Rei Ayanami

personaggio di Neon Genesis Evangelion
Rei Ayanami
Rei Ayanami.jpg
Rei nella sigla iniziale
UniversoNeon Genesis Evangelion
Nome orig.レイ 綾波 (Rei Ayanami)
Lingua orig.Giapponese
SoprannomeFirst Children
AutoreHideaki Anno
Character designYoshiyuki Sadamoto
StudioGainax
1ª app. inCapitolo 2
Voce orig.Megumi Hayashibara
Voci italiane
SessoFemmina
Data di nascita30 marzo

«Io sono me stessa. Questo corpo costituisce il mio essere, la forma che definisce il mio essere. Il mio io visibile, che però non percepisco come il mio io. Strana impressione. Sento come il mio corpo disciogliersi. Non riesco a distinguere me stessa. La mia forma va dissolvendosi. Avverto presenze esterne al mio io. C'è qualcuno là fuori, al di là della soglia?»

(Rei Ayanami, Neon Genesis Evangelion, episodio 14)

Rei Ayanami (綾波 レイ Ayanami Rei?) è uno dei protagonisti della serie animata giapponese Neon Genesis Evangelion, sceneggiata e diretta da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto. Il personaggio compare in numerose opere tratte dalla serie animata, in diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School, e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. Nella versione originale è interpretata dalla doppiatrice Megumi Hayashibara[1][2]. Nell'adattamento italiano il suo ruolo è stato affidato a Valentina Mari nel doppiaggio originale[3] e a Lucrezia Marricchi nel ridoppiaggio di Netflix[4].

Nella serie animata originale Rei è una ragazza dal carattere taciturno e schivo[5] che viene arruolata dall'agenzia speciale Nerv per pilotare un gigantesco mecha noto come Eva-00 e combattere in questo modo, assieme ad altri piloti, contro dei misteriosi esseri chiamati angeli.

Il personaggio, estremamente popolare tra gli appassionati di animazione fin dalla prima messa in onda di Neon Genesis Evangelion[6][7], ha ricevuto numerosi riconoscimenti e vinto diversi sondaggi di popolarità. Le è inoltre riconosciuta una notevole influenza sul mondo del fumetto e dell'animazione giapponesi. Secondo diversi studiosi, Rei Ayanami ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo e alla diffusione di una serie di canoni moe ripresi e reinterpretati da numerosi personaggi successivi[8].

Creazione e sviluppoModifica

Il nome di Rei Ayanami presenta molti significati. Scegliendolo Hideaki Anno si ispirò a quello di Rei Hino, personaggio femminile di Pretty Guardian Sailor Moon. Durante la realizzazione di Neon Genesis Evangelion infatti cercò di attirare nello staff di produzione Kunihiko Ikuhara, direttore dell'omonima serie animata e suo amico di lunga data. Nonostante i numerosi tentativi però fallì[9]. Il regista cercò inoltre di giocare sui diversi significati del kanji Rei (?), traducibile in "zero", "nullità", e collegarsi all'Evangelion a lei assegnato, l'Unità 00[10]. Per il suo cognome prese spunto da una nave della Marina imperiale giapponese, il cacciatorpediniere Ayanami (綾波? lett. "Onda a forma di spiga"), proprio come per molti altri personaggi della serie[11].

 
Rei sulla copertina del terzo DVD della versione italiana di Evangelion

Per l'aspetto Anno si rivolse al mangaka e character designer della serie, Yoshiyuki Sadamoto, chiedendo al collega di rappresentarla come «una ragazza profondamente infelice» e «di scarsa presenza»[12]. Nel disegnarla Sadamoto prese come modello un personaggio chiamato Ukina, presente in una sua precedente opera intitolata Kotō no oni, traendo ispirazione da una canzone della band giapponese Kinniku Shōjo Tai, Doko e demo ikeru kitte (何処へでも行ける切手? lett. "I francobolli possono andare ovunque"), il cui testo cita una «ragazza fasciata e pallida» (包帯で真っ白な少女 hōtai de masshiro na shōjo?), che gli suggerì l'idea di presentarla completamente ricoperta di bende[13][14]. Hideaki Anno richiese esplicitamente un personaggio femminile «cool e con i capelli corti», ragion per cui nelle prime fasi di progettazione disegnò Rei con gli occhi e i capelli scuri. Quest'ipotesi fu poi accantonata e Sadamoto le modificò i colori di occhi e capelli per distinguerla dall'altra protagonista di Neon Genesis Evangelion, Asuka Sōryū Langley, così che i due personaggi avessero schemi cromatici opposti[15]. Sadamoto infatti pensò a Rei come allo «Yin opposto [ad Asuka]»[16]. Su richiesta del regista inoltre il colore dei suoi occhi fu cambiato e vennero tinti di rosso. Questa caratteristica permise di conferirle maggiore personalità e di differenziarla esteticamente e visivamente dagli altri personaggi della serie[13]. Anche il colore dei capelli cambiò e si scelse per l'azzurro, in omaggio alla protagonista femminile del mai realizzato film Blue Uru (蒼きウル Aoki Uru?)[17].

