Repubblica Popolare di Doneck

autoproclamato Stato indipendente nell'Ucraina orientale, a riconoscimento internazionale limitato

La Repubblica Popolare di Doneck (in russo: Донецкая Народная Республика, ДНР?, traslitterato: Doneckaja Narodnaja Respublika, DNR; in ucraino: Донецька Народна Республіка?, traslitterato: Donec'ka Narodna Respublika) è de facto un territorio conteso a riconoscimento limitato, autoproclamatosi indipendente il 7 aprile 2014.[6] Tale territorio si trovava solo parzialmente all'interno dell'Oblast' di Donec'k, formalmente parte dell'Ucraina, sebbene i secessionisti e la Russia lo rivendichino per intero. Le autorità secessioniste hanno dichiarato, in modo unilaterale, l'indipendenza dall'Ucraina il 12 maggio 2014, dopo aver svolto un referendum.[7]

Repubblica Popolare di Doneck
Repubblica Popolare di Doneck – Bandiera
Repubblica Popolare di Doneck - Stemma
Repubblica Popolare di Doneck - Localizzazione
Repubblica Popolare di Doneck - Localizzazione
I territori controllati dalla Repubblica Popolare di Doneck al momento dell'annessione alla Russia. In verde scuro, il territorio sotto il diretto contro della Repubblica, e il resto dell'Oblast' di Donec'k sotto controllo ucraino (in verde chiaro)
Territorio a status conteso
Motivo del contenziosoDichiarazione unilaterale di indipendenza
Situazione de factoConflitto in corso, indipendenza terminata con l'annessione unilaterale da parte della Russia
Posizione dell'ONUNon riconosce l'indipendenza
Posizione dell'UENon riconosce l'indipendenza
Posizione della Repubblica Popolare di Doneck
Dichiarazione d'indipendenza7 aprile 2014
Nome completoRepubblica Popolare di Doneck
Nome ufficialeДонецкая Народная Республика
GovernoRepubblica presidenziale
Capo di StatoDenis Pušilin
Capo del governoAleksandr Anančenko[1]
Riconoscimenti internazionaliRussia Russia
Corea del Nord Corea del Nord
Siria Siria
RP di Lugansk RP di Lugansk
Ossezia del Sud Ossezia del Sud
Abcasia Abcasia
InnoSlav'sja Respublika
Posizione dell'Ucraina
Sintesi della posizioneNon riconosce l'indipendenza; rivendica l'intero territorio come parte integrante dello Stato
Nome completoOblast' di Donec'k
Nome ufficialeДонецька область
Informazioni generali
Linguarusso, ucraino
Capitale/CapoluogoDonec'k (975.958 ab. / 2011)
Areakm²
Popolazione2.244.547[2] ab. (2020)
ContinenteEuropa
ConfiniRussia, Ucraina, Repubblica Popolare di Lugansk
Fuso orarioUTC+3[3]
ValutaGrivnia ucraina[4]
Rublo russo[5]

L'Ucraina considera questo territorio parte integrante della nazione temporaneamente occupata dalle Forze armate della Federazione Russa e da gruppi armati secessionisti [8]. Tuttavia , dalla sua autoproclamazione nel 2014, all'aggressione militare russa contro l'Ucraina del 2022, la Repubblica Popolare di Doneck era riconosciuta a livello internazionale soltanto dalla Russia[9], dalla Siria,[10] e dalla Corea del Nord,[11] oltre che da tre Stati a riconoscimento limitato: Repubblica Popolare di Lugansk, Ossezia del Sud, e Abcasia.

Successivamente, il territorio della sedicente Repubblica è stato ingrandito, manu militari, nel corso dell'Invasione russa dell'Ucraina del 2022, arrivando a includere, dopo una cruenta battaglia, anche la città litoranea di Mariupol'.

