Renato Bodini

calciatore e allenatore di calcio italiano
Renato Bodini II
Nazionalità Italia Italia
Altezza 175 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Difensore
Ritirato 1943 - giocatore
19?? - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1927-1930 Cremonese 48 (3)
1930-1935 Roma 139 (3)
1935-1937 Sampierdarenese 48 (8)
1937-1938 Milan 2 (0)
1938-1940 Liguria 50 (5)
1940-1941 Savona 13 (3)
1941-1942 Lucchese 18 (3)
1942-1943 Cremonese 10 (0)
Carriera da allenatore
1941-1942 Lucchese
1943-1944 Cremonese
1945-1946 Piacenza
1946-1947 Mantova
1949-1951 Cremonese
1951-1952 Acireale
1954 Roma vice
1954-1955 Bolzano
1957 Siena
1958-1959 Reggina
19?? Italia Italia militare
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Renato Bodini (Cremona, 6 ottobre 1909Roma, 23 agosto 1974) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo difensore.

Era noto come Bodini II per distinguerlo da Ercole o Bodini I[1].

Indice

Caratteristiche tecnicheModifica

Terzino tecnicamente poco dotato, faceva della fisicità e dell'intensità di gioco i suoi punti di forza. Era dotato di un potente tiro dalla distanza[2].

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

Esordì nella Cremonese, con cui debuttò in Divisione Nazionale rivelandosi come uno di migliori terzini del campionato[2], e si trasferì a 21 anni nella Roma, dovendo svolgere il servizio militare nella Capitale[3]. Nonostante la giovane età già al suo primo anno a Roma fu uno dei punti cardine nella stagione che vide i giallorossi secondi dietro la Juventus, giocando in coppia con Mario De Micheli[2]. Rimarrà per sempre legato alla storia della Roma di Campo Testaccio, è infatti citato nell'inno di Toto Castellucci:

« poi ce sta er torello de Bodini - cor gran Furvio Bernardini - che dà scòla all'argentini[2][4] »

La prima delle sue 3 reti da romanista fu nel derby del 24 maggio 1931, conclusosi 2-2 grazie proprio alla sua marcatura realizzata su punizione a tre minuti dal termine[5][6].

Chiusa l'avventura nella Roma si trasferì a Genova nella Sampierdarenese, e dopo una parentesi al Milan[4] (dove giocò solo 2 partite di campionato) tornò alla Sampierdarenese, che nel frattempo (a seguito di vari assorbimenti e fusioni) aveva cambiato il proprio nome in Liguria: la base del suo ritorno in terra ligure fu l'amore per una ragazza di nome Francesca che divenne poi sua moglie[4]. È stato l'autore della prima rete nella storia del Derby della Lanterna dall'introduzione del girone unico, realizzando la rete d'apertura della sfida fra Sampierdarenese e Genoa del 6 ottobre 1935, poi vinta dai rossoblu per 2 a 1.

Gli anni seguenti trascorse in Serie B militando nel Savona e nella Lucchese (dove fu allenatore-giocatore[7]), per poi chiudere la carriera nella società della sua città natale dove aveva esordito 15 anni prima: la Cremonese.

In carriera ha totalizzato complessivamente 270 presenze e 18 reti nella Serie A a girone unico e 41 presenze e 6 reti in Serie B.

AllenatoreModifica

Esordì in panchina allenando il Piacenza, nel campionato di Serie B-C Alta Italia 1945-1946 subentrando a Sandro Puppo[8]. In seguito allenò Mantova, Cremonese (in coppia con József Bánás, vennero sostituiti nel gennaio 1951 da Guido Dossena[9]), Acireale (dove ottenne una promozione in IV Serie[10]), Siena (dove fu esonerato) e la Nazionale militare[4].

Tornò anche alla Roma dove fu vice di Jesse Carver, lasciando l'incarico per sedere sulla panchina del Bolzano[4].

NoteModifica

  1. ^ Ercole e Renato, pur essendo entrambi cremonesi, non sono imparentati. Everet, Fontanelli, p.62.
  2. ^ a b c d Profilo su Enciclopediadelcalcio.it
  3. ^ Comunicazioni ufficiali, Il Littoriale, 9 ottobre 1930
  4. ^ a b c d e Profilo su Magliarossonera.it
  5. ^ Stagione 1930-1931 asromaultras.org
  6. ^ Serie A 1930-1931 rsssf.com
  7. ^ Agendina del calcio Barlassina 1941-1942, pag.106
  8. ^ Rosa 1945-1946 storiapiacenza1919.it
  9. ^ Everet, Fontanelli, pp.179-183
  10. ^ Stagione 1951-1952 leonigranata.altervista.org

BibliografiaModifica

  • Alberto Gazzoli, 60 anni del calcio Mantova. La storia del Mantova, 1986.
  • Alexandro Everet, Carlo Fontanelli, Unione Sportiva Cremonese - oltre un secolo di storia, Geo Edizioni, 2005.

Collegamenti esterniModifica