Nel settei originale Rei avrebbe dovuto essere un personaggio molto più sensuale rispetto alla sua versione definitiva. Essendo concepita come clone genetico di Yui, Sadamoto, a differenza dello stile schietto e esplicito di Hideaki Anno, decise di conferirle un eros molto più «enigmatico» e blando[18]. Per delinearne al meglio la caratterizzazione e la psicologia il regista cercò di far confluire in lei un lato molto nascosto della sua psiche, pensandolo come a una rappresentazione del proprio inconscio personale: «Probabilmente, Rei è [il personaggio] più vicino alla mia psiche più profonda. [..] Ma è quello che capisco di meno. Non mi interessa molto, sinceramente. C'erano parti in cui cercavo di mettere da parte i miei pregiudizi e di far emergere la parte più primitiva, più importante, più pura che ho»[19]. Come per molti altri personaggi di Evangelion traspose alcuni aspetti della propria vita in lei, inclusa la scelta di non mangiare carne e mantenere una dieta vegetariana[20][21]. Nel quinto episodio, esplicitamente dedicato al personaggio, Rei pronuncia solo sette battute e cinquantadue parole, mentre nel sesto venticinque battute[22]. Per molto tempo infatti Anno dimenticò di «esplorare la personalità di Rei», ignorandola completamente o dandole uno spazio molto marginale. Per tale motivo verso il quattordicesimo episodio ritenne indispensabile dare più spazio ai pensieri e alle emozioni del personaggio inserendo un suo lungo monologo poetico, simile a un flusso di coscienza con immagini e parole apparentemente scollegate fra di loro. La sua idea era quella di rappresentare una Rei affetta da schizofrenia, ma quando provò a scrivere la sceneggiatura della puntata rimase completamente paralizzato[23]. Un suo amico per aiutarlo gli prestò un volume della collana Bessatsu Takarajima (別冊宝島? lett. "isola del tesoro") sulle malattie mentali, al cui interno era riportata una poesia scritta da un malato di mente; dopo aver letto la poesia la mente del regista si riempì d'immagini e riuscì a scrivere il monologo tutto d'un fiato[23]. Nel ventunesimo episodio invece il primo clone di Rei, ucciso da Naoko Akagi nella versione definitiva, dopo essere stato strangolato e aver momentaneamente perso coscienza sarebbe sopravvissuto, ritrovandosi in una sala comandi della Nerv vuota senza la dottoressa Akagi[24]. Durante la produzione, inoltre, Kunihiko Ikuhara, infastidito dall'immagine idealizzata e il feticismo che gli appassionati avevano costruito attorno al personaggio, propose ad Anno di «tradire» i fan e mostrarla come una ragazza vera che si sposa e «rimane incinta nell'ultima puntata», ma egli rifiutò la proposta[25]. Per il regista, comunque, il personaggio aveva già fatto il proprio corso, conclusosi nella scena finale del sesto episodio:

(JA)

«実は僕、レイって、全然思い入れないんですよ。『エヴァ』を作ってる最中でも、ハッと気がついたら、僕、忘れてましたからね。 彼女の存在すら。七話なんて、思い出してレイのシーンを1カット足したぐらいです。全然思い入れがなかったですね。[...] 八話なんか、出て来ないですかね。一カットも出て来ない。最後でレイの「どうしたらいいかわからないの」っていう台詞に、シンジが「笑えばいいと思うよ」って言った時に、レイが笑顔を見せると。(略)後になって考えたら「しまった!」と。つまり、そこでシンジとコミュニケーション取っちゃったら、終わりじゃないかと。[...] 笑ったところで、もうおしまいじゃん、このキャラクターって»

(IT)

«Ad essere onesto non ho nulla da spartire con il personaggio di Rei. Durante la produzione di Evangelion mi resi conto di essermi completamente dimenticato di lei e della sua esistenza. Nel settimo episodio però mi ricordai di lei e aggiunsi una scena in cui appare Rei. [...] Nell'ottavo episodio invece non appare neanche in un fotogramma, vero? [...] Alla fine [della sesta puntata] Rei dice: "Non so come dovrei sentirmi". Shinji risponde: "Penso che dovresti sorridere". Rei sorride. In seguito, quando ci ho pensato un po' su, me ne sono pentito, perché lei e Shinji erano già riusciti a comunicare [i propri sentimenti]. [...] Quando sorrise come personaggio aveva raggiunto il proprio termine.»

(Hideaki Anno[19])

DoppiaggioModifica

 
Rei sulla copertina del secondo DVD dell'edizione francese della serie

Il personaggio di Rei venne interpretato dalla doppiatrice giapponese Megumi Hayashibara sia nella serie animata originale[26], sia nei film Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth, Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion e i lungometraggi della tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion[27][28]. Nel 1995 la doppiatrice si dichiarò alquanto sorpresa del proprio ruolo e del carattere laconico e introverso del personaggio: «Dovrò sfidare qualcosa di a me nuovo»[29]. Secondo la Hayashibara prima di Neon Genesis Evangelion non erano presenti molti personaggi taciturni e freddi con cui confrontarsi, per cui, in assenza di riferimenti, cercò di caratterizzarla al meglio delle proprie possibilità[30]. Durante le sessioni fu istruita e guidata da Hideaki Anno, che le consigliò di leggere le proprie battute con il tono più piatto e anaffettivo possibile: «Quando il regista mi spiegò il personaggio, mi disse: "Rei non è senza emozioni. Ma non sa che cosa siano"»[30]. Con il ruolo di Rei Ayanami la Hayashibara ottenne numerosi premi e riconoscimenti[31][32], assurgendo a icona della comunità di appassionati di animazione[33]. Il personaggio contribuì infatti a migliorare la sua immagine pubblica e a farla diventare una idol estremamente popolare[34].

Il doppiaggio italiano del personaggio venne affidato a Valentina Mari. Secondo Gualtiero Cannarsi, dialoghista e curatore dell'edizione Dynamic della serie, con Rei si presentarono diverse difficoltà interpretative. In molti episodi, per esempio, si alternano diversi cloni della ragazza, ognuno con un'età e un carattere differente. Il monologo della quattordicesima puntata invece costò alla Mari ben cinquantadue incisioni[35]. Nel ridoppiaggio della serie e dei film Death & Rebirth e The End è interpretata da Lucrezia Marricchi. In lingua spagnola è doppiata da Joël Mulachs[36]. Nell'adattamento latinoamericano è doppiata da Circe Luna[37]; in un successivo doppiaggio il suo ruolo è stato affidato alla doppiatrice Gaby Ugarte[38]. In lingua tedesca è interpretata da Marie Biersted[39]. Anche nell'adattamento francese il suo ruolo è stato affidato a diverse doppiatrici; nella serie originale e nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance è doppiata da Stéphanie Lafforgue[40]; nel film Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone è interpretata da Françoise Escobar[41]. In coreano è doppiata da Do Yeong Song, in portoghese da Priscilla Concépcion[38]. Nell'adattamento nordamericano il suo ruolo è stato affidato a Amanda Winn Lee in tutte le sue incarnazioni, eccezion fatta per Rebuild of Evangelion, in cui è doppiata da Brina Palencia[42].