Nel settembre 2022, il governo russo ha organizzato un referendum nei territori controllati dalle autorità secessioniste di Doneck,[11] Lugansk e in quelli occupati dalle truppe russe negli oblast' di Zaporižžja e Cherson, allo scopo di far ricadere tali territori sotto la propria sovranità. La totalità della comunità internazionale, compresi alleati storici come Cina e Kazakistan, hanno dichiarato di non riconoscere tale consultazione e in particolare, le potenze occidentali hanno giudicato il referendum come una farsa. Il 30 settembre 2022 il presidente russo Putin ha firmato i decreti per annettere alla Russia le quattro regioni integrandole come propri soggetti federali. L'annessione è stata condannata dalla comunità internazionale che continua a considerare gli oblast' come parte dell'Ucraina.[12]

StoriaModifica

A partire dal marzo 2014, iniziarono nell'est dell'Ucraina azioni di protesta contro il nuovo governo insediatosi a Kiev a seguito degli eventi dell'Euromaidan. I manifestanti non ne riconoscevano la legittimità e chiedevano la federalizzazione del Paese. Il 6 aprile i palazzi dei Consigli regionali delle Oblast' di Donec'k, Luhans'k e Charkiv furono occupati dagli indipendentisti. L'indomani fu proclamata la nascita della Repubblica Popolare di Doneck e successivamente vennero formati un Consiglio del Popolo e un governo temporaneo.[13]

Il 12 aprile la Repubblica Popolare di Doneck estese il proprio controllo a Slov"jans'k, Mariupol', Jenakijeve, Kramators'k e altri centri minori, mentre si intensificarono gli scontri armati tra l'esercito ucraino e la milizia popolare del Donbass.[14] L'11 maggio si tennero i referendum per l'indipendenza della Repubblica Popolare di Doneck e della Repubblica Popolare di Lugansk, che venne proclamata il giorno successivo.[7] Le due Repubbliche il 24 maggio sottoscrissero un accordo di unione nell'ambito della Federazione della Nuova Russia, progetto che sarebbe stato accantonato un anno dopo.[15]

Nel corso dell'estate i soldati ucraini ripresero il controllo di Slavjansk, Mariupol' e Kramatorsk,[16] mentre la Repubblica Popolare di Doneck consolidò la propria posizione nella capitale e conquistò lo sbocco al mare prendendo il controllo di Novoazovs'k e di molti centri dei distretti Distretto di Novoazovs'k, Distretto di Starobeševe e Distretto di Amvrosiïvka.[17].

Il 17 luglio 2014 le forze secessioniste abbatterono un aereo della Malaysia Airlines, in volo dai Paesi Bassi verso la Malaysia, provocando la morte di tutti i 283 passeggeri e i 15 membri dell'equipaggio.

Con il protocollo di Minsk del 5 settembre 2014 e il successivo Minsk II del 12 febbraio 2015 furono previsti dei cessate il fuoco che, pur frequentemente violati, ridussero l'intensità del conflitto, successivamente entrato in una fase di stallo.[18] Il 21 febbraio 2022 la Federazione Russa ne riconosce ufficialmente l'indipendenza.[19] Il 24 febbraio ha inizio l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte delle Forze armate russe nonché di quelle della Repubblica Popolare di Doneck e Lugansk. Una serie di battaglie nei primi mesi dell'invasione ha portato a ingrandire il territorio controllato. Dopo sette mesi dall'inizio delle ostilità, quattro referendum sono stati organizzati nelle aree degli oblast' parzialmente occupate di Zaporižžja e Cherson ma soprattutto nelle due repubbliche separatiste e il 30 settembre vengono tutte annesse alla Russia, sebbene la validità del referendum non è stata riconosciuta da nessun paese del mondo e anzi, lo stesso referendum è stato definito illegale dalle Nazioni Unite[20].

Ordinamento dello StatoModifica

Suddivisioni amministrativeModifica

La Repubblica Popolare di Doneck è suddivisa amministrativamente in città di livello repubblicano e rajon[21].

