il carattere Futura.[16] Nel maggio del 2015,[17] in occasione dei 150 anni della fondazione dell'università, è stata effettuata una rivisitazione del logo e dell'immagine coordinata.[18]

RettoriModifica

Elenco cronologico dei rettori:[19]

NoteModifica

  1. ^ Anagrafe nazionale studenti – Iscritti: Tutte le lauree (2017/2018), su anagrafe.miur.it, 5 ottobre 2018. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  2. ^ I numeri del Politecnico di Milano, su polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2018).
  3. ^ Partnership internazionali, su polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  4. ^ Scritta riportata nella targa al "Solarium" della sede di Milano Leonardo
  5. ^ UniPd, p.12.
  6. ^ Le origini, su polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  7. ^ Politecnico di Milano, Breve storia del Politecnico di Milano con illustrazioni di Emilio Giannelli, Milano, polipress, 2005, ISBN 88-7398-014-7.
  8. ^ a b Poli territoriali, su polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  9. ^ Campus italo-cinese, su polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  10. ^ (ZH) PoliMi, su chinese.polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  11. ^ I punteggi per superare il TOL, poliorientami.polimi.it. URL consultato il 14 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2014).
  12. ^ In cosa consiste il test di Design, su poliorientami.polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  13. ^ Punteggi, esiti e graduatorie, su poliorientami.polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  14. ^ Scuole, su polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  15. ^ Dipartimenti, su polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  16. ^ Politecnico di Milano – Il logo e la sua storia, su polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
    «Nel 2002 il logo è costituito da un marchio che si ispira alla versione degli anni Quaranta e da un logotipo ("Politecnico di Milano") scritto con il carattere Futura».
  17. ^ Logo e immagine coordinata, su polimi.it. URL consultato il 23 giugno 2015.
  18. ^ Manuale di corporate identity (PDF), su polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  19. ^ I Rettori nella storia, su polimi.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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