BiografiaModifica

 
Rei sulla copertina del secondo filmbook della serie

Rei Ayanami nasce in una data mai precisata nella serie originale[43][44] presso la terza sede distaccata di un organo chiamato Laboratorio per l'evoluzione artificiale[45]. Il suo corpo, dai caratteristici tratti simili a quelli delle persone affette da albinismo, viene creato in assoluta segretezza in base a quello di Yui Ikari, brillante ricercatrice che perde la vita in un esperimento di collaudo dell'Unità 01. Nel livello più profondo del quartier generale del Laboratorio vengono custoditi numerosi cloni della ragazza. Tutti i cloni sono però privi di anima. Quando un clone viene attivato, benché resti caratterialmente differente dagli altri, viene dotato dell'anima di un essere chiamato Lilith, secondo di una serie di nemici del genere umano chiamati angeli[46]. Nel 2010 Gendō Ikari porta un suo primo esemplare nella base del Gehirn, società responsabile dello sviluppo e della costruzione delle unità Evangelion, spacciandola come la figlia che un suo conoscente gli ha affidato[47]. La prima Rei viene uccisa dalla dottoressa Naoko Akagi[48], collega e amante segreta di Gendō. La sera della sua visita al Gehirn la piccola Rei si smarrisce nella sala comandi del laboratorio e si rivolge alla dottoressa chiamandola «vecchia», quasi per provocarla. In un secondo momento la bambina confessa che in realtà è stato Gendō a chiamarla così. Nel viso della bambina Naoko riconosce i tratti di Yui, sua rivale in amore, e in un impeto di violenza sfoga la sua rabbia sulla bambina, strangolandola e uccidendola, per poi suicidarsi[49].

In seguito al decesso del primo corpo viene attivato un secondo clone, che nel 2014 si trasferisce presso la prima scuola media comunale di Neo Tokyo-3[50]. Rei viene scelta da un organo chiamato Istituto Marduk come First Children, cioè pilota dell'Unità 00 presso l'organizzazione paramilitare Nerv[51][52]. La giovane, completamente sottomessa al volere di Gendō[53], con il progredire degli eventi e delle battaglie riesce a stringere amicizia con il suo collega Shinji Ikari, pilota dell'Unità 01, grazie al quale inizia ad acquisire maggiore consapevolezza di sé stessa e della propria identità[54]. Nel combattimento contro l'angelo Armisael Rei decide di farsi esplodere con il proprio Evangelion per salvare il ragazzo, distruggendo il nemico. Dopo il suo sacrificio la seconda Rei viene sostituita da un terzo e ultimo clone, opportunamente ricoperto di bende per celare la verità. Tutti gli altri corpi, custoditi in una vasca situata nel Terminal Dogma della Nerv, vengono distrutti dalla dottoressa Ritsuko Akagi[55][56]. Grazie alla relazione stretta con Shinji nel film The End of Evangelion l'ultima Rei decide di ribellarsi a Gendō[57], unendosi contro la sua volontà a Lilith e lasciando decidere al compagno il corso del Third Impact, durante il quale l'intero genere umano si unisce in un'unica coscienza collettiva[58].

PersonalitàModifica

(JA)

«感情を知らない彼女は、 本音も建前もありません。 だから、 一見美しく神秘なのですが、 本当の彼女の魅力は、 彼女の気付かないところで生まれた本心( 涙) だと私は思います。[...] 彼女の冷たい「言葉」 に暖かい「 思い」 を見つけた時、 私は彼女とシンクロしたのです。»

(IT)

«[Rei] non tradisce alcuna emozione, dunque non c'è differenza tra quello che dice e quello che sente; non c'è nient'altro da dire su di lei. A prima vista, quindi, si può ipotizzare: è da qui che proviene il suo grande fascino. No; la bellezza di Rei sta nel fatto che in realtà ha dei sentimenti. [...] E quando ho trovato il calore sotto la freddezza delle sue parole, sono finalmente riuscita a sincronizzarmi con Rei.»

(Megumi Hayashibara, doppiatrice originale di Rei[59])
 
«Rei-chan è molto popolare... Penso sia una persona molto tranquilla, di poche parole e che non si lamenta. Credo che ragazze come lei siano molto apprezzate, qui in Giappone. [...] Per quanto riguarda Rei-chan, l'hanno creata soltanto per salire a bordo di un Eva. In altre parole, lei è un clone di un essere umano. [...] È stata creata allo scopo di pilotare quell'Evangelion e non sono per niente sicuro che ne sia felice.»

Rei Ayanami è una ragazza taciturna, inespressiva e schiva, che limita il più possibile i rapporti con il proprio prossimo ed esegue meccanicamente qualsiasi ordine le venga impartito, anche se particolarmente crudele[5][61]. È estremamente introversa[62], socialmente distaccata, malinconica e laconica[8]. Non mostra quasi mai emozioni, parla con un tono estremamente distaccato e assume quasi sempre un'espressione indifferente e cupa. Un opuscolo ufficiale del film Death and Rebirth la descrive come «una ragazza che non sogna», «una maschera » inespressiva e triste[63]. Tuttavia, secondo il character designer della serie, Yoshiyuki Sadamoto, Rei è perfettamente capace di provare emozioni e sentimenti, soffrendo però di grandi difficoltà espressive e comunicative[64]. Al di là del suo atteggiamento apparentemente freddo, infatti, la ragazza vive numerosi conflitti interiori, sentimenti di alienazione e di angoscia esistenziale, nonché un profondo senso di solitudine[65][66]. Questo conferisce al personaggio una certa aura di enigmaticità e di mistero; Rei, secondo lo stesso Sadamoto, è come un'ombra, o «come l'aria»: «È quel tipo di ragazza che non si può afferrare»[13]. Nel corso degli eventi di Evangelion si impegna in azioni pericolose che le potrebbero costare la vita, palesando una forte tendenza al nichilismo[67]. Nel sesto episodio Shinji le chiede quale sia il motivo che la spinge a pilotare l'Evangelion 00, domanda a cui Rei risponde dicendo di trovare nell'Eva il suo unico «legame» con le altre persone, dimostrando così di impegnarsi nella lotta contro gli angeli senza alcun idealismo[65].

Nel dodicesimo episodio Rei afferma di non aver bisogno di lasciare disposizioni testamentarie e rivela di provare «ripugnanza» per la carne[68]. Alcune sue frasi, inoltre, lasciano supporre che non abbia ciclo mestruale e che sia pertanto sterile[69]. Sembra che ella sia del tutto ignara delle più elementari regole di vita e di igiene, quasi non avesse avuto nessuno da cui apprenderle o che ne sia completamente disinteressata. Il suo atteggiamento è riflesso dal suo appartamento personale, completamente trascurato, spoglio, sporco e abbandonato a sé stesso. Tutto ciò riporta a un'affermazione proferita dalla dottoressa Ritsuko Akagi nella quinta puntata della serie, secondo la quale Rei non sarebbe «molto portata» per vivere, proprio come il comandante Ikari[70]. Sul pavimento del suo appartamento sono disseminati, fra le altre cose, diversi testi scientifici sulle interazioni biologiche e la genetica scritti in caratteri latini[71]. In un monologo interiore presente nella penultima puntata della serie la giovane conversa con gli altri cloni per cercare la propria vera identità durante il cosiddetto Progetto per il perfezionamento dell'uomo[72], portando avanti diverse riflessioni metafisiche e psicoanalitiche. In un primo momento Rei si rimprovera di avere «un corpo e un'anima fasulli»; in un secondo momento, però, la voce della sua coscienza la accusa di essere spaventata dall'idea di poter svanire e di scomparire «dall'animo delle persone». A questo la vera Rei risponde freddamente, dicendo: «Sono felice. Perché io voglio morire. Ciò che ambisco è la disperazione. Voglio tornare al nulla»[73]. Secondo il regista della serie animata, Hideaki Anno, la ragazza, essendo consapevole di essere rimpiazzabile in caso di morte, è portata a non apprezzare la propria vita, a farsi del male e a isolarsi: «La sua presenza, la sua esistenza, apparente esistenza, è effimera. È una ragazza molto triste. Ha solamente il minimo indispensabile di ciò di cui ha bisogno. [..] Danneggia sé stessa e non ha bisogno di amici»[74].

Nonostante l'apparente debolezza, comunque, Sadamoto ha descritto lei e Asuka come «personaggi molto forti, anche se ognuno a modo suo»[75]. Secondo Amanda Winn-Lee, doppiatrice nordamericana del personaggio, nonostante l'apparenza fredda e distaccata in Rei è presente una «piccola scintilla di umanità», offuscata però dalla «sua negativa percezione di sé»[76]: «Sa di essere rimpiazzabile, ma resta un essere umano»[77]. Nel quinto episodio della serie Shinji vede, dallo schermo del suo Eva-01, Rei saltare di gioia e sorridere come innamorata verso il padre, Gendō Ikari, con cui è inspiegabilmente più intima e legata; la visione, secondo gli autori, è però distorta dal suo punto di vista[78]. Dopo l'avvenimento, comunque, il ragazzo cerca più volte di entrare in contatto con la collega, la quale però non riesce neanche a capire il senso dei suoi gesti e gli riserva un atteggiamento estremamente freddo; i due piloti, pur riuscendo a conversare materialmente fra di loro e ad avere dei dialoghi di circostanza, non riescono a comunicare a livello emotivo e comprendere i sentimenti dell'altro[79]. Nella sequenza finale del sesto episodio, dopo essere sopravvissuta alla battaglia contro l'angelo Ramiel, la giovane vede Shinji piangere di fronte a lei e sostiene di non sapere che cosa fare in momenti come quello. Shinji le risponde consigliandole di sorridere; la ragazza, per un attimo, sovrappone il volto del pilota con quello di suo padre Gendō, trovandoli simili. Poco dopo sul viso di Rei si accenna per la prima volta un sorriso per il ragazzo, ma viene lasciato alla sensibilità dello spettatore stabilire se sia riuscita o meno a comprendere i sentimenti di Shinji[8][80]. Con il procedere degli eventi e degli scontri tra i due giovani si instaura un forte senso di comprensione reciproca, per certi versi paragonabile al rapporto tra una madre e il suo figlio piccolo[81]. Le azioni di Shinji hanno un profondo impatto per la sua psicologia e i suoi gesti riescono a far cambiare la ragazza, la quale dimostra in diverse occasioni preoccupazione e gratitudine nei suoi riguardi[63].

Versioni alternativeModifica

 
Copertina del ventesimo volume del manga, raffigurante la piccola Rei nella terza sezione distaccata del Laboratorio per l'evoluzione artificiale

In una scena dell'ultimo episodio della serie animata viene presentato un universo parallelo con una storia completamente differente rispetto a tutte le puntate precedenti; in questa realtà alternativa Rei viene presentata nelle vesti di una ragazza appena trasferitasi nella classe di Asuka e Shinji[82], con una personalità radicalmente diversa rispetto alla serie originale[83], allegra, svagata e irascibile[73]. Una Rei estroversa è presente in alcuni spin-off di Neon Genesis Evangelion, come Evangelion Iron Maiden, ambientato nella realtà alternativa dell'ultimo episodio[84]. Nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School, parodia della serie animata originale, vengono presentate tre sorelle Ayanami: la maggiore, chiamata semplicemente Ayanami, diligente e introversa[85]; la seconda, Supone (スポ根?), sportiva ed estroversa[86]; e la minore, Chibinami (チビ波?), di quattro anni di età e con la passione per i peluche[87]. Anche nella light novel Evangelion Anima di Ikuto Yamashita compaiono diverse Rei; Rei Troi, pilota di un Eva chiamato Evangelion Unit-02 Type II Allegorica[88], Rei Quatre e Rei Cinq, di diciassette anni d'età, e la piccola Rei Six di soli sette anni, tutte piloti delle unità Evangelion-0.0[89].