Città/rajon Abitanti[2]
  Donec'k (Doneck) 957.136
  Horlivka (Gorlovka) 268.527
  Debal'ceve (Debal'cevo) 26.604
  Dokučajevs'k (Dokučaevsk) 23.937
  Jenakijeve (Enakievo) 124.267
  Ždanivka (Ždanovka) 12.565
  Chrestivka (Kirovskoe) 27.847
  Makiïvka (Makeevka) 382.448
  Snižne (Snežnoe) 69.134
  Čystjakove (Torez) 78.642
  Charcyz'k (Charcyzsk) 101.369
  Šachtars'k (Šachtërsk) 60.213
  Jasynuvata (Jasinovataja) 44.020
  Distretto di Amvrosiïvka (Amvrosievskij rajon) 44.165
  Distretto di Novoazovs'k (Novoazovskij rajon) 28.164
  Distretto di Starobeševe (Starobeševskij rajon) 49.432
  Distretto di Tel'manove (Tel'manovskij rajon) 14.581
  Distretto di Šachtars'k (Šachtërskij rajon) 19.758
Totale 2.332.556

IstituzioniModifica

Secondo la Costituzione adottata il 14 maggio 2014, la Repubblica Popolare di Doneck è uno stato unitario democratico, di diritto e sociale. Il potere legislativo è affidato al Consiglio del Popolo, composto da 100 deputati, mentre il potere esecutivo è affidato al capo della Repubblica, eletto dal popolo, e al Consiglio dei ministri, nominati dal capo della Repubblica. La Costituzione riservava al capo della Repubblica la facoltà di guidare personalmente il Governo o di nominare un presidente del Consiglio dei ministri.[21]

Prima della proclamazione della Repubblica Popolare, il 1º marzo i manifestanti avevano proclamato governatore del popolo Pavel Gubarev[22], mentre in occasione dell'occupazione del palazzo dell'Amministrazione regionale del 6 aprile erano stati formati un Consiglio del Popolo ed un Governo temporaneo presieduto da Denis Pušilin.[23] Il 16 maggio venne formato il primo Governo effettivo, guidato da Aleksandr Borodaj, sostituito dal 7 agosto da Aleksandr Zacharčenko[24], che in occasione delle elezioni generali del 2 novembre 2014 divenne Capo dello Stato. Lo stesso giorno venne eletto il Consiglio del Popolo.[25] Zacharčenko fu ucciso a Donec'k il 31 agosto 2018 in un attentato compiuto per mezzo di un'autobomba.[26]

Forze armateModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Forze separatiste del Donbass.

PoliticaModifica

La guerra tra Ucraina e Doneck ha determinato prese di posizione da parte di diversi Stati e organismi internazionali, ha coinvolto direttamente sia la Russia sia paramilitari ucraini.

Il partito neonazista ucraino Pravyj Sektor ("Settore Destro") il 23 aprile 2014 annunciò la formazione di 800 guerriglieri per intervenire contro la Repubblica Popolare di Doneck[27][28].

Alcuni analisti hanno evidenziato che, malgrado le milizie di Doneck si definiscano generalmente come antifasciste,[29][30] paragonando il conflitto a quello sul Fronte orientale fra l'Armata Rossa e la Wehrmacht, ed abbiano perciò ricevuto supporto internazionale anche da associazioni e forze politiche di sinistra,[31][32] la leadership di alcuni gruppi secessionisti è politicamente vicina al filosofo neofascista russo Aleksandr Dugin, sicché i militanti di estrema destra e in alcuni casi anche neonazisti sono coinvolti in entrambe le parti in conflitto.[33]

Relazioni internazionaliModifica

Il territorio è sempre de iure parte dell'Ucraina. Vi furono trattative internazionali per il riconoscimento di una maggiore autonomia della regione, che non ebbero però successo[34].

In Italia ebbe due centri di rappresentanza a Torino e Verona.[35]

Riconoscimenti internazionaliModifica

Il riconoscimento fu annunciato anche da parte di Cuba[43] ma non è mai stato stato formalizzato.

Capi della RepubblicaModifica

Nome Mandato della carica Partito Note
  Pavel Gubarev 3 marzo 2014 – 4 novembre 2014 Partito Nuova Russia
  Aleksandr Zacharčenko 4 novembre 2014 – 31 agosto 2018 Repubblica di Doneck
  Dmitrij Trapeznikov 31 agosto 2018 – 7 settembre 2018 Indipendente ad interim
  Denis Pušilin 7 settembre 2018 - 30 settembre 2022 Repubblica di Doneck

