Renato Balestrero

pilota automobilistico italiano
Renato Balestrero
Lucca Bugatti 35C Balestrero 1926-04-05.jpg
Nazionalità Italia Italia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Ruolo Pilota
Squadra Officine Meccaniche, General Motors
 

Renato Balestrero (Lucca, 27 luglio 1898Milano, 18 febbraio 1948) è stato un pilota automobilistico italiano.

Vinse 54 delle 217 competizioni automobilistiche disputate tra il 1922 e il 1947[1].

BiografiaModifica

Nato a Sestri Ponente, da famiglia originaria di Serravalle Scrivia, come usava a quei tempi fu affidato alla sorella della madre, una Cesaretti di Lucca (Italia) sln dall''età di due anni.

La zia era moglie di quell'Eugenio Fascetti, possessore di una autoficina, costruttore della Minutoli- Millo, una vettura del 1902 che si trova ora al Museo Biscaretti Agnelli di Torino:.

Fin da adolescente fu quindi addentro nel mondo dei motori e partecipò alla prima guerra mondiale come autiere[1].

All'inizio della sua carriera nel 1922 fu legato alle Officine Meccaniche: ed alla guida di una OM 655 vinse numerosissime corse nel 1924 e1925l. Alla prima Mille Miglia si classificò 2º assoluto avendo come compagno Danieli. Acquisì una Bugatti Type 35T al prezzo di favore di 75.000 franchi (Bugatti ci teneva averlo come pilota) con la quale gareggiò nel 1927 ottenendo buoni risultati, ma senza vincere, causa la mancanza di una adeguata assistenza e la rivendette a Nuvolari. Assieme a Nando Minoia, grande pilota e suo maestro, divenne rappresentante della General Motors e nel1929.si sposò e ritornò a Genova .

La crisi del 29 - 30 li costrinse ad abbandonare l'impresa , ma saltuariamente partecipò ad alcune corse ottenendo successi, ma il ritorno avvenne a Pescara, per la Coppa Abruzzo, ove si era recato con un amico possessore di una Alfa Romeo 2300 8C. Questi all'ultimo momento non se la sentì di competere con i migliori piloti della scuderia ferrari egli propose di correre al suo posto. Balestrero non del tutto sicuro delle sue possibilità , vista la presenza di tanti nuovi piloto emergenti, chiese alla sua giovane moglie di unirsi a lui in veste meccanico, per crearsi un alibi in caso di non buona riuscita.

Vinse alla grande, dopo un duello accanito con Mario Tadini e decise di ritornare alla corse, acquistando una 2300 Alfa.

La stagione 1933 fu ricca di affermazioni, tanto che nella classifica redatta da Canestrini (Gazzetta dello Sport) relativa ai premi in denaro vinti, figura 4º su 90 piloti, preceduto solo da Nuvolari, Varzi e Fagioli...! Si affermò soprattutto nelle più importanti corse in salita, in Italia, Germania e Svizzera, sempre correndo con auto propria e rifiutando l'offerta di Ferrari, di averlo tra i suoi piloti.

L'avvento delle Mercedes , Auto Union e delle Alfa di nuova generazione, lo costrinse a ruoli di secondo piano nei Gran Premi, ai quali era comunque sempre invitato, e specie in Germania con ricchi ingaggi.

Con l'avvento della Categoria Nazionale sport , allestì una Alfa 2300 senza compressore e partecipò con successo e vittorie a molte gare, continuando su richiesta di colleghi a partecipare a Gran Premi, con Alfa 12 Cilindri e poi con la 308. e con la Maserati 1500, poiché specie in Germania, otteneva cospicui ingaggi.

Nel dopoguerra comprò la Stanguellini 2800 e dopo averla guarita da una certa inaffidabilità, nel 1948 vinse il titolo di Campione italiano nelle due categorie Nazionale ed Internazionale.

La stagione 1948 si presentava ricca di promesse; una campagna in Argentina ed il debutto con la ND 2500 a telaio tubolare., ma il 12 Febbraio fermo al casello dell'autostrada di Milano (proveniva da Torino con un Motore Alfa per la nuova macchina) fu investito mentre era al margine della strada da una Aprilia della ... Gazzetta dello Sport e morì beffato dal destino dopo tante corse ( a quel tempo estremamente pericolose ) senza mai incidenti .

NoteModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN6242149198303274940007 · ISNI (EN0000 0004 6012 2544 · BNF (FRcb17116096t (data) · WorldCat Identities (ENviaf-6242149198303274940007