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Resbalosa
Origini stilistiche Zamacueca
Origini culturali Arrivò in Cile e Argentina dal Perù intorno al 1835
Strumenti tipici Chitarra, Contrabbasso, Arpa, Tormento, Fisarmonica, Pandero, Guitarrón cileno.
Popolarità Cile, Argentina e Perù nei primi decenni del XIX secolo
Generi correlati
Gato, Marote, Firmeza, Escondido, Mariquita, Triunfo, El Tunante, El Palito, La Patria
Categorie correlate

Gruppi musicali resbalosa · Musicisti resbalosa · Album resbalosa · EP resbalosa · Singoli resbalosa · Album video resbalosa

La refalosa (o resbalosa) è una danza sudamericana, legata alla zamacueca, che si diffuse attraverso il Cile e l'Argentina nella prima metà del XIX secolo.[1][2]

Indice

DescrizioneModifica

Fu popolare durante il XIX secolo nella zona centrale del Cile. Da lì passò in Argentina, intorno al 1835 e da lì alle sale da ballo e alla campagna di Cuyo dove durò fino al 1860 e, più debolmente, le province di Cordoba, Catamarca, Santiago del Estero.

Come genere popolare è quasi scomparso, proprio come altre danze popolari sono state estinte: il rin, la pericona e la sirilla.

Il suo nome è dovuto allo stile della danza, che sostanzialmente si muove in avanti e indietro, come "resbalando" (scivolando).[n 1] Potrebbe anche essere dovuto al verbo "refalar" che significa "togliersi un vestito, sbarazzarsi di qualcosa" in castigliano antico.

Il 17 luglio 1848 fu organizzato un evento musicale in onore di José Zapiola, e nel programma figuravano nuove refalosas, che indica la sua ascensione alle scene, ai palcoscenici. Zorobabel Rodríguez, nel suo Diccionario de Chilenismos, pubblicato nel 1875, afferma che "il refalosa si ballava nelle chinganas (specie di osteria) accanto alla cueca".

CaratteristicheModifica

Danza picaresca, di corteggiamento, a coppia libera e indipendente e di movimento vivace.

CoreografiaModifica

Si balla con fazzoletto e passo base comune. Posizione iniziale: ferma, di fronte. Inizia con il piede sinistro. Mezzo giro con fazzoletto steso, a zigzag leggermente verso destra. All'inizio i fazzoletti sono stesi, all'altezza del viso, inclinandolo ad ogni passo; si affrontano al centro e poi si fermano brevemente, salutandosi. Continuano ad avanzare e si danno il fronte, si salutano, l'uomo tiene il fazzoletto con una mano e la donna tiene il suo incrociato sulla gonna, con entrambe le mani. Colpi di tacco con il fazzoletto nella mano destra, da un lato e dimenando spalle e anche, con un fazzoletto nella stessa posizione precedente. Mezzo giro, simile al primo. Colpi di tacco e dimenarsi come nella prima occasione.

Quattro angoli, con nacchere, verso destra, con un saluto in ciascuno di essi: nella terza misura avanzano l'uno verso l'altro e si salutano, con un inchino; nella quarta retrocedono e si salutano.

Mezzo giro, con fazzoletto steso. Avanzano l'uno verso l'altro, zigzagando e spostando i fazzoletti stesi; nella terza misura, si uniscono a questi nel centro, formando una sorta di croce e così fanno al centro un intero giro sulla destra, separandosi nel finale dove si incoronano, passando l'uomo il suo fazzoletto steso dietro la testa della donna, mentre la dama alza il proprio fazzoletto steso all'altezza dei suoi occhi.

La seconda parte è uguale alla prima.

AbbigliamentoModifica

Secondo i diversi tempi e luoghi, dal 1871 in poi, la gonna femminile si estende fino ai piedi, pur rimanendo ampia, anche se questo accade, soprattutto, per le celebrazioni o per cavalcare o anche per "stare dentro casa". La camicia, in alto, è coperta da una blusa, di solito di tela molto leggera, con ornamenti sul davanti o sul petto (fiocchi, pannelli, ricami) e maniche lunghe, solitamente quasi legate al braccio. Sulla camicia o sul vestito de cueca e la giacca, con o senza gonna completa, a volte aperta, aveva anche alcuni ornamenti sul petto.

Le calze[n 2] sono sempre più usate per mettersi in mostra.

Verso la fine del XIX secolo la gonna si restringe notevolmente. Le si mettono pezzi sovrapposti ed ha un taglio che accentua il profilo dei glutei. Tende ad assotigliare la vita e nascono i corsetti e altri mezzi ortopedici o trucchi della moda creati nei centri più sofisticati del mondo occidentale. Anche nell'acconciatura ci sono dei cambiamenti e chignon, i capelli sollevati in avanti, si bandiscono le trecce e i gusto seguono la moda, la qualità dei tessuti, dei ricami, ecc. Dipende dalla situazione economica della persona.

DistribuzioneModifica

In Cile si ballò da Coquimbo a Peñaflor. Poi si estese a Cautín a sud e lo si trova più tardi a Chiloé con caratteristiche diverse. Non si sa per certo come sia arrivato in quest'ultima regione, dal momento che nessun dato di questo ballo è stato trovato tra le province di Cautín e Llanquihue.

NoteModifica

  1. ^ Che si sarebbe trasformato in "refalar", cilenismo per "resbalar", che significa scivolare.
  2. ^ Realizzate in cotone o anche in seta.
  1. ^ Bailes folclóricos chilenos - Refalosa, in Memoria Chilena, Memoria Chilena de la Biblioteca Nacional de Chile. URL consultato il 20 aprile 2018.
  2. ^ Gabriel O. Turone, Resbalosa o Refalosa, su http://www.revisionistas.com.ar. URL consultato il 20 aprile 2018.

BibliografiaModifica

  • Clásicos de la Música chilena, Vol. I y II, Ediciones Universidad Católica de Chile.
  • Margot Loyola. Bailes de Tierra en Chile. Ediciones Universitarias de Valparaíso 1980.
  • Assunçao, Fernando O., Fernández Latour de Botas, Olga y Durante, Beatriz. “Bailes Criollos Rioplatenses”, Editorial Claridad, 2011.
  • “Atlas de la cultura tradicional argentina”, Dirección de Publicaciones de la Secretaría Parlamentaria del Honorable Senado de la Nación, Buenos Aires, Argentina, Agosto de 1988.
  • Coluccio, Félix. “Diccionario Folklórico Argentino”, Librería “El Ateneo” Editorial, 1950.
  • Portal – revisionistas.com.ar
  • Saubidet, Tito. “Vocabulario y Refranero Criollo”, Editorial Guillermo Kraft Ltda., Buenos Aires, 1958.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica