Repubblica Piemontese

repubblica sorella della Francia rivoluzionaria (1798-1799)
Governo Provvisorio Piemontese
National Cockade of Armenia.svg Flag of the Repubblic of Alba.svg
(dettagli) (dettagli)
Motto: «Libertà, Virtù, Eguaglianza»
Informazioni generali
Nome ufficiale Gouvernement Provisoire Piémontais
Capoluogo Torino
Superficie 31.000 km² (1798)
Dipendente da Flag of France (1794–1815, 1830–1958).svg Repubblica Francese
Suddiviso in 4 dipartimenti
Amministrazione
Forma amministrativa Occupazione militare
Governatore Barthélemy Joubert
Jean Moreau
Organi deliberativi Governo provvisorio della Nazione Piemontese
Evoluzione storica
Inizio 9 dicembre 1798
Causa Abdicazione di Carlo Emanuele IV
Fine 26 maggio 1799
Causa Guerra della seconda coalizione
Preceduto da Succeduto da
Kingdom of Savoy.svg Regno di Sardegna Kingdom of Savoy.svg Regno di Sardegna
Cartografia
Norditalien und Mittelitalien 1799.jpg

1leftarrow blue.svgVoce principale: Storia del Piemonte.

Il nome di "repubblica piemontese" è usato dalle fonti storiografiche per indicare il periodo rivoluzionario della prima conquista francese del Piemonte a fine Settecento, in cui iniziò l'opera di assimilazione dei territori subalpini alla potenza transalpina.

StoriaModifica

Il 28 aprile 1796 con l'armistizio di Cherasco Vittorio Amedeo III di Savoia fu costretto a cedere alla Francia Nizza e Savoia e consegnare anche tutte le fortezze, che divennero presidi militari francesi a guardia delle mosse del re, per il momento ancora tollerato sul trono fino alla sua morte avvenuta solo pochi mesi dopo. Le ambiguità del nuovo sovrano, suo figlio Carlo Emanuele IV,[1] vennero però poi sempre meno tollerate dal Direttorio, in un'antipatia che esplose dopo la partenza di Napoleone per l'Egitto.

Il 9 dicembre 1798, di fronte al rifiuto del re di onorare l’alleanza contro il Regno delle Due Sicilie che attaccava la Repubblica Romana, il Direttorio ordinò al generale Joubert di deporre il re, che contrattò la propria abdicazione in cambio di una via di fuga, dichiarando decaduta la monarchia. Fu insediato un governo provvisorio di quindici membri, e vennero creati cinque ministeri, Interni, Giustizia, Finanze, Lavori Pubblici, e Guerra, sotto il controllo dell'ex ambasciatore francese divenuto Commissario civile, mentre vennero introdotte alcune tipiche istituzioni rivoluzionarie quali la Guardia nazionale, e rimosse le vecchie Intendenze provinciali sostituendole con Direzioni finanziarie sotto la sorveglianza di commissari locali. L’esercito piemontese fu integrato fin da subito in quello francese. Nel frattempo, i membri di Casa Savoia ripararono in Sardegna, sotto la protezione inglese, protestando contro la perdita della loro sovranità sul Piemonte.

Il 2 aprile 1799, di fronte alla dichiarazione di guerra dell'Austria, il Direttorio dichiarò sciolto il governo provvisorio, nominando Commissario unico con pieni poteri l'ambasciatore Musset, il quale procedette a sua volta a rimuovere le amministrazioni provinciali creando quattro dipartimenti:

Il 3 maggio 1799, avendo le armate tedesche invaso la regione, il Direttorio proclamò lo stato di emergenza, istituendo la legge marziale sotto il governo militare dell'Amministrazione Generale del Piemonte insediatasi a Pinerolo data l'infida situazione della capitale.

Il 26 maggio 1799 le truppe austro-russe, dopo la vittoria sui francesi, entrarono a Torino e restaurarono la monarchia e l'antico regime, annullando ogni legge repubblicana, e nominando un Consiglio supremo sabaudo. Tuttavia, paradossalmente, neanche gli austriaci si fidavano del tentennante sovrano piemontese, e affidarono quindi il vero potere ad un'amministrazione militare del tutto simile a quella francese scacciata, con un Commissario imperiale e un Comando militare.

Tuttavia nel giugno del 1800 Napoleone ritornò in Italia e, dopo la vittoriosa battaglia di Marengo, il 20 giugno ripristinò in buona parte il precedente assetto territoriale repubblicano, con un governo e una consulta che avevano rispettivamente il potere esecutivo e quello legislativo: il nome di Repubblica Piemontese comparve quindi anche in atti ufficiali, insieme alle sorelle e confinanti Ligure e Cisalpina, mentre nella storiografia il periodo divenne noto come repubblica subalpina, preludio della successiva annessione del Piemonte alla Francia (1802).

NoteModifica

  1. ^ Ambiguità culminate nel marzo 1797 quando, avendo l’esercito francese raggiunto il Brennero e Tarvisio, Casa Savoia cercò rapidamente di cambiare sponda firmando un trattato di alleanza contro l’Austria il 5 aprile pochi giorni prima dell’ormai ovvia sconfitta tedesca, onde poter approfittare di facili vantaggi territoriali ai tavoli della pace.

Voci correlateModifica