Regione dei Tigrè

regione etiope
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Regione dei Tigrè
regione
ትግራይ, Tigray
Regione dei Tigrè – Stemma Regione dei Tigrè – Bandiera
Regione dei Tigrè – Veduta
Localizzazione
StatoEtiopia Etiopia
Amministrazione
CapoluogoMacallè
Lingue ufficialiTigrinya
Territorio
Coordinate
del capoluogo
13°34′30″N 39°05′15″E / 13.575°N 39.0875°E13.575; 39.0875Coordinate: 13°34′30″N 39°05′15″E / 13.575°N 39.0875°E13.575; 39.0875
Superficie50 286 km²
Abitanti4 334 996 (2006)
Densità86,21 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+3
ISO 3166-2ET-TI
Cartografia
Regione dei Tigrè – Localizzazione
Sito istituzionale

La regione del Tigray (che una volta aveva lo status di provincia) è quella più a nord tra le nove regioni (kililoč) dell'Etiopia. È popolata principalmente da persone di etnia Tigray e tigrina. Precedentemente era nota come la Regione 1. La sua capitale è Mekelè (in tigrino Mäqälle).

Ha una superficie di 50.286 km² e nel 2006 contava 4 334 996 abitanti.

Il Tigray confina a nord con l'Eritrea (provincia che si rese indipendente dall'Etiopia nel 1993), ad ovest col Sudan, con la regione etiopica dell'Afar ad est e con la regione etiopica di Amhara a sud. Oltre a Macallè, altri grandi villaggi e città nel Tigray includono Abbi Addi, Adigrat, Adua, Axum, Humera, Inda Selassie, Quoram, Alamata, Mai Ceu, Ugorò e Zalambessa.

StoriaModifica

Nel 1895 in seguito all'arrivo dell'esercito italiano nel Tigray dalla vicina colonia di Eritrea scoppiò la prima guerra tra Etiopia e Italia.

Nel 1935, allo scoppio della guerra che porterà Vittorio Emanuele III ad assumere il titolo di imperatore d'Etiopia, il Tigray è uno dei primi territori conquistati dall'Italia: fra i primi provvedimenti, l'abolizione della schiavitù e la conseguente immediata liberazione di tutti gli schiavi (14 ottobre 1935).

Nel 1998, scoppiò una guerra tra l'Eritrea e l'Etiopia, centrata su una porzione di territorio che apparteneva alla regione del Tigrai e includeva il villaggio di Badammè. Dopo una risoluzione delle Nazioni Unite del 2002, molte di queste terre vennero assegnate all'Eritrea.

Nel novembre 2020 sono stati registrati incidenti presso le caserme militari del Comando settentrionale etiope, imputati dal governo centrale al Fronte Popolare di Liberazione del Tigray; ciò ha portato a un contrattacco da parte della forza di difesa nazionale etiope. La situazione è andata ulteriormente peggiorando il 9 novembre 2020, quando le forze di sicurezza regionali fedeli al TPLF sono state accusate di aver ucciso centinaia di civili dal governo federale nel massacro di Mai Kadra; la leadership del TPLF ha negato la responsabilità, mentre le forze armate governative hanno mosso contro la città di Mekelé[1]. L'esecuzione del massacro di Mai Kadra è stata successivamente attribuita dai rifugiati tigrini in Sudan all'organizzazione paramilitare filo-governativa Fano. Al momento, in attesa di investigazioni imparziali e a causa del blocco mediatico imposto dal governo federale, verificare la responsabilità del massacro è impraticabile.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

 
Una gola ad ovest di Adigrat nel Tigrai settentrionale

Basata su numeri forniti dalla Central Statistical Agency (CSA) dell'Etiopia (2005), il Tigray ha una popolazione totale di 4 334 996 abitanti, di cui 2.136.000 maschi e 2.198.996 femmine. Si stima che 3 519 000 (81,2%) abitino zone rurali, mentre 816 000 (18,8%) risiedano in zone urbane. Con una superficie stimata attorno a 50 078 km², questa regione ha una densità stimata di 86,56 persone/Km 2 .[2]

Secondo il censimento del 1994 la popolazione dello stato era di 3 136 267 abitanti, di cui 1 542 165 maschi e 1 594 102 femmine. Il 95,5% della popolazione era di cristiani ortodossi, mentre il 4,1% era musulmano e lo 0,4% cattolico. Nello stato predomina l'etnia tigrina, pari a circa il 94,98% della popolazione, mentre il 2,6% è di etnia amarica, 0,7% irob (cioè Saho), e lo 0,05% kunama. La lingua utilizzata nei luoghi di lavoro e documenti pubblici è il tigrino.[3]

Geografia antropicaModifica

Suddivisioni amministrativeModifica

La regione è divisa nelle seguenti sette zone amministrative:[4]

  • Centrale
  • Mekelle
  • Meridionale
  • Nord occidentale
  • Occidentale
  • Orientale
  • Sud orientale