Capi del governoModifica

Nome Mandato della carica Partito Note
  Aleksandr Zacharčenko 7 agosto 2014 – 31 agosto 2018 Repubblica di Doneck
  Dmitrij Trapeznikov 31 agosto 2018 – 7 settembre 2018 Indipendente ad interim
  Denis Pušilin 7 settembre 2018 – 18 ottobre 2018 Repubblica di Doneck
  Alexander Ananchenko 1º dicembre 2018 – 6 febbraio 2020 Repubblica di Doneck
  Vladimir Pashkov 6 febbraio 2020 - 30 settembre 2022 Indipendente

Diritti umaniModifica

Durante la guerra del Donbass, ci furono molti casi di sparizioni forzate nella Repubblica Popolare di Doneck. Il presidente Zakharchenko ha dichiarato che le sue forze fermano fino a cinque "sovversivi ucraini" ogni giorno. Si stima che circa 632 persone siano state detenute illegalmente dalle forze secessioniste dall'11 dicembre 2014. Un caso è quello del giornalista indipendente Stanislav Aseyev, rapito il 2 giugno 2017. Inizialmente, il governo della DNR negò di sapere dove si trovasse, ma il 16 luglio, un agente del Ministero della Sicurezza dello Stato ha confermato che Aseyev era sotto la sua custodia e che era sospettato di spionaggio, in quanto i media indipendenti non possono riferire dal territorio controllato dalla DNR. Amnesty International ha richiesto a Zakharchenko di rilasciare Stanislav Aseyev, cosa che non è avvenuta.[44][45]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Pushilin appoints Ananchenko acting DPR prime minister, su dan-news.info, Donetsk News Agency, 18 ottobre 2018. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  2. ^ a b (RU) Naselenie (PDF), su glavstat.govdnr.ru. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  3. ^ (RU) DNR perechodit na moskovskoe vremja, su russian.rt.com, 24 ottobre 2014. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  4. ^ ДНР будет использовать гривну наряду с рублем
  5. ^ (RU) LNR i DNR uspešno perešli na rasčëty v rubljach, su pronedra.ru, 10 settembre 2015. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  6. ^ (RU) В Донецке объявлено о создании народной республики, su rosbalt.ru, 7 aprile 2014. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  7. ^ a b (RU) Luganskaja oblast' ob''javila o vychode iz sostava Ukrainy, su vesti-ukr.com, 12 maggio 2014. URL consultato il 24 febbraio 2021.
  8. ^ (UK) Postanova Verchovnoï Rady Ukrainy, su zakon3.rada.gov.ua, 17 marzo 2015. URL consultato il 24 febbraio 2021.
  9. ^ La Russia riconosce le repubbliche del Donbass, su ansa.it.
  10. ^ La Siria riconosce l’indipendenza del Donbass, su lidentita.it.
  11. ^ a b La Corea del Nord ha riconosciuto come stati sovrani e indipendenti le due repubbliche autoproclamate e filorusse di Donetsk e di Luhansk, nella regione ucraina del Donbass, in il Post, 14 luglio 2022.
  12. ^ Via libera all'annessione di quattro regioni ucraine, Putin: Per sempre nostre. Kiev: ora nella Nato, in Rai News 24, 30 settembre 2022.
  13. ^ (RU) Mitingujuščie v Donecke formirujut "vremennoe narodnoe pravitel'stvo, su tass.ru, 8 aprile 2014. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  14. ^ Stolknovenija na jugo-vostoke Ukrainy, su forbes.ru, 14 aprile 2014. URL consultato il 24 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2015).
  15. ^ (RU) Vladimir Dergačev & Dmitrij Kirillov, Proekt «Novorossija» zakryt, su gazeta.ru, 20 maggio 2015. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  16. ^ (EN) Ukraine crisis: Donetsk rebels in mass withdrawal, su bbc.com, 5 luglio 2014. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  17. ^ (RU) Opolčency DNR vyšli k Azovskomu morju, su ntv.ru, 30 agosto 2014. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  18. ^ (RU) Situation in Donbass may develop into frozen conflict, su tass.ru, 12 settembre 2015. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  19. ^ (RU) Указ Президента Российской Федерации № 71 «О признании Донецкой Народной Республики», su publication.pravo.gov.ru, 21 febbraio 2022. URL consultato il 24 febbraio 2021.
