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Renato II Borromeo

nobile italiano

BiografiaModifica

Giovinezza ed educazioneModifica

Figlio di Carlo III Borromeo e di Isabella D'Adda, Renato II nacque a Milano il 23 agosto 1613 e dal padre venne avviato alla carriera degli studi il filosofia nella speranza forse di avviarlo un giorno alla carriera politica e culturale, motivo per cui nel 1628 venne inviato in Spagna per completare i propri studi.

MatrimonioModifica

Renato II sposò a Milano il 26 dicembre 1652 Giulia Arese, figlia del conte Bartolomeo III Arese e di sua moglie, la marchesa Lucrezia Homodei.

Carriera politicaModifica

Nel 1649 ottenne l'incarico di ambasciatore del ducato di Milano in Spagna, paese da cui fece rientro solo nel 1652 quando, il 9 luglio, venne ammesso fra i sessanta Decurioni del Consiglio Generale della città di Milano, carica che era già stata occupata da suo nonno materno, il marchese Giovanni Battista Homodei.

Fu in quegli anni che la sua persona divenne d'importanza capitale nel consolidamento della famiglia Borromeo nell'organizzazione dello stato milanese tramite il suo matrimonio, celebrato il 21 ottobre di quello stesso 1652, con la contessa Giulia Arese, figlia ed erede del conte Bartolomeo, presidente del senato di Milano ed uno dei più ricchi possidenti locali. Questo matrimonio, di grande impatto presso l'aristocrazia milanese del tempo, non solo arricchì ulteriormente i già potenti Borromeo[1] ma fece si che il figlio primogenito della coppia, assumesse il cognome di "Borromeo Arese".

MorteModifica

Morì a Milano il 1 maggio 1685, lasciando i propri titoli al fratello Vitaliano che già occupava una posizione militare rilevante, ben sapendo che questi senza figli avrebbe poi lasciato i titoli a sua volta a suo figlio primogenito, Carlo.

DiscendenzaModifica

Renato II e Giulia Arese ebbe i seguenti figli:

  • Giustina (1654 - 1714), sposò Cristiano Stampa, conte di Moncastello
  • Margherita (1656 - 1717), sposò Antonio Dal Verme, conte di Sanguinetto
  • Carlo, marchese di Angera
  • Isabella (1660 - 1692), monaca col nome di "suor Marianna Giuseppa" nel convento di Santa Maria della Vittoria a Milano
  • Lucrezia (1665 - 1667)
  • Beatrice (1666 - 1704), monaca col nome di "suor Rosa Marianna" nel convento di Santa Maria della Vittoria a Milano
  • Anna Teresa (1668 - 1692), monaca col nome di "suor Marianna Giovanna" nel convento di Santa Maria della Vittoria a Milano, priora dal 1686
  • Lucrezia (1670 - 1716), sposò il principe Antonio Gaetano Gallio Trivulzio
  • Giberto (1671 - 1740), vescovo di Novara e cardinale
  • Renato (n. e m. 1673)
  • Giulio Federico (n. e m. 1675)
  • Maria Geronima (1678 - 1742), monaca col nome di "suor Domenica Teresa" nel convento di Santa Maria della Vittoria a Milano
  • Maria Lucrezia (morta infante)

AscendenzaModifica

Renato II Borromeo Padre:
Carlo III Borromeo
Nonno paterno:
Renato I Borromeo
Bisnonno paterno:
Giulio Cesare Borromeo
Trisnonno paterno:
Federico Borromeo
Trisnonna paterna:
Veronica Visconti di Somma
Bisnonna paterna:
Margherita Trivulzio
Trisnonno paterno:
Renato Trivulzio
Trisnonna paterna:
Isabella Borromeo
Nonna paterna:
Ersilia Farnese
Bisnonno paterno:
Ottavio Farnese
Trisnonno paterno:
Pier Luigi Farnese
Trisnonna paterna:
Gerolama Orsini
Bisnonna paterna:
?
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Madre:
Isabella D'Adda
Nonno materno:
Ercole D'Adda
Bisnonno materno:
Erasmo D'Adda
Trisnonno materno:
Rinaldo D'Adda
Trisnonna materna:
Margherita di Carupo
Bisnonna materna:
Isabella Bottoli
Trisnonno materno:
Galasso Bottoli
Trisnonna materna:
?
Nonna materna:
Margherita D'Adda
Bisnonno materno:
Giacomo D'Adda
Trisnonno materno:
Gaspare D'Adda
Trisnonna materna:
Margherita Rabbia
Bisnonna materna:
Francesca Scarovigna
Trisnonno materno:
Giovanni Antonio Scarovigna
Trisnonna materna:
Dorotea Ferrero

NoteModifica

  1. ^ Giulia Arese portò in dote al marito un cospicuo patrimonio consistente principalmente nel feudo di Cesano Maderno e in migliaia di pertiche di terreni, oltre a feudi, abitazioni a Milano e dazi di cospicua entità come quelli milanesi sul pane bianco, sul perticato rurale e sulle carni fresche, nonché quello sul mensuale a Pavia

BibliografiaModifica

  • A. Sassi, La nobiltà borromea, Milano 1718, pp. 31, 36
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