Nell'adattamento cartaceo, scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto, vengono presentate ulteriori differenze nella caratterizzazione del personaggio. Nel manga, in generale, Rei appare più empatica e aperta al contatto umano della sua controparte animata. Nel fumetto, inoltre, il personaggio ha più spazio rispetto a quello di Asuka, che nell'anime, sotto influenza di Hideaki Anno, ha invece un ruolo preponderante. Rispetto alla serie classica, Sadamoto, stando alle sue stesse parole, ha cercato di calcare la mano sul suo rapporto con Shinji, insistendo in particolare sulla simbologia del tocco delle mani e sul tema della maternità, ispirandosi a The Drifting Classroom di Kazuo Umezu[90][91]. Come nella serie, in un primo momento la ragazza si considera vuota, creata al solo scopo di pilotare l'Evangelion sotto gli ordini di Ikari; il tocco di Shinji, però, riesce a cambiare la sua attitudine. In una scena del quinto volume del manga, ad esempio, Shinji, a casa di Rei, prepara con lei del tè; la ragazza, però, si scotta, e le mani dei due giovani per un momento si toccano. Ayanami, sfruttando l'occasione, invita il compagno a parlare a suo padre e aprirsi con lui; in un altro capitolo la ragazza, ripensando a quel momento, si domanda se le loro mani un giorno potranno sfiorarsi di nuovo[92]. Durante lo scontro con l'angelo Armisael la giovane riesce a prendere coscienza dei propri sentimenti di tristezza e di affetto nei confronti di Shinji[93], verso il quale dimostra di provare un certo interesse romantico[94].

Anche nei lungometraggi del Rebuild of Evangelion l'umanità e il calore del personaggio sono molto più evidenti rispetto alla serie animata originale[95]. Il primo film, Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone, ripercorre quasi pari passo i primi sei episodi di Evangelion, chiudendosi nella scena del sorriso dopo la battaglia di Ramiel; Rei, nel corso del lungometraggio, legge spesso Il principe felice e altri racconti di Oscar Wilde, disegnato in fase di produzione da Moyoco Anno, moglie del regista[96]. Durante Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, secondo film del Rebuild, la ragazza inizia a sentirsi frustrata della sua vita senza passioni, cercando dunque di essere più attiva e di aprirsi di più con le altre persone[97][98]. Commossa dalla gentilezza che Shinji dimostra nei suoi confronti, Rei tenta di sciogliere il ghiaccio tra il compagno e suo padre Gendō organizzando una cena per entrambi, ma, per una serie di circostanze infelici, il suo tentativo fallisce; in origine Anno pensò di usare un'idea simile per il quarto episodio dell'anime originale, ma la proposta venne accantonata durante la realizzazione della serie[99]. La ragazza, durante la battaglia contro il decimo angelo, viene assorbita, assieme all'Eva-00, dal nemico; Shinji, con il suo Eva-01, riesce a salvarla e la abbraccia a fine film[100]. Nella pellicola seguente però, Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, la Rei presente in Evangelion 2.0 viene sostituita da un altro clone, che dimostra di non ricordare nulla della sua vita precedente e di riservare un atteggiamento molto freddo e distaccato nei confronti delle altre persone, di Shinji in particolare.

Riferimenti culturali e interpretazioniModifica

«L'uomo ha da sempre temuto l'oscurità e per poter sopravvivere ha squarciato le tenebre con il fuoco.»

(Rei Ayanami, Neon Genesis Evangelion, episodio 11)

Analogamente ad altri personaggi di Evangelion, apparentemente collegati ad alcune divinità del pantheon shintoista, Rei presenta alcune affinità con la dea del Sole, Amaterasu, che rinasce a ogni nuova alba[101]. I suoi compagni, Shinji e Asuka, potrebbero essere accostati a Susanoo e Ama-no-Uzume; Shinji, come Susanoo, agisce in maniera goffa e non viene accettato dalla società, mentre Asuka, come Uzume, è sensuale e ostenta il proprio corpo[102]. Secondo alcune interpretazioni i suoi tre cloni potrebbero essere ricondotti ai tre stadi evolutivi dell'anima umana postulati dalla cabala ebraica: Nefesh (fonte della vitalità animale), Ru'ha (l'anima, frutto dell'innalzamento dell'uomo dal suo aspetto puramente biologico) e Neshamah (lo spirito, frutto della connessione fra uomo e Dio)[103]. L'architetto Kaichiro Morikawa ha accostato il volto della prima Rei, solitamente presentato in maniera distorta e deforme, alle installazioni di Tony Oursler, mentre la sua stanza da letto ricorda, a suo dire, alcune fotografie di Gottfried Helnwein[104]. La sua personalità taciturna e inespressiva invece è stata collegata da alcuni critici all'alessitimia o a un disturbo schizoide di personalità[105][106].

 
Riproduzione dell'uniforme scolastica indossata da Rei

Shinji, in una delle prime scene di Evangelion, in una città deserta situata nei pressi di Neo Tokyo-3 vede per qualche secondo su un viale quella che sembra essere uno spettro di Rei Ayanami. La Rei visibile nella sequenza, però, non è reale; l'apparizione, in realtà, si collega allo scenario del film The End of Evangelion, uscito nel 1997 come conclusione della serie classica. Nel corso del film tutte le forme di vita si riuniscono in un unico essere durante il Perfezionamento; gli esseri umani, poco prima di morire, vedono apparire degli spettri di Rei, che li guidano nel processo come degli "angeli della redenzione"[107]. Secondo Yūichirō Oguro, curatore di alcuni contenuti delle edizioni home video di Evangelion, la Rei che il ragazzo vede sul viale è «un essere superiore che osserva dall'alto gli esseri umani», e la scena simboleggerebbe che «Shinji viene protetto da sua madre fin dall'inizio della serie»[108][109].

