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Requiescant

film del 1966 diretto da Carlo Lizzani
Requiescant
Requiescant4.jpg
Una scena del film
Titolo originaleRequiescant
Paese di produzioneItalia, Germania
Anno1967
Durata108 min
Generewestern
RegiaCarlo Lizzani
SoggettoRenato Izzo, Franco Bucceri
SceneggiaturaAdriano Bolzoni, Armando Crispino, Lucio Battistrada, Pier Paolo Pasolini (non accreditato)
ProduttoreCarlo Lizzani
Casa di produzioneCastoro Film, Istituto Nazionale Luce, Tefi Film
Distribuzione in italianoArco Cidif
FotografiaSandro Mancori
MontaggioFranco Fraticelli
Effetti specialiGianni Baciucchi
MusicheRiz Ortolani
ScenografiaEnzo Bulgarelli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Requiescant è un film del 1967 diretto da Carlo Lizzani.

TramaModifica

 
Pier Paolo Pasolini sul set di Requiescant

Un bambino viene abbandonato nel polveroso West dopo una strage, finché non verrà accolto da un pastore protestante. Quando il ragazzo diventa adulto diventa un abile pistolero e, facendo appello agli insegnamenti religiosi del suo educatore, ogni volta che uccide un suo nemico lo congeda pronunciando la frase latina: "Requiescant!". Proprio per questo verrà soprannominato così. Intanto il bandito che aveva organizzato la strage dove Requiescant incappò piccolissimo non è altri che il famigerato Don Fergurson il quale gestisce loschi affari in una piccola cittadina, nonché proprietario del lussuoso saloon dove canta e si esibisce una sua diva. Alla fine della storia accadrà che Requiescant, giunto nella polverosa città, ucciderà dopo uno scontro Fergurson, scoprendo la sua vera identità e libererà il popolo dalla tirannia.

Il ruolo di PasoliniModifica

Da notare è la parte che svolge nel film il regista, scrittore e poeta Pier Paolo Pasolini. Egli è uno dei tanti pistoleri della polverosa città di Fergurson, tuttavia è incline alla non violenza e alla fratellanza tra tutti. Quando verso la fine della pellicola El Nino (Davoli), un musicista pagato da Fergurson, grida di gioia col popolo per la libertà ottenuta, cerca di convincere esultando anche Don Juan (Pasolini) a gioire. Ma quando il ragazzo si avvicina a lui per battezzarlo, questi risponde di non sorridere, perché la guerra è la rovina di tutti. Infatti poco dopo nella zona si scatenerà il pandemonio per le rivolte intestine americane contro gli inglesi.

Collegamenti esterniModifica

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