  20. ^ https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2022-09/ucraina-referendum-russia-putin-onu-guterres-guerra-oggi-news.html
  21. ^ a b (RU) Konstitucija DNR Archiviato il 15 dicembre 2015 in Internet Archive.. Oficial'nyj sait DNR
  22. ^ (RU) V Donecke zaderžan "narodnyj gubernator" Gubarev Archiviato il 13 aprile 2014 in Internet Archive.. RBK, 6 marzo 2014.
  23. ^ (RU) Biografija Denisa Pušilina. RIA Novosti, 28 agosto 2014.
  24. ^ (RU) Prem'er-ministr DNR Aleksandr Borodaj podal v otstavku po sobstvennomu želaniju. TASS, 7 agosto 2014.
  25. ^ (RU) Prem'er Zacharčenko vyigral vybory glavy DNR. RIA Novosti, 3 novembre 2014.
  26. ^ https://www.ilpost.it/2018/08/31/zacharcenko-morto/
  27. ^ Stefano Grazioli, Crisi Ucraina, Pravy Sektor: il braccio armato anti-Russia Archiviato il 12 agosto 2014 in Internet Archive.. Lettera43.it, 25 aprile 2014.
  28. ^ (EN) Donbas battalion loses 4 in Ilovaisk assault Archiviato il 17 agosto 2014 in Internet Archive.. Ukrinform.ua, 11 agosto 2014
  29. ^ (EN) Donetsk's pro-Russia rebels celebrate expelling "fascist Ukrainian junta". The Guardian, 8 settembre 2014
  30. ^ (EN) Daniel McLaughlin, Donetsk’s pro-Russians ‘defending our people from fascists and the West’ . The Irish Times, 16 aprile 2014.
  31. ^ Appello del popolo della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk alla comunità mondiale. Marx XXI, 30 maggio 2014.
  32. ^ A Donetsk sono arrivati volontari italiani per combattere le truppe di Kiev. Rai News, 10 giugno 2014.
  33. ^ Jacopo Custodi, Altro che “compagni”. La Repubblica di Donetsk e l’ombra nera di Aleksandr Dugin. East Journal, agosto 2014.
  34. ^ Giulia Sangineto, I dodici punti di Minsk: una fragile tregua per l’Ucraina, in Cronache Internazionali, 15 settembre 2014. URL consultato il 26 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2014).
  35. ^ Emanuele Rossi, A cosa serve il riconoscimento di Donetsk e Lugansk che Mosca voterà, su formiche.net, 21 gennaio 2022. URL consultato il 24 febbraio 2022.
  36. ^ Ore 13.40 La Duma russa vota sul riconoscimento delle Repubbliche del Donbass, su repubblica.it.
  37. ^ Duma di Stato riconosce le repubbliche secessioniste del Donbass, su nova.news.
  38. ^ Ucraina: Duma chiede a Putin riconoscimento Donetsk e Lugansk, su lapresse.it.
  39. ^ (RU) Абхазия признала независимость ДНР и ЛНР, su www.pnp.ru. URL consultato il 16 luglio 2022.
  40. ^ La Siria riconosce l’indipendenza del Donbass, su lidentita.it.
  41. ^ https://www.ilpost.it/2022/07/14/corea-del-nord-riconosciuto-repubbliche-filorusse/?amp=1
  42. ^ https://www.ilmessaggero.it/ultimissime_adn/ucraina_la_corea_del_nord_ha_riconosciuto_l_autoproclamata_repubblica_di_donetsk-20220713150717.html
  43. ^ Cuba reconoce a las repúblicas de Donetsk y Lugansk, su cuballama.com, Cuballama, 27 febbraio 2022.
  44. ^ (ES) UCRANIA | Crece la preocupación por el periodista ucraniano Stanislav Aseyev, en poder de los separatistas :: Reporteros Sin Fronteras, su www.rsf-es.org. URL consultato il 3 settembre 2018.
  45. ^ https://www.ukrinform.es/rubric-sushchenko/2304123-la-osce-urge-a-rusia-a-liberar-a-los-periodistas-sushchenko-semena-y-aseyev.html

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