La sua immagine in molte occasioni è affiancata a quella della Luna, un astro archetipicamente associato alla maternità, al pallore, alla passività e alla femminilità; questo conferisce a Rei Ayanami un'aura ieratica e irraggiungibile, quasi da Maria Vergine[110]. L'ingegnere giapponese Yumiko Yano ha associato la sua figura alle donne fragili e caste dell'arte fin de siècle, particolarmente popolari fra le opere dei simbolisti[111]. Negli intenti originali di Hideaki Anno il personaggio di Rei avrebbe dovuto rappresentare l'inconscio di Shinji[112], riflettendo il ruolo della figura materna nel complesso edipico di Sigmund Freud. Ella è infatti un clone di Yui Ikari e vicina a suo marito Gendō, che in un primo momento ammira obbedendogli ciecamente, per poi avvicinarsi a suo figlio Shinji, di cui diventa un interesse affettivo e forse romantico[8]. Lo stesso regista ha dichiarato che: «Volevo che tutti questi collegamenti creassero una specie di complesso di Edipo su più livelli»[113]. Egli ha collegato il successo del personaggio alla situazione culturale del Giappone dopo la sconfitta subita nella seconda guerra mondiale, dal momento che, secondo lui, «da quel momento l'educazione che abbiamo ricevuto non è una educazione capace di creare adulti»[74]. Ōizumi Mitsunari, inoltre, in una lunga intervista con lo sceneggiatore ha accostato la figura di Rei alle molte ragazze aggregate alla setta giapponese Aum Shinrikyō, particolarmente popolare durante gli anni della prima messa in onda di Evangelion, in quanto «completamente dipendenti dal loro guru», Shōkō Asahara[19].

AccoglienzaModifica

Rei Ayanami diventò un personaggio estremamente popolare tra gli appassionati di animazione sin dalla prima messa in onda di Neon Genesis Evangelion. Già nel 1995 diventò la protagonista di numerose fan fiction, fan art e dōjinshi[114]. La grande notorietà del personaggio si rifletté in numerosi sondaggi di popolarità. Subito dopo la conclusione della serie Rei venne eletta miglior personaggio femminile del momento in due sondaggi condotti nel 1996 e nel 1997 dalla rivista giapponese Animage[31][32]. Nel 1998, anno di uscita del film Revival of Evangelion, riuscì a posizionarsi quinta nella stessa tipologia di sondaggio e a restare il personaggio femminile più popolare della serie[115]. Nel 2002 l'emittente TV Asahi la inserì al 36º posto tra i cento personaggi più amati della storia dell'animazione giapponese[116]. La stessa TV Asahi pubblicò una classifica sulle cento scene più significative della storia dell'animazione; la scena in cui "Rei Ayanami sorride a Shinji per la prima volta", presente nel sesto episodio di Evangelion, riuscì a raggiungere la 14ª posizione, e quella del "suicidio di Rei" della ventitreesima puntata la 53ª[117]. Il sorriso di Rei riapparve in un'altra classifica dell'emittente, conquistando il 45º posto[118]; analogo risultato si registrò in un'indagine del 2003, in cui "il primo incontro tra Shinji Ikari e Rei Ayanami" riuscì a raggiungere il 16º posto[119]. Anche il "suicidio di Rei" riconquistò una posizione fra le varie classifiche di TV Asahi, in occasione di un sondaggio sulle "scene più toccanti dell'animazione giapponese" in cui conquistò il nono posto[120].

 
Un cosplay di Rei al Fancy Frontier di Taipei, in Taiwan

Nel gennaio 2001 era il terzo personaggio più popolare fra i lettori del periodico spagnolo Shirase[121]. Nel 2007 il sito Ranking Japan chiese ai propri utenti quale personaggio animato vorrebbero come amico nella vita reale, occasione in cui Rei emerse nona[122]. Anche il magazine Newtype ebbe modo di sottolineare la grande popolarità del personaggio. Nell'agosto e nel settembre 2009 emerse al quarto e al secondo posto fra i personaggi più apprezzati dai lettori del periodico[123][124]. Nel mese di ottobre di quell'anno riuscì a conquistare il terzo posto e a diventare il personaggio femminile più popolare della serie[125]. L'anno seguente, a marzo 2010, Newtype la nominò personaggio femminile più popolare degli anni novanta[126]. Il personaggio è periodicamente ricomparso nelle classifice della rivista, anche dopo molti anni dalla prima messa in onda; nel 2015 conquistò il primo posto fra i personaggi femminili favoriti dagli appassionati, battendo così tutte le eroine degli anime della stagione, mentre nel 2018 la Rei del Rebuild venne inclusa fra i migliori trenta personaggi del decennio precedente[127][128]. Nel 2013 il programma radiofonico Shibuya Anime Land della NHK la inserì fra le dieci eroine più popolari della storia dell'animazione giapponese[129]. Nel mese di luglio 2019 il quotidiano giapponese Merumo invece pubblicò i risultati di un sondaggio rivolto esclusivamente al pubblico femminile sui personaggi preferiti della serie, in cui Ayanami alla fine uscì terza[130]. Nel 2020 NHK ha chiesto a un largo numero di fan di Eva quale fosse il loro personaggio preferito, e Rei ha guadagnato il terzo posto[131].

Secondo il critico letterario Hiroki Azuma Rei Ayanami «ha dimostrato di essere un personaggio di grande impatto». Fra le ragioni di questa affermazione Azuma ha annoverato l'interpretazione della doppiatrice originale, Megumi Hayashibara, e il realismo della sua drammatica condizione: «La solitudine di Rei [...] ci offre immagini estremamente realistiche dell'incomunicabilità che affrontano i bambini di oggi»[132]. Il sito Anime Planet, pur apprezzando alcune interessanti rivelazioni sulla natura della ragazza e considerandola «il personaggio di gran lunga più interessante [di Evangelion]», ne ha criticato la mancanza di chiarezza e l'enigmaticità[133]. Parere analogo è stato espresso dal sito Anime Critics, secondo il quale: «[Rei] non ha alcuna personalità e rimane un enigma per la maggior parte della serie. Parte dell'intrigo dell'anime è scoprire quali segreti nasconda»[134]. Raphael See di THEM Anime, che ha trovato la caratterizzazione dei personaggi di Evangelion «un po' irritante», ha dichiarato di non comprendere le ragioni della sua enorme popolarità[135]. Secondo il sito giapponese Oricon il personaggio di Rei è diventato l'emblema stesso di Evangelion[136]. Della stessa linea di pensiero si è dimostrato il periodico Nihon Keizai Shimbun, che l'ha descritta come una «dea moderna», una vera icona dell'animazione giapponese; secondo la testata, inoltre, in Giappone ci sono circa un milione di fan dediti al personaggio, che, a distanza di più di dieci anni della messa in onda, continua a vendere figure a ritmo costante, dominando Akihabara, quartiere commerciale e otaku di Tokyo[137]. Thomas Zoth, editor del sito web Mania.com, l'ha inserita fra le dieci eroine più iconiche dell'animazione nipponica[138]. Chris Mackenzie del sito IGN lo ha enumerato fra i migliori venticinque personaggi dell'animazione giapponese. Fra le varie ragioni Mackenzie ha sottolineato l'assoluta «originalità» del personaggio, a suo parere molto diverso dalle numerose eroine a lei simili create dopo Evangelion: «La differenza tra Rei e tutte quelle pseudo-Rei è che, nel suo caso, ci potrebbe essere qualcosa dietro la sua facciata. [Rei] è un mistero che non possiamo risolvere»[139].