AgricolturaModifica

 
La nebbia che vela le montagne vicino a Inda Selassie nel Tigray occidentale

La CSA stimava nel 2005 che gli agricoltori del Tigray possedessero circa 2 713 750 capi bovini (circa il 7% dei bovini etiopici totali), 72 640 pecore (0,42%), 208 970 capre (1,61%), 1 200 cavalli (meno dello 0,1%), 9 190 muli (6,24%), 386 600 asini (15,43%), 32 650 cammelli (7,15%), 3 180 240 capi di pollame di ogni specie (10,3%).[5]

Terrazzamenti e costruzione di dighe[6]Modifica

Un aspetto particolare dei lavori agricoli nel Tigray dopo la fine della guerra civile del 1991 fu minimizzare i problemi della siccità. Il Tigray era un tempo coperto di foreste e aveva un microclima che favoriva le piogge. Successivamente le foreste furono abbattute, generalmente per impoverire la popolazione durante le guerre. Conseguentemente, il Tigray era un paese raggiunto da una discreta quantità di precipitazioni durante la stagione delle piogge, da agosto a settembre, ma perdeva rapidamente queste acque che scorrevano a valle. Nel processo veniva eroso anche il suolo fertile dei campi, che portato a valle dava il caratteristico colore al Nilo Azzurro. Dopo alcune settimane di pioggia la campagna era nuovamente inaridita.

TerrazzamentiModifica

Il nuovo governo intraprese due progetti nel Tigray. Il primo era la costruzione di terrazzamenti. In accordo con le comunità locali, gli abitanti dei villaggi terrazzarono i campi fino alle cime delle montagne alte fino a 2.500 metri. L'obiettivo era evitare che le precipitazioni scorressero via immediatamente cosicché potessero essere trattenute per la stagione agricola. Sulle terrazze più alte si piantarono alberi, soprattutto l'eucalipto che è l'albero dominante in Etiopia ed è originario dell'Australia. Queste piante dovevano creare un nuovo microclima.

Il metodo di terrazzamento era molto semplice, ma richiedeva una buona organizzazione. Lungo posizioni idonee nei campi gli abitanti dei villaggi costruirono muri a secco, utilizzando le pietre che l'erosione aveva portato alla luce. Le piogge, inoltre, erodendo il terreno formavano colate di fango che veniva trattenuto dai muri, poi alzati ulteriormente con le altre pietre messe gradualmente allo scoperto, creando anno dopo anno nuovo terreno terrazzato coltivabile.

Lo straordinario risultato del Tigray fu la dimensione dell'operazione. Dopo quattro o cinque anni dall'inizio del progetto, quasi tutto il Tigray, con una superficie di un sesto di quella italiana, fu terrazzato.

DigheModifica

Il secondo progetto consisteva nella costruzione di nuovi bacini idrici. La diga necessaria per creare questi bacini è tipicamente un terrapieno lungo decine o centinaia di metri, da una parte all'altra di una vallata, e alto 10 o 12 metri. Un'opera come questa richiedeva mesi di lavoro, in cui la gente portava la terra in cesti caricati sulla testa, addirittura senza usare i muli. Generalmente 2.000-3.000 persone - uomini, donne e bambini – trasportavano la terra alla diga in semplici cesti.

Paesaggio del TigrayModifica

Una caratteristica distintiva del Tigray sono le sue chiese scavate nella roccia. Simili nella loro costruzione a quelle di Lalibela, queste chiese possono essere trovate in quattro o cinque assembramenti - Gheralta, Takatisfi, Atsbi e Tembien - cui si aggiunge la località di Wukro. Alcune delle chiese sono considerate addirittura più antiche di quelle di Lalibela, forse risalenti all'VIII secolo. In gran parte monolitiche, con progetti che sembrano in parte ispirati dall'architettura classica, si trovano spesso sulla cima di faraglioni oppure colline molto scoscese, per ragioni storiche di protezione durante gli assedi. Per esempio, l'antico monastero tigrino di Debra Damo è accessibile soltanto inerpicandosi con una corda lunga 25 metri sulla parete verticale di una cima di nuda roccia.

Presidenti del Comitato EsecutivoModifica

(Questa lista si basa su informazioni ricavate dal Worldstatesmen.org.)

NoteModifica

  1. ^ Ethiopia's Tigray crisis: Prime Minister Abiy Ahmed rejects talks, BBC news, 22 novembre 2020.
  2. ^ CSA 2005 National Statistics Archiviato il 5 settembre 2006 in Internet Archive., Table B.3.
  3. ^ FDRE States: Basic Information - Tigray Archiviato il 19 febbraio 2007 in Internet Archive., Popolazione (Sito visitato il 22 marzo del 2006)
  4. ^ [1] Ethiopia - Subnational Administrative Boundaries dal sito Humanitarian Data Exchange: dati al 28/10/2020
  5. ^ CSA 2005 National Statistics, Tables D.3 - D.5.
  6. ^ Future Observatory Archiviato il 3 ottobre 2006 in Internet Archive. (EN) Costruzione di dighe di David Mercer

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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