Influenza culturaleModifica

Quando Rei Ayanami apparve per la prima volta l'autostima del popolo giapponese era ai minimi storici, visto che era appena scoppiata la bolla economica. L'empatia verso Ayanami, una ragazza piena di ferite, che sale su un umanoide artificiale e combatte contro i suoi nemici senza fiatare, è radicata in quella epoca particolare. Un idolo infatti è una figura in cui si crede per motivi inconsci. Nell'animo dei giapponesi forse c'è un grande vuoto, un vuoto che non potrebbe essere colmato neanche se l'economia del paese si riprendesse dalla crisi.
Nihon Keizai Shimbun[137]

Rei Ayanami ha avuto una notevole influenza sul mondo dell'animazione giapponese e su molti personaggi immaginari seguenti[140]. Grazie alla grande fama acquisita da Evangelion vennero ideati numerosi personaggi femminili con i suoi tratti estetici e caratteriali[138][139]. Negli anni seguenti il personaggio di Rei fu al centro di una vera e propria venerazione da parte del pubblico otaku, e vennero creati decine di personaggi femminili a lei simili, i quali a loro volta conobbero grande popolarità nel mercato dei fumetti, degli anime e delle fanzine. Molti critici hanno ricondotto al grande successo di Rei l'origine del cosiddetto fenomeno moe, con cui vennero creati diversi personaggi secondo precise caratteristiche stereotipate facilmente riconoscibili e consumabili dal pubblico otaku[138]. Questo fenomeno però, secondo Hiroki Azuma, critico culturale e studioso della cultura otaku, non è da ricondurre alla diretta influenza di Evangelion o di Rei; a influenzare i produttori non fu per Azuma il personaggio in sé, ma la completa rivoluzione dei canoni moe della subcultura otaku da lei causata[141]. Anche i produttori che non si ispirarono a Neon Genesis Evangelion, dunque, incominciarono a creare dei personaggi accostabili a quello di Rei, utilizzando nuovi elementi moe da lei inconsciamente mutuati, come capelli blu, pelle pallida, personalità mite[141], passività e apatia[139]. Tsukishima Ruriko della visual novel Shizuku e Ruri Hoshino di Martian Successor Nadesico, fra tutte, vennero create prendendola come fonte di ispirazione[142][143].

Fra i tanti personaggi affini a quello di Rei si possono citare Miharu di Gasaraki[144], Vanilla H di Galaxy Angel[145], Neya di Mugen no Ryvius[146], Aruto Kirihara di Kagihime Monogatari Eikyū Alice Rondo[147], Riza Hawkeye di Fullmetal Alchemist, Dorothy R. Wayneright di The Big O[148] e Anthy Himemiya di Utena la fillette révolutionnaire[149][150]. Anche Lain Iwakura di Serial Experiments Lain viene spesso accostata al personaggio; Chiaki J. Konaka, principale sceneggiatore di Lain, ha però negato una diretta influenza di Evangelion, e, pur apprezzandone le caratteristiche, ha dichiarato di non vedere molte somiglianze fra le due eroine[151].

Secondo Kaichiro Morikawa, architetto e accademico giapponese, prima di Evangelion e di Rei Ayanami c'erano pochi personaggi principali con difetti fisici, come Char Aznable di Mobile Suit Gundam, che ha una cicatrice sulla fronte, e la principessa Kushana di Nausicaä della Valle del vento[152]. Dopo il successo della serie però le bende acquisirono grande popolarità, diventando il marchio di fabbrica del personaggio e quello di molti cosplay. In più, Rei è considerata il prototipo dei personaggi "mukuchi" (無口? lett. "senza bocca", "senza parole"), termine usato dagli appassionati di animazione per indicare personaggi reticenti e apparentemente privi di emozione, solitamente solitari e poco socievoli. Questo elemento moe, che conobbe ampia popolarità solamente in seguito al successo di Rei, è rintracciabile in numerosi personaggi femminili apparsi dopo, come Kirika Yūmura di Noir[153], Eva di Black Cat, Ai Enma di Hell Girl e Yuki Nagato di La malinconia di Haruhi Suzumiya[8][154]. Il personaggio, inoltre, ha contribuito a rendere popolare lo stereotipo dei kuudere, personaggi, sia maschili, sia femminili, che nascondono i propri veri sentimenti dietro una facciata malinconica e fredda[155]. Anche Yuzuriha Inori di Guilty Crown[156], Miyu di Mai-HiME[157] e Ai di i-wish you were here - vorrei tu fossi qui sono state paragonate a lei dai recensori e i critici d'animazione[158]. La sua influenza è rintracciabile anche in campo musicale. Hanno tratto ispirazione dal personaggio di Rei i Rey, il cui nome ne è un esplicito omaggio[159]. Il cantante Motoo Fujiwara, membro del gruppo giapponese Bump of Chicken, ha scritto il testo della canzone Arue (アルエ?) ispirandosi alla sua figura[160]. Nel video musicale di We Appreciate Power, invece, Grimes e Hana Pestle indossano due tute ispirate a quelle di Rei e Asuka[161]. Diversi artisti famosi ne hanno diffuso delle fan art, come Okama, Huke, Hiroya Oku[162] e Arina Tanemura[163]. Il suo plugsuit ha inoltre ispirato un capo d'abbigliamento per la linea primavera 2016 della Louis Vuitton, nota azienda francese specializzata in accessori e pelletteria[164].

CosplayModifica

 
Cosplayer di Rei Ayanami con la lancia di Longinus[165]
(JA)

«地味めが“ エヴァ" のキャラデザインコンセプトでしたが、 プラグスーツは派手で、 恥ずかしいボディベインティングって感じで、 とても巷で流行のコスプレ· マニアには見向きもされないと思ってました。 ところが、 コミケに、 ワンフェスに、 いたそうです。 なりきり少年少女達が...。 人ゴミ嫌いの私には、 縁のないコスプレワールドではありますが、 思わず“ 見たい" と心の中でさけんでしまいました。...青いかつらに白いプラグスーツ... " 見だい"。»

(IT)

«Per il design concept di Evangelion i personaggi avrebbero dovuto avere un aspetto "relativamente contenuto". Ma i plugsuit! Sgargianti da morire. Imbarazzante. Voglio dire, sembrano quasi, insomma, body painting. Naturalmente, ho pensato che i cosplayer non avrebbero nemmeno preso in considerazione l'idea [di indossarli]. Eppure c'erano al Comic Market. Sapete, io odio le folle, quindi di solito l'intero panorama dei cosplay è solamente una realtà distante. Ma questo... questo, dovevo vederlo. Ho visto ragazze con parrucche celesti che indossavano plugsuit bianchi. Mmm. Dovevo vederlo.»

(Yoshiyuki Sadamoto[166])

Nel corso degli anni diverse celebrità e personaggi dello spettacolo hanno impersonato Rei. Durante l'evento Anime Expo 2008 di Los Angeles, ad esempio, la cantante giapponese Shōko Nakagawa indossò i panni di Rei durante un'esibizione[167][168]. Nel 2006 l'attrice Natsuki Katō si mostrò in un cosplay di Rei per promuovere il lancio di Evangelion Chronicle, rivista contenente varie illustrazioni e informazioni sulla serie[169]. In occasione di una manifestazione organizzata per celebrare l'uscita del secondo capitolo di Rebuild of Evangelion, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, l'idol Miu Nakamura indossò assieme ad altre cinque modelle il plugsuit di Rei[170][171]. Nel 2008 l'idol Yuri Morishita indossò i suoi indumenti per promuovere l'uscita del proprio album fotografico Zero[172]. Nel 2012 Umika Kawashima, cantante del gruppo giapponese 9nine, posò in un cosplay di Rei durante un set fotografico[173][174]. Durante il Victoria's Secret Fashion Show di quell'anno la modella inglese Jourdan Dunn sfoggiò un abito estremamente simile al plugsuit del personaggio[175][176], fatto che causò i dubbi e le perplessità dello stesso studio Gainax, completamente ignaro di tutto[177][178]. Anche l'idol Rio Uchida[179], la cantante Kokoro Shinozaki[180] e il pattinatore Shōma Uno hanno indossato i panni del personaggio in alcune occasioni[181].

MerchandisingModifica

 
Un treno con l'immagine di Rei Ayanami mentre viaggia sulla linea Aonami, Nagoya

Subito dopo la prima messa in onda di Evangelion Rei diventò così popolare da generare una vera e propria esplosione di merchandising, vendendo più di qualunque altro personaggio della serie[138]. La sua immagine fu sfruttata per produrre una vasta gamma di prodotti, tra cui giocattoli[182], magliette[183], action figure[184][185], statue a grandezza naturale[186][187], accessori[8] e riproduzioni dei suoi indumenti[188][189]. Anche le action figure riscossero un immediato e incondizionato successo[190][191]. Secondo lo scrittore giapponese Kazuhisa Fujie, nonostante l'iniziale insuccesso commerciale relativo ai modellini e ai giocattoli della serie, le action figure di Rei diventarono così popolari da superare le vendite delle unità Evangelion, creando così il primo e forse unico caso di un anime robotico in cui «le vendite delle riproduzioni dei personaggi umani superarono quelle dei robot»[192]. Notevole successo incontrarono i libri o le riviste che ritraevano la sua immagine in copertina[48], fra cui un numero dell'edizione giapponese del noto periodico Rolling Stone[193]. Le vendite dei suoi articoli portarono i mass media nipponici a chiamarla "la ragazza che manipola le vendite", "la via più veloce per esaurire le scorte" o "la premium girl"[48].

Il 30 marzo 2001 la King Records lanciò un album per festeggiare la sua data di nascita, intitolato Evangelion: The Birthday of Rei Ayanami[194]. Lo stesso anno l'azienda Broccoli pubblicò un videogioco intitolato Shin seiki Evangelion - Ayanami ikusei keikaku (新世紀エヴァンゲリオン 綾波育成計画? lett. "Neon Genesis Evangelion - Il progetto di allevamento di Ayanami"), nel quale il giocatore assume il compito di accudire Rei[114]. Oltre che nei vari videogiochi tratti dalla serie animata originale è apparsa e usata in alcuni media non appartenenti al franchise di Evangelion, come nei videogiochi Monster Strike[195], Super Robot Wars[196], Tales of Zestiria[197], Puzzle & Dragons[198], Keri hime sweets, Summons Board[199][200], Puyopuyo!! Quest[201] e in un episodio dell'anime Shinkansen henkei robo Shinkalion[202]. Nel 2005 il mangaka Mine Yoshizaki, per celebrare il decimo anniversario della prima messa in onda di Evangelion, progettò diverse action figure degli angeli in sembianze antropomorfe; fra i vari modelli ideò una figure dell'angelo Lilith ispirata al character design di Rei[203]. Nel dicembre del 2009 sul sito web Yahoo! Japan vennero messe all'asta due chitarre Fender ispirate al personaggio di Rei, con un prezzo di partenza di 5 600 dollari ciascuna, vendute a 102 200 e 87 350 dollari[204][205]. Nel 2012 nei pressi della sede dell'emittente televisiva Nippon Television fu costruita una fedele riproduzione del personaggio per lo Shiohaku Expo[206], alta più di diciotto metri e dotata di scivolo[207]. L'anno seguente venne costruita una minuziosa riproduzione della camera da letto della ragazza e fu esposto un suo modello a grandezza naturale in occasione dell'evento Eva Expo di Shangai[208][209]. Nel 2020 Rei è stata usata, assieme ad altri personaggi della serie, per una serie di spot della Honda, andati in onda in occasione di una collaborazione fra Evangelion e Honda Civic[210].

NoteModifica

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